Cronologia delle nostre azioni su:

 

 

Blitz alla Borsa delle armi, caccia e pesca di Bellinzona
Venerdì, 05.02.2010


Visto il continuo silenzio e la conseguente approvazione da parte di chi dovrebbe battersi per i diritti degli animali in Ticino verso la "Borsa delle armi, caccia e pesca di Bellinzona", Offensiva Animalista ha deciso oggi, come l'anno scrso, di
dare un chiaro segnale di dissenso a questa vergognosa fiera.
Alcuni attivisti si sono recati a Bellinzona per volantinare contro questa barbara fiera.

La caccia e la pesca sono "sport" crudeli, adatti a uomini e donne che si nutrono di violenza e di sopraffazione di esseri innocenti. Assolutamente anacronistiche e totalmente inutili, la caccia e la pesca sono attività sanguinarie che nel 2010 non hanno più senso di esistere.

La polizia, intervenuta per impedire il volantinaggio, su segnalazione di un'organizzatrice, non ha potuto fermare o identificare gli attivisti, perchè essi si sono prontamente allontanati alle prime avvisaglie, e per questo motivo non verranno pubblicate fotografie che li ritraggono.

Offensiva Animalista continuerà a presenziare a questi eventi per dare voce ai senza voce.

PROTESTA:

scrivete e telefonate ai seguenti contatti per ribadire che fiere grondanti sangue come quella inaugurata oggi a Bellinzona, non sono più ben accettate (evitando insulti e minacce):

TEL +41 (0)91 826 26 62
FAX +41 (0)91 826 32 84
MAIL info@armicacciapesca.ch

Erasmo da Rotterdam diceva che "A forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo". E Goethe che "La caccia è una forma collaterale della pazzia umana". Tolstoj che "Nella caccia non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente dei selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza".

La letteratura e il mondo della cultura sono ricchi di personalità che condannano la caccia e la pesca, in Europa come nel resto del mondo.
Offensiva Animalista, in punta di piedi di fronte ai giganti del Sapere umano, si limita a deprecare manifestazioni come quella in programma a Bellinzona in questi giorni, ovvero la "Borsa delle armi, caccia e pesca". Occasioni in cui si invitano i cittadini ad imbracciare fucili e a gettare armi per distrarsi, e regalarsi qualche momento di apparente serenità.

Ma i boschi macchiati di sangue e le spiagge sporcate con le viscere dei pesci rimarranno sempre attività legate alla violenza, non ai passatempi. Procurare sofferenza e morte a creature deboli e indifese non sarà mai qualcosa di positivo. Ma, al contrario, uno scempio per il quale gli esseri umani dovrebbero quantomeno provare un minimo di vergogna.


COMUNICATO STAMPA:
Taglia sull'avvelenatore di cani al Cimitero di Lugano

Lugano, 03 febbraio 2010

Periodicamente, in Ticino, apprendiamo dai mass media, da amici e conoscenti, che numerosi gatti e cani vengono avvelenati. Ora è la volta di Lugano dove, nei pressi del cimitero, sarebbero già tre le vittime canine di qualche squilibrato.
Dal momento che, negli ultimi anni, non ci risulta siano stati catturati i responsabili di questi gesti, riteniamo di dover dare una svolta al modus operandi sin qui perseguito per fermare i colpevoli.

Abbiamo il vago sentore che la polizia nicchi, evidentemente convinta si tratti "solo di animali".

Offensiva animalista propone pertanto una taglia di 1'000.-- franchi sull'"avvelenatore del cimitero". La cifrà verrà corrisposta a chiunque riempia di botte il, o i , responsabili degli avvelenamenti.

Se qualcuno avesse solo sospetti, chiediamo si aggiunga a noi per formare una ronda che provvederemo a costituire al
più presto.

Non perderemo tempo né in denunce, né in prediche.

per informazioni:
Mail: offensivaanimalista@bluewin.ch
Telefono: 0041/77.458.22.30

AGGIORNAMENTO al 06 febbraio 2010:
Abbiamo ricevuto molte mail di sostegno e diverse adesione per le ronde nella zona del Cimitero. Inoltre, una persona, che si è identificata con nome e cognome, ha rilanciato la taglia a Fr. 5000 sfidando così la Procura in nome dei nostri fratelli animali.
Offensiva Animalista ringrazia sentitamente tutte le persone che si sono mosse per aiutarci e aiutare gli animali.


