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cdt.ch 19/11/2014

 

 

 

 

 

 

 


31/08/2014 - shac.net

La campagna SHAC finisce

Abbiamo fatto la storia ... Il futuro è nostro.

SHAC (Stop Huntingdon Animal Cruelty) è stata la campagna di base per la liberazione animale più estesa ed efficace che il movimento abbia conosciuto. Da quando è iniziata, migliaia di persone in tutto il mondo hanno preso parte alla lotta per chiudere il più grande laboratorio di sperimentazione su animali in Europa: HLS (Huntingdon Life Sciences).
Numerose investigazioni sotto copertura hanno svelato gli orrori che avvengono all'interno di questo laboratorio – animali avvelenati, primati sezionati senza anestesia, cuccioli di cane presi a pugni sul muso. HLS è divenuto sinonimo di crudeltà e morte.
Negli ultimi dieci anni numerosi individui senza timore, mossi da compassione, si sono uniti a SHAC ed hanno dedicato le proprie energie a salvare questi animali. Ognuno /a di noi ha giocato la propria parte in questa campagna rivoluzionaria. Attraverso la determinazione, la rabbia e l'utilizzo di strategie innovative abbiamo decimato le finanze e la reputazione del colosso multinazionale della vivisezione HLS. Con dedizione ed intelligenza abbiamo scoperto di volta in volta le aziende che hanno lavorato o finanziato HLS ed abbiamo fatto di loro un obbiettivo. Il risultato ottenuto sono state centinaia di aziende che si sono rifiutate di fare affari con il laboratorio, tra di esse alcune delle più grandi e potenti istituzioni finanziarie del mondo.
Huntingon Life Sciences è divenuto il laboratorio di vivisezione più protestato nella storia. Migliaia di azioni si sono verificate contro di esso – in un solo anno quasi 800 proteste hanno avuto luogo contro clienti o fornitori.
Accanto alle proteste legali svolte da attivisti /e di SHAC, ci sono state anche numerose azioni dell' ALF che senza sosta hanno continuato a colpire chi faceva affari con HLS. Persone determinate e coraggiose hanno deciso di andare oltre la legge e portare avanti azioni dirette per gli animali. Tra gli altri esempi possiamo ricordare i 129 conigli liberati dal fornitore di Huntingdon 'Highgate Rabbit Farm'. O la liberazione di 14 cani beagle da una delle sedi di HLS in Nord America, o il sabotaggio di una barca di proprietà di un top manager della Bank Of America, affondata dall'ALF con un messaggio ben chiaro "il denaro non significa nulla – la vita significa tutto". Questi sono solo alcuni esempi delle centinaia di iniziative che hanno avuto luogo nel corso della storia della campagna. Senza la volontà e la creatività di queste persone, tutti quei conigli e quei cani sarebbero stati uccisi in esperimenti inutili e la Bank Of America sarebbe sicuramente ancora tra i finanziatori di HLS.
E' proprio grazie a questa innovativa combinazione di campagna di protesta legale portata avanti da SHAC e l'utilizzo di tattiche altamente efficaci da parte dell' ALF che la campagna contro Huntingdon Life Sciences ha avuto questo successo.
In questo momento HLS opera con oltre 100 milioni di sterline in debito, lotta costantemente per ottenere, o mantenere, la propria clientela ed i profitti sono in costante diminuzione anno dopo anno, una situazione di perenne rischio di fallimento. L'unica ragione per cui è ancora aperto è a causa del supporto ricevuto da parte del governo del Regno Unito.
A causa dei massicci interessi da parte delle industrie farmaceutiche e da parte dell'industria della sperimentazione, vedendo l'effetto che il movimento antivivisezionista stava avendo su HLS, il governo britannico è intervenuto direttamente, salvando il laboratorio dalla bancarotta con un prestito di diversi milioni di sterline, e fornendo loro copertura bancaria ed assicurativa.
Al contempo le autorità hanno iniziato ad organizzare la repressione contro attivisti /e di SHAC e sono iniziate le provocazioni, le perquisizioni, gli arresti. Dal 2007 decine di persone sono state arrestate, in alcuni casi ricevendo lunghe pene detentive sino ad 11 anni. Inoltre, sono state disposte condizioni di cauzione e di licenza post rilascio estreme, con la chiara intenzione di zittire ogni forma di dissenso contro la sperimentazione animale ed isolare le persone dal resto del movimento.
SHAC non stava più combattendo solo HLS: stavamo lottando contro il governo – un nemico molto più grande e potente.
Nonostante questo SHAC ha continuato a resistere alla repressione e la campagna è andata avanti, lottando per quei 70mila animali rinchiusi dietro a metri recinzioni e filo spinato.
Ma dopo oltre 10 anni di campagna e dopo aver scosso, per diverse volte, le fondamenta dell'intera industria della vivisezione, la nostra forma di opposizione si deve evolvere. Le dinamiche di sfruttamento degli animali, così come le strategie legali utilizzate dalle autorità, a livello globale sono cambiate ed è quindi il momento di cambiare anche le nostre tattiche.
Con la costante repressione da parte del governo verso chi lotta per gli animali in Inghilterra, è il momento di riesaminare i nostri metodi, comprendere quali ostacoli abbiamo di fronte, trovare le debolezze dell'avversario, per costituire una rete solidale per gli/le attivisti /e colpite ed iniziare a ricostruire il movimento dopo gli effetti che la repressione ha avuto.
Anche se stiamo annunciando la fine della campagna SHAC, essa sarà sempre una parte importante della nostra storia ed un richiamo alla ingegnosità e la potenza del movimento per i diritti animali.
SHAC continuerà ad ispirare attivisti /e in tutto il mondo ad unirsi alla lotta contro la vivisezione ed a considerare direttamente responsabili coloro che traggono profitto dall'abuso e dallo sfruttamento degli animali.
Sono le nostre abilità, la capacità di mettere a fuoco e sviluppare le nostre tattiche nei modi più efficaci, che continueranno a renderci una minaccia per le industrie dello sfruttamento animale.
Con il fuoco della liberazione e della giustizia che brucia nei nostri cuori, ora guardiamo al futuro.
La domanda che al momento tutti /e dovremmo porci è ...
Che cosa abbiamo intenzione di fare ora?

SHAC /Stop Huntingdon Animal Cruelty
www.shac.net


22/08/2014 - tio.ch

Allevamenti suini sotto accusa

In un rapporto dell'associazione Tier im Fokus denuncia gravi mancanze nelle suinicolture elvetiche

BERNA - L'associazione Tier im Fokus (TIF, che in italiano potrebbe essere tradotto con "focalizzazione sugli animali") lancia l'allarme sulle condizioni degli allevamenti di maiali in Svizzera. In un rapporto pubblicato oggi denuncia gravi mancanze nelle suinicolture elvetiche.
Nel suo "rapporto sui maiali" l'organizzazione mostra materiale fotografico proveniente da dieci aziende di quattro cantoni che documentano box in cemento imbrattati di sterco, suini sdraiati su pavimenti nudi, animali con irritazioni cutanee o ferite da morso, maiali morti all'intero di secchi e ancora bestie non in grado di camminare. Il presidente dell'associazione Tobias Sennhauser, citato in un comunicato, reputa le condizioni insostenibili ma non sorprendenti.
L'organizzazione per i diritti degli animali condanna "questo trattamento violento di esseri viventi" ed esige che lo Stato e la politica si occupino finalmente della protezione della dignità degli animali.
Visionando le immagini del TIF la Protezione svizzera degli animali (PSA) ha identificato bestie trascurate in due delle dieci aziende incriminate. Le altre imprese sarebbero, per quanto visibile dalle foto e dai video, in regola, afferma il responsabile del servizio di controllo della PSA Cesare Sciarra. "Vediamo questo tipo di immagini ogni giorno, per noi non si tratta di nulla di nuovo". Tuttavia egli reputa insufficienti i requisiti minimi di legge richiesti per la suinicoltura.
Felix Grob, direttore di Suisseporcs, afferma che nella produzione svizzera la metà di tutti i suini hanno la possibilità di stare all'aperto e due terzi possiede comunque un letto di fieno.
Il "Servizio per la salute dei maiali" (SGD) precisa che il comportamento dei suini - citato nel rapporto - di mordersi le code e le orecchie a vicenda, chiamato anche cannibalismo, può essere dovuto a molteplici cause dettate solitamente da più fattori (come correnti d'aria, fluttuazioni della temperatura, gas nocivi, mancanza di spazio o di distrazioni, quantità di mangime non adeguato, acqua troppo fredda, stress o malattie). Si tratta di "un problema diffuso" sopratutto in suinicoltura, aggiunge l'SGD.
In totale su territorio svizzero lo scorso anno sono stati contati 7'277 suinicoltori. L'Ufficio federale di statistica quantifica invece con 1,485 milioni il numero di suini, di cui 26'613 vivono in aziende biologiche.

20/04/2014 - ticinolibero.ch

Campagna choc anti-capretti sbarca in Ticino

La tradizione culinaria si scontra con le campagne animaliste, che cercano di scioccare l’opinione pubblica

 



 
 
GIUBIASCO – Pasqua, tempo di tradizioni. Religiose, ma anche culinarie, come quella del capretto o dell’agnello. Moltissime le famiglie che, per il pranzo pasquale, si gusteranno un capretto. Una tradizione che da anni è nel mirino degli animalisti, che non sopportano l’idea di uccidere animali ancora non adulti per soddisfare le nostre esigenze culinarie.
E così in questi periodi sulla rete possiamo notare diversi appelli da parte degli animalisti. Ma anche per le strade, come ci ha segnalato un nostro lettore. La foto del manifesto è stata fatta a Giubiasco, ma altri manifesti-choc sono stati visti un po’ ovunque nel Bellinzonese.

28/03/2014 - 20min

 

 


Una giusta alimentazione può aiutare la guarigione dal tumore?

 
Il 5 marzo a Le Iene su Italia1 è andato in onda un interessante servizio tutto documentato su come un signore malato di tumore sia riuscito a bloccare la malattia grazie anche all'introduzione di una alimentazione vegana, in gran parte crudista.
Michela De Petris, dott.ssa sia privata ma anche specialista in nutrizione oncologica al San Raffaele di Milano, ha dato la sua disponibilità a spiegare alle telecamere in che modo tutti i suoi pazienti siano riusciti a trarne tanto beneficio. Consiglio di vedere il servizio. Il giorno dopo ha iniziato a ricevere migliaia di chiamate da tutta Italia a cui lei sta cercando di dare risposte, perché è una persona eticamente corretta.
Successivamente alla trasmissione, il suo primario del S.Raffaele l'ha chiamata e l'ha licenziata in tronco.
La dottoressa ha spiegato che il suo ospedale prende molti soldi dalle cure farmacologiche che danno ai pazienti malati di tumore e quindi, per interessi prettamente economici, il suo intervento ha danneggiato la struttura.

LE IENE: Alimentazione e malattie

puntata del 5 marzo: video

LE IENE: Alimentazione e tumori

puntata del 26 marzo: video

LE IENE: Alimentazione e tumori 2

puntata del 16 aprile: video


30/09/2013 - tio.ch

Manipolazione di dati clinici, indagata Novartis

Una commissione interna del Ministero giapponese della sanità sospetta il gigante farmaceutico basilese di aver manipolato dati clinici sul Diovan, un farmaco contro l'ipertensione

TOKYO - Il ministero giapponese della sanità avvierà un'indagine sulla filiale locale di Novartis, su richiesta di una commissione interna. Quest'ultima sospetta il gigante farmaceutico basilese di aver manipolato dati clinici sul Diovan, un medicinale contro l'ipertensione.
"E' una vicenda grave che potrebbe nuocere all'interesse nazionale rimettendo in discussione la fiducia negli studi clinici giapponesi, sia all'interno che all'esterno del paese", spiega la commissione d'inchiesta ministeriale in una bozza di rapporto pubblicata oggi dalle agenzia di stampa Kyodo e Jiji.
Il rapporto raccomanda in particolare al ministero di condurre indagini per stabilire se vi sia stata violazione del codice farmaceutico nipponico.
Diversi ospedali giapponesi hanno cessato di proporre il Diovan dopo la revoca da parte di due università del Paese di articoli da loro pubblicati sull'efficacia del trattamento per ridurre i rischi di attacchi cardiaci.
Novartis ha riconosciuto che uno dei suoi ex collaboratori aveva avuto un comportamento inappropriato durante la fase di test. Ma il rapporto del ministero ritiene che il caso coinvolga la responsabilità dell'impresa e non quella dell'individuo.
Dopo la pubblicazione dell'informazione, in una nota Novartis ha espresso le sue scuse e ha annunciato che s'impegna a cooperare con le autorità.

12/07/2013 - tio.ch

Novartis respinge le accuse
La filiale giapponese: "Niente manipolazioni di dati sul farmaco Valsartan"


TOKYO - La filiale giapponese di Novartis ha respinto oggi le accuse di manipolazioni di dati di test clinici relativi al suo medicinale Valsartan, un preparato contro l'ipertensione arteriosa. La facoltà di medicina dell'università di Kyoto aveva affermato ieri che uno studio sul trattamento del farmaco condotto su 3000 pazienti giunge a conclusioni erronee, perché basato su risultati inesatti o incompleti.
Stando a quanto riferisce l'Afp la ricerca - condotta da una équipe diretta da Hiroaki Matsubara, un provessore di Kyoto che nel frattempo ha lasciato l'ateneo - aveva stabilito che il Valsartan poteva ridurre i problemi vascolari cerebrali e cardiaci. Secondo la facoltà di medicina questo non è invece provato. Inoltre uno dei ricercatori era dipendente di Novartis, ciò che non era stato segnalato: veniva infatti presentato come professore ausiliare di Osaka.
Quest'ultimo punto era già stato ammesso in maggio da Novartis, che aveva confermato trattarsi di una violazione delle regole in vigore. Nello stesso mese il dipendente del gigante farmaceutico aveva lasciato l'impresa.
In un comunicato odierno Novartis - che aveva finanziato lo studio con 100 milioni di yen, circa un milione di franchi -respinge però le accuse di manipolazioni: l'università di Kyoto non è riuscita a portare prove in tal senso, afferma la società.
Venduto in Giappone con il nome di Diovan, il Valsartan è omologato in oltre 100 paesi. Nel paese del Sol Levante è uno dei preparati più prescritti.
Ora sono attese inchieste anche in altre università giapponesi per determinare se sussistano dubbi riguardo ad altre ricerche legate a Novartis.

11/07/2013 - tio.ch

Vitello corre sull'autostrada, la polizia lo abbatte

Il bovino era scappato da un macello. "La situazione era diventata troppo pericolosa". Stessa sorte anche per un altro animale

BIRRFELD - Un vitello, fuggito in qualche modo da un mattatoio, è stato abbattuto dagli agenti della Polizia cantonale argoviese mentre correva sull'autostrada A3 all'altezza di Birrfeld.

