Blitz
alla Borsa delle armi, caccia e pesca di Bellinzona
Venerdì, 05.02.2010
Visto
il continuo silenzio e la conseguente approvazione da
parte di chi dovrebbe battersi per i diritti degli animali
in Ticino verso la "Borsa delle armi, caccia e
pesca di Bellinzona", Offensiva Animalista ha deciso
oggi, come l'anno scrso, di
dare un chiaro segnale di dissenso a questa vergognosa
fiera.
Alcuni attivisti si sono recati a Bellinzona per volantinare contro questa barbara fiera.
La caccia e la pesca sono "sport" crudeli, adatti a uomini e donne che si nutrono di violenza e di sopraffazione di esseri innocenti. Assolutamente anacronistiche e totalmente inutili, la caccia e la pesca sono attività sanguinarie che nel 2010 non hanno più senso di esistere.
La polizia, intervenuta per impedire il volantinaggio, su segnalazione di un'organizzatrice, non ha potuto fermare o identificare gli attivisti, perchè essi si sono prontamente allontanati alle prime avvisaglie, e per questo motivo non verranno pubblicate fotografie che li ritraggono.
Offensiva
Animalista continuerà a presenziare a questi eventi
per dare voce ai senza voce.
PROTESTA:
scrivete e telefonate ai seguenti contatti per ribadire che fiere grondanti sangue come quella inaugurata oggi a Bellinzona, non sono più ben accettate (evitando insulti e minacce):
TEL +41 (0)91 826 26 62
FAX +41 (0)91 826 32 84
MAIL info@armicacciapesca.ch
Erasmo
da Rotterdam diceva che "A forza di sterminare
animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva
un grande sforzo". E Goethe che "La
caccia è una forma collaterale della pazzia umana".
Tolstoj che "Nella caccia non vedo che
un atto inumano e sanguinario, degno solamente dei selvaggi e
di uomini che conducono una vita senza coscienza".
La letteratura e il mondo della cultura sono ricchi di personalità
che condannano la caccia e la pesca, in Europa come nel resto
del mondo.
Offensiva Animalista, in punta di piedi di fronte ai giganti del
Sapere umano, si limita a deprecare manifestazioni come quella
in programma a Bellinzona in questi giorni, ovvero la "Borsa
delle armi, caccia e pesca".
Occasioni in cui si invitano i cittadini ad imbracciare fucili
e a gettare armi per distrarsi, e regalarsi qualche momento di
apparente serenità.
Ma i boschi macchiati di sangue e le spiagge sporcate con le viscere
dei pesci rimarranno sempre attività legate alla violenza,
non ai passatempi. Procurare sofferenza e morte a creature deboli
e indifese non sarà mai qualcosa di positivo. Ma, al contrario,
uno scempio per il quale gli esseri umani dovrebbero quantomeno
provare un minimo di vergogna.
COMUNICATO
STAMPA:
Taglia sull'avvelenatore di cani al Cimitero di Lugano
Lugano, 03 febbraio 2010
Periodicamente,
in Ticino, apprendiamo dai mass media, da amici e conoscenti,
che numerosi gatti e cani vengono avvelenati. Ora è la
volta di Lugano dove, nei pressi del cimitero, sarebbero già
tre le vittime canine di qualche squilibrato.
Dal momento che, negli ultimi anni, non ci risulta siano stati
catturati i responsabili di questi gesti, riteniamo di dover dare
una svolta al modus operandi sin qui perseguito per fermare i
colpevoli.
Abbiamo il
vago sentore che la polizia nicchi, evidentemente convinta si
tratti "solo di animali".
Offensiva
animalista propone pertanto una taglia di 1'000.-- franchi sull'"avvelenatore
del cimitero". La cifrà verrà corrisposta a
chiunque riempia di botte il, o i , responsabili degli avvelenamenti.
Se qualcuno
avesse solo sospetti, chiediamo si aggiunga a noi per formare
una ronda che provvederemo a costituire al
più presto.
Non
perderemo tempo né in denunce, né in prediche.