SETTIMANA DI PROTESTA SCRITTA E TELEFONICA
per la chiusura o riconversione dello Zoo al Maglio - Neggio

da lunedì 25.01.2010 a domenica 31.01.2010


Dal 25.01.2010 al 31.01.2010
invitiamo chiunque a contattare i gestori dello Zoo al Maglio per esporre loro la propria opinione in merito a questa struttura da sempre considerata inopportuna, squallida e assolutamente vergognosa!


Da anni è stata lanciata la proposta di riconversione dello zoo in una struttura che si prenda cura di animali autoctoni salvati da brutte situazioni o da animali "cestinati" da circhi e altri zoo, altrimenti destinati a morire ma che non possono ormai sperare di poter sopravvivere in natura. Inoltre, la Signora Fehr, proprietaria, dovrebbe smettere di far nascere, vendere e comprare cuccioli di animali, cominciando a sterilizzare quelli già detenuti.

 

SCRIVETE E/O TELEFONATE ALLO ZOO RIMARCANDO QUESTA RICHIESTA ED ESPONENDO (senza insulti o minacce) LA VOSTRA OPINIONE!

 

Contatti:

Zoo al Maglio
Fehr-Bloch Edith
6983 – Magliaso (Ticino-CH)

telefono:
Tel. 0041/91-606.14.93
Fax 0041/91-606.64.23

e-mail:
post@zooalmaglio.ch
info@zooalmaglio.ch

 

Chi volesse scrivere anche al Municipio di Neggio, il quale permette ad una tale struttura di perpretare questa crudeltà a scopo di lucro difendendola a più riprese, può contattare:

telefono:
Tel. 0041/91-606.24.25
Fax 0041/91-606.23.00

e-mail:
comune@neggio.ch

Lo Zoo al Maglio è da sempre ricordato in tutta la Svizzera (e oltreconfine) per il suo squallore.

Animali che sono stati uccisi per futili motivi (orsi dal collare, tigre siberiana, lince, avvoltoio e chissà quanti altri volatili), alimentazione sbagliata per gli animali esotici (mangiano tutti mangime per galline!) e stress dovuto alla detenzione in spazi così ristretti (seppur al limite delle norme, come ci ricorda il nostro "geometra cantonale" Dott. Vanzetti) e in climi totalmente diversi dal loro proprio.

Persino molti visitatori che sono andati allo zoo aspettandosi chissà cosa, sono tornati poi indietro dicendoci che effettivamente è una struttura piuttosto triste e squallida!

È ora che la Sig.ra Edith Fehr, proprietaria, si decida a prendere in considerazione la riconversione da anni propostale o che chiuda una volta per tutto il suo gulag personale.

Il suo maggiore introito, si sà, è la vendita di cuccioli nati nella sua struttura a circhi e zoo svizzeri e non (per un cucciolo di leone il minimo che bisogna pagare è di circa 30'ooo Fr!).
La proposta, invece, chiede che vengano sterilizzati gli animali già presenti e che non ne vengano più venduti o comprati.
Inoltre, dovrà occuparsi solo di animali autoctoni salvati da brutte situazioni o animali nati e cresciuti in cattività, cestinati da circhi o zoo e altrimenti destinati alla morte poiché incapaci di sopravvivere in natura: una proposta interessante sia per lei che per i turisti!

Finché ciò non avvverrà noi non ci fermeremo!

VIDEO

Scimmia che tenta di prendere l'erba fresca da fuori


Leonessa e pantera che camminano avanti e indietro ossessivamente


Serval infastidito da visitatori

canale video youtube

vai alla pagine sullo Zoo al Maglio

Zoo al Maglio

Scarica il volantino:
italiano
deutsch


OFFENSIVA ANIMALISTA CONTRO LE PELLICCE
azione di disturbo e sensibilizzazione con cartelloni e volantini

Lugano - sabato 05.12.2009

Oggi alcuni attivisti di Offensiva Animalista si sono recati in centro a Lugano e con un'azione di disturbo hanno sfilato con i cartelloni raffiguranti la verità che sta dietro ad un capo in pelliccia. Inoltre, abbiamo inseguito le persone "impellicciate", senza proferire parola: bastavano le immagini. Quest'azione ci ha portato solidarietà da parte di un buon numero di ticinesi comunque sensibili alla causa animalista, ma anche dei moti di rabbia da parte di chi, oggigiorno, si veste ancora con la pelliccia di un animale squartato vivo.