Il bovino ha destato lo stupore di decine di automobilisti, che a causa sua si sono trovati incolonnati nel traffico. Gli agenti e alcuni automobilisti hanno cercato in qualche modo di fermarlo, ma senza riuscirci. La Polizia ha giustificato così il suo intervento: "Gli agenti hanno dovuto abbatterlo, la situazione stava diventando troppo pericolosa perché l'animale si trovava accanto a un aeroporto".
Un altro vitello fuggitivo è stato abbattuto mentre si aggirava tra l'aeroporto e la zona industriale di Birrfeld. L'intervento di alcuni professionisti, conclude la nota della Polizia argoviese, ha permesso di rendere fruibile la carne dei due bovini per il consumo alimentare.

10/07/2013 - tio.ch

Ecco il regolamento venatorio 2013

La caccia alta avrà luogo dal 1° al 22 settembre, ad eccezione di domenica 15 settembre

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha stabilito il regime venatorio per la stagione 2013. Le modifiche saranno pubblicate sul Foglio Ufficiale e distribuite a tutti i cacciatori, al momento del rilascio della patente.
La caccia alta avrà luogo dal 1° al 22 settembre, ad eccezione di domenica 15 settembre (Festa federale). Il periodo è stato prolungato di due giorni per il cervo e il cinghiale, allo scopo di aumentare la pressione venatoria su queste due specie,
responsabili di gran parte dei danni alle colture agricole.
Camoscio e Capriolo:
Il Consiglio di Stato ha deciso di applicare la proposta della Federazione Cacciatori Ticinesi (FCTI):
Quattro capi complessivi per cacciatore, dei quali al massimo:
- 1 maschio di camoscio di almeno 2,5 anni dal 1. al 3 settembre, oppure 1 maschio di capriolo di almeno 1,5 anni dal 1. al 3 settembre, oppure 1 maschio di camoscio di almeno 2,5 anni dal 4 al 17 settembre per colui che ha precedentemente abbattuto una femmina di camoscio non allattante di almeno 2,5 anni;
- 2 femmine di camoscio non allattanti di almeno 2,5 anni dal 1. al 17 settembre;
- 1 femmina di capriolo non allattante di almeno 1,5 anni dal 1. al 17 settembre;
- 1 camoscio di 1,5 anni (anzello) maschio o femmina dal 1. al 17 settembre.
Colui che cattura un camoscio maschio di 1,5 anni (anzello) con corna superiori ai 15 cm (fa stato il corno più corto) non ha più diritto al camoscio maschio di almeno 2,5 anni d'età e viceversa.

Cervo:
- 1 maschio con almeno 2 punte su uno dei palchi dal 1. al 16 settembre;
- e 3 femmine non allattanti dal 1° al 22 settembre;
- e 1 femmina allattante, dal 18 al 22 settembre, a condizione che prima sia stato abbattuto il suo cerbiatto nel corso della stessa giornata;
- e 3 cerbiatti (cervi dell'anno) dal 18 al 22 settembre;
- e 1 maschio con palchi senza diramazioni (fusone) di lunghezza non superiore alle orecchie (fa stato il palco più corto) dal 1. al 22 settembre.
Colui che cattura una femmina non allattante ha diritto a un secondo maschio con almeno 2 punte su uno dei palchi dal 1. al 16 settembre.

Cinghiale:
Catture illimitate dal 1. al 22 settembre. L'obiettivo dichiarato dal Consiglio di Stato è di mantenere una forte pressione venatoria sulla specie, a prevenzione dei danni all'agricoltura.
Il Governo cantonale ha inoltre deciso di applicare la proposta della FCTI che mira a salvaguardare le femmine trainanti, evitando in tal modo di destrutturare e disperdere i gruppi matriarcali con conseguente pericolo d'aumento dei danni.
Coloro che cattureranno una femmina di peso superiore ai 55 kg (eviscerata) saranno tenuti a versare una tassa corrispondente al peso complessivo in chilogrammi del capo moltiplicato per CHF 2.00, a favore del Fondo di intervento tramite il quale vengono indennizzati gli agricoltori danneggiati.

Marmotta:
- 2 marmotte per cacciatore dal 1° al 2 settembre.
Sino allo scorso anno la caccia alla specie è stata aperta ad anni alterni. Aderendo alla proposta della FCTI, il Consiglio di Stato ha deciso di concedere un prelievo venatorio annuale. Per tutelare la specie da un aumento troppo consistente delle
catture complessive, è stato tuttavia concesso un giorno in meno di caccia (nel 2012 era possibile cacciare la marmotta dal 1° al 3 settembre). In base al numero di catture verrà valutato se confermare o meno le nuove disposizioni anche per il 2014.
Per la caccia bassa e la caccia acquatica le modalità di prelievo sono rimaste  pressoché invariate rispetto alla scorsa stagione. Va comunque segnalata la riduzione da 200 a 100 metri della distanza minima dalla riva e dai canneti per l'esercizio della caccia acquatica; restano vietati gli spari in direzione della terraferma.
Vanno infine evidenziati alcuni ulteriori elementi:
- È stata confermata l'apertura delle zone del piano dei distretti di Blenio, Riviera e Bellinzonese per la caccia a cervo, capriolo e cinghiale – per due giorni settimanali (lunedì e martedì), per un totale di 6 giorni – allo scopo di ridurre le densità delle popolazioni di questi ungulati, che vi trovano rifugio e sono poi fonte di ingenti danni all'agricoltura. Per motivi di sicurezza la caccia è stata autorizzata  con alcune limitazioni: unicamente al mattino e alla sera (Blenio) e solo da postazione fissa posta ad un'altezza minima di due metri dal suolo (Riviera e Bellinzonese).
- I cacciatori in possesso dell'autorizzazione sia per la caccia tardo autunnale al cervo che per la caccia invernale al cinghiale avranno la possibilità di abbattere 1 cinghiale durante i giorni di novembre aperti alla caccia tardo autunnale, nel Distretto a loro assegnato.
- È stata introdotta la possibilità, qualora risultasse necessario, di autorizzare la caccia tardo autunnale al capriolo, oltre che al cervo.
- È stato esteso (due fine settimana in più) il periodo di caccia invernale al cinghiale -nel Luganese e nel Mendrisiotto.

05/06/2013 - tio.ch

Pelli di foca, "divieto d'import al più presto"

Lo ha ribadito il Consiglio nazionale


BERNA - Il Consiglio nazionale vuole un divieto totale d'importazione di prodotti derivati da foche. Affrontando ancora una volta questa mozione, la Camera del popolo ha ribadito tacitamente la posizione espressa l'anno scorso. No quindi a una sospensione del dossier come deciso dagli Stati.
Un anno fa il Nazionale si era espresso chiaramente per il divieto d'importazione con 132 voti a 28. All'epoca, la maggioranza intendeva inviare un segnale chiaro contro i maltrattamenti inflitti agli animali e adeguarsi a una decisione analoga dell'Ue in vigore dal 2010.
Nell'esaminare la mozione, gli Stati avevano però preferito sospenderne l'esame nell'attesa che l'Organizzazione mondiale del commercio prendesse una decisione sul divieto deciso da Bruxelles contro il quale il Canada e la Norvegia hanno interposto ricorso. Una sentenza è attesa nel 2014.
Il Nazionale non vuole invece aspettare e ha invitato oggi il Consiglio federale a decretare al più presto il divieto d'importazione. Il dossier torna alla Camera dei cantoni.

26/04.2013 - Coscienza-universale.com

Salute: Chemioterapia l’amara verità

 

 

chemioterapia

 

Salute: Chemioterapia l’amara verità

La chemio è una cura che dovrebbe essere in grado, secondo i medici, di uccidere le cellule maligne di un individuo, aiutandolo nella guarigione. Ma la dura verità è che al contrario, ad un individuo sottoposto a Chemioterapia, si indebolisce l’organismo tanto da non riuscire quasi più a reagire, come dovrebbe in modo naturale a combattere le cellule malate. Questo processo che avviene dentro il corpo di una persona che è sottoposta a chemioterapia (soprattutto alle persone di una certa età) non farà altro, che far perdere la lotta per la vita, accorciandone i tempi naturali.
Attenzione, si sono registrati molti casi, dove la chemio ha funzionato, ma solo grazie alla resistenza dell’organismo del paziente. Ognuno si senta libero di curarsi come meglio crede. Ma è anche giusto, secondo me, che siate a conoscenza delle conseguenze che potrebbero recarvi certe terapie.
Ad esempio, è stata svolta una ricerca che consisteva nell’interrogare tramite questionari o sondaggi, medici e scienziati. E’ stato chiesto loro, cosa ne pensavano della chemioterapia. Ebbene, il risultato è che 3 su 4 hanno ammesso che rifiuterebbero su se stessi, la chemioterapia come soluzione di una cura per il cancro, a causa dei suoi devastanti effetti su tutto il corpo e il sistema immunitario, e per il suo tasso di successo estremamente basso. Secondo alcuni dati addirittura alcuni tumori non reagiscono minimamente alla chemioterapia, la percentuale è bassa si parla del 2 e 4%, ma non è da sottovalutare.
La cosa che desta attenzione è che i sondaggi sono stati effettuati da scienziati affermati presso il McGill Cancer Center su 118 medici, tutti esperti di cancro. E’ stato chiesto ai medici di immaginare di avere il cancro e di scegliere tra sei diverse terapie “sperimentali”. Questi medici hanno negato non solo scelte della chemio, ma hanno detto che non l’avrebbero permesso neanche ai loro familiari.
Queste indagini stanno avendo un profondo effetto sulla pubblica opinione generale dei trattamenti chemio nella maggior parte delle società occidentali, specialmente negli Stati Uniti, dove si utilizza più di ogni nazione del mondo. Questa mancanza di fiducia da parte dei medici sta arrivando anche ai pazienti, e il passaggio verso i rimedi naturali è in aumento, tanto come ha fatto nei primi anni del 1900, prima dell’alba della medicina corrotta, prodotti farmaceutici, e radiazione.
Un elevato livello di tossicità è in realtà, l’ultima cosa che un essere umano ha bisogno quando combatte l’infezione, la malattia, o la polmonite.
Disordini autoimmuni avvengono nella maggior parte dei casi, quando gli esseri umani ingeriscono sostanze chimiche contenute nel cibo, acqua potabile, vaccini contaminati con sostanze chimiche, dolcificanti artificiali e l’inquinamento ambientale.
La chemioterapia, come il popolare Cisplatino, riempie il corpo con delle tossine orribili, e i medici e gli scienziati lo sanno, ma perché la FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, abbreviato in FDA, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), continua a suggerire ai medici di prescrivere vitamine, integratori, erbe e super-cibi, terapie chimiche è altro ancora non si sa.
Per combattere il cancro, bisognerebbe disintossicare il corpo e cercare di ricostruire il vostro sistema immunitario, invece di riempirlo ulteriormente inzuppando un tumore di un organo con sostanze chimiche che inquinano l’intero sistema.
Si potrebbe fare un altro esempio, se una persona anziana ha un dito ferito e ha bisogno di un impacco freddo, per far si che guarisca, non immergiamo l’intero corpo dell’anziano in una vasca piena di ghiaccio più volte, per giorni.
I medici sanno che questa è un’assurda ideologia, ma la società (ditte farmaceutiche) gli continua quasi a costringere l’uso della chemioterapia, così i medici continuano il loro lavoro silenziosamente, altrimenti sarebbero costretti a cambiare professione.
La chemioterapia purtroppo, mostra molto poco successo con tumori solidi tra i più comuni che si verificano nel colon, dei polmone e del seno, è una fatto documentato negli ultimi dieci anni, ma per qualche ragione i medici ancora spingono alla “chemio” per tentare di combattere i tumori ed escrescenze maligne in queste zone del corpo.
Come si spiega che il 75% dei medici avrebbe rifiutato la chemioterapia per sé e per i propri familiari, ma ancora la prescrive per il 75% dei loro pazienti?
In realtà, la chemioterapia dovrebbe essere considerata un trattamento alternativo, ma da oltre 70 anni la medicina allopatica ha deformato la percezione pubblica della vera medicina, quindi se per disgrazia vi capita di avere un cancro e il medico vi chiede cosa fare, potreste girarle la domanda a lui, chiedendogli, lui cosa farebbe al vostro posto e se la consiglierebbe ad un suo familiare.
Approfondimenti

20.02.2013 - liberatv.ch

"M13: un assassinio legalizzato. Devastante per l'immagine della Svizzera nel Mondo"

Il direttore del programma europeo per la protezione delle Alpi Sergio Savoia sull'abbattimento dell'orso: "È una decisione politica: non aveva fatto nulla per essere ucciso"

