Cronologia delle nostre azioni su:

 

 

COMUNICATO STAMPA:
attivista aggredita dallo Zoo al Maglio

lunedì 09.04.2012, Neggio

Da un giorno è partita la nuova settimana di protesta contro lo Zoo al Maglio di Neggio.
Ad ogni occasione Offensiva Animalista e chiunque si senta vicino alla causa può andare a sensibilizzare ed informare i passanti sulle realtà diseducative di strutture come questa.
Il volantinaggio si svolge sempre su suolo pubblico, dunque in modo perfettamente legale, come lo stesso defunto Bill Arigoni, ricordiamolo, ha sempre garantito.

Come spesso accade, nonostante la libertà di espressione e di informazione, veniamo minacciati dal personale di servizio di questo gulag. Tre anni fa, lo stesso personale tentò di investire i manifestanti di un sit-in autorizzato dal Comune di Neggio. Manifestazione a cui erano presenti anche dei bambini, tra l’altro. Bambini che sono rimasti traumatizzati da questo triste episodio.

Oggi, 9, aprile 2012, uno dei collaboratori ha malmenato una ragazza attivista di Offensiva Animalista intervenuta per il volantinaggio a favore degli animali che da anni sono detenuti in condizioni disumane in questo zoo.
Il video riporta solo parzialmente quanto avvenuto. Altri “simpatici” episodi di violenza da parte dei proprietari e lavoratori dello zoo sono avvenuti prima dell’accensione della videocamera.
Il video dell’aggressione del lavoratore dello zoo al maglio:



Offensiva Animalista - aggressione di un'attivista allo Zoo al Maglio

Ci riserveremo, ovviamente, di sporgere denuncia alle competenti autorità.

Continua nel frattempo la protesta!

 

PROTESTA SCRITTA E TELEFONICA AD OLTRANZA
contro lo Zoo al Maglio

da domenica 08.04.2012 ad oltranza

Zoo al Maglio - Neggio
una vergogna per la Svizzera!

Lungi dalle nostre speranze, la famiglia Fehr ha pensato bene di peggiorare la situazione aggiungendo addirittura dei CANGURI tra i prigionieri della struttura. Come si può evincere dai due video, comunuque, nonostante i solleciti di attivisti e politici ad avviarsi verso la riconversione, in realtà nulla è cambiato.

È dunque necessario far capire una volta per tutte quanto, nel 2012, una realtà come questa non ha davvero ragione di esistere e che deve chiudere i battenti o riconvertirsi in un rifugio che ospiti animali recuperati da situazioni di sfruttamento. Deve quindi smettere di acquistare animali, ricordandosi che una prigione è sempre una prigione; una gabbia, per quanto abbellita dall'esterno con piante e fontane, rimane sempre una gabbia, e gli animali questo lo sanno.

PROTESTIAMO!

 

Lo Zoo al Maglio è da sempre ricordato in tutta la Svizzera (e oltreconfine) per il suo squallore.
Animali che sono stati uccisi per futili motivi (orsi dal collare, tigre siberiana, lince, avvoltoio e chissà quanti altri volatili ed ora canguri), alimentazione sbagliata per gli animali esotici (mangiano tutti mangime per galline!) e stress dovuto alla detenzione in spazi così ristretti (seppur al limite delle norme, come ci ricorda il nostro "geometra cantonale" Dott. Vanzetti) e in climi totalmente diversi dal loro proprio. Persino molti visitatori che sono andati allo zoo aspettandosi chissà cosa, sono tornati poi indietro dicendoci che effettivamente è una struttura piuttosto triste e squallida!

È ora che la famiglia Fehr, proprietaria, si decida a prendere in considerazione la riconversione da anni propostale o che chiuda una volta per tutto il suo gulag personale. Il suo maggiore introito, si sà, è la vendita di cuccioli nati nella sua struttura a circhi e zoo svizzeri e non (per un cucciolo di leone il minimo che bisogna pagare è di circa 30'ooo Fr!). La proposta, invece, chiede che vengano sterilizzati gli animali già presenti e che non ne vengano più venduti o comprati.
Inoltre, dovrà occuparsi solo di animali autoctoni salvati da brutte situazioni o animali nati e cresciuti in cattività, cestinati da circhi o zoo e altrimenti destinati alla morte poiché incapaci di sopravvivere in natura: una proposta interessante sia per lei che per i turisti!

Finché ciò non avverrà noi non ci fermeremo!

 

 

SETTIMANA DI PROTESTA TELEFONICA E SCRITTA PER LA CHIUSURA/RICONVERSIONE

Dal 08.04.2012 ad oltranza
invitiamo chiunque a contattare i gestori dello Zoo al Maglio per esporre loro la propria opinione in merito a questa struttura da sempre considerata inopportuna, squallida e assolutamente vergognosa!


Da anni è stata lanciata la proposta di riconversione dello zoo in una struttura che si prenda cura di animali autoctoni salvati da brutte situazioni o da animali "cestinati" da circhi e altri zoo, altrimenti destinati a morire ma che non possono ormai sperare di poter sopravvivere in natura. Inoltre, la Signora Fehr, proprietaria, dovrebbe smettere di far nascere, vendere e comprare cuccioli di animali, cominciando a sterilizzare quelli già detenuti.

 

SCRIVETE E/O TELEFONATE ALLO ZOO RIMARCANDO QUESTA RICHIESTA ED ESPONENDO (senza insulti o minacce) LA VOSTRA OPINIONE!

 

Contatti:

Zoo al Maglio
Fehr-Bloch Edith
6983 – Magliaso (Ticino-CH)

telefono:
Tel. 0041/91.606.14.93
Tel. 0041/91.606.75.55

Fax 0041/91.-606.64.23

e-mail:
post@zooalmaglio.ch

 

Chi volesse scrivere anche al Municipio di Neggio, il quale permette ad una tale struttura di perpretare questa crudeltà a scopo di lucro difendendola a più riprese, può contattare:

telefono:
Tel. 0041/91.606.24.25
Fax 0041/91.606.23.00

e-mail:
comune@neggio.ch

 

VIDEO

Scimmia che tenta di prendere l'erba fresca da fuori


Leonessa e pantera che camminano avanti e indietro ossessivamente


Serval infastidito da visitatori

video della protesta 2009, nulla è cambiato.

 


SETTIMANA DI PROTESTA SCRITTA E TELEFONICA
contro la Falconeria di Locarno

da lunedì 26.03.2012 a domenica 01.03.2012


Ha riaperto questo w-e una struttura che in Ticino ha creato non poco sdegno da quando è venuta a formarsi qualche anno fa. Si tratta della Falconeria di Locarno, di Pio Nesa, che detiene rapaci di ogni tipo per spettacoli all'aperto e visite guidate. Sotto la maschera della didattica, si nascondono però le nefandezze tipiche dello sfruttamento animale a scopo di lucro: gabbie, addestramenti contro natura e ritmi di vita alterati.
È giunto il momento di far sentire la voce di chi non può parlare ed esprimere il nostro disdegno per mostrare il vero volto di questa pratica. Indiciamo perciò una settimana di protesta durante la quale chiunque è chiamato ad informarsi e ad esprimersi in merito, coi diretti interessati e coi media.
Non a caso la Falconeria di Locarno, che a suo dire si sente tanto vicina ai "suoi" animali, è pubblicizzata anche dallo Zoo di Magliaso, un'altra struttura su cui persino i parlamentari si sono espressi negativamente.

Qualche informazione al riguardo...


LA FALCONERIA

La falconeria e la caccia con animali consistono nell'utilizzo di uccelli rapaci (falchi, aquile, gufi, civette). Oggi è un'attività molto diffusa, purtroppo, e comprende sia l'allevamento in cattività, sia le mostre e la detenzione in generale, sia la falconeria applicata a scopi "didattici", di spettacolo e di caccia.

Gli amanti di questa rievocazione, che ci riportano nel del buio periodo del Medioevo (dove, ricordiamo, si solevano mostrare in piazza "orsi con le unghie mozzate e i denti recisi, costretti a ballare incatenati al suono dell’organetto" e allo stesso modo gente di colore catturata direttamente dall'allora remota Africa e persone nate menomate, i così detti "fenomeni da baraccone", ma anche impiccagoni e inquisizioni di persone innocenti... un periodo storico di cui andare fieri, insomma), si attaccano alla questione didattica, poiché credono di fare un piacere alla comunità mostrando da vicino la bellezza di animali da sempre inarrivabili finalmente rinchiusi e sottomessi. In realtà quel che può avere di istruttivo questo modo di avvicinare (solo fisicamente) la gente alla natura inerme è lo stesso che possono avere zoo e circhi: nulla di quel che viene mostrato di questi animali è lontanamente simile alla loro vera natura (i veri rapaci reagiscono con paura al confronto umano, quello è il vero animale selvatico che da un falconiere non si può trovare). La Natura vera degli animali è apprezzabile solo tramite documentari girati nei loro ambienti naturali, dove vivono allo stato brado. Oppure recandosi direttamente in loco ed osservandoli da lontano cercando di carpire l'attimo in cui si mostreranno per svolgere le loro funzioni primarie di sopravvivenza. È dunque incontestabile che quello che si ha davanti quando ci si reca in una falconeria non è che l'ombra del fantomatico "Re dei cieli".

Ma la questione non è solamente quella didattica. Anche i metodi di sottomissione e di addestramento non sono così amichevoli e spontanei, come sperano di farci pensare i falconieri.

Leggi il resto:
La Falconeria

Un'interessante intervendo della SPAB, firmato Armando Besomi, riguardante l'apertura della Falconeria di Locarno:
http://www.spab.ch/cercare/view_cercato.php?destinazione=../z_comunicati_stampa/avv0/testo_i_84.html



SCRIVETE E CHIAMATE NUMEROSI PER ESPRIMERE IL VOSTRO DISSENSO PER QUESTA PRATICA OBSOLETA, INNATURALE E DANNOSA NEI CONFRONTI DI QUESTI SPLENDIDI ANIMALI E DELLA NATURA STESSA!