COMUNICATO STAMPA:
la triste storia di cinque cani invisibili

Lugano - 05.12.2009

Aggiornamento: A tutt'oggi la situazione non è cambiata: difatti l'approssimativo ed insoddisfacente rapporto dell'inviato dell'Ufficio del Veterinario Cantonale afferma di aver accertato la ferita alla zampa della cagna ma ha dichiarato che per il resto non è stato riscontrato nulla di anomalo. Un'affermazione pressapochista e del tutto contraria a quanto testimoniato da diverse persone, che nel corso degli anni hanno chiamato più volte sia l'UVC che la Protezione Animali, scandalizzate dalla costante condizione di degrado nella quale si trovano da sempre questi cani (e i loro predecessori), senza però aver mai un riscontro decisivo.

Durante questi giorni di freddo e pioggia, i cani sembra siano chiusi nella minuscola casetta:

Invitiamo tutti a dimostrare il proprio sdegno verso questa decisione e verso la condizione scandalosa nella quale si trovano questi poveri cani, contattandoci e contattando direttamente anche i signori Brumana (prorietari dei cani) e l'Ufficio del Veterinario Cantonale:

BRUMANA GIOVANNI
panetteria-pasticceria
via al Mulino 6 /Resega
6948 Porza

Telefono: 0041 91 941 44 53
Fax: 0041 91 941 44 54

Ufficio Veterinario Cantonale

Tullio Vanzetti, veterinario cantonale: tullio.vanzetti@ti.ch
Luca Bacciarini sostituto veterianario cantonale:
luca.bacciarini@ti.ch

Telefono: 091 814 41 00
Fax: 091 814 44 44

La storia: La sera del 19 novembre 2009 siamo stati contattati da una persona che ci ha segnalato un caso davvero pietoso: cinque cani, presumibilmente da caccia, che da anni vivono in un piccolo cortile isolato dal mondo civile, circondato da mura e da case, dietro la panetteria Brumana di Canobbio (zona stadio di Lugano). Ci siamo recati subito a visionare la situazione e quello che abbiamo visto è stato a nostro parere grave.

I cani vivono senza apparentemente dell’acqua a disposizione, senza cibo, camminano nei loro escrementi, non escono mai da questo spazio e una di queste cagne ha un problema alla zampa (come si evince dalle fotografie allegate). Inoltre abbiamo, non solo raccolto prove fotografiche che attestano lo stato degli animali, ma anche delle confidenze di persone che vivono o lavorano nelle vicinanze, e il quadro che ci è stato dipinto non è dei più felici: sembra infatti che questi cani vengano fatti accoppiare per poi venderne i cuccioli e che la situazione si protragga ormai da anni.

Non abbiamo potuto appurare di chi fossero questi cani, ma lunedì 23 novembre abbiamo allertato l'ufficio del veterinario cantonale con una denuncia dettagliata e sembra che ora stia seguendo il caso. Purtroppo però a tutt’oggi i cani sono nella medesima condizione, nulla si è fatto nemmeno per la cagna con il problema alla zampa.

Offensiva Animalista con questa denuncia pubblica vuole rendere attenti i ticinesi di quanto avviene purtroppo anche nel nostro Cantone ai danni dei più deboli, anche perché questo stato di cose si protrae da anni e sembra che nulla sia stato fatto fino a adesso per migliorare la loro esistenza.

Puntiamo il dito contro chi detiene questi animali, contro chi ha fatto finta di non vedere per molto tempo, contro chi non ha agito per aiutarli ma poteva farlo.