AGGIORNAMENTO al 06 febbraio 2010:
Abbiamo ricevuto molte mail di sostegno e diverse adesione per le ronde nella zona del Cimitero. Inoltre, una persona, che si è identificata con nome e cognome, ha rilanciato la taglia a Fr. 5000 sfidando così la Procura in nome dei nostri fratelli animali.
Offensiva Animalista ringrazia sentitamente tutte le persone che si sono mosse per aiutarci e aiutare gli animali.
SETTIMANA
DI PROTESTA SCRITTA E TELEFONICA
per la chiusura o riconversione dello Zoo al Maglio - Neggio
da lunedì 25.01.2010
a domenica 31.01.2010
Dal 25.01.2010 al 31.01.2010 invitiamo chiunque a contattare i gestori
dello Zoo al Maglio per esporre loro la propria opinione
in merito a questa struttura da sempre considerata inopportuna,
squallida e assolutamente vergognosa!
Da anni è stata lanciata la proposta di riconversione
dello zoo in una struttura che si prenda cura di animali
autoctoni salvati da brutte situazioni o da animali "cestinati"
da circhi e altri zoo, altrimenti destinati a morire ma
che non possono ormai sperare di poter sopravvivere in
natura. Inoltre, la Signora Fehr, proprietaria, dovrebbe
smettere di far nascere, vendere e comprare cuccioli di
animali, cominciando a sterilizzare quelli già
detenuti.
SCRIVETE
E/O TELEFONATE ALLO ZOO RIMARCANDO QUESTA RICHIESTA ED
ESPONENDO (senza insulti o minacce) LA VOSTRA OPINIONE!
Contatti:
Zoo
al Maglio
Fehr-Bloch Edith
6983 – Magliaso (Ticino-CH)
Chi
volesse scrivere anche al Municipio di Neggio,
il quale permette ad una tale struttura di perpretare questa
crudeltà a scopo di lucro difendendola a più
riprese, può contattare:
Lo
Zoo al Maglio è da sempre ricordato in tutta la Svizzera
(e oltreconfine) per il suo squallore.
Animali che sono stati uccisi per futili motivi
(orsi dal collare, tigre siberiana, lince, avvoltoio e chissà
quanti altri volatili), alimentazione sbagliata per gli
animali esotici (mangiano tutti mangime per galline!) e
stress dovuto alla detenzione in spazi così ristretti
(seppur al limite delle norme, come ci ricorda il nostro
"geometra cantonale" Dott. Vanzetti) e in climi
totalmente diversi dal loro proprio.
Persino molti visitatori che sono andati allo zoo aspettandosi
chissà cosa, sono tornati poi indietro dicendoci
che effettivamente è una struttura piuttosto triste
e squallida!
È
ora che la Sig.ra Edith Fehr, proprietaria, si decida a
prendere in considerazione la riconversione da anni propostale
o che chiuda una volta per tutto il suo gulag personale.
Il suo maggiore introito, si sà, è la vendita
di cuccioli nati nella sua struttura a circhi e zoo svizzeri
e non (per un cucciolo di leone il minimo che bisogna pagare
è di circa 30'ooo Fr!).
La proposta, invece, chiede che vengano sterilizzati gli
animali già presenti e che non ne vengano più
venduti o comprati.
Inoltre, dovrà occuparsi solo di animali autoctoni
salvati da brutte situazioni o animali nati e cresciuti
in cattività, cestinati da circhi o zoo e altrimenti
destinati alla morte poiché incapaci di sopravvivere
in natura: una proposta interessante sia per lei che per
i turisti!
Finché
ciò non avvverrà noi non ci fermeremo!
VIDEO
Scimmia che tenta di prendere
l'erba fresca da fuori
Leonessa e pantera che camminano
avanti e indietro ossessivamente
OFFENSIVA
ANIMALISTA CONTRO LE PELLICCE
azione di disturbo e sensibilizzazione con cartelloni e
volantini
Lugano - sabato 05.12.2009
Oggi
alcuni attivisti di Offensiva Animalista si sono recati in centro
a Lugano e con un'azione di disturbo hanno sfilato con i cartelloni
raffiguranti la verità che sta dietro ad un capo in pelliccia.