BELLINZONA - Il telefono di Sergio Savoia è bollente. Sin dalle prime ore del mattino, da quando ha cominciato a diffondersi la notizia dell'abbattimento M13. Lo chiamano da tutta Europa i suoi colleghi del WFF: l'indignazione per l’uccisione dell’orso sta cominciando a montare forte anche oltre frontiera.
Savoia è Direttore del programma europeo per la protezione delle Alpi per la più grande organizzazione ambientalista. Nello svolgere la sua funzione si è occupato da vicino della gestione degli orsi. Una delle priorità del programma del WWF è la protezione dei predatori carnivori: lupi, linci e orsi. 
Innanzitutto, come commenta la notizia?
"Si tratta di una decisione stupida e non necessaria. Ci sarebbero state altre misure da prendere e che avrebbero salvato la vita a M13. Tipo il condizionamento negativo, cioè spaventare l'orso, per fare in modo che si tenga lontano dagli insediamenti e dall’uomo. Invece si è preferito uccidere un animale che non ha fatto assolutamente nulla. E questo perché la Confederazione si è rifiutata di fare i compiti". 
In che senso?
"Ad esempio, come dicevo, applicando tutte quelle misure per tenere l'orso lontano dall'uomo e per impedirgli di associare l'uomo al cibo. Lo si fa proteggendo i greggi e gli alveari. Sparandogli piombini di gomma ogni qual volta si avvicina ai paesi. Oppure tenendolo lontano dai rifiuti: come WWF abbiamo distribuito centinaia di conteiner per la spazzatura a prova di orsi in tutte le Alpi. Ma il problema è più profondo, è di mentalità. Dobbiamo renderci conto che non siamo soli su questo pianeta e che dobbiamo imparare a convivere con animali come gli orsi, anziché risolvere il “problema” ammazzandoli. Le dò solo un dato: in Europa sono morte 40'000 persone per il traffico l'anno scorso, mentre nessuna è morta a causa degli orsi. Abbiamo molta più gente che muore per le punture delle api. Lascio a lei le conclusioni…”.
Qualcuno ha ipotizzato che M13 poteva essere trasferito. Era la soluzione?
"Spostare gli orsi è possibile ma è estremamente complicato. Qualche orso è addirittura morto durante il trasporto. Non sono operazioni che si fanno volentieri. Trasferire M13 in Trentino gli avrebbe salvato la vita, ma solo a lui. Non avrebbe certo risolto il problema".
L'unica strada, dice lei, è quella della convivenza.
"Ma certo, perché l'anno prossimo tornerà un orso, e l'anno dopo ancora uno o più di uno. Dobbiamo imparare a convincerci, e non è affatto una cosa straordinaria. Pensi all'Italia, alla Slovenia, paesi dove ciò accade da anni e senza particolari problemi". 
Ma perché allora si è arrivati all'uccisione di M13?
"Questo orso è stato vittima di una campagna isterica e fondata sul nulla, da parte di pezzi delle comunità locali della valle Poschiavo. A mio avviso di tratta di un assassinio legalizzato. Una cosa veramente disgustosa. E questo segnala anche una grave ipocrisia. Si fanno le campagne contro i cacciatori d'avorio o per proteggere le tigri  e poi si ammazza con questa leggerezza un orso in casa. Io non voglio più sentire nessuno di questa gente fare la morale ai bracconieri, sia a livello locale che a livello federale" 
Questa vicenda segnala anche il fallimento della strategia dell'orso in Svizzera?
"Mi pare evidente. È chiaro che la strategia dell'orso, con quella norma molto vaga nell’apprezzamento che permette di definire un orso problematico o meno, fa in modo che le decisioni siano politiche e non tecniche. Parliamoci chiaro: qui c'è qualcuno che ha scatenato un linciaggio contro M13 ed è stato accontentato dall'autorità federale" 
Cosa le dicono i suoi colleghi che la chiamano dall'estero?
"Mi riportano l'indignazione e le domande che ricevono dai cittadini e dai giornalisti. È chiaro che domani su tutti i giornali del Mondo verrà riportata questa notizia con grande evidenza. Il messaggio che passa a livello di immagine è devastante per la Svizzera. Il Paese più ricco del Mondo, conosciuto per la sua natura, le sue montagne, la sua tolleranza, che ammazza gli orsi. Un atteggiamento da folli arroganti. Davvero non potrebbe esserci pubblicità peggiore. Ma poi, scusi, anche a livello strettamente logico, ma immaginiamoci se noi risolvessimo tutti i problemi così, cosa accadrebbe"  
L'orso può arrivare anche in Ticino?
"Il problema non è se, ma quando arriverà. I corridoi ecologici ci sono tutti perché dall'Italia possa raggiungere il nostro Cantone. Potrebbe arrivare ovunque dove ci sono le condizioni perché vi si indi". 
Ma esistono casi estremi in cui anche voi considerate legittimo l’abbattimento dell’orso?
“Naturalmente la possibilità non si può escludere ed è codificata anche nei nostri protocolli. Ma stiamo parlando di casi rarissimi in cui davvero è messa in pericolo la vita delle persone. Le aggressioni in Europa si contano sulle dita di una mano da parecchi anni. E l’unico caso con esito mortale che ricordo è di parecchi anni fa in Romania. Una ragazza è stata uccisa perché durante una specie di improvvisato safari notturno era andata alla ricerca dell’orso e gli aveva scattato delle fotografie con il flash. Non dobbiamo mai dimenticarci che l’orso non attacca mai l’uomo per sfamarsi. Lo fa solo, quelle rarissime volte che accade, per paura”. 

L'abbattimento di Emme Tredici: atto simbolico di un Paese perdente

Un atto commesso senza un giudizio, senza una sentenza, che ha posto fine con una fucilata al dibattito che Emme Tredici aveva aperto nell’opinione pubblica sul proprio diritto di esistere

Nel giorno della sua morte chiamiamolo almeno Emme Tredici, che è meglio di M13, una matricola che puzza di militare e di carcere, e richiama alla mente un carro armato italiano della seconda guerra mondiale.
È nato in Trentino ed è morto nei Grigioni, il nostro Yoghi. Ucciso perché giudicato troppo pericoloso. C’è chi piange e c’è chi ride di fronte a questa esecuzione, ma l’abbattimento dell’orso in Val Poschiavo, va oltre la vita dell’animale.
È un atto simbolico, commesso per di più senza un giudizio, senza una sentenza, che ha posto fine con una fucilata al dibattito che Emme Tredici aveva aperto nell’opinione pubblica sul proprio diritto di esistere. Un colpo esploso all’improvviso, una mattina, con un raid di stampo militare, lontano da occhi indiscreti, come si fa coi terroristi.
È un atto simbolico che ci parla di una Svizzera codarda, stupida, ottusa, chiusa al mondo e ripiegata su se stessa. Un Paese che ha paura di un orso - non di un branco ma di un singolo individuo - che non lo sa gestire, che non lo sa valorizzare dal profilo faunistico, che non sa far altro che rispondere alla minaccia con un colpo di fucile, è un Paese perdente.
Un Paese che pensa soltanto al benessere e alla tranquillità apparenti dei propri abitanti, minacciati da una fiera “selvaggia e feroce”, come il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.
Un Paese che vuol essere all’avanguardia, che guarda all’Europa e alle sfide del futuro, ma che alla fine si modella ancora sullo spensierato villaggio di Heidi. E non è un caso che Mainfeld, il paesino della pastorella, si trovi proprio nei Grigioni. Un luogo ameno dove gli unici animali ammessi sono le vacche, le pecore e le capre.
L’abbattimento di Emme Tredici è un atto simbolico anche perché l’orso è un animale simbolico. Anche per la Svizzera, in quanto campeggia sullo stemma della nostra Capitale. Secondo la leggenda, l’origine etimologica di Berna deriva proprio da orso, il primo animale che incontrò in quei luoghi disabitati il fondatore della città.
E l’orso è simbolico in quanto fa parte di un comune patrimonio interiore. È quasi un archetipo, e non per nulla è l’animale replicato più di ogni altro sotto forma di peluche. Chi non ha in casa un orsacchiotto, un Teddy Bear? È protagonista di romanzi, di film, di cartoni animati: Yoghi e Bubu, Compare Orso, Napo Orso Capo, o il Baloo del Libro della giungla, a cavallo tra favola e letteratura.
Avessero almeno il coraggio e la decisione, le nostre “autorità”, di rispondere con la determinazione dimostrata nei confronti Emme Tredici, alle vere minacce che la popolazione svizzera sta subendo, si potrebbe al limite capire. Ci sarebbe almeno un briciolo di coerenza. Il dumping salariale, l’impoverimento, la criminalità, l’incertezza di fronte a un mondo del lavoro che sta andando in malora, l’invasione incontrollata di frontalieri… Questi sono i veri problemi della stragrande maggioranza degli svizzeri. Noi in Ticino li sentiamo in modo acuto, ma forse nel Paese di Heidi (e non penso solo ai Grigioni) non si sono ancora accorti di cosa sta succedendo al di là dei loro pascoli. E hanno paura di un orso.
Gli orsi li uccidono anche altrove, quando diventano pericolosi. Ma succede in nazioni dove questi animali non hanno solo diritto di cittadinanza e di esistenza, ma sono tutelati come patrimonio collettivo, come parte dell’ambiente naturale.
Ho visto gli orsi da vicino in Alaska, dove l’uomo li teme, ma li rispetta. E loro temono e rispettano l’uomo. È un’esperienza affascinante, che ti resta nel cuore per sempre, incontrarli allo stato selvaggio.
Ma Emme Tredici era un orso europeo. Nulla a che vedere con la mole, la potenza e la pericolosità dei grizzly. Che avrebbero fatto, i grigionesi, se si fossero trovati di fronte a un esemplare dell’isola di Kodiak, che quando è ritto in piedi supera i tre metri? L’avrebbero abbattuto a cannonate?
Chiudo citando un passo di un bellissimo romanzo di William Faulkner, La grande foresta, che narra la vita quasi mitologica del Vecchio Ben, l’orso dalla zampa deturpata da una tagliola che anno dopo anno combatte contro i cacciatori che lo braccano e i loro segugi: “Non c’è niente nei boschi che ti farà del male se tu non lo metti alle corde o non annusa che hai paura. Un orso deve temere un codardo tanto quanto lo deve temere un uomo coraggioso”.
Ecco perché l’uccisione di Emme Tredici è il simbolo di una Svizzera perdente, ossessionata dalla paura.

11/02/2013 - cadoinpiedi.it

La "Melma Rosa", scandalo alimentare negli Usa - video

Una poltiglia rosa a bassissimo costo usata per aumentare il volume della carne macinata

Si chiama Pink Slime, "melma rosa". E' una specie di poltiglia rosa a bassissimo costo, usata per aumentare il volume della carne macinata per hamburger, wurstel, salsicce, etc.

E' stata la ABC News a diffondere la notizia alla fine di marzo, raccontando ai consumatori americani che il 70% della carne macinata venduta negli States contiene Pink slime a loro insaputa. E' questo ciò che riporta il sito GreenMe.

Questo particolare composto è fatto di cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi. Il tutto viene triturati, irrorato con ammoniaca, condito con aromi artificiali e, infine, congelato. Uno dei maggiori produttori di "melma rosa" è la Beef Product Inc, che vende il suo prelibato composto ai maggiori produttori di carne, come McDonald's e Burger King. Tutto regolare, visto che per il ministero dell'Agricoltura statunitense, la carne disinfettata con ammoniaca è commestibile per gli esseri umani.

In seguito alla grande attenzione dei media e alla reazione dei consumatori, la domanda di carne bovina è diminuita e la BPI ha sospeso la produzione di Pink Slime in tre dei suoi stabilimenti americani. Ma l'ammoniaca, spiega Tom Laskawy, è solo l'ultimo dei problemi.

Nell'industria della carne vengono usate anche altre sostanze chimiche come ipoclorito di calcio, usato nello sbiancamento e nella pulizia delle piscine; acido ipobromoso, dotato di proprietà germicide. Nessuno di questi elementi appare, ovviamente, sull'etichetta. Buon appetito.

31/01/2013 - veggiechannel, youtube.com
Sensazionale dichiarazione sulla principale emittente televisiva russa "Primo canale" del giorno 20 gennaio 2013. Un gruppo d'illustri professori dopo due anni di riflessione decide di informare il popolo russo sulla questione del latte vaccino.

Le dichiarazioni sono forti ed univoche: "Il latte vaccino e tutti i suoi derivati sono la causa primaria di molte malattie di tipo degenerativo moderno e di molti tumori".

Questo video è stato tradotto in Italiano dalla web TV Veggie Channel affinché i media italiani ne prendano esempio ed abbiano il coraggio di diffondere questa oramai unanime ed internazionalmente riconosciuta evidenza scientifica.

06/01/2013 - tio.ch

"I prezzi dei farmaci possono restare alti"

Il Tribunale Federale dà ragione a Roche e Novartis

BERNA - Nella battaglia sul prezzo dei medicinali l'industria farmaceutica l'ha avuta per ora vinta: il Tribunale federale (TF) ha ha accordato l'effetto sospensivo a Novartis e Roche che avevano inoltrato ricorso in seguito alla decisione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di abbassare il costo di diversi prodotti.
I due gruppi farmaceutici possono quindi continuare ad esigere per certi medicinali prezzi nettamente più alti, ha detto all'ats Sabina Helfer, portavoce dell'UFSP confermando articoli apparsi sulla "SonntagsZeitung" e sul "Sonntag".
In primavera il governo ha rivisto le modalità del confronto tariffario dei medicinali elvetici con quelli praticati oltre frontiera. Nel frattempo l'UFSP ha deciso di abbassare i prezzi di quasi 450 medicinali, il Consiglio federale contava di risparmiare 240 milioni di franchi all'anno. A seguito di queste misure Roche e Novartis hanno inoltrato ricorso all'inizio di dicembre al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Secondo i due gruppi farmaceutici, oltre ai prezzi praticati all'estero bisogna considerare anche un confronto terapeutico. Il TAF ha deciso in primo grado di non accordare l'effetto sospensivo. Novartis e Roche si sono allora rivolte al Tribunale federale, ottenendo infine quanto richiesto, ossia la sospensione. A questo punto il TAF dovrà esprimersi sul modello stesso dei prezzi e la decisione non dovrebbe giungere prima di un anno.
L'associazione mantello degli assicuratori malattia, santésuisse, per bocca della sua portavoce Silvia Schütz, si è detta delusa della decisione del TF. Ritiene che le economie previste caleranno di almeno 16 milioni di franchi. Non esclude inoltre che altre aziende presenteranno ricorso in occasione della prossima riduzione del prezzo dei medicinali, nel novembre 2013.
Anche Interpharma, l'associazione delle aziende farmaceutiche elvetiche, ritiene che saranno possibili altri ricorsi se non verrà raggiunto un accordo nei prossimi mesi, ha detto il suo segretario generale Thomas Cueni. Quest'ultimo auspica una decisione politica rapida sul futuro sistema di fissazione dei prezzi e insieme a santésuisse ha presentato al Dipartimento federale dell'interno una proposta in tal senso. Si tratta di un piano in dieci punti che propone di accelerare le procedure atte a stabilire il prezzo dei medicinali, prendendo in considerazione un confronto terapeutico e i prezzi praticati all'estero.

28/12/2012 - CdT.ch

Cittadini della DDR usati come cavie

Negli anni '80 aziende farmaceutiche occidentali condussero pesanti esperimenti

BERLINO - Imprese farmaceutiche "occidentali" usarono come cavie in gran parte inconsapevoli, negli anni '80, pazienti ricoverati negli ospedali dell'allora Repubblica democratica tedesca (Ddr). Gli esperimenti - rivela il quotidiano Tagesspiegel, citando documenti dell'allora ministero della Salute della Germania comunista - venivano condotti "in grande stile". Cinquanta aziende farmaceutiche avrebbero dato in appalto tra il 1983 e il 1989 complessivamente 165 studi, pagando fino a 860mila marchi occidentali (all'incirca 530mila franchi).

27/11/2012 - Tio.ch

Il Ticino rischia di restare senza circo Knie?