Siamo nel 2009, siamo in paese che si definisce civile; eppure questi esseri senzienti sono come invisibili. Ma se si fosse trattato di bambini, siamo certi, sarebbero già in salvo.


vedi dimensione grande:
http://www.flickr.com/photos/oanimalista/sets/72157622817370621/

 


News

05/02/2010 - cdt.ch

Taglia per l'avvelenatore
È l'ultima provocazione di «Offensiva animalista»

Un'azione «altamente problematica», osserva il procu­ratore pubblico Mario Branda, ricordando che «la pub­blica istigazione a un crimine o alla violenza» è un cri­mine perseguibile per legge fino a tre anni di carcere

Una taglia di 1.000 franchi a di­sposizione di «chiunque riempia di botte il o i responsabili degli av­velenamenti» che, negli ultimi gior­ni, hanno fatto tre vittime - tre ca­ni - a Lugano, in zona Cimitero. È, questa, l'ultima provocazione di Offensiva animalista che, nel suo comunicato, precisa che, visto il susseguirsi di violenze perpetrate ai danni di animali senza che i colpevoli siano, se non puniti, almeno per­seguiti, ha deciso di pas­sare ai fatti ed invita chiunque avesse dei so­spetti a farsi vivo così da poter partecipare a ron­de che saranno costitui­te al più presto per difen­dere gli animali. Marisa , di Offensiva animalista, risponde alle nostre domande. È tranquilla. Quello che a lei e ai membri dell'As­sociazione interessa è che agli ani­mali sia garantita l'applicazione dei diritti che sono riconosciuti loro dalla legge. «Siccome ciò non av­viene e chi li uccide resta sempre impunito, abbiamo deciso di la­sciar perdere le lunghe discussio­ni e di passare ai fatti».

Verrebbe da dire: squadrismo anima­lista. Non pensate di aver alzato un po' troppo il tiro?

«No. Assolutamente. Abbiamo lanciato la taglia per smuovere dal­l'indifferenza tante persone che si sono ormai rassegnate a non ave­re giustizia per il loro animale - ca­ne o gatto non importa - morto. È, evidente­mente, una provocazio­ne, ma vogliamo che si sappia che l'impunità, anche per coloro che sfogano le loro frustra­zioni sugli animali, non esiste. A lei sembra giu­sto che possa esserci in giro gente che può am­mazzare cani e gatti senza nemmeno esse­re ricercata?».

Una provocazione che promuove però la violenza come metodo...

«No. Promuove la giustizia. E poi... è provato che coloro che compiono violenze sugli anima­li sono persone tendenzialmente capaci di essere violente anche con i loro simili. Se la polizia non li ferma dobbiamo cercare di far­lo noi cittadini».

L'istigazione alla violenza, però, per il nostro Paese, è un reato...

«Gliel'ho detto. La nostra è una provocazione. Non accettiamo più questo silenzio, quest'indif­ferenza, quest'omertà».

Può una «provocazione» essere considerata reato?

L'abbiamo chiesto al procuratore pubblico Mario Branda , uno dei magistra­ti più attivi sul fronte dei reati con­tro i diritti degli animali.

«La “provocazione” di Offensiva animalista è altamente proble­matica. L'articolo 259 del CP, al proposito, parla chiaro: “Chiun­que pubblicamente istiga a com­mettere un delitto implicante at­ti di violenza contro persone o co­se, è punito con una pena deten­tiva sino a tre anni o con una pe­na pecuniaria”. La taglia messa a disposizione di “chiunque riem­pia di botte il o i responsabili de­gli avvelenamenti” contiene ele­menti che possono rientrare sot­to quest'articolo».

Resta il fatto che anche gli animali sono protetti dalla legge, ma, chi li ammazza, la fa sempre franca...

«Come ho già avuto modo di dire, il fatto che la maggior parte dei casi resti irrisolta, non significa che la magistratura faccia spal­lucce e seppellisca l'incarto in qualche cassetto. Significa che... individuare il colpevole è diffici­le. I colpevoli di questi reati sono vigliacchi che compiono gesti vi­gliacchi che non richiedono abi­lità particolari».

La taglia però, se ben capisco, non si giustifica.

«No. Non si giustifica. La soluzio­ne proposta è peggiore del male che si vuole combattere».