Inoltre, abbiamo inseguito le persone "impellicciate",
senza proferire parola: bastavano le immagini. Quest'azione ci
ha portato solidarietà da parte di un buon numero di ticinesi
comunque sensibili alla causa animalista, ma anche dei moti di
rabbia da parte di chi, oggigiorno, si veste ancora con la pelliccia
di un animale squartato vivo.
COMUNICATO
STAMPA:
la triste storia di cinque cani invisibili
Lugano - 05.12.2009
Aggiornamento:A
tutt'oggi la situazione non è cambiata: difatti l'approssimativo
ed insoddisfacente rapporto dell'inviato dell'Ufficio del Veterinario
Cantonale afferma di aver accertato la ferita alla zampa della
cagna ma ha dichiarato che per il resto non è stato riscontrato
nulla di anomalo. Un'affermazione pressapochista e del tutto contraria
a quanto testimoniato da diverse persone, che nel corso degli
anni hanno chiamato più volte sia l'UVC che la Protezione
Animali, scandalizzate dalla costante condizione di degrado nella
quale si trovano da sempre questi cani (e i loro predecessori),
senza però aver mai un riscontro decisivo.
Durante
questi giorni di freddo e pioggia, i cani sembra siano chiusi
nella minuscola casetta:
Invitiamo
tutti a dimostrare il proprio sdegno verso questa decisione e
verso la condizione scandalosa nella quale si trovano questi poveri
cani, contattandoci e contattando direttamente anche i signori
Brumana (prorietari dei cani) e l'Ufficio del Veterinario Cantonale:
BRUMANA
GIOVANNI
panetteria-pasticceria
via al Mulino 6 /Resega
6948 Porza
La
storia: La
sera del 19 novembre 2009 siamo stati contattati da una persona
che ci ha segnalato un caso davvero pietoso: cinque cani, presumibilmente
da caccia, che da anni vivono in un piccolo cortile isolato dal
mondo civile, circondato da mura e da case, dietro la panetteria
Brumana di Canobbio (zona stadio di Lugano).
Ci siamo recati subito a visionare la situazione e quello che
abbiamo visto è stato a nostro parere grave.
I cani vivono
senza apparentemente dell’acqua a disposizione, senza cibo,
camminano nei loro escrementi, non escono mai da questo spazio
e una di queste cagne ha un problema alla zampa (come si evince
dalle fotografie allegate). Inoltre abbiamo, non solo raccolto
prove fotografiche che attestano lo stato degli animali, ma anche
delle confidenze di persone che vivono o lavorano nelle vicinanze,
e il quadro che ci è stato dipinto non è dei più
felici: sembra infatti che questi cani vengano fatti accoppiare
per poi venderne i cuccioli e che la situazione si protragga ormai
da anni.
Non abbiamo
potuto appurare di chi fossero questi cani, ma lunedì 23
novembre abbiamo allertato l'ufficio del veterinario cantonale
con una denuncia dettagliata e sembra che ora stia seguendo il
caso. Purtroppo però a tutt’oggi i cani sono nella
medesima condizione, nulla si è fatto nemmeno per la cagna
con il problema alla zampa.
Offensiva
Animalista con questa denuncia pubblica vuole rendere attenti
i ticinesi di quanto avviene purtroppo anche nel nostro Cantone
ai danni dei più deboli, anche perché questo stato
di cose si protrae da anni e sembra che nulla sia stato fatto
fino a adesso per migliorare la loro esistenza.
Puntiamo
il dito contro chi detiene questi animali, contro chi ha fatto
finta di non vedere per molto tempo, contro chi non ha agito per
aiutarli ma poteva farlo.
Siamo nel
2009, siamo in paese che si definisce civile; eppure questi esseri
senzienti sono come invisibili. Ma se si fosse trattato di bambini,
siamo certi, sarebbero già in salvo.