Nel giro di qualche anno la carovana sarà costretta a emigrare dall'attuale postazione, dove sorgerà l'Istituto di ricerche in biomedicina. E c'è chi giura che a Rapperswil stiano facendo due calcoli...

di Patrick Mancini
BELLINZONA – Il circo Knie rischia di non venire più in Ticino? Tutto tranne che un'utopia. Da anni si sa che l'onerosa trasferta a sud delle Alpi per la storica compagnia circense di Rapperswil rappresenta più un regalo per i ticinesi che una fonte di reale guadagno. Ora un altro indizio arriva da Bellinzona, dove nei prossimi anni sullo stesso terreno in zona liceo che viene occupato dal Knie sorgerà l'Istituto di ricerche in biomedicina. Insomma, il circo Knie sarà costretto a trovare un altro luogo per piazzare il suo tendone, cosa tutt'altro che scontata. E fonti vicine alla famiglia Knie sono pronte a giurare che, se dovesse saltare la tappa bellinzonese, il circo di Rapperswil potrebbe anche rinunciare completamente al Ticino. A quel punto infatti, solo con Lugano e Locarno, la spedizione non avrebbe più senso dal punto di vista del bilancio finanziario.
Luoghi alternativi - All'ombra dei castelli stanno studiando delle soluzioni alternative. Non solo per il Knie, ma anche per gli altri circhi che puntualmente arrivano nella capitale, cosi come per il luna park, che ogni anno si ferma per un mese su quel sedime. "Ci stiamo guardando in giro, è vero – ammette Simone Gianini, capo dicastero territorio e mobilità –. A Bellinzona non è facile trovare un terreno simile, vicino al centro urbano come desidererebbero i Knie. Ma ci sono delle interessanti alternative nella zona, ad esempio dalle parti dei Saleggi a Giubiasco". Si parla anche della zona di Castione (dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio di calcio) e di quella dell'inceneritore a Giubiasco.
Immersi nel fango - Una cosa è certa: il nuovo sedime dovrà rispettare determinati standard. Perché più volte i Knie si sarebbero lamentati del fango eccessivo sul terreno vicino al liceo. "È accaduto anche durante la loro ultima visita – conferma Gianini –, loro cercano soprattutto terreni con fondo duro". Insomma, non è per nulla scontato che vada tutto per il verso giusto. Ma come la pensano i responsabili del Knie? E soprattutto il rischio che il Ticino sia tagliato fuori dal loro itinerario è reale? I più informati sussurrano che da tempo a Rapperswil si starebbe meditando su questa eventualità. Dalla direzione del circo Franco Knie per ora cerca di calmare le acque: "Il Ticino ci interessa e vogliamo continuare a venire da voi. Da poco a Lugano ci hanno messi su un nuovo terreno. È già un buon presupposto".

29/08/2012 - CdT

Vivisezione «Il Governo intervenga o scatta la denuncia»

Commissione di sorveglianza: CdS sollecitato ad adeguarsi alle norme federali - Beltraminelli: «Stiamo lavorando»

■ «La situazione attuale non è conforme alla legge federale sulla protezione degli animali, e ciò non è più accettabile». È quanto sostiene la Lega svizzera contro la vivisezione (LSCV) in una raccomandata inviata al Consiglio di Stato a margine della polemica intorno alla Commis-sione ticinese sugli esperimenti animali. Organo, quest'ultimo, che a fine maggio era già stato ritenuto non conforme alla legge dall'Ufficio federale di veterinaria (UFV) poiché la composizione non ne garantirebbe l'indipen-denza. Ebbene a scendere ora in campo è dunque la LSCV, che ha conferito mandato all'avvocato Stefano Fornara di Lugano affinché solleciti il Governo (cui compete la nomina della Commissione) ad introdurre i necessari adeguamenti.
Il problema è noto: se n'era discusso tre mesi or sono in Parlamento a Berna e in agosto era tornato d'attualità con un'interrogazione (pen-dente) del deputato dei Verdi Sergio Savoia.
La legge, entrata in vigore nel settembre 2008, e la relativa ordinanza precisano che quest'organo che ha il compito di esaminare preventivamente le richieste di autorizzazione per le speri-mentazioni animali - dev'essere totalmente indipendente dall'autorità che decide in merito, che i suoi membri non possono essere collaboratori di questa stessa autorità e che le associazioni di protezione degli animali devono esservi rappresentate. Sottolineando come ancor oggi della Commissione cantonale facciano parte tre membri su cinque che sono al contempo funzionari del Dipartimento incaricato del rilascio delle autorizzazioni (il veterinario, il farmacista e il medico cantonale, gli altri due sono il rappresentante dell'industria farma-ceutica e quello degli animali, ndr.), l'avvocato Fornara auspica che le nuove nomine tengano in particolare conto delle proposte avanzate da società attive nella protezione degli animali, per quanto è di loro competenza, e si fondino sui criteri di «qualità e competenza». In caso contrario viene già preannunciata la volontà di inoltrare ricorso. Nella missiva si auspica poi una maggiore trasparenza nei rapporti tra l'autorità cantonale e le società di protezione degli interessi degli animali attive sia a livello cantonale sia federale. E ciò in favore della maggior trasparenza possibile in un settore particolarmente sensibile. Basti dire che, dati alla mano, secondo le statistiche del 2010 erano in tutto 41.246 gli animali «da esperimento» utilizzati nei labora tori in Ticino (in aumento del 22,8% rispetto all'anno precedente). A livello nazionale, il numero esatto degli animali «sperimentati» si era attestato nel 2010 a quota 761.675, ben 195.277 in più di quelli impiegati nel 2000 e + 55.571 rispetto a quelli del 2009.
Qualora la situazione attuale si dovesse protrarre, la LSCV «non esiterà a segnalare la questione alla magistratura penale», come ha fatto sapere per il tramite del proprio patrocinatore.
Nuove nomine allo studio
«La commissione dovrà adesso essere rinnovata. Stiamo lavorando in tal senso e opereremo tutti gli accorgimenti del caso. Occorre però sottolineare che la composizione attuale non ha mai creato problemi di alcun genere e tutto si è sempre svolto nel rispetto delle rego le». Così il direttore del Dipartimento sanità e socialità (DSS) Paolo Beltraminelli che tiene a precisare come gli attuali membri siano persone estremamente valide. «Le normative in materia prevedono che in quest'organo consultivo non vi possa essere un funzionario cantonale. Il termine per il rinnovo delle cariche è giunto a scadenza recentemente. Si tratterà pertanto di scegliere delle persone altrettanto competenti». «Senza dimenticare - aggiunge Beltraminelli - le particolarità ticinesi. Se nelle regioni di lingua tedesca o francese vi è la possibilità di far capo a specialisti di altri cantoni, da noi il discorso è più complesso». La massa critica è in pratica minore. «Serve gente competente, che conosca la realtà locale e disposta a mettersi a disposizione dedicando tempo e conoscenze a questa causa». GI.M

14/08/2012 - Tio.ch

TICINO
Decine di corvi uccisi ed esposti impiccati nei campi

La denuncia della Spab: "Metodo barbaro che non serve a niente"

BELLINZONA - La convivenza tra uomo e animale non è mai stata facile nel corso della storia dell'essere umano. Soprattutto durante la lunga era di civiltà contadina, l'uomo impegnato nella fatica quotidiana dei campi, ha sempre dovuto combattere contro i fenomeni atmosferici avversi e animali che mettevano a rischio i raccolti.
E quanto denunciato oggi dalla Spab, la Società Protezione Animali, ha tutto il sapore di quest'antica battaglia. Corvi e cornacchie sono stati uccisi e sono stati esposti impiccati nei campi. La Spab, come riferisce in una nota inviata questa mattina alle redazioni, è stata tempestata di telefonate da persone indignate da quello che viene definito "un atto barbaro ideato da due orticoltori del Piano di Magadino".
"Si tratta di metodi ottocenteschi - si legge ancora - che non hanno effetto alcuno in quanto i corvi si cibano anche dei cadaveri dei loro simili".
La Spab, inoltre, fa sapere che fra coloro che si sono rivolti alla Società bellinzonese, con messaggi di posta elettronica e telefonate, vi è anche chi ha deciso di non più voler acquistare verdura prodotta in loco".
L'episodio è stato denunciato e un rapporto è stato steso dall'Ufficio caccia e pesca e al Veterinario cantonale. L'inchiesta dovrà stabilire chi ha dato il consenso alla cattura della decina di corvidi e in che modo sono stati uccisi.

 

"Corvi dannosi all'agricoltura, preferite le fragole dalla Spagna?"

Il presidente dell'Associazione Orticoltori Ticinesi Renato Oberti risponde alla Spab e a coloro che hanno annunciato di boicottare i prodotti agricoli ticinesi

BELLINZONA - "I corvi sono molto dannosi all'orticoltura e a tutta l'agricoltura". Renato Oberti, presidente dell'Associazione Orticoltori Ticinesi (OrTI), si esprime in merito alla denuncia della Spab e respinge al mittente le critiche di Spab e animalisti sui corvi uccisi e poi esposti nei campi. "Io non sapevo niente del caso specifico - spiega Oberti - in tutti i casi so che l'Ufficio della caccia e della Pesca, utilizza questo metodo per due o tre settimane al massimo. Lasciano un corvo appeso a dei pali per fare in modo che gli altri corvi restino lontani e non danneggino le colture. Se non si facesse così, tutti i campi di zucchine sparirebbero".
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Esperimenti sugli animali, sospetti sulla commissione in Ticino


13/08/2012 - Tio.ch
BELLINZONA - Prossimamente il CdS dovrà rinnovare la commissione di sorveglianza in materia di esperimenti sugli animali. La composizione della commissione di specialisti è regolata dall'articolo 149 dell'Ordinanza Federale sulla Protezione degli Animali. Il deputato verde Sergio Savoia, in una interrogazione, specifica che secondo il cpv 1 dell'articolo 149 dell'Ordinanza Federale sulla Protezione degli Animali i membri delle commissioni cantonali per gli esperimenti sugli animali non possono essere collaboratori delle autorità cantonali, se non per assumere funzioni di segretariato. Nella commissione ticinese si contano ben tre dipendenti del DSS su cinque membri (gli altri due sono il rappresentante dell'industria farmaceutica e il rappresentante degli animali). Savoia chiede dunque il motivo di tale composizione della commissione ticinese che non rispetta i dettami dell'ordinanza federale.
Ma Savoia va oltre: "da informazioni in nostro possesso risulta che la rappresentante delle società di protezione degli animali non abbia frequentato i corsi d'aggiornamento menzionati al cpv 3 dell'ordinanza". Nell'interrogazione chiede se corrisponde al vero che la rappresentante dei diritti degli animali non ha frequentato tali corsi e cosa si sa degli altri componenti.
Savoia chiede inoltre "cosa pensa il governo del fatto che la signora che dovrebbe rappresentare gli animali e le società di protezione, risulti essere pressoché sconosciuta alla maggioranza di queste e che, nonostante il tentativo della Lega Svizzera contro la Vivisezione, la signora non abbia voluto prendere contatto con essa, che è pur sempre la prima e principale controparte in ambito di sperimentazione animale. Infine Savoia spiega che la Lega Svizzera contro la Vivisezione e alcune società ticinesi di protezione degli animali – in particolare la SPAB – avrebbero proposto di sostituire l'attuale 'rappresentante degli animali' con una persona con maggiori competenze e, cosa più importante, esperta di metodi alternativi alla vivisezione, oltre a esser gradita alle suddette associazioni di difesa dei diritti degli animali. Anche in questo caso il parlamentare chiede una risposta al CdS, come pure il motivo del ritardo del rinnovo della commissione.

Bellinzona: non c'è pace per l'IRB

Il Governo ha ritenuto ricevibile l'iniziativa "Parco Grande" che non vuole la sede dell'IRB all'ex-campo militare. Si torna a votare?

09/08/2012 - ticinonews.ch

Non c'è pace per la nuova sede dell'Istituto di ricerche in biomedicina di Bellinzona, l'IRB. Dopo che la popolazione aveva accettato a larghissima maggioranza la variante di piano regolatore che proponeva la costruzione della nuova sede del prestigioso istituito sul sedime dell'ex-campo militare ecco che probabilmente i bellinzonesi dovranno tornare a votare.
Il perché è presto detto.
Il Consiglio di Stato ha dichiarato ricevibile l'iniziativa "Parco Grande", lanciata lo scorso anno e che chiedeva di salvaguardare l'ex-campo militare, facendone un parco e di insediare l'IRB in strutture già esistenti.
Nel mese di luglio dello scorso anno il Municipio aveva ritenuto regolare ma improponibile l'iniziativa, in quanto la variante era stata approvata dal popolo. Ma invece non è così. L'iniziativa è ricevibile in quanto propone elementi diversi da quelli messi in votazione.
Ora tocca al Muncipio. O impugna la decisione, oppure, secondo l'iter procedurale, si andrà avanti con l'iniziativa fino ad un nuovo voto popolare.
Faccenda ingarbugliata. E intanto l'IRB attende. Fino a quando i ricercatori avranno pazienza? Non bisogna dimenticarsi che attorno all'Istituto si dovrà sviluppare il polo scientifico e il campus universitario.

Caccia Coi fucili tra le case In Riviera sale l'apprensione

Claro e Osogna preoccupati per l'incolumità dei cittadini

09/08/2012 - cdt.ch
È passata quasi del tutto inosservata, ma non in Riviera dove sta creando perplessità ed inquietudine tra le autorità comunali. Ci riferiamo ad una delle modifiche al regolamento venatorio adottata lo scorso 10 luglio dal Consiglio di Stato e che entrerà in vigore il 31 agosto prossimo, il giorno prima cioè dell'apertura del periodo riservato alla caccia alta. Consente di cacciare il cervo (femmine e cerbiatti) il capriolo e il cinghiale anche nelle zone del piano nei distretti di Blenio, Bellinzona e Riviera limitatamente a due giorni settimanali (il lunedì ed il martedì) per un totale dunque di sei giorni. Pur riponendo piena fiducia nella professionalità e nel senso di responsabilità dei cacciatori, l'apertura alla caccia di zone tanto vicine all'abitato sta turbando il sonno in particolare di sindaco e municipali di Claro. La settimana scorsa hanno inviato una raccomandata all'indirizzo del presidente del Governo e direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori nella quale esprimono dapprima la loro perplessità per il fatto di essere venuti a conoscenza fortuitamente di questa nuova disposizione alla quale ritengono non sia stata data la necessaria pubblicità. A Claro nella zona del piano dove dal 1. settembre i cacciatori potranno puntare i mirini delle loro carabine sui selvatici si svolgono abitualmente attività di svago: dal gioco del calcio alle escursioni in bicicletta lungo i percorsi ciclabili segnalati ed il sentiero d'Europa, senza dimenticare l'agricoltura e la pesca. Tutte attività, rileva ancora l'Esecutivo clarese, che vengono praticate da sempre che nessuno si preoccupi minimamente del rischio d'essere colpito da proiettili vaganti. La stessa inquietudine la mostra il sindaco di Osogna Alberto Pellanda. «Se penso, ad esempio, che la pista finlandese del nostro Comune si snoda all'interno del bosco dove quest'anno sarà aperta la caccia alta non poco che preoccuparmi» confida al CdT. «Se lo scopo della modifica al regolamento venatorio è quello di abbattere un numero più consistente di selvatici che arrecano danni all'agricoltura - aggiunge il sindaco d'Osogna - allora ritengo sarebbe stato preferibile prevedere azioni di caccia mirata». A tal proposito il Municipio di Claro evidenzia quello che a suo giudizio è un paradosso: da un lato si consente la caccia a pochi metri dall'abitato, dall'altro non si autorizzano i proprietari a recintare i loro vigneti per garantire il passaggio dei cervi che ora ci si prefigge di ridurre nel numero con la controversa modifica del regolamento venatorio. Affinché l'incolumità dei residenti e dei turisti, l'Esecutivo clarese, rammentando che in passato nel Comune s'è verificato un incidente di caccia con esito letale, chiede quindi al Consiglio di Stato di adottare adeguate misure in tempo utile. Ed in ogni caso di porre rimedio alla carente informazione data sinora al riguardo Una risposta da parte del Governo è attesa entro la fine della corrente settimana.