Contatto:

Falconeria Locarno
Via Delle Scuole 12
6600 Locarno

tel:     +41 (0)91 751 95 86
email: info@falconeria.ch




PPD Locarno, che ha invitato la gente allo spettacolo odierno, merita di ricevere in copia le nostre opinioni.
articolo dell'annuncio:
http://www.tio.ch/Ticino/Politica/News/674379/PPD-Locarno-organizza-spettacolo-di-falconeria


 

PPD Sezione Locarno
Palazzetto FEVI
6600 Locarno
email: info@pp-locarno.ch

 




PRESIDIO CONTRO
IL CIRCO KNIE

tournée 2011 - Ticino

Lugano, 19 novembre 2011, ore 19:15


BOICOTTIAMO IL CIRCO KNIE!
Boicottiamo la crudeltà!


Diciamo di NO a questa mostruosità.
E chiediamo che, come nella vicina Austria e in molte città d’Europa si proibiscano gli spettacoli dei circhi con animali.


Nell'anno 2009 abbiamo effettuato un servizio fotografico che testimonia quanto la vita degli animali prigionieri del circo Knie non sia del tutto rose e fiori.

VAI ALL'ALBUM

http://www.flickr.com/photos/oanimalista/sets/72157622732269907/

 

Sig.ra Orfei (proprietaria dell’omonimo circo):

Se un leone ti attacca e tu gli punti la forca, lui le si butta contro e si punge; lo fa una, due, tre volte, ma poi capisce che avventandosi sulla forca si punge e allora cerca di aggirare l’ostacolo. In questo caso gli arriva la frustata una prima volta, una seconda e così via, finché si rende conto che non può attaccarti e tu lo domi gradatamente con il condizionamento”.

E ancora: “Le foche possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché la loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po’ di pesce ottieni quello che vuoi”.


Hans Falk, ex lavoratore del circo austriaco Knie, riferisce quanto visto nelle prime sessioni di addestramento di una giovane elefantessa africana:

Si iniziò con una sorta di esercizio di equilibrio, sopra un asse rigido tenuto a circa 50 centimetri da terra. Ma l’elefantessa, impaurita, si rifiutò. Allora, sia l’addestratore che Louis Knie persero la pazienza e ricorsero ad una asta metallica portante all’apice un uncino, il quale fu spinto e poi tirato sull’elefantessa. Si cercava di far svolgere l’esercizio in maniera corretta nel più breve tempo possibile, ma l’elefante rimaneva incapace di eseguirlo. Era giunto il momento di iniziare un piccolo inferno nella pista. Il domatore iniziava a colpire l’elefante sulle zampe fino al sanguinamento”. Jean Richard, domatore francese: “Afferro una barra di metallo ed inizio a bastonare gli elefanti sulla testa con tutta la mia forza”.

 

 


BASTA CEMENTO... PIANTIAMOLA!
azione simultanea in collaborazione con Memento Naturae

23 settembre 2011, Equinozio d'autunno

Nella sera dell'equinozio d'autunno abbiamo piantato simbolicamente un Cedrus Deodara, detto anche l'Albero degli Dei, ai margini del cantiere all'uscita di Lugano Nord, che negli anni è stato completamente trasformato da progetti di mobilità, vedendo anche la nascita di una delle tante gallerie che forano le nostre montagne, oltre che di tonnellate di cemento tra autostrada e collegamenti atti alla gestione dell'ingente traffico.

La scelta di quest'albero è dovuta sopratutto alla stagione, ma anche al territorio che, devastato, non offre molto. Questo tipo di sempreverde è molto resistente ed è conosciuto anche per essere un solitario.

Sperando che questo gesto venga capito come il messaggio che porta, ci uniamo alle parole dei promotori dell'iniziativa, dei quali trasmettiamo il comunicato sottostante.

 

Comunicato ufficiale:

In occasione dell Equinozio di Autunno, venerdì 23 Settembre, diverse realtà unite dalla sensibilità nei confronti dellambiente, hanno svolto una azione sinergica contro la cementificazione selvaggia che caratterizza la nostra società attuale e gli odierni agglomerati urbani.

Memento Naturae, Amici della Terra, Ideopolis, Respiro Verde, 45° Parallelo, Offensiva Animalista, Movimento Cittadino Flaminio, Comunità Roma Ovest, Fons Perennis, Pietas, Gruppo Monte Kailash, Cervantes, Soccorso Sociale, La Fenice, Naturalmente, Autonomi AntiSpe, Tila, Furor, Amici della Contea, Azione Punto Zero, Hola, Casa degli Ent, Albero Bianco, Minas Tirith, Gruppo Studio Avser, Vivex, Iceberg Eco-Animalista e Terra Libera, per denunciare quanta poca attenzione ci sia per gli spazi naturali a
causa di interessi e di scellerate speculazioni edilizie, con una
iniziativa simbolica denominata "Basta Cemento... Piantiamola!", hanno voluto ricordarlo interrando salvia, mirto, oleandro, rosmarino, incenso, lavanda e altre piante in moltissime città italiane come Torino, Ivrea, Pavia, Milano, Bergamo, Firenze, Bologna, Grosseto, Lucca, Orvieto,Roma, Capri, Taranto, Palermo, Crotone, Catania, e moltissimi comuni laziali come Guidonia, Castelli, Palidoro, Santa Marinella, Civitavecchia, Ladispoli, Cerveteri,
Maccarese, Fiumicino, Castel di Leva, Ostia, Acilia, ma anche in
Svizzera a Lugano, a difesa di quel verde, che per qualcuno è solo un colore riconducibile ai soldi.

La scelta di questa azione per la data del 23 Settembre, non è stata casuale; simbolicamente l' Equinozio di Autunno identifica lo sfiorire annuale della natura, l'appassire della vegetazione, una stagione dormiente e silenziosa ma importante nella dinamica ciclica delle stagioni e percepita da tutte le culture tradizionali del mondo come un momento di passaggio.

È il tempo del riposo, della meditazione dopo la calura estiva, momento in cui nell'uomo dovrebbe crescere tutto ciò che si lega alla sfera interiore.

L' Equinozio di Autunno va quindi a legarsi con questa iniziativa, non solo come protesta alle cattive politiche ambientali, totalmente disinteressate alla tutela di quella Natura che a chiacchiere si dice di amare, ma anche come un momento intriso di significato: piantare una pianta, curarla nel tempo ed osservare il suo modo di crescere, equivale a piantare un seme spirituale in ognuno di noi per poi farlo
maturare.

Quel seme che accomuna le varie realtà partecipanti all'azione, è un profondo e doveroso rispetto per la Natura, e un Uomo che silenziosamente la riscopre dentro di se come suo riflesso invisibile, può tornare ad essere parte integrante e funzionale di questo Tutto armonico, anziché esserne la nota stonata.

Ma la nostra attuale società, preda solo di distorte visioni economiche e schiava di un meccanismo artificiale di cui non ne comprende più il senso e la misura, sembra ormai aver completamente dimenticato questo principio.

Approfondimenti

comunicato ufficiale
http://www.mementonatura.org/dett_iniziativa.php?id=111

rassegna stampa, siti che hanno pubblicizzato e le foto delle azioni fatte in tutta Italia da ogni realtà associativa che ha partecipato all'iniziativa e che verranno inserite mano a mano qui e su FaceBook
http://www.mementonatura.org/documenti.php?i=111

per chi ha possibilità è graditissima la diffusione e per chi desidera... le azioni possono continuare!

Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita

 


Processo VASELLA / NOVARTIS
contro ERWIN KESSLER / VgT

Previsto il: 13 settembre 2011 a Zurigo
PROCESSO VASELLA/NOVARTIS
contro
ERWIN KESSLER/VEREIN GEGEN TIERFABRIKEN


L'animalista ERWIN KESSLER, DELL'ASSOCIAZIONE VEREIN GEGEN TIERFABRIKEN (VgT), a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà, affetto e amicizia,  dovrà comparire in tribunale martedì 13 settembre 2011, alle ore 13.30, presso l'Obergericht del Canton Zurigo, in Klausstrasse 4, a Zurigo (Seefeld) per affrontare il boss della casa farmaceutica Novartis, diretto responsabile dallo sfruttamento,prigionia, tortura e morte di centinaia di migiaia di animali ogni anno, sacrificati in nome di una falsa scienza.


Erwin Kessler, in proposito,  ha messo a punto un documento sulle scomode verità taciute dai mass media e che vi invitiamo caldamente a visionare:


www.vgt.ch/doc/vasella






Per chi volesse assistere al processo, nel caso venissero decisi cambiamenti o eventuali rinvii, si consiglia di visitare il sito www.vgt.ch
o telefonare  al seguente numero:
052 378 23 01

 
 

 


Riceviamo e giriamo da un messaggio pervenutoci da anonimi via e-mail e alla casella del nostro canale youtube.
Da guardare e divulgare.

 

Le nefandezze di Lugano Cavalli

Lugano cavalli si è presentato come un evento di rilevanza nazionale equestre. in realtà, visto da vicino e non per sentito dire, si è dimostrato come un squallido evento di sfruttamento animale. L’addestratore/circense Andreuzzi si è rivelato un aguzzino della peggiore specie, con gesti di sopraffazione/umiliazione/violenza come raramente si sono visti in Ticino, se non da parte dei circensi stessi.
Ci aspettavamo un evento che potesse richiamare l’amore verso gli animali. In realtà siamo stati attoniti spettatori di un macabro carosello specista. Anche questa volta si è persa l’occasione di fare un passo verso gli esseri senzienti più fragili, previlegiando il divertimento crasso ad altre forme più intelligenti di passatempo. La Ticino bene schifa gli aguzzini.