Taglia per l'avvelenatore
È l'ultima provocazione di «Offensiva animalista» Un'azione «altamente problematica», osserva il procuratore pubblico Mario Branda, ricordando che «la pubblica istigazione a un crimine o alla violenza» è un crimine perseguibile per legge fino a tre anni di carcere
Una taglia di 1.000 franchi a disposizione di «chiunque riempia di botte il o i responsabili degli avvelenamenti» che, negli ultimi giorni, hanno fatto tre vittime - tre cani - a Lugano, in zona Cimitero. È, questa, l'ultima provocazione di Offensiva animalista che, nel suo comunicato, precisa che, visto il susseguirsi di violenze perpetrate ai danni di animali senza che i colpevoli siano, se non puniti, almeno perseguiti, ha deciso di passare ai fatti ed invita chiunque avesse dei sospetti a farsi vivo così da poter partecipare a ronde che saranno costituite al più presto per difendere gli animali. Marisa , di Offensiva animalista, risponde alle nostre domande. È tranquilla. Quello che a lei e ai membri dell'Associazione interessa è che agli animali sia garantita l'applicazione dei diritti che sono riconosciuti loro dalla legge. «Siccome ciò non avviene e chi li uccide resta sempre impunito, abbiamo deciso di lasciar perdere le lunghe discussioni e di passare ai fatti».
Verrebbe da dire: squadrismo animalista. Non pensate di aver alzato un po' troppo il tiro?
«No. Assolutamente. Abbiamo lanciato la taglia per smuovere dall'indifferenza tante persone che si sono ormai rassegnate a non avere giustizia per il loro animale - cane o gatto non importa - morto. È, evidentemente, una provocazione, ma vogliamo che si sappia che l'impunità, anche per coloro che sfogano le loro frustrazioni sugli animali, non esiste. A lei sembra giusto che possa esserci in giro gente che può ammazzare cani e gatti senza nemmeno essere ricercata?».
Una provocazione che promuove però la violenza come metodo...
«No. Promuove la giustizia. E poi... è provato che coloro che compiono violenze sugli animali sono persone tendenzialmente capaci di essere violente anche con i loro simili. Se la polizia non li ferma dobbiamo cercare di farlo noi cittadini».
L'istigazione alla violenza, però, per il nostro Paese, è un reato...
«Gliel'ho detto. La nostra è una provocazione. Non accettiamo più questo silenzio, quest'indifferenza, quest'omertà».
Può una «provocazione» essere considerata reato?
L'abbiamo chiesto al procuratore pubblico Mario Branda , uno dei magistrati più attivi sul fronte dei reati contro i diritti degli animali.
«La “provocazione” di Offensiva animalista è altamente problematica. L'articolo 259 del CP, al proposito, parla chiaro: “Chiunque pubblicamente istiga a commettere un delitto implicante atti di violenza contro persone o cose, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria”. La taglia messa a disposizione di “chiunque riempia di botte il o i responsabili degli avvelenamenti” contiene elementi che possono rientrare sotto quest'articolo».
Resta il fatto che anche gli animali sono protetti dalla legge, ma, chi li ammazza, la fa sempre franca...
«Come ho già avuto modo di dire, il fatto che la maggior parte dei casi resti irrisolta, non significa che la magistratura faccia spallucce e seppellisca l'incarto in qualche cassetto. Significa che... individuare il colpevole è difficile. I colpevoli di questi reati sono vigliacchi che compiono gesti vigliacchi che non richiedono abilità particolari».
La taglia però, se ben capisco, non si giustifica.
«No. Non si giustifica. La soluzione proposta è peggiore del male che si vuole combattere».