Leggi la lettera al CdT in risposta all'articolo


Cresciano Il Macello Ticino naviga in cattive acque. Si appronta un piano di risanamento per evitare il fallimento

12/04/2012 - cdt.ch
DIEGO MOLES
Il Macello Ticino di Cresciano naviga in cattive acque. L'attività del mattatoio nato per sopperire al vuoto causato dalla chiusura delle strutture comunali di Chiasso, Lugano, Mendrisio e Locarno è notevolmente inferiore alle previsioni che avevano portato alla costruzione della struttura. Le entrate, malgrado gli sforzi per aumentare i volumi, non permettono alla società di far fronte al peso del debito sottoscritto con BancaStato per concretizzare l'iniziativa che, dato il suo interesse pubblico, è stata sostenuta dal Cantone tramite un contributo di 1,5 milioni e un prestito LIM di poco inferiore al milione. A tre anni dall'avvio delle attività la situazione è grave, ma, ci ha spiegato il presidente Paolo Barberis, il consiglio d'amministrazione per evitare il rischio di un fallimento sta approntando un piano di risanamento da sottoporre agli azionisti, agli utilizzatori, al Cantone e alla banca creditrice ai quali la società si è già appellata. Dovrebbe permettere alla MATI SA di ripianare la propria situazione debitoria creando le premesse per procedere alla diversificazione delle attività garantendole nuovi introiti. Si pensa, in particolare, alla creazione - tramite partenariati - di un reparto per porzionamento, impacchet-tamento e congelamento della carne.
«Da un punto di vista gestionale il macello funziona bene, purtroppo rispetto al business plan elaborato a suo tempo, i dati di riferimento sono cambiati determinando la situazione odierna» sottolinea Paolo Barberis conferman-doci le difficoltà della società. Venne creata nel 2006 e ancora attende il sostegno garantito a suo tempo dai Comuni che ospitavano i macelli regionali. Il capitale sociale ammonta a 142 mila franchi sottoscritto da: Federazione ticinese produttori di latte, Rapelli, Centro macellai che si occupa della gestione, Comune e Patriziato di Cresciano nonché alcuni privati attivi nel settore.
Oggi la società non riesce a sostenere il peso (interessi e ammortamenti) del mutuo concessole da BancaStato per finanziarie la cos-truzione il cui costo, anche a causa di imposizioni aggiuntive, è passato dai quasi 4 milioni preventivati nel 2004 a 5,7. Un po' perché deve rispettare condizioni cui altri mattatoi in Ticino non sono sottoposti (pochi sono conformi all'Ordinanza federale in materia d'ispezione delle carni). Ma soprattutto perché il numero di animali da macellare si è rivelato notevolmente al di sotto delle attese. Diversi capi finiscono ancora oltre S. Gottardo o vengono fatti rientrare nella macellazione casalinga, ma soprattutto la produzione ha subito un drastico calo. Ancora pochi anni fa si stimava che in Ticino ci fosse un potenziale di 1,5 milioni di chili di carne. In realtà nel 2011 ne sono stati macellati 700 mila chili di cui circa 500 mila a Cresciano. Il dato è di circa il 60% inferiore al quantitativo di 1,2 milioni di chili che, spiegava il Consiglio di Stato al Parlamento chiedendoli l'erogazione dei contributi all'inves-timento, avrebbe permesso alla Macello Ticino SA di pareggiare i conti.

PROTESTA MEDIATICA
PER LA CHIUSURA/RICONVERSIONE DELLO ZOO AL MAGLIO

Ticino

 


Negli scorsi anni, lungi dalle nostre speranze, la famiglia Fehr ha pensato bene di peggiorare la situazione della struttura di sfruttamento, chiamata zoo, aggiungendo addirittura dei CANGURI tra i suoi prigionieri. Nonostante i solleciti di attivisti e politici ad avviarsi verso la riconversione, in realtà nulla è cambiato: ancora possiamo vedere che le nascite di cuccioli proseguono, così come gli acquisti di animali e altro ancora.

È dunque necessario far capire una volta per tutte quanto, nel 2016, una realtà diseducativa e di appena sufficiente rispetto delle leggi, già ampie, sulla Protezione Animali, come lo è questa, non ha davvero ragione di esistere e dovrebbe chiudere i battenti o riconvertirsi. Un rifugio che ospiti animali recuperati da situazioni di sfruttamento sarebbe, infatti, la soluzione migliore sia a livello etico, di rispetto e di utilità, nonché segno di evoluzione da parte della struttura e di Comune e Cantone che la ospitano.

Lo Zoo al Maglio deve quindi smettere di acquistare animali, ricordandosi che una prigione è sempre una prigione; una gabbia, per quanto abbellita dall'esterno con piante e fontane, rimane sempre una gabbia, e gli animali questo lo sanno.

Post Scriptum giudiziario: Stefano Fehr, figlio della signora detentrice dello zoo, è stato condannato due volte in due anni per minacce e diffamazione nei confronti dei membri di Offensiva Animalista e tutt'oggi continua con le sue azioni intimidatorie nei confronti degli attivisti che si recano a distribuire legalmente materiale informativo nei pressi dello zoo.

PROTESTIAMO!

vai alla pagina della protesta contro lo Zoo al Maglio

 

PROTESTA MEDIATICA

ALLO ZOO PER LA CHIUSURA/RICONVERSIONE

In tutto il Ticino

 

Con l'avvento della stagione calda, per un mese a partire da ora, invitiamo chiunque a contattare i gestori dello Zoo al Maglio per esporre loro la propria opinione in merito a questa struttura da sempre considerata inopportuna, squallida e assolutamente vergognosa!

Da anni è stata lanciata la proposta di riconversione dello zoo in una struttura che si prenda cura di animali autoctoni salvati da brutte situazioni o da animali "cestinati" da circhi e altri zoo, altrimenti destinati a morire ma che non possono ormai sperare di poter sopravvivere in natura. Inoltre, la Signora Fehr, proprietaria, dovrebbe smettere di far nascere, vendere e comprare cuccioli di animali, cominciando a sterilizzare quelli già detenuti.

 

SCRIVETE E/O TELEFONATE ALLO ZOO RIMARCANDO QUESTA RICHIESTA ED ESPONENDO (senza insulti o minacce) LA VOSTRA OPINIONE!

Contatti:

Zoo al Maglio Sagl
via ai Mulini 14
6983 – Magliaso (Ticino-CH)

telefono:

0041/91.606.14.93

e-mail:

[email protected]

 

Chi volesse scrivere anche al Municipio di Neggio, il quale permette ad una tale struttura di perpretare questa crudeltà a scopo di lucro difendendola a più riprese, può contattare:

telefono:

Tel. 0041/91.606.24.25
Fax 0041/91.606.23.00

e-mail:

[email protected]

 

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zoo

 

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Circo

 


RACCOLTA DI STUDI EPIDEMIOLOGICI SULLA NUTRIZIONE VEGETARIANA E VEGANA A CONFRONTO CON QUELLA ONNIVORA

20 maggio 2014

 

Nel corso degli anni sono stati fatti parecchi studi sulla nutrizione vegetariana/vegana a confronto con quella onnivora.
In questa nota vi elenchiamo i 22 studi più significativi.


Buona Lettura.

 

 

 

continua a leggere

 


CAMPAGNA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI

Durante la permanenza del circo Knie in Ticino vi invitiamo a diffondere il più possibile!

 

 

Circo

 

 


Anche quest'anno arriva il circo "nazionale", che di nazionale non ha nulla, visto che non ci rappresenta in quanto confederati.
La Svizzera non può certo farsi rappresentare da chi sfutta per puro tornaconto finanziario essere senzienti indifesi!

E come ogni anno volantineremo:

BELLINZONA, ex campo militare:

sabato 9 novembre ore 19.30
domenica 10 novembre ore 14.30
mappa: https://maps.google.com/ ?q=46.19505696177953%2C9.01 6352891921997

LOCARNO, via delle Scuole:
martedi 12 novembre ore 19.30
mappa:
https://maps.google.com/ ?q=46.1603862822511%2C8.795 886039733887

LUGANO, pratone di Trevano:
sabato 16 novembre ore 19.30
domenica 17 ore 14.00
https://maps.google.com/ ?q=46.02082189053651%2C8.96 1260318756104

Info: [email protected]

 

Come ogni anno in autunno approda alle nostre latitudini il circo Knie e con esso anche i "suoi" animali. Elefanti, cammelli, cavalli e molti altri, usati come pagliacci per il mero divertimento di grandi e piccoli.
Questi animali vivono in un contesto lontano anni luce dalle più elementari esigenze delle specie a cui appartengono e vengono sballottati apiù riprese per tutta la durata del tour circense come se fossero oggetti, costretti a vivere vite miserabili, subendo ogni tipo di "educazione" ed imposizione al fine di eseguire sciocchi ed innaturali numeri che mai farebbero in natura. Anni di sofferenze in cambio di qualche crassa risata.
Per quanto i circensi possano sostenere di "amare gli animali" e "trattarli con rispetto", il fatto di costringerli in un ambiente non idoneo a loro, per poi utilizzarli come fossero giocattoli, dimostra palesemente il contrario. E sicuramente, non giovano nemmeno i bastoni branditi dagli addetti agli elefanti del circo Knie come dimostrano le numerose foto pubbliche.

 

 

 

 

 

Nell'anno 2009 abbiamo effettuato un servizio fotografico che testimonia quanto la vita degli animali prigionieri del circo Knie non sia del tutto rose e fiori.
vai all'album


Nessun tipo di detenzione e utilizzo di animali può essere accettato da chi si definisce amante di ogni essere vivente, quindi non ci interessa la larghezza delle gabbie e il numero di frustate che prendono per esercizio; quello che ci interessa è che nel nostro Paese, così come in molti altri nel mondo sta accadendo, a dimostrazione di cosa vuol dire veramente "essere civili", si vieti completamente l'attendamento dei circhi che detengono animali.

Per questi e mille altri motivi presidieremo insieme nei pressi del tendone del circo, per urlare la nostra rabbia, durante le tappe ticinesi!

BOICOTTIAMO IL CIRCO KNIE!

Boicottiamo la crudeltà!


Approfondimenti:
• la crudeltà dei circhi con animali

• scarica il volantinocirco
• scarica i manifesto

 

DURANTE LA TOURNÉE SARÀ IN ATTO LA PROTESTA VIA E-MAIL E TELEFONICA


Invitiamo tutti a chiamare e scrivere per esprimere la vostra opinione (senza minaccie né insulti) in merito alla detenzione di animali nel circo ed al loro sfruttamento a scopo di lucro, una pratica crudele e meschina che non va assolutamente appoggiata in un Paese che si ritiene civile!


Contatti:


Gebrüder Knie

Schweizer National-Circus AG
St. Wendelinstrasse 10
8640 Rapperswil

Kaufmännisches Büro / Marketing
E-Mail [email protected]
Tel. 0848 56 43 26

Technisches, artistisches und Personalbüro
E-Mail [email protected]
Tel. 0848 56 43 25

KNIES KINDERZOO Rapperswil SG
Oberseestrasse 41
8640 Rapperswil
Tel. 055 220 67 60
E-Mail [email protected]

Municipi dei comuni che permettono l'attendamento di circhi con animali in Ticino:

[email protected]
[email protected]
[email protected]

Indirizzi in blocco:

[email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected]

Sponsor:

Helsana e il circo Knie hanno convenuto una collaborazione della durata pluriennale. Entrambe le aziende beneficiano reciprocamente di una lunga tradizione e di un elevato grado di popolarità. Scriviamo anche ad Helsana!
link della notizia

 

 


CAMPAGNA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DI ANIMALI NEI CIRCHI

Tour del circo Nock in Ticino, da Sabato 23.08.2014 a Mercoledì 10.09.2014

 

Circo Nock

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessun tipo di detenzione e utilizzo di animali può essere accettato da chi si definisce amante di ogni essere vivente, quindi non ci interessa la larghezza delle gabbie e il numero di frustate che prendono per esercizio; quello che ci interessa è che nel nostro Paese, così come in molti altri nel mondo sta accadendo, a dimostrazione di cosa vuol dire veramente "essere civili", si vieti completamente l'attendamento dei circhi che detengono animali.

 

Ricordiamo che il circo girovaga per 9 mesi, durante i quali trasporta e  fa esibire gli animali in 48 città. Un vero tour de force per questi esseri che vengono sballottalati a destra e a manca come se fossero oggetti privi di sensibilità.



Negli scorsi anni siamo entrati a per verificare lo stato di detenzione e la salute degli animali. In allegato le foto del nostro passaggio dietro il tendone.

Le nostre foto sono ben diverse da quelle che trovate sul sito del circo Nock, e bisognerebbe chiedersi il perchè!
Non ci sono animali tirati a lustro e ben tenuti nelle nostre foto. Ci sono cavalli nei box che sbirciano dalla rete di metallo. Troverete cavalli con le zampe ferite, segnati con sigle o numeri. Chiusi nei box. Sporchi. Tristi, in strutture vecchie. E sguardi che lasciano l'amaro in bocca. La solita acqua nei secchi non proprio linda, e non è nemmeno la prima volta che la troviamo in questo stato, anche durante altri anni si era posto il problema dell'abbeveraggio degli animali. Se non altro quest'anno ce l'avevano l'acqua nel secchio, cosa che gli anni scorsi non era data per scontata.