- I Bastardi Senza Gloria -

Video su youtube al link:
http://www.youtube.com/user/0BastardiSenzaGloria

 


alla GoGnA:
anniversario della PSA
La "Protezione" dei conti in banca


Pochi giorni fa la Protezione svizzera degli animali (PSA), che ha sede a Basilea, ha festeggiato i 150 anni. E dove l’ha fatto? L’ha fatto in uno dei posti peggiori che avrebbe potuto scegliere: il tendone del circo Knie.

 

Il suo presidente, intervistato dai mass media, ha pronunciato parole sconvolgenti per ogni animalista, lodando la famiglia Knie e il suo presunto rispetto per gli animali, tenuti a regola d’arte.


Hans Leinhard
presidente della Psa

Che gli animali del circo Knie siano trattati meno peggio che in altri circhi non è motivo sufficiente per tessere le lodi di una realtà che sfrutta e umilia gli animali, obbligandoli ad eseguire esercizi contro natura, tenendoli segregati lontani dai propri habitat naturali, impedendo loro ogni qualsivoglia relazione che avrebbero, se vivessero nell’unico modo accettabile: liberi.

Anni di lavoro per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle aberrazioni dei circhi che utilizzano gli esseri viventi più indifesi al mondo sono andati in fumo, grazie alla Protezione svizzera degli animali.

Ma, ovviamente, c’è una spiegazione semplice per cercare di capire come mai i dirigenti della Psa abbiano dato prova di tanto schifo. Che siano pazzi? No, sono semplicemente criminali.

Una ventina di anni fa, quando i cittadini svizzeri ebbero la possibilità di votare contro tutti gli esperimenti sugli animali, la PSA si oppose all’iniziativa che chiedeva di vietarli.

Sì, avete capito bene. Una protezione animali che invita i cittadini che hanno la possibilità di esprimersi contro una delle più grandi aberrazioni della storia dell’umanità, e chiede loro di seguire le indicazioni dei vivisettori.

Quell’ associazione, che è la stessa che oggi loda il circo Knie, ricevette un regalo di 200 mila franchi per la costruzione di un nuovo canile. Da chi? Dalle industrie farmaceutiche.

Anche un cretino integrale riteniamo sia in grado di trarre le conclusioni. Solo un consiglio. Piuttosto che versare un solo franco alla Protezione svizzera degli animali, bruciate i vostri risparmi nel camino. Sarà senza dubbio più etico.

 

CIRCO NOCK IN TICINO
presidio contro lo sfruttamento di animali nei circhi

Lugano, 27 agosto 2011, ore 19:30

Il sabato 27.08.2011 si è svolta a Lugano la puntuale manifestazione di Offensiva Animalista contro l'attendamento di circhi che sfruttano animali, fuori dal circo Nock, che purtroppo anche quest'anno ci ha tediato con la sua presenza.
Eravamo una trentina di manifestanti, mentre i visitatori del Nock continuano a diminuire di anno in ann...o, come appurato anche in quest'occasione. Considerando che questo triste circo spedisce sempre un gran numero di biglietti omaggio a famiglie, ci rallegriamo del calo di entrate finanziarie, unico vero motivo per il quale essi fanno questo lavoro.

Ribadiamo che nessun tipo di detenzione e utilizzo di animali può essere accettato da chi si definisce amante di ogni essere vivente, quindi non ci interessa la larghezza delle gabbie e il numero di frustate che prendono per esercizio; quello che ci interessa è che nel nostro Paese, così come in molti altri nel mondo sta accadendo, a dimostrazione di cosa vuol dire veramente "essere civili", si vieti completamente l'attendamento dei circhi che detengono animali.

Foto:
 

 

INFO: pagina sul circo Nock

PRESIDIO CONTRO IL CIRCO NOCK A LUGANO
Sabato 27 agosto 2011, ore 19:30
Scuole Gerra, zona stadio Cornaredo, Lugano (Svizzera)

Siete invitati tutti a partecipare e a passare parola tra amici e conoscenti!


DURANTE LA TOURNÉE SARÀ IN ATTO LA PROTESTA VIA E-MAIL E TELEFONICA

Invitiamo tutti a chiamare e scrivere per esprimere la vostra opinione (senza minaccie né insulti) in merito alla detenzione di animali nel circo ed al loro sfruttamento a scopo di lucro, nel tentativo (sempre meno riuscito) di far divertire le masse con spettacoli al limite dello squallore e la decenza.

Circo Nock SA
Circusstrasse 22
CH-5072 Oeschgen
Ufficio commerciale: 079 647 30 03 oppure 079 371 72 28
info@nock.ch
Ufficio media: 079 647 82 80
presse@nock.ch

Municipi che permettono l'attendamento di circhi con animali:
municipio@lugano.ch
municipio@chiasso.ch
citta@locarno.ch
cancelleria@bellinzona.ch
info@biasca.ch
municipio@tiquinto.ch

Media Partner del Nock per il Ticino, da aggiungere in copia:
info@noigiovani.ch
info@ticinonews.ch
info@laregione.ch
redazione@radioticino.com
info@radiogrischa.ch
info@radioengiadina.ch

Blocco indirizzi:
info@nock.ch , presse@nock.ch , municipio@lugano.ch , municipio@chiasso.ch , citta@locarno.ch , cancelleria@bellinzona.ch , municipio@tiquinto.ch , info@noigiovani.ch , info@ticinonews.ch , info@laregione.ch , redazione@radioticino.com ,
info@radiogrischa.ch , info@radioengiadina.ch

 


COSA È STATO FATTO FINO AD ORA?
Interrogazione parlamentare di Patrizia Ramsauer

12.05.2011

TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Zoo al Maglio: cosa è stato fatto fino ad ora?

Il Gran Consiglio ticinese approvava, in data 17 febbraio 2009, il rapporto n. 6005R. Nelle conclusioni di tale rapporto si legge:

"... Questo non significa pero che la Commissione sia assolutamente insensibile ai ragionamenti proposti da Bill Arigoni. Facciamo anzi nostro l’auspicio secondo il quale sarebbe buona cosa che il Governo, agendo di concerto coi proprietari della struttura, riuscisse a medio termine a far si che l’odierno zoo fosse riconvertito gradualmente affinche vi vengano accolte solo razze animali alle quali si possa garantire vera dignita e non semplice dignita di facciata.

Quale primo passo - e questo è il desiderio espresso dal mozionante - potrebbe esserci quello di giungere ad una rinuncia progressiva delle importazioni/vendite e delle nuove nascite, così da riconvertire serenamente la struttura in questione. ..."
Sono passati oltre due anni da quella decisione e chiedo quindi al Consiglio di Stato:

1. cosa è stato fatto fino ad ora per incamminarsi sulla buona strada?
2. Cosa si intende fare? Quando? Come?

Patrizia Ramsauer

http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/pdf/99.11.pdf


Iniziativa parlamentare per vietare l'importazione di pelli e pellicce di animali maltrattati

di Sara Pettinaroli

L’iniziativa parlamentare n. 09.428 per “vietare l’importazione di pelli e pellicce di animali maltrattati” è stata depositata il 30 aprile 2009 dalla consigliera nazionale Pascale Bruderer-Wyss, . Il testo depositato chiede che “l’importazione di pelli e pellicce provenienti da animali maltrattati durante l’allevamento, la cattura o l’uccisione venga vietata”. Una richiesta sicuramente importante, che tocca un tema difficile e tormentato quale gli abusi nei confronti degli animali.

leggi l'articolo


alla GoGnA:
Comunicato Stampa
LA VERITÀ SULLA MORTE DEL DOGO ARGENTINO

29.11.2010 - due anni dopo


Pubblichiamo un documento che non avremmo mai voluto pubblicare e che riguarda la soppressione (avvenuta due anni fa) del dogo argentino di cui si sono occupati, a lungo, i mass media ticinesi e che ha intristito e lasciato perplesse persone da tutta la Svizzera.


Il cucciolo di dogo, colpevole solo di essersi difeso dalle sevizie di un padrone che gli spegneva le sigarette in testa, è stato tenuto in custodia a lungo dalla SPAB in attesa che il Vet. Cant. Tullio Vanzetti decidesse la sua sorte. Era un cane del tutto recuperabile.

Nonostante le diverse opzioni che Offensiva Animalista aveva offerto, in collaborazione con alcuni noti esperti, il cane è stato ucciso dalle autorità. In seguito all'incontro avuto in precedenza con il veterinario cantonale, infatti, il clima sembrava positivo e la speranza era alta.


Eppure, improvvisamente, la notizia della soppressione. Nessun perché, nessun preavviso.

Ora, a distanza di due anni, possiamo finalmente far luce su questo mistero. La lettera che ci è pervenuta risale infatti alla settimana prima dell'uccisione.

Non aggiungiamo alcun commento.

Giudicate voi chi è il responsabile della morte di quel cane.
Giudicate voi se un’associazione, piuttosto che veder riconosciuto qualche merito ad un’altra, preferisce decretare la morte di un animale.


Una precisazione importante: Simona Mombelli, membro dell'ATRA (Associazione per l’abolizione della vivisezione), nonché rappresentante del CDA (Centro di documentazione animalista) non ha affatto agito a livello personale.

La lettera al veterinario cantonale che segue è stata discussa durante una riunione del CDA, come ci hanno dichiarato ex attivisti del gruppo di Molteni e che, proprio per questo motivo, se ne sono andati sbattendo la porta.

vedi il documento

altre nefandezze del CDA:



72,948 Polli e Galline
3,595 Anatre
1,977 Maiali
1,362 Conigli
1,098 Tacchini
847 Oche
819 Pecore
548 Capre
464 Mucche e Vitelli
103 roditori (esclusi i conigli)
100 piccioni e altri uccelli
37 bufali
6 cavalli
5 scimmie e asini
3 cammelli e altri camelidi

Questo è il numero di animali che sono stati uccisi per l'industria della carne, del latte e delle uova da quando hai aperto questa pagina.