26/01/2010 - ansamed.info

PESCA: TONNO ROSSO; PER ATTIVISTI IN TRE ANNI SARÀ ESTINTO
(di Nando Piantadosi)

(ANSA) - NAPOLI - Dopo la campagna contro la caccia alle balene nell'Oceano del Sud, l'organizzazione no-profit Sea Shepherd si lancia in una nuova impresa: salvare il tonno rosso mediterraneo dall'estinzione. Secondo quanto e' annunciato sul sito web, le due navi di Sea Shepherd, la ''Steve Irwin'' e la ''Bob Barker'', sono salpate alla volta del Mediterraneo con l'obiettivo di intercettare e opporsi alle operazioni illegali dei pescatori di frodo del tonno rosso. Dal web, il fondatore e presidente di Sea Shepherd, Paul Watson, uno dei padri di Greenpeace, sottolinea l'importanza di ''portare all'attenzione dell'opinione pubblica internazionale il fatto che una delle specie di pesci piu' rare al mondo, il tonno rosso, e' sull'orlo dell'estinzione a causa della pesca illegale provocata essenzialmente dall'insaziabile domanda dei giapponesi per questo tipo di pesce molto costoso''. Due settimane fa - rileva il sito internet - un esemplare di tonno rosso e' stato venduto al Giappone per 111.000 sterline, circa 125.000 euro. Per Sea Shepherd il crescente valore di mercato del tonno rosso impedisce ogni tentativo a garanzia della specie che, in mancanza di misure adeguate, giungera' al capolinea nell'arco di tre anni. Tra i responsabili Sea Shepherd colloca anche l'industria della pesca del Mediterraneo, sostenuta dall'UE con sussidi da decine di milioni di euro. In marzo, nell'ambito della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie in Pericolo (CITES), e' previsto un incontro finalizzato a discutere della possibilita' di vietare il commercio del tonno rosso. ''L'UE ha pero' depennato questa discussione dalla sua agenda - riferisce ancora il sito web dell'organizzazione no-profit - per non danneggiare i pescatori della Francia, di Malta, dell'Italia e della Grecia''. Cio' nonostante la Sea Shepherd Conservation Society non demorde e, forte dell'esperienza maturata in sei anni di scontri nell'Oceano del Sud contro le baleniere giapponesi, si dice pronta combattere per impedire l'estinzione: ''Possiamo perdere una nave - dice ancora Paul Watson - ma la perdita di una nave e' preferibile alla perdita dell'intera specie del tonno rosso'', perche', ''le navi sono sacrificabili, le specie no''.


25/01/2010 - La Regione Ticino

I cavalli del Bisbino trovano una casa
I ‘mustang’ raccolti in un terreno recintato sui Monti di Lenno

Un riparo dal gelo e la certezza di trovare qualcosa da mangiare, in attesa di una soluzione definitiva che, peraltro, sembra già essere stata trovata.

È questa, insomma, la storia dei diciotto cavalli del Bisbino. Una storia che continua. Per gli animali il presente è quello di aver trovato una ‘casa’, dopo che in queste settimane i volontari di associazioni comasche e ticinesi, armati di picconi, mazze, badili e rastrelli, hanno recintato il terreno (due ettari) individuato sui Monti di Lenno, in territorio di Moltrasio, e messo a disposizione gratuitamente da un proprietario della zona.

Gli stessi volontari, con l’aiuto della Provincia di Como, hanno sostenuto anche le spese di recinzione dell’area, facilmente raggiungibile con il rifornimento di foraggio e rotoballe di fieno acquistati grazie alle somme raccolte al di qua e al di là della frontiera e giunte da associazioni, enti e singoli cittadini.

Sabato è stata realizzata una struttura per consentire l’intervento dei veterinari dell’Asl, incaricati di vaccinare gli animali e di impiantare i microchip.

In primavera i cavalli saranno poi condotti, per strade e sentieri, lungo la dorsale del Bisbino nel territorio di Lanzo d’Intelvi in un’area idonea resa disponibile dall’amministrazione comunale.

Senza trascurare che i cavalli del Bisbino potrebbero costituire anche un richiamo turistico.


17.01.2010 - tio.ch

TICINO
Animalisti e atti criminali: bloccare questo terrorismo


TICINO - Il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione del Deputato Tullio Righinetti che solleva il problema delle azioni violente messe in atto di recente anche in ticino da alcuni animalisti cosiddetti "estremisti", ritenendo il problema molto delicato e come tale giudicabile solo dalla Polizia federale giudiziaria. Inoltre il Consiglio garantisce che, proprio perchè delicata, è tenuta sotto controllo dalla Polizia Cantonale.