 



 

 

 

 

 

 

Approfondimenti:
• circo nock
• la crudeltà dei circhi con animali

• scarica il volantino
• scarica i manifesti | 1 | 2 |

• foto 2012

 

DURANTE LA TOURNÉE SARÀ IN ATTO LA PROTESTA VIA E-MAIL E TELEFONICA

Invitiamo tutti a chiamare e scrivere per esprimere la vostra opinione (senza minaccie né insulti) in merito alla detenzione di animali nel circo ed al loro sfruttamento a scopo di lucro, nel tentativo (sempre meno riuscito) di far divertire le masse con spettacoli al limite dello squallore e la decenza.

Circo Nock SA
Circusstrasse 22
CH-5072 Oeschgen
Ufficio commerciale: 079 647 30 03 oppure 079 371 72 28
[email protected]
Ufficio media: 079 647 82 80
[email protected]

Municipi che permettono l'attendamento di circhi con animali:
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]

Media Partner del Nock per il Ticino, da aggiungere in copia:
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]

Blocco indirizzi:
[email protected] , [email protected] , [email protected] , [email protected] , [email protected] , can[email protected], [email protected] , [email protected] , [email protected] , [email protected] , [email protected] , [email protected]

 


Circo Royal

in Ticino dal 17.05 al 01.06 2014

Serraglio a Locarno. Per lo più sporcizia e ferraglia, poi qualche animale che sconsolatamente vi pascola e dei circensi che si lavano nella vasca degli animali acquatici...
Ma abbiamo proprio bisogno di altro squallore, in Ticino?

altre immagini

 


La Pasqua. Riflessione di un'attivista.

20 aprile 2014

Oggi è una giornata importante per i cristiani.
Io sono stata cresciuta da cattolica, e mi sento cmq molto vicina alla mia religione, anche se ci sono delle cose con la quale non sono d'accordo, oggi vorrei proprio toccare il tasto, tradizione Cristiana e Pasqua:

Tante persone sono oggi ancora convinte che mangiare l'agnello a Pasqua sia una tradizione cristiana, ma ne siamo proprio sicuri?
Gesù stesso scelse di non mangiare l'agnello a Pasqua, come ci riportano le parole del Santo Padre Benedetto XVI in Coena Domini 2007, ad indicare che è Lui l'unico Agnello che può salvare e redimere l'uomo.

Proprio parlando di Gesù, è curioso pensare alla definizione datagli da Giovanni Battista: Agnus Dei, ”agnello di Dio”. Mettere un agnello ammazzato in tavola diventa così, seppur inconsapevolmente, un gesto sadico, a perenne ripetizione della sofferenza di Cristo a mano umana, senza alcuna possibilità di salvezza (e senza averne capito il senso).

Insomma, Dio, Gesù, non sono forse testimoni dei principi di compassione e carità verso ogni essere vivente?
Non dovrebbe forse un cattolico essere pervaso da profondo orrore mentr mangia un mite agnellino nel cui nome il Cristo si è identificato?

Nel Vangelo Esseno della Pace Gesù dice: "Chi uccide un animale uccide suo fratello. Non uccidete e non mangiate le carni delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi di Satana: questo è il sentiero della sofferenza e della morte. Non uccidete né uomini né animali perché io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo." E nelle Pergamene del Mar Morto dice ancora Gesù: "Sono venuto per porre fine ai sacrifici ed ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l'ira di Dio non si allontanerà da Voi." E negli stessi documenti Gesù rimprovera aspramente anche i pescatori: "Forse che i pesci vengono a voi a chiedere i frutti della terra? Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime." A conferma di quanto suddetto S. Girolamo scrive: "Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare la carne. Tale autorizzazione è stata aggiunta dalla Chiesa in un periodo di basso profilo spirituale, ma in principio non fu così."

Quindi una tradizione crudele e sanguinaria che deve essere abolita perché non trova giustificazione né sul piano storico, né su quello religioso, né tantomeno sul piano morale ma che preclude lo sviluppo della civiltà dell‚amore e della giustizia.


pasqua


Scarica i volantini:

 

• volantino per una Pasqua senza carne
pascua senza carne

• volantino menù vegano pasquale
menù pasquale

• Opuscolo completo

 


 


COMUNICATO STAMPA

L'ETICA DELLA RICERCA?

Mendrisio, 10 aprile 2014
 

Giovedì 10 aprile 2014 abbiamo presenziato alla conferenza incentrata sull'etica nella ricerca clinica, organizzata all'ospedale regionale di Mendrisio. Tra i relatori il Dott. Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto Mario Negri di Milano in cui si uccidono migliaia di animali ogni anno. Presenti anche l'ex procuratore generale signor Bruno Balestra in qualità di moderatore, il Dott. Giovan Maria Zanini, la Dottoressa Cristiana Sessa e il Prof. Franco Zambelloni che ha concluso l'incontro ridicolizzando l'etica nella sperimentazione animale.

Silvio Garattini è stata una brutta scoperta; vederlo dal vivo e potergli dire tutto quanto agli animali non è permesso esprimere è stato un momento di grande soddisfazione. Palese, si evince dai video, che gli stessi ricercatori clinici hanno dei fondati dubbi sulle procedure dei protocolli di sperimentazione rapportati all'etica.


Significativi alcuni passaggi:

Zanini: la ricerca sull'essere umano viola i beni personali ovvero: la vita, la salute, la dignità l'integrità la libertà.

Noi ci chiediamo se questo bel discorso sull'etica sia anche rapportabile alle numerose vittime innocenti che ogni anno la nostra nazione esige in nome di una falsa scienza.
D'altronde, lo stesso Zanini continua dicendo: se avessimo parlato unicamente della ricerca sugli animali la sala sarebbe stata piccola – e qui tutti, tranne noi, hanno riso.

Silvio Garattini ha parlato della ricerca clinica che è sempre giustificata (secondo lui) quando vi sia un'incertezza. Inoltre, secondo quanto detto, l'incertezza giustifica i pericoli della ricerca clinica e l'unica soluzione sicura per chiarire tali incertezze è pertanto attraverso uno studio clinico controllato, dal quale dipende la messa in commercio di nuovi farmaci. È logico, quindi, che le industrie farmaceutiche traggano un vantaggio da questi studi che possono rappresentare un guadagno.

E ancora: visto che la ricerca si concentra principalmente su maschi tra i 40-60 anni, una volta messi in commercio, questi farmaci verranno presi anche da bambini e anziani, individui più fragili esclusi dai test, senza conoscerne realmentre gli effetti.
Infine, il Dottore ha dichiarato che dati staticamente significativi sovente non lo sono anche clinicamente.


Alla luce di queste affermazioni, al momento di prendere la parola per una discussione generale, abbiamo posto le nostre domande. Poca la serietà nelle risposte, molta l'arroganza, la chiusura e perfino la censura.

Abbiamo chiesto quanti animali Silvio Garattini avesse condannato a morte con il suo lavoro di vivisettore. La sua risposta cita che "nel 1980 usavamo circa 120'000 animali, adesso sono diventati tra i 15 e 20'000", tergiversando poi sulle formazioni che gli scienziati addetti a tali sperimentazioni debbano seguire e altro ancora.

Abbiamo ancora chiesto spiegazioni al collega Zanini sulla recente illegalità della Commissione sulla Sperimentazione Animale in Ticino, in cui il capo era anche facente parte delle istituzioni, e si ribadiva il fatto che non si è fatta chiarezza sull'operato di questa commissione.
Si è chiesto apertamente: CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?
Ma la risposta non è arrivata.


A concludere questo triste siparietto ha preso la parola il professore e filosofo Zambelloni che entra nel dibattito con un racconto raggelante: ha ricordato manifesti antivivisezione degli anni passati, ove sono state utilizzate immagini di cani "tristi" che – secondo il professore – sono volute e studiate per suscitare compassione e pietà nelle persone. Secondo Zambelloni, un Rottweiler non darebbe lo stesso effetto. Continua così per venti minuti, per poi concludere con affermazioni come "l'etica confrontata con la compassione è ingiusta".

Ci chiediamo quindi chi ha deciso che un filosofo, evidentemente antropocentrico, prendesse parola nella discussione parlando di etica sugli animali, quando è evidente che con questa non ha nulla a che vedere.


A metà conferenza ci è infine stato intimato di stare zitti.
Purtroppo sappiamo che, anche se siamo in un Paese definito civile e siamo nel 2014, certe scomode verità danno ancora molto ma molto fastidio.

Se da una parte ci sono persone come il Dott. Garattini e coloro che ne seguono gli insegnamenti, dall'altra c'è e ci sarà sempre chi da e darà voce alle atroci sofferenze perpetrate nei confronti di creature senzienti totalmente indifese.


Animalife e Offensiva Animalista

 

• VIDEO:

Intervento di Garattini


 

Intervento di Zanini

 

Discussione con gli ospiti


• ALTRE INFO:

LSCV - Commissione ticinese sulla sperimentazione animale - e la mascherata continua

 


La vergognosa mostra dei rettili di Lugano

febbraio-marzo 2014 - Padiglione Conza, Lugano

 

Triste, mal tenuta e artificiale: ecco a voi la grande mostra dei rettili di Lugano

Siamo andati a fare un sopralluogo nella tanto pubblicizzata Mostra dei rettili ("Rettili dal mondo") che è a Lugano fino a domenica.

La prima sensazione che ci assale entrando nel capannone è l'artificiosità di tutto il complesso: musichetta stile giungla in sottofondo, luci soffuse, animali o troppo grassi o troppo spaventati. File e file di teche in uno stato indecoroso che, addobbate della peggior specie di piante artificiali in commercio, fanno bella mostra di sé. Le teche sono state trovate spesso scheggiate o rotte (vedere foto), soprattutto negli angoli, a rischio tra l'altro che un avventore della mostra ci metta le mani e si ferisca. Molti di quei tagli nelle teche sono ad altezza bambino.

Pubblicizzare questa mostra come una delle più belle collezioni di rettili al mondo ed esporla in modo così approssimativo e pericoloso è un controsenso totale. Teche così piccole che vengono abilmente manipolate con specchi in modo da sembrare più ampie. Nelle foto si può vedere distintamente il riflesso degli animali e della scrivente. Un piccolo giochetto creato ad arte.

Animali, decine di animali: dalla tarantola, alle lucertole, alle tartarughe, alcune giganti e perfino un caimano; non si sono fatti mancare nulla. Scatole e scatole contenenti vite non umane alla mercé di chiunque. Nessun addetto alla sicurezza è visibilmente presente durante la mostra. L'assenza delle persone di riferimento è totale. Solo teche e spiegazioni in quattro lingue.

Ci ricorda tanto un altro gulag: quello dello Zoo al Maglio. "La sopraffazione totale dell'uomo sull'animale" sarebbe un buon titolo per questa mostra itinerante. Animali che, in natura, sono abituati a nascondersi, a stare ben alla larga dagli esseri umani, vengono rimpinzati di cibo in modo disumano per fare 4 brevi spettacoli al giorno. La sovralimentazione allo scopo di far divertire i presenti è stata confermata dagli stessi organizzatori in un'intervista.

Diciassette franchi. E' questo il prezzo di questa costrizione di esseri viventi. Tra umani si chiamerebbe coazione e segregazione. Ma loro, gli animali, non possono parlare e noi ci permettiamo di tutto, pure di privarli della loro dignità e libertà. Non c'è nulla di istruttivo nel guardare un animale spaesato e triste chiuso in una gabbia trasparente e illuminato dalla luce artificiale, sotto gli occhi di tutti.
C'è solo da vomitare.

E, per finire, una considerazione importante: non sappiamo su che basi il Veterinario Cantonale abbia autorizzato questa mostra, almeno per la questione sicurezza degli animali e degli avventori carente, ma di certo non ha visto la stessa mostra che abbiamo visitato noi.
Troppo facile dare permessi sulla base di una superficiale analisi a distanza. Troppo facile essere complice di questa vergognosa manifestazione di crudeltà umana, che speriamo non metta mai più piede in Ticino.

VAI ALLE FOTO:

 

 

 

 

 

 

 


 


comunicato stampa

Vittoria penale

26 luglio 2013

In data 22 luglio 2013, Stefano Fehr, figlio della proprietaria dello Zoo al Maglio, esponente politico dei Verdi, e municipale del Comune di Neggio, è stato condannato per reati penali contro Offensiva Animalista.

Era ormai da diverso tempo che il signor Fehr ci diffamava ripetutamente e pubblicamente dal suo profilo facebook letto da centinaia di ticinesi dandoci appellativi quali “fascisti”, “terroristi”,  ecc procurandoci un grave danno d’immagine. Questo personaggio è arrivato anche a minacciare di spararci qualora andassimo a volantinare nuovamente nei pressi della struttura sopracitata, volantinaggio tra l’altro concesso per legge.

Inoltre, il signor Fehr ha più volte scritto falsità sul nostro gruppo animalista e da qui è scaturita la denuncia di diffamazione che è andata a buon fine.

Rendiamo pubblica questa condanna in quanto ci teniamo a distanziarci pubblicamente dalle esternazioni del signor Fehr.

vedi anche:
Un "pregiudicato" in lista per I Verdi?
Pagina sullo Zoo al Maglio

 


COMUNICATO STAMPA

ANCHE LA “LINCE DI KANDERTAL” HA DISTURBATO IL RE UMANO?

Berna, 18 luglio 2013

http://www.cdt.ch/files/images/n_2cd19d321f7ab3ae3feb0c728752207e.jpg


Offensiva animalista non è affatto stupita dalla decisione – miope, cinica e illegale – di procedere all’uccisione della “Lince di Kandertal”, colpevole di fare la lince.
La cecità delle autorità cantonali e federali nella gestione dei grandi predatori è pietosa, priva di linee guida, imbarazzante davanti al consesso internazionale e assolutamente ingiustificata.

L’Uccisione dell’orso M13, come previsto, non è servita a nulla.
In Svizzera si continua a concepire l’essere umano come una sorta di Re della foresta, che tutto può sulle creature ritenute inferiori.
Se una lince viene uccisa perché ha ucciso sei pecore in pochi giorni, cosa dovremmo fare agli allevatori, che di ovini ne uccidono migliaia ogni anno?

Pare che non vi siano, inoltre, le basi legali necessarie per uccidere questo predatore, come stabilito dalla commissione, di cui trovate i recapiti di seguito.

Invitiamo tutti ad esprimere il proprio disdegno direttamente alle persone che, puntualmente, permettono e commissionano queste uccisioni.
La lince non è né la prima né l’ultima vittima delle lacune in fatto di convivenza con la fauna autoctona mostrate dalle autorità svizzere ed è tempo di far loro capire che i cittadini non sono d’accordo, prima che sia troppo tardi.

Recapiti visionabili su:
Fatti, non parole!