26/01/2010
- ansamed.info
PESCA: TONNO
ROSSO; PER ATTIVISTI IN TRE ANNI SARÀ ESTINTO (di
Nando Piantadosi)
(ANSA)
- NAPOLI - Dopo la campagna contro la caccia alle balene
nell'Oceano del Sud, l'organizzazione no-profit Sea
Shepherd si lancia in una nuova impresa: salvare
il tonno rosso mediterraneo dall'estinzione. Secondo quanto
e' annunciato sul sito web, le due navi di Sea Shepherd,
la ''Steve Irwin'' e la ''Bob Barker'', sono salpate alla
volta del Mediterraneo con l'obiettivo di intercettare
e opporsi alle operazioni illegali dei pescatori di frodo
del tonno rosso. Dal web, il fondatore e presidente di
Sea Shepherd, Paul Watson, uno dei padri di Greenpeace,
sottolinea l'importanza di ''portare all'attenzione dell'opinione
pubblica internazionale il fatto che una delle specie
di pesci piu' rare al mondo, il tonno rosso, e' sull'orlo
dell'estinzione a causa della pesca illegale provocata
essenzialmente dall'insaziabile domanda dei giapponesi
per questo tipo di pesce molto costoso''. Due settimane
fa - rileva il sito internet - un esemplare di tonno rosso
e' stato venduto al Giappone per 111.000 sterline, circa
125.000 euro. Per Sea Shepherd il crescente valore di
mercato del tonno rosso impedisce ogni tentativo a garanzia
della specie che, in mancanza di misure adeguate, giungera'
al capolinea nell'arco di tre anni. Tra i responsabili
Sea Shepherd colloca anche l'industria della pesca del
Mediterraneo, sostenuta dall'UE con sussidi da decine
di milioni di euro. In marzo, nell'ambito della Convenzione
sul Commercio Internazionale di Specie in Pericolo (CITES),
e' previsto un incontro finalizzato a discutere della
possibilita' di vietare il commercio del tonno rosso.
''L'UE ha pero' depennato questa discussione dalla sua
agenda - riferisce ancora il sito web dell'organizzazione
no-profit - per non danneggiare i pescatori della Francia,
di Malta, dell'Italia e della Grecia''. Cio' nonostante
la Sea Shepherd Conservation Society non demorde e, forte
dell'esperienza maturata in sei anni di scontri nell'Oceano
del Sud contro le baleniere giapponesi, si dice pronta
combattere per impedire l'estinzione: ''Possiamo perdere
una nave - dice ancora Paul Watson - ma la perdita di
una nave e' preferibile alla perdita dell'intera specie
del tonno rosso'', perche', ''le navi sono sacrificabili,
le specie no''.
25/01/2010 - La
Regione Ticino
I cavalli del
Bisbino trovano una casa I ‘mustang’
raccolti in un terreno recintato sui Monti di Lenno
Un
riparo dal gelo e la certezza di trovare qualcosa da mangiare,
in attesa di una soluzione definitiva che, peraltro, sembra
già essere stata trovata.
È
questa, insomma, la storia dei diciotto cavalli del Bisbino.
Una storia che continua. Per gli animali il presente è
quello di aver trovato una ‘casa’, dopo che
in queste settimane i volontari di associazioni comasche
e ticinesi, armati di picconi, mazze, badili e rastrelli,
hanno recintato il terreno (due ettari) individuato sui
Monti di Lenno, in territorio di Moltrasio, e messo a
disposizione gratuitamente da un proprietario della zona.
Gli
stessi volontari, con l’aiuto della Provincia di
Como, hanno sostenuto anche le spese di recinzione dell’area,
facilmente raggiungibile con il rifornimento di foraggio
e rotoballe di fieno acquistati grazie alle somme raccolte
al di qua e al di là della frontiera e giunte da
associazioni, enti e singoli cittadini.
Sabato
è stata realizzata una struttura per consentire
l’intervento dei veterinari dell’Asl, incaricati
di vaccinare gli animali e di impiantare i microchip.
In
primavera i cavalli saranno poi condotti, per strade e
sentieri, lungo la dorsale del Bisbino nel territorio
di Lanzo d’Intelvi in un’area idonea resa
disponibile dall’amministrazione comunale.
Senza
trascurare che i cavalli del Bisbino potrebbero costituire
anche un richiamo turistico.
17.01.2010 - tio.ch
TICINO
Animalisti e atti criminali: bloccare
questo terrorismo
TICINO
- Il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione del
Deputato Tullio Righinetti che solleva il problema delle
azioni violente messe in atto di recente anche in ticino
da alcuni animalisti cosiddetti "estremisti",
ritenendo il problema molto delicato e come tale giudicabile
solo dalla Polizia federale giudiziaria. Inoltre il Consiglio
garantisce che, proprio perchè delicata, è
tenuta sotto controllo dalla Polizia Cantonale.
Il
Consiglio ritiene Alf e i suoi fanatici aderenti estremismo
violento e pericoloso e per tanto è stata allertata
la Polizia che segue con attenzione il movimento. Le indagini
dunque procedono, anche se risultano difficili e complesse.