Il Consiglio ritiene Alf e i suoi fanatici aderenti estremismo violento e pericoloso e per tanto è stata allertata la Polizia che segue con attenzione il movimento. Le indagini dunque procedono, anche se risultano difficili e complesse. Purtroppo l'esistenza di tracce non si traduce automaticamente nell'esistenza di indizi sufficienti per procedere con una denuncia al Ministero Pubblico. Il caso quindi resta aperto.


21/12/2009 - www.tio.ch

TICINO
La carne non è stata avvelenata
Dalla polizia cantonale giungono oggi gli esiti delle analisi sulle carni pervenute lo scorso venerdì alle redazioni di Rsi e CdT dalla "Animal Rights Militia"

LUGANO - E' stata un'azione dimostrativa. Dalla polizia cantonale arrivano gli esiti degli esami di due confezioni di affettato inviate venerdì scorso ai mass media ticinesi, accompagnate da lettere minatorie del gruppo animalista "Animal Rights Militia".

Gli accertamenti tecnici e le analisi fisico-chimiche, microbiologiche e tossicologiche sinora intraprese presso il Laboratorio cantonale d’Igiene e il Laboratorio di Chimica e di Tossicologia di Olivone, hanno permesso di ottenere i seguenti riscontri:

- non è stata evidenziata la presenza di prodotti velenosi o sostanze pericolose di uso comune, in particolare medicamentose o stupefacenti, cianuri, come pure di batteri patogeni comuni di origine alimentare (salmonella, ecc.);

- tuttavia, l’analisi chimica ha rilevato un tasso anomalo di “cloro”, la cui origine non può essere per il momento determinata.

Dalle autorità, tuttavia, si apprende che non è possibile per il momento pronunciarsi oltre circa la potenziale pericolosità che comunque, vista la contenuta consistenza dei campioni, si ritiene del tutto limitata.


natale 2009 - altriauguri.it (ActionAid)

Una capretta per ogni famiglia
Per gli amanti degli animali
Lei vorrebbe un bassotto, lui preferisce un alano. Regala una capretta! Quella degli AltriAuguri di ActionAid mette tutti d’accordo e in più porta grandi speranze a una famiglia del Mozambico.
il tuo cesto di doni AltriAuguri

Disseminati lungo il confine meridionale del Mozambico ci sono una miriade di piccoli villaggi isolati, come Kariwa. Per le persone che nascono qui, vivere è una sfida quotidiana. Per un bambino su cinque la sfida è troppo dura e così muore prima di aver compiuto 5 anni. La maggior parte delle famiglie coltiva i campi e alleva bestiame, ma in condizioni terribili: alluvioni e siccità ciclicamente distruggono tutto.

ActionAid lotta perché ogni famiglia, in Mozambico e ovunque nel modo, sia in grado di costruirsi una vita dignitosa e sicura. Uno dei progetti che potremo attuare anche grazie al tuo regalo sarà dare una capretta gravida a ciascuna delle famiglie più bisognose perché possano nutrirsi con il suo latte e possano poi vendere i piccoli che nasceranno per acquistare sementi e attrezzi agricoli nuovi.

E i tuoi amici riceveranno un biglietto unico e solidale, come quello che vedi qui accanto, per ogni regalo che sceglierai di fare. Se lo vorrai, potrai tu stesso personalizzare il biglietto facendolo arrivare direttamente a casa tua e inviandolo tu ai tuoi amici!

In questa pagina si esortano le persone, facendo leva sulla loro buona fede, a comprare un essere vivente (c'è scritto PRODOTTO nella barra dell'url!) per far sì che un umano, creatura vivente tanto quanto lo è la capretta, possa sfruttarlo, separarlo dai propri cuccioli e venderlo per ricavarci soldi dando così luogo ad un'indicibile sofferenza che, purtroppo, non può venir espressa dalla capretta.

Ma si sa, gli umani vengono prima degli animali, per questa gente. A tal proposito ricordiamo che lo specismo è la base per il razzismo.