Iniziativa popolare per la salvaguarida dei grandi predatori in Svizzera

http://profauna.ch/it/pages/iniziativa.html

VI PREGHIAMO DI DIFFONDERLA IL PIÙ POSSIBILE E DI RISPEDIRE PER TEMPO LE FIRME, POSSIAMO CAMBIARE LE COSE ED IMPEDIRE CHE I PROSSIMI ORSI CHE ENTRINO NEL NOSTRO TERRITORIO VENGANO NUOVAMENTE AMMAZZATI.

Formulari per la raccolta delle firme:

• ITALIANO: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_it.pdf

• DEUTSCH: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_de.pdf

• FRANCESE: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_fr.pdf

 


APPELLO

IL RIFUGIO DI ANIMALI A CAVIGLIANO

Serve aiuto per dei lavori alla struttura

Alcuni attivisti di Offensiva Animalista si sono recati in diverse occasioni presso l'abitazione della signora Claudia Dillena di Cavigliano, che da anni recupera e cura conigli (e non solo!) abbandonati e/o sofferenti. Abbiamo provveduto in quei periodi di lavoro volontario a sistemare le strutture, rinforzando le reti e aggiustando dove era necessario. Inoltre abbiamo eseguito lavori di pulizia alla voliera, fornito diverso materiale tecnico e cibo di qualità per i conigli.

La signora Dillena, che vive da sola, ha sempre bisogno di una mano pratica: persone che si mettano a disposizione saltuariamente o regolarmente come volontari, per la pulizia e la cura degli animali.
In particolare, serve una mano per il montaggio di nuove strutture, nonché la manutenzione di quelle esistenti, previsti per i prossimi giorni.


In questo link potete vedere un video fatto dalla protezione animali, sul suo lavoro di recupero conigli (purtroppo solo in tedesco):


Se volete aiutare la signora Claudia Dillena nella gestione e nella cura dei conigli potete contattarla direttamente al no. 091/796.11.63.
Offensiva Animalista continuerà a supportare nel tempo la signora Dillena, che da sola si sobbarca molto lavoro per aiutare gli animali più sfortunati, quindi per chi volesse aggregarsi consigliamo di scriverci!
[email protected]

 


Sulla pelle dei randagi

inchiesta di Margherita D'Amico su repubblica.it

Ecco come cani e gatti adottati all'estero sono vittime del traffico internazionale

Animali di cui si perdono le tracce, nonostante microchip e "passaporti", prestanome che spuntano fuori appena si indaga, un processo in corso a Ischia. Su tutto aleggia un terribile sospetto: randagi ridotti a cibo per altri cani, usati per la vivisezione e nel traffico di droga. La Lega nazionale per la difesa del cane si dichiara per la prima volta contraria alle adozioni all'estero e annuncia un nuovo regolamento interno anche per i trasferimenti in Italia.

leggi il resto

 


FESTE CRUDELI:

Palio degli asini: quando il "benessere animale" passa in secondo piano

25.05.2013, Mendrisio


Dal 1983, ogni anno, si svolge a Mendrisio il cosiddetto Palio: manifestazione popolare "di amicizia, solidarietà e incontro", si dice. Momento-clou della manifestazione è la Corsa degli Asini, nella quale i rioni del borgo si sfidano cimentandosi in una gara a dorso d'asino.
Giovani e anziani, donne e uomini, tutta la popolazione è in festa per queste giornate di giochi; tutti si divertono, o quasi…
Non crediamo infatti che i "simpatici quadrupedi" protagonisti di questa presunta "festa" si divertano molto: anche oggi li abbiamo visti, nervosi, irrequieti, le lunghe orecchie abbassate, chiaramente a disagio nel bel mezzo della folla urlante alla quale non sono abituati.

L'asino, per sua natura, non è portato a correre con in groppa un fantino, né tanto meno a farlo su ordine di uomini e megfoni urlanti, circondati da una folla rumorosa e in un ambiente trafficato come quello dove si svolge il palio a Mendrisio. È ora di far rispettare le leggi vigenti nel nostro Paese in materia di benessere, dignità, abuso, stress psicologico e maltrattamento animale, anche se ciò dovesse significare mettere da parte sciocche e pseudo-tradizioni (che in realtà tali non sono) per lasciare spazio ad iniziative più costruttive e rispettose dell'Altro.

Ci sono molti modi per divertirsi e prendersi gioco di un essere senziente, sensibile e introverso non ci sembra proprio quello migliore.

Ricordiamoci che anche gli asini provano emozioni, sentimenti, hanno le loro paure come noi le nostre e sono capaci come noi di provare dolore e sconforto.

Vai alla pagina:
Feste crudeli

 


RACCOLTA FIRME:

Iniziativa popolare per la salvaguardia dei grandi predatori (orso, lupo, lince)

Occorrono 100'000 firme entro il 19 dicembre 2013


Chiediamo a tutti i cittadini di nazionalità svizzera di aiutare ProFauna a raccogliere il numero necessario di firme per portare a votazione l'iniziativa popolare con cui si chiede di vietare l'uccisione dei grandi predatori nel nostro Paese. Se raccogliamo le firme necessarie, avremo la possibilità di cambiare la legge in vigore.

Maggiori dettagli:
http://profauna.ch/it/pages/iniziativa.html


VI PREGHIAMO DI DIFFONDERLA IL PIÙ POSSIBILE E DI RISPEDIRE PER TEMPO LE FIRME, POSSIAMO CAMBIARE LE COSE ED IMPEDIRE CHE I PROSSIMI ORSI CHE ENTRINO NEL NOSTRO TERRITORIO VENGANO NUOVAMENTE AMMAZZATI.

Formulari per la raccolta delle firme:

• ITALIANO: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_it.pdf

• DEUTSCH: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_de.pdf

• FRANCESE: http://www.profauna.ch/images/Initiative_A4_predateurs_fr.pdf


APPUNTAMNTO:

Corteo "Solidarietà per M13" e i grandi predatori in Svizzera

Giovedì 07.03.2013, Lugano


APPUNTAMNTO:

Manifestazione per M13 e i grandi predatori in Svizzera

Aprile 2013, Coira

Cari amici,
in seguito a quanto accaduto negli scorsi giorni a M13, vorremmo organizzare una manifestazione di protesta - e di proposta - a Coira, un sabato dei primi di aprile.
Il nostro è un piccolo gruppo, ma vorremmo coinvolgere quante più persone e associazioni possibili, per un evento che faccia riflettere le autorità e metta al centro dell’attenzione l’iniziativa di Pro Fauna, lanciata nel giugno 2012, che chiede di rivedere la politica svizzera in materia di grandi predatori vietandone inoltre l'abbattimento.
Pensiamo a una manifestazione trasversale, senza esibire etichette, né invocare paternità e meriti, né escludere alcuno, ma aperta a tutti coloro che si sono indignati per la morte dell’orso, per la politica svizzera degli ultimi anni nei confronti dei grandi predatori e per preparare definitivamente il nostro Paese al ritorno di orsi, lupi e linci.
Siete d’accordo?

Stiamo valutando la data più adatta per radunare quanta più gente possibile, pertanto chiediamo a tutti gli interessati di insere le proprie disponibilità su questa pagina:
http://doodle.com/78d2drrennnhq7y2



Siamo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti e precisazioni.
Grazie per l’attenzione

Offensiva Animalista
per info:
Corrado Galimberti
077 458 22 30


COMUNICATO STAMPA:

I Grigioni uccidono M13: Offensiva Animalista chiede di boicottare le Olimpiadi

mercoledì 20.02.2013

Nel nostro Paese, nell'arco di 24 ore, due orsi sono stati uccisi, legalmente. Oltre a M13, un altro plantigrado è stato eliminato in una riserva naturale, senza che nessuno abbia potuto dire "cip".
M13 è caduto sotto i colpi di burocrati e politici ciechi, cinici e abituati a non porsi domande su cosa sia etico e morale.
A proposito di M13, pochi giorni fa una testimone ha raccontato di aver visto una donna e l’orso che le si avvicinava. Lo ha allontanato. Come? Lanciandogli un bastoncino da trekking. E l’orso è scappato. Caspita, che animale pericoloso!

Funziona così, in Svizzera. Un orso fa l’orso. E lo si uccide.
Un animale selvatico non rispetta la legge, rifiuta di rimanere nel bosco, ha l’ardire di avvicinarsi ai centri abitati. Come osa? Ci sfida! Gliela facciamo vedere noi, allora. Così impara ad avere rispetto del popolo e dei suoi alti rappresentanti.
Gli etologi potrebbero elencare i motivi per cui M13 e l’altro plantigrado non erano pericolosi. I modi da utilizzare per risolvere il probema in modo pacifico. Non frega a nessuno. I due orsi, ancora una volta, sono stati concepiti solo in funzione degli interessi che rappresentano per l’essere umano, non come esseri viventi depositari di dignità e rispetto. Ma il cinismo, l’ansia di placare gli isterismi di genitori stressati e la volontà di non dover far qualcosa di straordinario - nel senso di lavorare mezz’ora in più fuori dagli orari d’ufficio – ha fatto pendere il piatto della bilancia a favore dei macellai in cravatta.

I diktat internazionali si rispettano solo quando ci sono di mezzo gli affari. In quel caso si scatta sull’attenti. Ma siccome un orso non minerà i forzieri di mamma Elvezia, lo si può far fuori. Oltre che immorali, sono semplicemente patetici.
E gente del genere va colpita nell’anima, ops, nel portfoglio: Offensiva animalista chiede a tutti di boicottare le nascenti Olimpiadi 2022!

In segno di protesta, nata dall'iniziativa di un bambino di 6 anni, si sta divulgano la richiesta di appendere un telo bianco alla finestra in ricordo di M13, assassinato dalle autorità che avrebbero dovuto difenderlo. In allegato la foto del telo di protesta di questo bambino che ci è pervenuta tramite i suoi genitori. Chiediamo a tutti di aderire a questa forma di dissenso esponendo il loro pensiero e il loro ricordo alla finestra.

 



Inoltre invitiamo a protestare direttamente con chi ha preso questa decisione:

[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]

Sezione Media, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. 031 322 90 00
Consigliere di Stato Mario Cavigelli, capo del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste del Cantone dei Grigioni, tel. 081 257 36 14
Georg Brosi, capo dell’Ufficio per la caccia e la pesca del Cantone dei Grigioni, tel. 081 257 38 92

 


COMUNICATO STAMPA

Il municipio di Locarno peggio del regime cinese

volantinaggi contro il circo KNIE

Il Municipio di Locarno ha comminato una multa (che, secondo la legge, può arrivare a 10'000 franchi) ad Offensiva animalista. Il motivo è un semplice esercizio dei diritti democratici, sfruttato da alcuni attivisti di OA che, recentemente, hanno distribuito senza permesso alcuni volantini in occasione della tournée del circo Knie.

Tutto è avvenuto all’insegna dell’ordine e la distribuzione di volantini non ha generato disagi di sorta.

Chi invece si è distinto per inciviltà ed aggressività è stato un agente di polizia, che si è pure rifiutato di identificarsi. Quest'ultimo aveva, inoltre, informato che il controllo avvenuto in quell'occasione sarebbe sfociato in una semplice segnalazione e soltanto qualora gli attivisti si fossero ripresentati in loco sarebbe scattata la multa. Nonostante gli attivisti abbiano seguito le istruzioni interrompendo il volantinaggio, la multa è arrivata comunque.

La decisione del Municipio è di una gravità inaudita. Nonostante la legge comunale reciti che “l’autorizzazione viene di regola accordata se non vi si oppongono motivi preponderanti di ordine pubblico, di sicurezza o di igiene e previa valutazione degli interessi in gioco", ad OA tale autorizzazione viene negata sempre, in evidente ossequio nei confronti del circo.

Consigliamo al Municipio di Locarno un viaggio in Cina e al Sindaco in Arabia Saudita, per affinare le tecniche di repressione nei confronti dei dissidenti.

Noi, d’ora in poi, agiremo come riteniamo più opportuno.Facendo rimpiangere al Municipio decisioni che non hanno nulla a che vedere con le regole di un Paese civile e democratico,dove vige la libertà d'espressione e d'informazione.

 

circo

Chi volesse contattare le autorità coinvolte,
può farlo a questi recapiti:

[email protected]
[email protected]
[email protected]

 


Di seguito, la nostra risposta alla polizia:

Osservazioni al rapporto di contravvenzione

Egregi signori,

in data 13 dicembre mi veniva inviata un’intimazione di contravvenzione, ritirata il giorno 15 dicembre.

Vorrei far presente alcune considerazioni al riguardo:

• Non vi è stato nessun tipo di manifestazione, dal momento che si trattava di due singoli individui (cit legge con minore di 4 persone non è manifestare), che hanno distribuito alcuni volantini nell’assoluta calma, senza mai andare a interferire nell’esercizio del circo;
• Fin dal primo momento ci siamo comportati in modo corretto nei confronti dell’autorità, collaborando all’identificazione ed eseguendo quanto a noi intimato, ovvero di allontanarci dal suolo pubblico (!) sul quale stavamo camminando senza sostare;
• Al contrario, gli agenti presenti, non si sono dimostrati all’altezza della loro divisa, attuando fin da subito un comportamento arrogante e chiaramente pregiudizievole nei confronti dei due individui etichettati come “animalisti”;
• Si è potuto capire fin dalle prime battute degli agenti che, in particolare, quello più “robusto” – che tra l’altro non si è identificato, non era per nulla tranquillo. Anzi, l’impressione avuta dalle parole dette dall’agente in questione è che, se avesse avuto le “mani libere”, non sarebbe stato a lesinare su trattamenti ben peggiori;
• Non so sinceramente su che base vengono scelti gli uomini per controllare i volantinaggi – “illegali” o meno (ma su questo punto tornerò più avanti) che tra l’altro erano stati chiaramente annunciati da giorni. Rimango perplessa al pensiero che l’agente con tanto evidente odio verso gli animalisti presente sul posto, fosse il miglior candidato per quel lavoro di controllo. Il pregiudizio nei nostri confronti era palpabile quanto il suo odio;

Inoltre vi rendo noto che da anni volantiniamo fuori al tendone del circo Knie sul vostro territorio, ma mai ci è arrivata una multa per questo motivo. Sembra quasi, che la si “voglia far pagare” per qualche motivo, a noi sconosciuto.
Camminando nella vostra città – vicino la quale ho vissuto per anni e che dunque conosco molto bene – sono all’ordine del giorno incontri di persone che volantinano, vendono o suonano abusivamente, eppure, non ho mai visto tanta fiscalità nell’eseguire le leggi comunali.
Vi ricordo, inoltre, che anni fa è stato anche chiesto ufficialmente un permesso per poter svolgere una manifestazione di sensibilizzazione contro lo sfruttamento degli animali nei circhi ma, sempre inspiegabilmente, ciò non è stato concesso, nonostante la Legge Comunale di Locarno reciti che “l’autorizzazione viene di regola accordata se non vi si oppongono motivi preponderanti di ordine pubblico, di sicurezza o di igiene e previa valutazione degli interessi in gioco". È solo per questo motivo, ai nostri occhi anticostituzionale, che ci siamo visti costretti a recarci in loco per svolgere unicamente dei volantinaggi fugaci e discreti, a nostro avviso rispettosi delle norme comunali.