Purtroppo l'esistenza di tracce non si traduce automaticamente
nell'esistenza di indizi sufficienti per procedere con una
denuncia al Ministero Pubblico. Il caso quindi resta aperto.
21/12/2009
- www.tio.ch
TICINO
La carne non è stata avvelenata Dalla
polizia cantonale giungono oggi gli esiti delle analisi
sulle carni pervenute lo scorso venerdì alle redazioni
di Rsi e CdT dalla "Animal Rights Militia"
LUGANO
- E' stata un'azione dimostrativa. Dalla polizia cantonale
arrivano gli esiti degli esami di due confezioni di affettato
inviate venerdì scorso ai mass media ticinesi, accompagnate
da lettere minatorie del gruppo animalista "Animal
Rights Militia".
Gli
accertamenti tecnici e le analisi fisico-chimiche, microbiologiche
e tossicologiche sinora intraprese presso il Laboratorio
cantonale d’Igiene e il Laboratorio di Chimica e di
Tossicologia di Olivone, hanno permesso di ottenere i seguenti
riscontri:
-
non è stata evidenziata la presenza di prodotti velenosi
o sostanze pericolose di uso comune, in particolare medicamentose
o stupefacenti, cianuri, come pure di batteri patogeni comuni
di origine alimentare (salmonella, ecc.);
-
tuttavia, l’analisi chimica ha rilevato un tasso anomalo
di “cloro”, la cui origine non può essere
per il momento determinata.
Dalle
autorità, tuttavia, si apprende che non è
possibile per il momento pronunciarsi oltre circa la potenziale
pericolosità che comunque, vista la contenuta consistenza
dei campioni, si ritiene del tutto limitata.
natale
2009 - altriauguri.it (ActionAid)
Una capretta per
ogni famiglia Per
gli amanti degli animali Lei vorrebbe un bassotto, lui preferisce un alano.
Regala una capretta! Quella degli AltriAuguri di ActionAid
mette tutti d’accordo e in più porta grandi
speranze a una famiglia del Mozambico.
il tuo cesto di doni AltriAuguri
Disseminati
lungo il confine meridionale del Mozambico ci sono una miriade
di piccoli villaggi isolati, come Kariwa. Per le persone
che nascono qui, vivere è una sfida quotidiana. Per
un bambino su cinque la sfida è troppo dura e così
muore prima di aver compiuto 5 anni. La maggior parte delle
famiglie coltiva i campi e alleva bestiame, ma in condizioni
terribili: alluvioni e siccità ciclicamente distruggono
tutto.
ActionAid
lotta perché ogni famiglia, in Mozambico e ovunque
nel modo, sia in grado di costruirsi una vita dignitosa
e sicura. Uno dei progetti che potremo attuare anche grazie
al tuo regalo sarà dare una capretta gravida a ciascuna
delle famiglie più bisognose perché possano
nutrirsi con il suo latte e possano poi vendere i piccoli
che nasceranno per acquistare sementi e attrezzi agricoli
nuovi.
E
i tuoi amici riceveranno un biglietto unico e solidale,
come quello che vedi qui accanto, per ogni regalo che sceglierai
di fare. Se lo vorrai, potrai tu stesso personalizzare il
biglietto facendolo arrivare direttamente a casa tua e inviandolo
tu ai tuoi amici!
In
questa pagina si esortano le persone, facendo leva sulla
loro buona fede, a comprare un essere vivente (c'è
scritto PRODOTTO nella barra dell'url!)
per far sì che un umano, creatura vivente tanto quanto
lo è la capretta, possa sfruttarlo, separarlo dai
propri cuccioli e venderlo per ricavarci soldi dando così
luogo ad un'indicibile sofferenza che, purtroppo, non può
venir espressa dalla capretta.
Ma
si sa, gli umani vengono prima degli animali, per questa
gente. A tal proposito ricordiamo che lo specismo è
la base per il razzismo.