News

12/04/2012 - cdt.ch

Cresciano Il Macello Ticino naviga in cattive acque. Si appronta un piano di risanamento per evitare il fallimento

DIEGO MOLES
Il Macello Ticino di Cresciano navi­ga in cattive acque. L'attività del mat­tatoio nato per sopperire al vuoto cau­sato dalla chiusura delle strutture co­munali di Chiasso, Lugano, Mendrisio e Locarno è notevolmente inferiore alle previsioni che avevano portato alla costruzione della struttura. Le entrate, malgrado gli sforzi per aumentare i volumi, non permettono alla società di far fronte al peso del debito sottoscritto con BancaStato per concretizzare l'iniziativa che, dato il suo interesse pubblico, è stata sostenuta dal Cantone tramite un contributo di 1,5 milioni e un prestito LIM di poco inferiore al milione. A tre anni dall'avvio delle attività la situazione è grave, ma, ci ha spiegato il presidente Paolo Barberis, il consiglio d'amministrazione per evitare il rischio di un fallimento sta approntando un piano di risanamento da sottoporre agli azionisti, agli utilizzatori, al Cantone e alla banca creditrice ai quali la società si è già appellata. Dovrebbe permettere alla MATI SA di ripianare la propria situazione debitoria creando le premesse per procedere alla diversificazione delle attività garantendole nuovi introiti. Si pensa, in particolare, alla creazione - tramite partenariati - di un reparto per porzio­namento, impacchettamento e congelamento della carne.
«Da un punto di vista gestionale il macello funziona bene, purtroppo rispetto al business plan elaborato a suo tempo, i dati di riferimento sono cambiati determinando la situazione odierna» sottolinea Paolo Barberis confermandoci le difficoltà della società. Venne creata nel 2006 e ancora attende il sostegno garantito a suo tempo dai Comuni che ospitavano i macelli regionali. Il capitale sociale ammonta a 142 mila franchi sottoscritto da: Federazione ticinese produttori di latte, Rapelli, Centro macellai che si occupa della gestione, Comune e Patriziato di Cresciano nonché alcuni privati attivi nel settore.
Oggi la società non riesce a sostenere il peso (interessi e ammortamenti) del mutuo concessole da BancaStato per finanziarie la costruzione il cui costo, anche a causa di imposizioni aggiuntive, è passato dai quasi 4 milioni preventivati nel 2004 a 5,7. Un po' perché deve rispettare condizioni cui altri mattatoi in Ticino non sono sottoposti (pochi sono conformi all'Ordinanza federale in materia d'ispezione delle carni). Ma soprattutto perché il numero di animali da macellare si è rivelato notevolmente al di sotto delle attese. Diversi capi finiscono ancora oltre S. Gottardo o vengono fatti rientrare nella macellazione casalinga, ma soprattutto la produzione ha subito un drastico calo. Ancora pochi anni fa si stimava che in Ticino ci fosse un potenziale di 1,5 milioni di chili di carne. In realtà nel 2011 ne sono stati macellati 700 mila chili di cui circa 500 mila a Cresciano. Il dato è di circa il 60% inferiore al quantitativo di 1,2 milioni di chili che, spiegava il Consiglio di Stato al Parlamento chiedendoli l'erogazione dei contributi all'investimento, avrebbe permesso alla Macello Ticino SA di pareggiare i conti.

 


02/04/2012

L’epurazione dei ricercatori svizzeri

All’istituto di ricerca in biochimica IRB di Bellinzona si licenziano svizzeri in malo modo e si assumono frontalieri!

All’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona, che ha aperto i battenti nel 2003, tra i ricercatori di cittadini svizzeri non ce n’è più nem­meno uno. Eppure in passato ce n’erano. Ma il direttore italiano An­tonio Lanzavecchia, nel corso degli anni, i ricercatori svizzeri li ha man­dati via tutti, per sostituirli con suoi connazionali; e più meridionali sono meglio è. Gli svizzeri sono pure stati mandati via in malo modo. L’ex collaboratrice svizzera dell’IRB che nelle scorse settimane ha intentato un causa mi­lionaria all’istituto perché il direttore italico Lanzavecchia non solo l’ha congedata senza tanti complimenti ma si è pure impossessato del suo la­voro e dei relativi introiti, non è un caso isolato.

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01/04/2012

Roche denunciata per corruzione

Avrebbe pagato dei medici serbi per prescrivere i suoi medicamenti

BELGRADO - Roche avrebbe corrotto in Serbia alcuni medici affinché prescrivessero medicamenti antitumorali prodotti dal gigante farmaceutico basilese. Un portavoce del gruppo elvetico ha confermato l'inoltro di una denuncia da parte delle autorità giudiziarie serbe.
La denuncia è diretta sia contro l'azienda che contro singole persone, ha spiegato il portavoce di Roche confermando una notizia pubblicata dal domenicale svizzero tedesco «Der Sonntag».

 


05/02/2012

VIETATI I CIRCHI CON ANIMALI IN GRECIA
4 febbraio 2012 - in ATTIVISMO | CIRCHI

Dopo una campagna di proteste e informazione, e la diffusione di immagini girate di nascosto, il governo Greco ha accettato di varare una legge che per prima in Europa vieta l’utilizzo di qualunque animale negli spettacoli di intrattenimento. In Austria è presente una legge sui circhi, limitata però agli animali selvatici, e simili sono in via di applicazione in Danimarca, Regno Unito, Portogallo e Croazia.
La campagna portata avanti da Animal Defenders International e Greek Animal Welfare Fund (GAWF) ha avuto la sua forza nelle immagini di elefanti picchiati e animali tenuti in condizioni inaccettabili. Non ci stupisce che molte siano state riprese all’interno di circhi italiani in viaggio in Grecia.
La campagna di ADI in Grecia è cominciata nel 2006 ed è arrivata adesso ad un risultato storico, che non solo salverà gli animali prigionieri dei carrozzoni greci, ma segnerà un confine invalicabile per tutti quei circhi, italiani in primis, che passano metà dell’anno viaggiando di paese in paese con il loro seguito di animali stipati in minuscole gabbie. Ogni paese che vieta l’utilizzo di animali è un freno ai viaggi delle famiglie circensi italiane, tra le più famose d’Europa. Non dimentichiamo che gran parte dei fondi pubblici ottenuti dai circhi italiani sono anche premi per l’esportazione di “arte italiana” nel mondo e che quindi le tournée all’estero sono spesso fatte anche solo di una data per ottenere questi fondi che mantengono in vita i circhi.

Un ippopotamo dentro un minuscolo container del "Circo Roma" durante una tourné in Grecia
La campagna è cominciata con molti comuni e provincie che dapprima hanno vietato l’utilizzo di circhi nella loro area, per poi arrivare in parlamento con una proposta appoggiata non solo da ADI e GAWF, ma da altre 50 associazioni greche.
Il lancio della campagna è stato fatto con la traduzione in greco del video “Stop circus suffering” di ADI e conferenze stampa. I media greci, di Malta e Creta hanno dato ampio spazio alla campagna, alcuni passando anche il video nella sua totalità, un video molto crudo ed esplicito composto prevalentemente da immagini di investigazioni sotto copertura durante gli addestramenti degli animali e il loro trasporto.
Nel giro di un anno 27 province hanno vietato l’attendamento dei circhi con animali.

Rinoceronte costretto ad esibirsi al "Circo Medrano" in Grecia
Nel 2007 il circo Medrano aveva provato a sfidare il divieto a Serres, con l’arresto di due lavoratori. In seguito lo stesso Medrano non ha rispettato il ritiro della propria licenza a Corfù, portando all’arresto del direttore, una multa e allo stop agli spettacoli.
E non è un caso che la maggior parte delle immagini girate da attivisti greci dentro ai circhi viaggianti, che documentano il trattamento riservato agli animali, siano state riprese dentro a circhi italiani come il Medrano, il Roma o il Circo Massimo.Tra queste le immagini di un elefante maltrattato e bastonato dai lavoratori del Circo Massimo a Florina. Queste immagini sono state utilizzate per aumentare la pressione sul governo greco e chiedere con maggiore forza un divieto.
La vittoria in Bolivia nel 2010, con il primo divieto totale di uso di animali nei circhi, ha dato forza alla campagna greca e la sta dando in tutti i paesi, così come adesso l’esempio greco dovrà essere portato in tutta Europa. In Bolivia la ADI è riuscita anche a salvare direttamente gli animali prigionieri e portarli in rifugi e santuari. Tra questi quasi 30 leoni, diverse scimmie e cavalli. Anche in Perù nel frattempo sono stati vietati gli animali selvatici nei circhi.
Il circo non è il posto per gli animali. E’ ora di liberarli e generare un cambiamento!

 


10/11/2011

PROTESTA MEDIATICA CONTRO HELSANA

Circo Knie
Helsana e il circo Knie hanno convenuto una collaborazione della durata pluriennale. Entrambe le aziende beneficiano reciprocamente di una lunga tradizione e di un elevato grado di popolarità.

link della notizia


03/09/2011 - tio.ch

LUGANO
A qualcuno non piace Lugano Cavalli

LUGANO - "Lugano cavalli si è presentato come un evento di rilevanza nazionale equestre. In realtà, visto da vicino e non per sentito dire, si è dimostrato come un evento di sfruttamento animale".

Si tratta dell'opinione comunicata ad Offensiva Animalista da qualche anonimo  sull'evento Lugano Cavalli in programma da ieri,  fino a domani, a Lugano. Una opinione che come mostra la foto è stata legata a proteste concrete e manifestate ieri sera con qualche striscione provocatorio nei confronti dei cavalieri e addestratori circensi di cavalli.


19/08/2011

Memento Naturae esprime sincera solidarietà agli attivisti dell'associazione animalista svizzera Offensiva
Animalista, che stanno subendo in questo momento, un forte attacco giuridico da parte del Ministero Pubblico del Canton Ticino, per motiv...i legati alle loro azioni in difesa degli animali che stanno infastidendo quelli che continuano a considerare questi ultimi, come semplice merce priva di alcun riguardo.