E' giusto e doveroso che qualcuno possa dar voce ai senza voce, rispetto ai quali l'uomo troppo spesso si ritiene superiore, quindi scrivete per dire la vostra:

altriauguri@actionaid.org


02/12/2009 - cdt.ch

TF autorizza spot censurato nel '94
Riguarda l'allevamento industriale degli animali

LOSANNA - Il Tribunale federale ha posto fine ad una delle più lunghe vertenze che hanno occupato la magistratura elvetica e i giudici di Strasburgo. La Corte suprema ha autorizzato la diffusione di un spot televisivo contro l'allevamento industriale degli animali, censurato nel lontano 1994.

I giudici hanno accettato la domanda di revisione inoltrata dall'Associazione contro le fabbriche di animali, produttrice della sequenza pubblicitaria. La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo aveva dato ragione una prima volta all'Associazione nel 2001, poi una seconda, condannando in entrambe le occasioni l'atteggiamento del Tribunale federale. Costretti a riesaminare la vertenza per la terza volta, i giudici federali hanno finito col cedere, riconoscendo che lo spot non contravviene alla disposizione che vieta la pubblicità a sfondo politico. Fondatore dell'Associazione, Erwin Kessler ha fatto sapere che chiederà quanto prima la diffusione della contestata sequenza pubblicitaria.


26/11/2009 - tio.ch

L'OSPITE
L'influenza non si combatte con il vaccino

La strada per l’inferno è lastricata di buoni … vaccini!
È veramente il caso di preoccuparci di questa “pandemia” influenzale? È davvero utile vaccinarsi contro l’influenza stagionale?

Sarebbe fondamentale informarsi un po’ prima di prendere delle decisioni che potrebbero avere delle  con-seguenze anche molto serie sulla nostra salute. 
L’influenza suina altri non è che un virus molto contagioso, ma con  bassa  virulenza. In pratica può danneggiare  solo un soggetto molto debilitato! L’influenza stagionale invece la conosciamo tutti, si può contrarre durante le epidemie, nei luoghi affollati in condizioni di stress e viene debellata spontaneamente in una settimana, con febbre, riposo, alimentazione ricca  di  vitamine (soprattutto A e C) e minerali (soprattutto zinco). Se vogliamo intervenire con la medicina utilizziamo fitoterapici (es. Echinacea, Rosa canina) o omeopatici come Aconitum o, nella prevenzione, con appositi composti ad azione immunostimolante. Abbassare la febbre con antipiretici migliora i sintomi, ma allunga la durata della malattia e spesso fa comparire fenomeni collaterali che vanno dall’orticaria alle complicanze gastro-intestinali, con nausea e mal di pancia e dopo qualche settimana talvolta anche fenomeni allergici.
Per ciò che riguarda la vaccinazione H1N1, e non solo, è doveroso sapere come si possa migliorare in modo fisiologico l’efficienza del sistema immunitario.  
Il sistema immunitario è una componente complessa e sofisticata dell’organismo umano. Esso ci protegge non solo dagli agenti infettivi, ma anche dai tumori. Ogni pesante intrusione su di esso è carica di conseguenze pericolose e imprevedibili. Ciò vale sia per gli immunosoppressori, usati per le malattie autoimmuni, sia per gli immunostimolanti come i vaccini. Le vaccinazioni stimolano la risposta anticorpale contro uno specifico antigene, ma al prezzo della capacità del sistema immunitario di fare fronte a molti altri.
Tornando alla vaccinazione contro l’influenza suina, con la scusa di proteggerci contro le rarissime complicanze di una influenza a bassa virulenza, rischiamo di distogliere l’attenzione del sistema immunitario dalla sorveglianza contro altri agenti infettivi, tumori, allergie e fenomeni di autoimmunità. Come se ciò non bastasse, si ricordi che il vaccino contiene sostanze nocive come alluminio e squalene.
Con queste premesse, è meglio evitare questo genere  di “medicina preventiva” che offre più rischi che benefici e preferire dei metodi naturali.

 
A cura del Dr.Flavio Rodolfo Dainesi
Medico chirurgo,
Dottorato in Farmacia
Dottorato in  Scienze  Biologiche
Diplomato in Omeopatia e Medicine integrate


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