E'
giusto e doveroso che qualcuno possa dar voce ai senza voce,
rispetto ai quali l'uomo troppo spesso si ritiene superiore,
quindi scrivete per dire la vostra:
TF autorizza spot
censurato nel '94 Riguarda
l'allevamento industriale degli animali
LOSANNA
- Il Tribunale federale ha posto fine ad una delle più
lunghe vertenze che hanno occupato la magistratura elvetica
e i giudici di Strasburgo. La Corte suprema ha autorizzato
la diffusione di un spot televisivo contro l'allevamento
industriale degli animali, censurato nel lontano 1994.
I
giudici hanno accettato la domanda di revisione inoltrata
dall'Associazione contro le fabbriche di animali, produttrice
della sequenza pubblicitaria. La Corte europea dei diritti
dell'uomo di Strasburgo aveva dato ragione una prima volta
all'Associazione nel 2001, poi una seconda, condannando
in entrambe le occasioni l'atteggiamento del Tribunale federale.
Costretti a riesaminare la vertenza per la terza volta,
i giudici federali hanno finito col cedere, riconoscendo
che lo spot non contravviene alla disposizione che vieta
la pubblicità a sfondo politico. Fondatore dell'Associazione,
Erwin Kessler ha fatto sapere che chiederà quanto
prima la diffusione della contestata sequenza pubblicitaria.
26/11/2009
- tio.ch
L'OSPITE
L'influenza non si combatte con
il vaccino
La strada per l’inferno è lastricata
di buoni … vaccini!
È veramente il caso di preoccuparci di questa “pandemia”
influenzale? È davvero utile vaccinarsi contro l’influenza
stagionale? Sarebbe fondamentale informarsi un po’ prima di
prendere delle decisioni che potrebbero avere delle
con-seguenze anche molto serie sulla nostra salute.
L’influenza suina altri non è che un virus
molto contagioso, ma con bassa virulenza. In
pratica può danneggiare solo un soggetto molto
debilitato! L’influenza stagionale invece la conosciamo
tutti, si può contrarre durante le epidemie,
nei luoghi affollati in condizioni di stress e viene debellata
spontaneamente in una settimana, con febbre, riposo, alimentazione
ricca di vitamine (soprattutto A e C) e minerali
(soprattutto zinco). Se vogliamo intervenire con la
medicina utilizziamo fitoterapici (es. Echinacea, Rosa canina)
o omeopatici come Aconitum o, nella prevenzione, con appositi
composti ad azione immunostimolante. Abbassare la febbre
con antipiretici migliora i sintomi, ma allunga la durata
della malattia e spesso fa comparire fenomeni collaterali
che vanno dall’orticaria alle complicanze gastro-intestinali,
con nausea e mal di pancia e dopo qualche settimana talvolta
anche fenomeni allergici.
Per ciò che riguarda la vaccinazione H1N1, e non
solo, è doveroso sapere come si possa migliorare
in modo fisiologico l’efficienza del sistema immunitario.
Il sistema immunitario è una componente complessa
e sofisticata dell’organismo umano. Esso ci protegge
non solo dagli agenti infettivi, ma anche dai tumori. Ogni
pesante intrusione su di esso è carica di conseguenze
pericolose e imprevedibili. Ciò vale sia per gli
immunosoppressori, usati per le malattie autoimmuni, sia
per gli immunostimolanti come i vaccini. Le vaccinazioni
stimolano la risposta anticorpale contro uno specifico
antigene, ma al prezzo della capacità del sistema
immunitario di fare fronte a molti altri.
Tornando alla vaccinazione contro l’influenza suina,
con la scusa di proteggerci contro le rarissime
complicanze di una influenza a bassa virulenza, rischiamo
di distogliere l’attenzione del sistema immunitario
dalla sorveglianza contro altri agenti infettivi, tumori,
allergie e fenomeni di autoimmunità. Come se ciò
non bastasse, si ricordi che il vaccino contiene sostanze
nocive come alluminio e squalene.
Con queste premesse, è meglio evitare questo
genere di “medicina preventiva” che offre
più rischi che benefici e preferire dei metodi
naturali.
A cura del Dr.Flavio Rodolfo Dainesi
Medico chirurgo,
Dottorato in Farmacia
Dottorato in Scienze Biologiche
Diplomato in Omeopatia e Medicine integrate