La nostra solidarietà, vicinanza e sostegno agli attivisti di Offensiva Animalista, associazione di cui abbiamo grande stima per lo spirito e l'assoluta coerenza con cui porta avanti le proprie idee, vuol essere un messaggio forte e chiaro alle autorità ticinesi il cui intento ci sembra solo mirato a fermare l'attivismo animalista considerandolo e trattandolo alla stregua di terrorismo.

Tutelare e difendere chi, ospite come noi su questo Pianeta, indossa un abito diverso dal nostro, è un nobile intento che merita profondo rispetto ed esalta quelle virtù nascoste che possono ricollegare al mistero dell'essenza che lega ad un filo sottile tutte le più diverse creature.

Ciascun cittadino dovrebbe rivedere il suo intimo rapporto con la Natura e gli Animali, così come le istituzioni che spesso e volentieri sembrano dimenticarsene, dovrebbero avere il dovere di interessarsene con molta più serietà.

Ma sappiamo bene che i veri interessi a processare e criminilizzare chi compie queste azioni, servono solo a nascondere abilmente quella gratuita, feroce e cinica violenza che si utilizza su esseri innocenti destinati ad una triste esistenza nel nostro mondo artificiale.

Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae
www.mementonatura.org

 

Solidarietà per Offensiva Animalista da parte di RESISTENZA AUTONOMA
vedi notizia su:
http://resistenza-autonoma.blogspot.com/2011/08/solidarieta-agli-attivisti-di-offensiva.html


Giovedì 18 Agosto un gruppo di Autonomi Antispe torinesi e del canavese hanno mostrato la loro solidarietà nei confronti degli attivisti svizzeri di Offensiva Animalista distribuendo e affiggendo volantini davanti il consolato svizzero di Torino (in via della Consolata 1bis) e per le strade del centro della città.

Qui di seguito comunicato e immagini dell'iniziativa.

"Provare orrore, pietà e rabbia di fronte ai terribili abusi commessi nei confronti di esseri viventi quali sono gli animali non è un crimine, stare dalla parte degli oppressi e dei senza voce non un reato, l’espressione del proprio pensiero non deve diventare una colpa, né può essere considerata come ‘istigazione’!
Oggi, 18 agosto 2011, esprimiamo la nostra totale solidarietà nei confronti degli attivisti di Offensiva Animalista, criminalizzati e sotto accusa per aver esercitato il loro Diritto allo sdegno e al rifiuto di fronte ad indicibili crudeltà e per i loro sforzi per far aumentare l'attenzione pubblica sui Diritti degli animali
"!
leggi volantino

 


07/07/2011- ticinonews.ch

REGNO UNITO
Latte poco trasparente, un bicchiere pieno di sostanze chimiche

LONDRA - Un bicchiere di latte può contenere fino a venti diversi antibiotici, anti infiammatori, anabolizzanti e ormoni per la crescita. È quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata nel "Journal of Agricultural and Food Chemistry" e riferita oggi dal "Daily Mail".
Un team di studiosi ha analizzato accuratamente 20 diversi campioni di latte bovino e ha constatato che in tutti era presente nel latte una serie di prodotti chimici usati per curare le mucche e che da queste erano stati trasmessi nel latte.
Secondo gli studiosi la pastorizzazione del latte non neutralizza componenti come gli antibiotici e gli ormoni presenti nel latte di mucca. Le dosi sono minime, e non possono avere un reale effetto sul uomo, ma resta il fatto che la catena alimentare è stata contaminata, con conseguenze difficilmente prevedibili nel futuro.

 


03/03/2011 - tio.ch

BELLINZONA - Sull'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), Michel Venturelli di Bellinzona Vivibile si schiera dalla parte di Luca Buzzi. Quest'ultimo ha promesso battaglie legali e referendum contro la variante di Piano regolatore decisa lunedì notte dal Consiglio comunale che inserisce l’Irb in un angolo dell’ex campo militare.
Anche Venturelli ha votato contro la variante del Piano regolatore, ma per un motivo diverso rispetto a quello di Buzzi. Lo spiega in un contributo che pubblichiamo intergralmente qui sotto.

Oltre l'umanità
di Michel Venturelli, consigliere comunale bellinzona

“Personalità e partiti si coalizzano in un gruppo favorevole all’investimento del polo scientifico nell’ex campo militare”. Questo è l’occhiello dell’articolo principale de La Regione – pagine di Bellinzona - di mercoledì scorso. Una pagina che, visti i vari contributi, potrebbe essere riassunta con il seguente titolo: tutti contro Buzzi!
Tanto onore, ma neppure troppo, per l’uomo delle “nica”; il professore di fisica che trent’anni fa vagava per le strade della Capitale recapitando casse di banane nicaraguensi, frutto del commercio equo. Quelle stesse banane che - trent’anni dopo - oggi troviamo anche tra gli scaffali della grande distribuzione e che sono le fondamenta su cui poggiano le “botteghe del mondo”; una realtà ben presente anche in Ticino che esiste grazie alla caparbietà di quelli che sanno vedere - spesso sfidando l’ilarità generale - più lontano degli altri.
Buzzi  ha votato contro la variante di PR che “sacrifica un angolino di verde per l’IRB”, ma non ha nulla in contrario  a che l’istituto trovi una sede altrove. La sua è una battaglia per la salvaguardia del verde urbano. Una battaglia che Buzzi conduce  da decenni con caparbietà e coerenza.
Io ho votato contro la variante in questione perché all’IRB praticano sperimentazione sugli animali; il mio scopo  non è dunque quello di  avere l’IRB  altrove. Il mio scopo è  quello di non averlo del tutto. Non mi è dato sapere -  e neppure mi interessa - quanti  topi sono  stati uccisi nei laboratori dell’IRB in questi  anni –  dubito che lo  sappiano gli stessi ricercatori dell’istituto - e  non mi riguarda se  questo sia avvenuto conformemente alle direttive  federali  in materia. La mia  convinzione è quella che non esiste un modo eticamente sostenibile – nel senso globale dell’espressione - di torturare o uccidere degli esseri viventi. Non riesco ad avere una visione antropocentrica del mondo – come  non mi è dato il dono della  fede - e sono contrario al fatto che l’uomo massacri sistematicamente gli altri animali, indipendentemente che questo accada per lucro, per piacere o per il bene dell’umanità, come si dice di fare e probabilmente si fa con la ricerca medica.
Ciò detto, sono perfettamente  cosciente del fatto che se  Luca dovesse depositare un referendum contro quanto deciso dal consiglio comunale lunedì scorso, e riuscisse a spuntarla in votazione popolare, l’Irb troverebbe altri comuni disposti a fare la  gara per accaparrarselo.  Questo però a me non riguarda. Riguarderà gli animalisti chesiedono nei consigli  comunali di quei comuni.
Per questo motivo, se Luca Buzzi deciderà di inoltrare un referendum contro la variante di PR che  permetterà all’IRB di  insediarsi nella zona dell’ex  campo militare lo appoggerò; lo appoggerò e invito le associazioni animaliste a fare la stessa cosa, indipendentemente dal calibro dei personaggi che  ritengono che la presenza dell’IRB porterà grandi  vantaggi a Bellinzona. E se tutto ciò fa ridere, rivendico il diritto di essere ridicolo
.


21/01/2011 - tio.ch

Oltregottardo la polemica dei gatti: "In Argovia li mangiamo"

Botta e risposta mediatica attorno alla vicenda dei gatti uccisi in Argovia. Ieri il Blick: "In Argovia divorano i gatti". Oggi l'Aargauer Zeitung: "Non li divoriamo, ma li mangiamo"

LUGANO - "In Argovia mangiano i gatti". Il titolone sul Blick non lasciava dubbi. Il quotidiano svizzero-tedesco mercoledì scorso si è occupato della scomparsa di alcuni gatti a Wohlen, dove si sospetta di un'operazione mirata di un amante della carne di questo felino domestico.

Non tutti gli argoviesi hanno apprezzato la sparata del Blick. L'etichetta di divoratori di gatti è poco simpatica, soprattutto in un periodo in cui la voce dei movimenti animalisti è sempre più influente, anche a livello politico. Prendiamo l'esempio del nostro cantone, il Ticino. Da noi suscitò un certo interesse l'indignazione della parlamentare leghista Patrizia Ramsauer per aver dato voce a un ascoltatore di Rete 1 che chiedeva informazioni sui metodi di cottura della carne di gatto.
Gli argoviesi, però, hanno risposto non mancando di stile alla provocazione del Blick. Con sottile ironia è la Aargauer Zeitung che, in un editoriale spiega che gli argoviesi "i gatti non li divorano", bensì "li mangiano", elevando la carne di gatto a una squisitezza irrinunciabile: "Chi per una volta soltanto ha provato quel gusto agro-dolce di un filetto di gatto, non può più farne a meno".
Addirittura dal giornale argoviese si apprendono le radici storiche di questa tradizione culinaria che affondano nell'era della riforma protestante in Svizzera tedesca. Sarebbe stato il riformatore protestante Ulrico Zwingli stesso ad aver portato la carne di gatto agli argoviesi: "Quando nel 1531 fu invitato a Baden distribuì dei gatti alla popolazione affamata. Gatti distribuiti non perché animali domestici da compagnia, ma da consumare".
Addirittura il giornale argoviese, per la gioia degli animalisti, ha pubblicato "vecchie ricette per cucinare i gatti", come per esempio quella in cui l'animale viene cotto in pentola, sotto forma di spezzatino con carote, patate, pere e mele. Sempre con ironia, nel giornale argoviese si scopre che nel cantone a ovest di Zurigo viene apprezzata in particolar modo la carne di tigre proprio "per la sua tenera venatura".
A quanto pare anche i vicini zurighesi sono affezionati e fedeli amanti della carne di gatto. Per chi volesse anche un libro culinario esiste "la cucina argoviese e la carne di gatto".
Una risposta ironica e al tempo stesso secca a un giornale popolare come il Blick che, alle volte, non manca di sparare titoli ad effetto: "Noi argoviesi i nostri gatti non ce li divoriamo così tanto per fare. Noi li amiamo, li prepariamo con estrema cura e fantasia e li mangiamo con gusto"
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18/01/2011 - tio.ch

SVIZZERA
Sindaco di origini ticinesi minacciato di morte

RECONVILIER - Da quando le autorità di Reconvilier (BE) hanno minacciato a fine anno di procedere all'abbattimento dei cani i cui proprietari non hanno ancora pagato la tassa, l'aria è diventata irrespirabile nella piccola località del Giura bernese. Il sindaco Flavio Torti e gli altri municipali sono stati minacciati di morte.

Il sindaco di origine ticinese spiega all'ATS di aver ricevuto all'intenzione del comune oltre 700 messaggi elettronici ingiuriosi o minacciosi provenienti da tutta la Svizzera e persino dagli Stati Uniti. "Certe persone hanno l'impressione che Reconvilier è una città con 500'000 abitanti e che metteremo al muro 5000 cani", rileva il politico PLR.

Per far fronte alla situazione, il municipio ha deciso ieri sera di chiedere un parere di diritto sulla possibilità di sporgere querela contro gli autori delle minacce. In attesa del responso, le autorità non hanno alcuna intenzione di far marcia indietro.

Alla fine del 2010, un comunicato diramato dal comune ingiungeva ai proprietari di cani di pagare la tassa annua di 50 franchi, pena la possibile uccisione dei loro animali; un procedimento, quest'ultimo, autorizzato dall'art. 4 della legge cantonale sulla tassa dei cani del 1904. Da allora, rileva il sindaco, la maggioranza dei morosi ha pagato l'arretrato.


07/01/2011

Germania: diossina, si teme la contaminazione del latte
Non solo le uova, ma anche il latte potrebbe essere contaminato in Germania a causa della vendita di mangimi alla diossina a numerosi allevatori del Paese.
Il tabloid tedesco Bild riporta oggi che un allevatore di bovini potrebbe avere usato il mangime sotto accusa e secondo alcuni esperti è possibile che anche il latte contaminato - oltre alle uova, la carne di pollo e la carne di maiale - sia finito nei supermercati.
Da parte sua, Christiane Gross, portavoce dell'associazione non governativa Foodwatch, che si batte per i diritti dei consumatori nel settore alimentare, ha commentato alla Bild: «Al momento non è escluso che il latte contaminato da diossina abbia raggiunto gli scaffali dei supermercati».
Intanto, il tabloid tedesco riporta il caso di Juergen Spreen-Ledebur, un allevatore di mucche dello Schleswig-Holstein (nord), la regione a Nord della Germania dove ha sede la società ritenuta responsabile della contaminazione (la Harles und Jentzsch): il suo allevamento è fermo da tre giorni e Spreen-Ledebur è costretto a buttare 1700 litri di latte al giorno.
(ats)

GERMANIA
Diossina nelle uova, consumatori in allarme

BERLINO - È allarme in Germania dopo la scoperta di uova alla diossina e mangimi contaminati destinati a pollame e suini: il governo della cancelliera Angela Merkel ha lanciato un appello al Paese spiegando che sarebbe ".ssolutamente esagerato" rinunciare adesso alla carne e alle uova, ma migliaia di animali sono già stati soppressi, i consumi di questi prodotti sono in "forte calo" e lo scandalo ha già oltrepassato i confini nazionali.

Se da una parte le associazioni dei consumatori invitano i cittadini a non acquistare pollame, carne suina e uova, infatti, dall'altra un portavoce del ministero dell'Agricoltura - Holger Eichele - ha confermato che 136mila uova sospette sono state spedite il 3 e il 5 dicembre scorsi da un'azienda della Sassonia-Anhalt a una società olandese di Barneveld, una cittadina a circa 60 km a sudest di Amsterdam.

La Germania, quindi, si trova alle prese con un altro scandalo alimentare dopo quello delle mozzarelle blu - l'anno scorso - prodotte dal caseificio bavarese Milchwerk Jaeger e vendute in tutta Europa. Questa volta, sotto accusa c'è la Harles und Jentzsch, una società di Uetersen, nello Schleswig-Holstein (nord), produttrice di grasso per mangimi.

La Harles und Jentzsch ha consegnato fino a 3mila tonnellate di grasso per mangimi contaminato da diossina a 25 produttori. Questi, a loro volta, hanno venduto i mangimi contaminati ad allevatori in otto regioni (Brandeburgo, Amburgo, Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Schleswig-Holstein e Turingia), come ha spiegato il ministro dell'Agricoltura e della protezione dei consumatori tedesco, Ilse Aigner.

"Al momento sappiamo che sono coinvolte otto regioni", ha detto la Aigner. Da parte loro, i manager della Harles und Jentzsch si sono giustificati dicendo che una sostanza chimica industriale normalmente usata nella produzione della carta è stata utilizzata per errore nei grassi per mangimi. La Aigner non ha commentato questa versione dei fatti, ma secondo un portavoce del ministero la spiegazione "non è affatto attendibile".

Per il momento, comunque, il caso sembra essere confinato alla Germania e all'Olanda. La Commissione europea non ha lanciato alcun allarme generale, anche se segue il caso con attenzione.

In Germania, invece, le autorità hanno chiuso oltre 1.000 allevamenti nella sola Bassa Sassonia, dove sono stati soppressi oltre 8mila polli. E nonostante gli appelli del governo e della stampa a non "esagerare", le vendite di uova - secondo l'associazione di settore Meg - sono diminuite "notevolmente". mentre i consumatori tedeschi chiedono maggiori controlli.

Le autorità dovrebbero accertarsi che i produttori di mangimi "utilizzino solo ingredienti certificati", ha commentato Christiane Gross, portavoce di Foodwatch, un'associazione non governativa che si batte per i diritti dei consumatori nel settore alimentare.

La diossina, ha proseguito la Gross, è presente spesso nei grassi usati per la produzione dei mangimi e "finchè non ci saranno controlli sugli ingredienti finirà sempre nei nostri piatti".


08/12/2010 - laveracronaca.com

Farmaci e danni genetici: la Bayer finisce in tribunale

di Martina Lacerenza

Ci sono storie che una volta raccontate finiscono presto nel dimenticatoio, consumate in fretta dal meccanismo stesso del racconto che appena concluso fa già parte del passato. Altre storie, invece, sono destinate a correre nel tempo molto più a lungo, portatrici come sono di un’eco profonda che difficilmente si esaurisce una volta terminata la lettura. Rientrano in questa categoria vicende di lotte impari, come quella di un uomo disabile che ha deciso di sfidare un gigante farmaceutico, la Bayer Schering, per chiedere giustizia. Andrè Sommer, un insegnante che vive in Baviera, è il protagonista di questa storia ed accusa l'azienda di avergli provocato evidenti e gravi menomazioni dovute al test di gravidanza usato all'epoca da sua madre (molto diverso da quelli attuali). L'uomo è nato nel 1975 con un grave handicap alla vescica e agli organi genitali e, dopo averne cercato le prove per molto tempo, è riuscito recentemente a venire a conoscenza di uno scambio di lettere interno al laboratorio della Schering, dove si evince che i ricercatori sapevano bene quel che facevano. Sommer oggi vuole che i fatti vengano chiariti in tribunale. Ha ricevuto infatti la documentazione decisiva circa tre settimane fa: copie delle suddette lettere, in cui ricercatori britannici della citata casa farmaceutica si scambiavano pareri con i loro colleghi tedeschi circa gravi malformazioni infantili e possibili rischi legati a certi medicinali. In pratica le mamme di questi bambini nati malformati potrebbero aver assunto un test di gravidanza nocivo prodotto consapevolmente dal laboratorio berlinese quando ancora non c'erano i test urinari attuali. Le carte, che risalgono agli anni 1967-1969, testimonierebbero del resto come già all'epoca gli esperti s'interrogassero sulle possibili nefaste conseguenze del Duogynon/Primodos, vale a dire il prodotto che la mamma di Sommer utilizzò in modo inconsapevole sei anni dopo, nel 1975.

L'insegnante disabile tedesco vuole sapere "perché quei signori si scambiavano pareri tra di loro senza renderli pubblici", capire cioè se mamme e figli siano stati usati effettivamente come cavie dall'azienda. E’ tramite l'articolo apparso il 25 Novembre sul settimanale tedesco Der Spiegel (e riportato in Italia dall’Aduc, l’Associazione no profit per i diritti degli utenti e dei consumatori) che apprendiamo come, in questi giorni, André Sommer abbia deciso di costituirsi contro la Bayer Schering Pharma Ag, presso la 7.ma sezione civile del Tribunale Regionale a Berlino. Il suo è il primo processo intentato da una presunta vittima del Duogynon da quando, otto anni fa, il Governo tedesco ha modificato la legge sui farmaci per dare più forza giuridica ai possibili danneggiati. Ciò che risulta davvero clamoroso è che questa sua decisione di ricorrere al Tribunale Regionale ha funzionato da “campagna apripista”, poichè ulteriori e numerosi casi analoghi sono usciti allo scoperto a seguito della sua denuncia: vicende che dimostreranno se la recente apposita riforma del governo tedesco reggerà alla prova dei fatti. Quella modifica legislativa venne promossa infatti per reagire ad un'altra lunga e penosa vicenda legata al Contergan: un sonnifero assunto in gravidanza da donne che partorirono figli disabili e che denunciarono, invano, il produttore (sebbene in pratica non sussistessero dubbi sui devastanti effetti collaterali del medicinale). Le vittime ottennero un indennizzo solo quando l'azienda decise spontaneamente di risarcirle. Anche nella vicenda Duogynon finora non c’è stato alcun riconoscimento ufficiale di colpa da parte della casa farmaceutica in questione, dato che le procure hanno sempre archiviato le denunce sebbene le mamme colpite resero testimonianza pubblica e accusarono l'azienda già alla fine degli anni settanta. Ad ogni modo, come dicevamo, dopo che il settimanale Der Spiegel la scorsa settimana ha riportato la vicenda di Sommer, decine di vittime sono uscite allo scoperto. Si tratta di persone con malformazioni agli arti, al cuore, all'addome, alla schiena e che avevano taciuto per anni: nell’elenco che Sommer ha pubblicato sul suo sito ne figurano oltre cento.In questo momento i Parlamentari Verdi al Bundestag stanno chiedendo chiarimenti al Governo e il ministero della Sanità, pur non prendendo parte al contenzioso, auspica che i ricorrenti riescano a far valere le proprie ragioni. Le presunte vittime denunciano la società Schering, che nel frattempo è stata rilevata dalla concorrente Bayer, esigendo spiegazioni, chiedendo di vedere la documentazione sul Duogynon per denunciare e chiedere i danni alla Bayer Schering. Il legale Joerg Heynemann, che oltre a Sommer difende alcune decine di presunte vittime, sostiene infatti che deve essere una perizia a stabilire se quel test di gravidanza fosse innocuo o meno e scrive: "al di là del giudizio morale sulla procedura che evidentemente ha riguardato un buon numero di donne trattate con i campioni medici, gli imputati dovrebbero svelarne i risultati. Se allora fu adottato il sistema dei campioni medici gratuiti, è chiaro che venissero messi nel conto i possibili effetti negativi". Perchè gli imputati non vogliono mostrare i risultati degli esperimenti? In tribunale andrà chiarito soprattutto il contenuto delle lettere giunte dalla Gran Bretagna. In una missiva del 13 dicembre 1967, cioè otto anni prima che la madre di Sommer prendesse il farmaco, un ricercatore scriveva: "la palese correlazione tra l'aumento di malformazioni congenite e la vendita del test di gravidanza appare piuttosto allarmante. Si tratta di un prodotto farmaceutico per donne incinte che incide sull'ambiente del feto e dunque dobbiamo essere estremamente prudenti". Come ha detto il legale di Sommer, la Bayer Schering dovrebbe mostrare "apertura e tolleranza" e "sedere ad un tavolo con le persone danneggiate". Del resto è il minimo che potrebbe fare questa casa farmaceutica, qualora risultasse ufficialmente come unica responsabile di decine e decine di vite rovinate.


01/11/2010 - tio.ch

LUGANO
Via al Boschetto, condannati i due ragazzi

Via al Boschetto: una storia di degrado e sofferenza
Animali morti di sete e in putrefazione sulla terrazza

LUGANO - Si conclude, almeno dal punto di vista giudiziario, l'inquietante vicenda che nello scorso luglio aveva avvolto l'appartamento di via al Boschetto 3 a Lugano.

Nell'abitazione diversi animali erano stati ritrovati morti, rinchiusi nelle gabbie, in stato di putrefazione. Uno spettacolo orribile che aveva portato al fermo sia la ragazza cui l'appartamento era affittato che il suo giovane compagno.

Il decreto d'accusa ha quindi fissato - come riporta il Corriere del Ticino - per la ragazza 10 aliquote sospese condizionalmente, il divieto di detenere animali per i prossimi due anni, una multa di 400 franchi e la confisca del cane e del gatto (ospiti attualmente della Spab). Simile la sorte del suo compagno condannato al pagamento di 30 aliquote. Anche lui, che all'attivo ha altri problemi in fase di risoluzione, il divieto di possedere animali per tre anni e una multa di 300 franchi.

Una situazione, quella di via al Boschetto, che aveva portato alla luce una condizione di disagio tra giovani apparentemente "normali", segnalata dall'amministratore dello stabile che per il cattivo odore si era visto costretto a rivolgersi presso un Legale per l'avvio della procedura di sfratto.

Si chiude così un capitolo, ma resta aperta la sfida dei due ragazzi a superare le difficoltà e i disagi per i quali sarà necessario sicuramente molto più di qualche mese.


01.12.2010 - Corriere del Ticino

APPELLO DI RICERCATORI
Esperimenti su animali senza limiti

¦ Senza gli esperimenti sugli animali non sarà possibile fare progressi nella ricerca biomedica. Ne sono convinti circa 80 ricercatori che hanno lanciato a Basilea un appello contro le regole sempre più severe per autorizzare simili esperimenti. I ricercatori, provenienti dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Francia e dalla Gran Bretagna, si sono riuniti nella città sul Reno per discutere sulle pos sibili conseguenze della nuova ordinanza svizzera sugli esperimenti animali e sulle misure previste a livello europeo.
C'è stato in particolare chi ha paventato il rischio che tali restrizioni facciano spostare la ricerca verso paesi come la Cina. Il cosiddetto «Appello di Basilea» è stato criticato dalle organizzazioni per la protezione degli animali, secondo le quali oltre ad essere «inumani» questi esperimenti costano parecchio allo Stato.

LUGANO
RSI: la ricetta della carne di gatto che indigna la Ramsauer

La deputata leghista Patrizia Ramsauer si rivolge alla Magistratura per punire il radioscoltatore che ieri durante la trasmissione culinaria di rete Uno chiedeva informazioni su come cucinare la carne di gatto

LUGANO - La trasmissione radiofonica di Rete Uno "Le consulenze" ha mandato ieri su tutte le furie la deputata leghista in Gran Consiglio, Patrizia Ramsauer, tanto che ha deciso di fare appello perfino al Ministero pubblico. Durante la trasmissione si parlava di cucina e sulla cottura delle carni a bassa temperatura. Ospite dela programma era Allan Bay, noto gastronomo autori di diversi libri. Ed ecco che a 28 minuti dall'inizio della trasmissione arriva quello che la leghista definisce "inaudito", "inammissibile" e "fuori legge".

Un ascoltatore chiama da casa e chiede informazioni su come cucinare la carne di gatto. "Personalmente non ho mai mangiato cane di gatto - premette l'ascoltatore radiofonico, un certo Gianni - ma ho degli amici che mangiano carne di gatto e vorrei sapere come cucinarla".

L'imbarazzo del conduttore e del suo ospite è percepibile di fronte a tale richiesta. "Hanno sghignazzato, che schifo" dice indignata l'animalista Ramsauer. In realtà il conduttore ha cercato di uscire fuori dall'inghippo nel miglior dei modi dicendo: "Il gatto normalmente non si vende in macelleria. Non abbiamo mai fatto le prove, quindi deve chiedere ai suoi amici come l'hanno cucinato. È un po' difficile da rispondere".

Per la deputata leghista si tratta di un intervento fuori luogo al limite del "fuori legge". "Ho tentato in tutti i modi di raggiungere telefonicamente Rete Uno, ma senza successo. Non ho potuto continuare in quanto impegnata in Gran Consiglio" fa sapere la deputata che ha inviato una mail affinché chi di dovere indaghi sulle generalità del radioascoltatore e venga denunciato alle autorità competenti.
La deputata leghista si è pure rivolta al Ministero pubblico di Lugano, per le indagini e le punizioni del caso.


22/11/2010

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUI FATTI AVVENUTI NEI GIORNI SCORSI AL CIRCO KNIE

Nel mondo circense
vai al documento


16/11/2010

BELLINZONA 
Cisterna di nafta della Knie cade dal vagone

BELLINZONA - Una cisterna di nafta del circo Knie si è rovesciato dal vagone finendo sui binari. È accaduto verso le 20.20 alla stazione delle FFS di Bellinzona.  La cisterna cadendo sui binari ha perso piccole quantità di nafta. Fortunatamente non ci sono stati feriti, e l'intervento dei pompieri di Bellinzona e dei pompieri delle FFS, ha permesso di riportare la cisterna sul vagone. 

 


12/11/2010

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLO ZOO AL MAGLIO


Cosa è stato fatto per il rispetto degli animali allo Zoo al Maglio?


21/10/2010 - tio.ch

 

COMO / LUGANO
300 cormorani da abbattere, ok della Provincia di Como

COMO - Saranno oltre trecento i cormorani che verranno abbattuti, nei prossimi mesi, nel territorio della Provincia di Como. Gli uccelli, colpevoli di mangiare troppo alborelle, verranno uccisi sia sul Lario sia sul Ceresio.

L'amministrazione provinciale di Como, riferisce CiaoComo, ha votato all'unanimità un piano di intervento mirato contro gli oltre 2'200 cormorani ufficialmente censiti sul territorio comasco. Questi uccelli sono visti come la peste dai pescatori locali, a causa delle ingenti quantità di pesce che divorano ogni giorno, soprattutto alborelle. Il provvedimento, nelle intenzioni delle autorità provinciali, dovrebbe tutelare questa varietà tipica di pesce, la cui sopravvivenza è sempre più a rischio.

Negli scorsi mesi, anche politici ticinesi avevano sollevato il dibattito sull'argomento, segnalando come i cormorani fossero un danno anche per i pescatori ticinesi. La campagna di abbattimenti non è una novità, dato che fu attuata già nel 2005 e nel 2006, ma mai in queste proporzioni. Allora i capi abbattuti furono al massimo una settantina.


RSI - Patti chiari

in onda il venerdì 19.11.2010
Ore 21.05 – durata 60’

Trasporti bestiali
http://www3.rsi.ch/pattichiari/node/1920

Ogni anno milioni di animali vengono trasportati in condizioni allucinanti da una parte all’altra dell’Europa per essere macellati. Non per niente li chiamano i “viaggi della morte”: stipati all’inverosimile in camion in condizioni spesso precarie e sotto il sole cocente, gli animali giungono a destinazione affamati, esausti, agonizzanti o addirittura già morti. Sono scene strazianti, il risultato di viaggi interminabili che a volte durano anche più di 48 ore! In Svizzera queste cose per fortuna non succedono: qui il trasporto internazionale di animali è vietato. Eppure anche alle nostre latitudini le infrazioni non mancano: animali maltrattati, veicoli non conformi, conducenti improvvisati. E per il consumatore non sono dettagli: maggiore è lo stress subito da un animale durante il viaggio e minore sarà la probabilità che una volta macellata la sua carne sia tenera. Intanto proprio in Svizzera chi è al fronte denuncia: nel settore i controlli scarseggiano e le sanzioni sono ridicole. Una troupe di Patti chiari ha indagato sul terreno, seguendo trasporti di animali di ogni genere, all’estero ma anche in Svizzera e in Ticino. Animali le cui carni finiscono poi sui banconi dei nostri supermercati. Un’inchiesta che svela la faccia nascosta del grande business della carne.


07/10/2010 - lettere al Corriere del Ticino
Gli animalisti e i molinari

¦ Premetto che non sono membro dell'associazione «Offensiva animalista», ma la loro esperienza (vedi CdT del 5 ottobre a pagina 11 ) ci dice che a Lugano, riguardo alle ...manifestazioni di piazza, siamo davvero arrivati all'assurdo: alzi uno striscione - come hanno fatto loro - e ricevi 250 franchi di multa, mobiliti svariati agenti di polizia e causi traffico per anni (senza calcolare la rottura di vetrine e imbrattamenti di edifici), come nel recente caso delle proteste dei molinari in via Monte Boglia, e non ti succede nulla. Erasmo Pelli dice che i molinari ricevono le multe? Credo al vicesindaco, visto che lo stimo. Però non ci dice che fine fanno quei pezzi di carta, con annessa polizza di versamento. Diventano carta straccia? Posso presupporre che Pelli ci dice la verità, ma solo a metà? Ma anche fosse che ce la racconti giusta al 100%: non è forse vero che i cosiddetti molinari quando fanno le loro manifestazioni non chiedono, a differenza degli animalisti, il permesso? Non è forse vero che inviano alla polizia solo una nota stile «il giorno tale, in quel determinato orario, saremo lì a manifestare»? Se agli animalisti si sono beccati 250 franchi per aver innalzato uno striscione, quante multe dovrebbero aver ricevuto - sino ad ora - i molinari? Milioni (o perlomeno centinaia di migliaia) di franchi? Dubito fortemente, avvocato Pelli, che detta cifra sia stata pagata. Almeno che gli pseudoautonomi (sapremo mai i loro nomi e cognomi?) non abbiano chiesto un prestito in banca (quell'istituto che spesso fanno credere di combattere...).
Umberto Marra, Lugano già consigliere comunale


01/10/2010 - la Regione Ticino

Lupo nel mirino del Nazionale

Berna – Il lupo ha animato i dibattiti ieri mattina al Nazionale, dove all’ordine del giorno figuravano ben 14 atti parlamentari: dovrebbe essere cacciato, limitandone la popolazione, per non mettere in pericolo greggi, armenti, reddito degli allevatori e perfino causare rischio di valanghe. Con 92 voti a 79 la Camera del popolo si è allineata agli Stati, approvando una mozione che esige la modifica dalla Convenzione di Berna, sugli animali predatori.

Il parlamento ha così incaricato il governo di ottenere una modifica della Convenzione, in modo che uno Stato possa far valere le proprie riserve in qualsiasi momento, anche dopo la ratifica del testo. Qualora Berna riuscisse a modificare la Convenzione, dovrebbe emanare una ulteriore riserva relativa al lupo, stipulando che questo animale può essere cacciato a determinate condizioni. Se invece la Convenzione rimanesse immutata, allora il Consiglio federale dovrebbe denunciarla, per poter aderire nuovamente, ma formulando delle riserve.

Il dibattito è stato vivace e appassionato, in particolare tra protettori del contestato animale – soprattutto Verdi e socialisti – e quanti si dicono preoccupati per i danni che il lupo causa, a pecore e capre.


30/09/2010 (aggiornamento 01.10.2010) - cdt.ch

Filiale Novartis multata negli USA
422 milioni di dollari per norme sui farmaci violate

WASHINGTON / BASILEA - Novartis Pharmaceuticals Corporation (NPC), filiale americana della Novartis, dovrà pagare negli Stati Uniti una multa e indennizzi per un totale di 422,5 milioni di dollari per violazione delle regole di commercializzazione di alcuni farmaci, fra cui il medicinale contro l'epilessia Trileptal. L'accordo comprende una multa di 185 milioni di dollari per il Trileptal e 227,5 milioni di dollari di indennizzi per questo e altri cinque farmaci.

La somma è stata fissata in accordo con l'ufficio del procuratore del distretto orientale della Pennsylvanie, ha annunciato Novartis giovedì in serata. Secondo il gruppo farmaceutico, essa corrisponde agli accontamenti realizzati in vista dell'accordo. Già in gennaio Novartis aveva annunciato l'intenzione di ammettere la violazione delle regole della commercializzazione previste dal Food, Drug and Cosmetic Act e di voler collaborare con le autorità nell'indagine sui metodi di marketing di altri cinque prodotti: Diovan, Exforge, Sandostatin, Tekturna e Zelnorm. Nel 2005, il gruppo basilese aveva avvertito che alcuni pazienti trattati con il Trileptal soffrivano di reazioni cutanee (necrosi epidermica tossica e sindrome di Stevens-Johnson) tali da poter mettere in pericolo la vita. Alcuni pazienti hanno dovuto essere ricoverati e in alcuni casi «molto rari» sono deceduti.


26/09/2010 - La Regione Ticino

Non è un paese per cani
Biasca, una proprietaria denuncia: Al Ponte qualcuno li odia

Avvelenato questa settimana un meticcio di tre anni

Proprietari di cani e gatti, state attenti. È l’appello di una giovane che ha perso il cane due giorni fa, avvelenato nel giardino della casa del suo ex ragazzo, in via Al Ponte a Biasca. « Era un bellissimo incrocio pastore di media taglia, l’avevamo da tre anni e dopo esserci separati l’ha tenuto lui – ci ha spiegato la ragazza – . Qualcuno deve aver messo del veleno nel giardino di casa. Mercoledì mattina il cane è morto, prima che si potesse portarlo dal veterinario. Non sappiamo chi sia stato, ma abbiamo dei dubbi ».

Non è la prima volta che nella zona spariscono gatti e vengono avvelenati dei cani, secondo la donna: «Raccontando quanto ci è successo abbiamo saputo che un paio di mesi fa è stato avvelenato un altro cane, un piccolo meticcio». E altri abitanti della zona che abbiamo contattato ci hanno segnalato la sparizione di gatti, in concomitanza con l’arrivo di un vicino che da subito ha dichiarato la sua avversione verso gli animali.

Il dubbio che si tratti di un avvelenamento in questo caso è serio: «Il cane ha cominciato a vomitare schiuma bianca mista a sangue e faceva sempre più fatica a respirare – ci ha spiegato la proprietaria –. Poi ha perso moltissimo sangue dalla bocca e dal naso. Secondo il veterinario, che abbiamo sentito al telefono, erano i sintomi di avvelenamento da cianuro». L’impressione è che ci sia qualcuno in zona che ogni tanto cerchi di eliminare gli animali che gli danno fastidio. Forse perché fanno rumore o perché sporcano con i loro escrementi. Di sicuro non si tratta di un caso: «Il mio ex e sua madre hanno trovato delle tracce nel giardino:
qualcuno dev’essere entrato, ma non abbiamo trovato bocconi avvelenati o altro – racconta la nostra interlocutrice – .
Qualche tempo fa però un nostro conoscente ha visto una persona della zona buttare una bistecca in riva al fiume. L’ha raccolta e l’ha fatta analizzare: conteneva non cianuro ma un altro tipo di veleno».

Finora non si hanno prove schiaccianti, ma la ex coppia ha deciso di inoltrare una denuncia penale contro ignoti nei prossimi giorni: «Forse, raccogliendo varie denunce, si potrà risalire al responsabile. Nel frattempo è meglio che chi ha degli animali in quella zona faccia attenzione».


11/09/2010

BELLINZONA
Animalisti al circo e autorizzazioni negate

«La decisione di limitare le manifestazioni animaliste è da leggersi come una discriminazione nei loro confronti? Se no, come giustifica tale decisione il Municipio?» Sono alcune delle domande che il consigliere comunale indipendente Michel Venturelli pone all'Esecutivo cittadino in merito alla decisione di autorizzare gli animalisti a protestare contro la presenza del circo Nock a Bellinzona solo ad una distanza di almeno 500 metri dal tendone.


10/09/2010

RICEVIAMO IN FORMA ANONIMA E GIRIAMO:

<< 9 settembre '10. Lugano Palazzo dei congressi.

Serata "benefica" grandi voci per la ricerca per raccogliere fondi per l'IRB.

Alla serata "benefica" c'eravamo anche noi. Abbiamo lasciato e lanciato volantini ovunque, sulle automobili del vicino autosilo, al palazzo dei congressi e nei dintorni.

La ricerca medica come è impostata oggi è solo tortura e sofferenza per innumerevoli animali.
Ma non esiste solo la ricerca fatta su animali, anche se questo è quello che questi "luminari" della scienza vogliono
farci credere. Esistono alternative valide e affidabili. Informatevi.

Semplicemente usare animali è la scappatoia più veloce, perchè con questi modelli "in vivo" posso fabbricare risultati a piacimento ma ogni animale è diverso! Quello che intossica un topo non necessariamente intossica un maiale o un essere umano.
I risultati possono variare a seconda delle specie usata e a seconda della modalità dei test.

Nel corso del 2009, in Svizzera sono stati vivisezionati 706'104 animali. Gli esperimenti che causano forti sofferenze agli animali sono aumentati.

Nessun umano è innocente. La vivisezione riguarda tutti.

Il volantino distribuito >>


 

Offensiva Animalista www.offensiva-animalista.ch |Mail: offensivaanimalista@bluewin.ch |Tel. +41(0)76 367 55 77