Offensiva Animalista non ha mai creato problemi a Locarno e non ci sono mai stati incidenti. Chiaramente questo voler “indurire” i rapporti con il nostro gruppo, elargendo una quanto meno inopportuna multa nei confronti di due militanti, non farà altro che peggiorarli.
Offensiva Animalista volantina in tutte le città del cantone, ma solo nella vostra, è stata comminata una multa.

Finisco col dirvi che, qualora lo riteneste ancora necessario, accetterò la multa e la pagherò entro il termine previsto perché sono una persona corretta. Quello che non farò di certo, sarà però prestare nuovamente rispetto e accondiscendenza nei confronti di chi, vestito con una divisa (pagata dai cittadini con i loro tributi) si permette di non fare altrettanto.

ll rammarico è che i soldi che andranno dalle nostre casse alle vostre, sono quelli destinati al salvataggio di animali e che come tali, saranno tolti al loro scopo primario, visto che le autorità non si preoccupano di intervenire quando i cittadini richiedono il loro aiuto per questioni riguardanti gli animali più che lecite e che, per legge, dovrebbero essere rispettate ma per le quali si chiudono spesso entrambi gli occhi, per poi aprirli in occasioni come quella per la quale vi scrivo.

Distinti saluti."

 


Un saluto a Tita Carloni, ringraziandolo per tutto quello che ha fatto.


"Lo spirito è sempre quello di battersi affinché i problemi che ci interessano vengano sempre più visti dall'ottica della protezione della fauna e della biodiversità e non da quella della caccia come legittimo diritto di "prelievo" e quindi di rapina della natura."

http://www.tio.ch/News/709097/Tita-Carloni-un-maestro

 


COMUNICATO STAMPA:

L'ennesimo avvelenamento di cani e gatti a Biasca e nulla è stato fatto.

L'avvelenatore, oltre che conosciuto, sarebbe pure un bracconiere. Ad oggi rimane impunito.

 

Offensiva animalista prende atto dell'ennesimo avvelenamento di cani a Biasca, dove da anni numerosi animali domestici sono stati avvelenati senza che nessuna seria indagine sia mai stata svolta.
Da anni si mormora il nome di una persona, che peraltro sarebbe pure un bracconiere. Da anni gli animali muoiono. Da anni le autorità balbettano scuse.
Come si possa dimostrare tanto cinismo, tanto lassismo e tanta insensibilità non solo nei confronti degli animali, ma anche dei loro proprietari, lascia sbigottiti.
Sarà bene ricordare che gli agenti della polizia di Biasca vengono stipendiati dai cittadini, e che nel nostro Paese la legge proibisce l'avvelenamento di animali.
I solerti funzionari che stanno da anni con le mani in mano ne sono consapevoli?

OA si domanda se il sospetto sia mai stato interrogato. Se sia stata mai perquisita la sua abitazione. Se sia amico di qualche agente o di qualche municipale. Perché è lapalissiano che non fare assolutamente nulla di fronte a decine di casi di avvelenamento, significa voler proteggere qualcuno.

OA chiede aiuto alla popolazione per raccogliere prove. Ci penseremo poi noi a far perdere il vizio a chi ha l'hobby dell'omicidio, perpetrato grazie al lassismo di chi non sa fare il proprio dovere.

Scrivere a: [email protected], [email protected]

 

Articoli correlati:

http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/cronaca/73508/sospetti-avvelenamenti-a-biasca.html

http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/cronaca/50319/cani-avvelenati-con-il-cianuro.html

http://www.tio.ch/Ticino/Cronaca/News/648458/Il-killer-dei-cani-e-un-bracconiere

http://www.tio.ch/Ticino/News/708790/Gatti-spariti-e-cani-avvelenati-Non-siamo-piu-tranquilli

 


COMUNICATO STAMPA:

L'istinto della libertà che non si da pace: Sabu e gli altri animali del circo KNIE

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243 giorni di tournée, 42 città, 349 spettacoli. La domanda sorge spontanea: ma il benessere animale dov'è?

Forse non tutti conoscono le vicende che, negli ultimi anni, hanno visto come protagonisti il circo KNIE e gli animali da esso detenuti. Un cucciolo di giraffa è morto soffocato nella mangiatoia dello zoo di Rapperswil, nel 2008, qualche incidente di percorso con feriti tra acrobati e spettatori, con tanto di acrobata morto folgorato nel 2005 e, infine, la triste storia di Sabu, l'elefantessa che nel 2010 ha tentato di scappare più volte dal circo per raggiungere l'acqua. Proprio lei, oggi, fa da rappresentante degli animali tenuti in prigionia e schiavitù dalla nota e potente famiglia di circensi.
Sabu non è nata in cattività. Come gli altri elefanti del circo KNIE, è stata strappata dal suo habitat naturale in Birmania. Dal 1984 si trova in Svizzera alla mercé di domatori, lontana dalla foresta, immobilizzata in spazi ristretti e costretta a lavorare sodo per poter soddisfare le richieste dei suoi detentori. 28 anni di schiavitù. La sua colpa? Essere un animale che con la Svizzera non ha nulla a che fare.
In 28 anni, però, il suo istinto ancora non è scomparso: Sabu, alla prima occasione, ha tentato di raggiungere l'acqua, come facevano i suoi antenati e come molti dei suoi simili continuano a fare, nel mondo, percorrendo in media 100 km al giorno (a piedi, non dentro scomodi e stretti camion, sballottati da un punto all'altro in pochissimo tempo). Nonostante il primo fallimento, ci ha riprovato. Non si dava per vinta. La Birmania ancora la chiamava, due anni fa.

Tra clamore e meraviglia, la notizia ha girato la Svizzera e le nazioni confinanti… ma qual'è stata la soluzione che ha evitato ulteriori scocciature alla famiglia KNIE? Semplice: Sabu è stata rinchiusa nello zoo per un certo periodo e non le è più stato permesso di andare a fare il bagno con gli altri elefanti.
Dimentichiamoci per un momento che Sabu è un elefantessa (ora obesa, a causa della sua sedentarietà). Pensate ad una persona nella sua condizione: strappata dalla sua casa, costretta ai lavori forzati e rinchiusa per tutto l'anno in una gabbia. Quando questa persona dimostra di avere ancora un barlume di speranza e tenta la fuga, viene messa in isolamento e le viene privato il piacere, sebbene surrogato, di fare il bagno nel lago insieme agli altri schiavi.

È un comportamento accettabile, da elogiare? Certo che no.


Possibile che la nostra coscienza si risvegli solo ed esclusivamente con i nostri simili? Noi siamo convinti che bisogna andare oltre. Siamo convinti che è giunto il momento di andare oltre, di evolverci, di dire BASTA alla sofferenza, all'umiliazione, alla violenza gratuita, specie se è a puro scopo di lucro.
Ricordiamo che il circo KNIE ha all'attivo più di cent'anni di sfruttamento animale e non solo: un tempo, non erano gli animali ad essere esibiti ed umiliati in una condizione di prigionia, ma gli esseri umani stessi, in particolare persone di colore, nani e altri rappresentanti delle minoranze, diversamente abili e quant'altro.
Non si tratta certo della migliore delle famiglie, diciamocelo.

Sabato 10 novembre 2012, in occasione della prima tappa ticinese del circo, ci siamo recati a distribuire volantini ai visitatori. Sul Corriere del Ticino di oggi leggiamo la sorpresa dei circensi nel non trovarsi manifestanti in azione fuori dal tendone, ma forse non conoscono la realtà ticinese, ben lontana dal rispetto della libertà d'espressione.
Negli anni passati, quando è stato chiesto alla Città di Bellinzona di poter distribuire volantini o di manifestare, quest'ultimo ha infatti negato il permesso ad una distanza inferiore i 500 metri dal tendone - in pratica è permessa la distribuzione di materiale informativo che sensibilizzi gli entranti sulla realtà dei circhi con animali, solo dall'altra parte della città, ovvero dove questi entranti non passano di sicuro. Nonostante la richiesta di chiarimenti da parte nostra, la decisione non è mai stata motivata in maniera esaustiva e convincente. Questa chiara violazione della Costituzione è permessa solamente perché, sembra, il Municipio può stabilire delle priorità e dei privilegi per un certo tipo di cittadini, rispetto ad altri. Ne deduciamo che la Città di Bellinzona ritiene più importante un gruppo di itineranti di dubbia morale, ferma ancora al 1800, ma con molti soldi, rispetto ad un gruppo più o meno vasto di cittadini ticinesi, contribuenti e rispettosi dell'ambiente, dell'uomo e della libertà di espressione.
Per questo motivo, come abbiamo annunciato due anni fa in risposta al divieto di volantinare e manifestare nei pressi del circo, Offensiva Animalista distribuirà volantini quando e dove lo riterrà più opportuno, senza sentirsi in dovere di comunicarlo a coloro che sostengono questo vergognoso spettacolo. Ringraziamo comunque del costante interesse che ha dimostrato nei nostri confronti la famiglia KNIE, forse preoccupata che il suo triste spettacolino si spostasse al di fuori del tendone o che la gente possa aprire gli occhi e decidesse di spendere i propri soldi in modi più intelligenti, costruttivi ed etici.

Ad ogni modo, ricordiamo che la manifestazione ufficiale, autorizzata, è prevista per Sabato 17 novembre a Lugano (non c'è bisogno di spiare le nostre mosse, è tutto sul nostro sito: www.offensiva-animalista.ch).


Sabu e gli altri animali meritano giustizia, libertà e rispetto. Siamo convinti che i bambini sono capaci di capire ed apprezzare questi concetti, come dimostrano le sempre più numerose famiglie che ogni anno scelgono di non portarli al circo con animali.
È ora di scegliere cosa trasmettere ai nostri figli e smettere di subire passivamente tutto quel che la società ci propina, senza un minimo di riflessione né sensibilità. Vogliamo trasformare definitivamente il nostro domani in un mondo abitato da esseri insensibili alla sofferenza, abituati allo sfruttamento di chi non sa parlare la nostra lingua (umana), abituati a ridere e a schernire uno schiavo? O vogliamo che la società sia mossa da empatia, amore e, sopratutto, rispetto per ogni forma di vita?
Riflettete sul tipo di messaggio che trasmettete a vostro figlio, quando gli insegnate a ridere di un elefante che cerca impacciatamente di ergersi sulle due zampe, tra bastonate e frustate, lontano dal contesto in cui dovrebbe vivere, lontano dalla famiglia al quale è stato strappato. Riflettete consci che state forgiando un domani malsano e crudele.

Cambiare si può.

Cambiare si deve.

 

un video che mostra la tristezza degli spettacoli con gli elefanti al circo KNIE:

 

Prese elettriche esposte ai visitatori (in balia dei bambini), posizionate sopra secchi d'acqua e attaccate alle gabbie (di ferro) dei pony.
Pony con la museruola che possono uscire dalle strette gabbie solo per finire a girare in cerchio con in groppa bambini urlanti e scalpitanti.
Ad attenderli, come sempre, frustino, cinghia e occhi che li vedono solo come oggetti.

È ORA DI DIRE BASTA
.

Questa non è la normalità, non deve esserlo.

 


Protesta al Dipartimento della Sanità e la Socialità (DSS)

LA COMMISSIONE TICINESE SUGLI ESPERIMENTI ANIMALI NON È IN REGOLA

vivisezione

Abbiamo appreso dalla stampa – e le notizie non sono state smentite – che in Ticino abbiamo un consigliere di Stato - Paolo Beltraminelli, il veterinario cantonale - Tullio Vanzetti, il medico cantonale - Giorgio Merlani e il farmacista cantonale - Giovan Maria Zanini, che agiscono e lavorano nell'illegalità.
Dal 2008, infatti, in questo cantone viene apertamente ignorata la legge e la relativa ordinanza che vieta a un collaboratore delle autorità di far parte della commissione che sorvegli gli esperimenti sugli animali.
A tutto ciò si aggiunga il fatto che, in Ticino, vengono uccisi quasi 40 mila esseri viventi all'anno in esperimenti convalidati dalla commissione di cui sopra. Anche se un solo animale utilizzato nella cosiddetta ricerca è un animale di troppo, l'enormità del numero (ed in particolare il fatto che questa cifra sia in aumento nonostante buona parte degli esperimenti condotti non sono obbligatori e, anzi, facilmente sostituibili coi metodi alternativi) ha sollevato persino le perplessità di osservatori moderati.

Fermo restando che tali commissioni sono una farsa, in Ticino lo sono ancora di più: su cinque membri che la compongono, tre sono fuori posto: Vanzetti, Merlani e Zanini.
Il direttore del Dss, Paolo Beltraminelli, ha dichiarato che "la composizione attuale non ha mai creato problemi di alcun genere e tutto si è sempre svolto nel rispetto delle regole". Il signor Beltraminelli mente. E per questo noi ne chiediamo le dimissioni.
Le ridicole e patetiche dichiarazioni di Vanzetti ("non ho mai recepito nemmeno una minima ombra di influenza da parte dell'autorità dipartimentale nei confronti della commissione di vigilanza") e quelle di Beltraminelli sono un'onta sul cantone, degradato da questi personaggi a Staterello africano dove  persino i massimi rappresentanti cantonali si fanno beffe delle più elementari norme e leggi. Non vuol dire nulla il fatto che fino ad oggi ciò non abbia mai creato problemi: semplicemente, fino ad oggi, il fatto era sconosciuto ai più.

Scriviamo tutti a questi indegni funzionari pubblici, invitandoli alle dimissioni per manifesta incapacità e indegnità nel rappresentare i cittadini, oltre che gli animali.

Ricordiamo inoltre che è tutt'ora in corso di accertamento il motivo per il quale la responsabile dei diritti animali, sempre appartenente alla commissione, sia pressoché sconosciuta e di dubbia rappresentatività.
Il compito principale di questo personaggio è quello di fare in modo che gli esperimenti diminuiscano e vengano messi in atto sistemi più innovativi, efficaci ed etici. Ci risulta però difficile credere che gli sforzi necessari siano stati fatti, visti gli scarsi, per non dire nulli, risultati.

Indirizzi a cui scrivere:

[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]


Per saperne di più:

sezione vivisezione

legislazione:
risposta all'Interrogazione parlamentare presentata da Patrizia Ramsauer il 25 settembre 2007: Sperimentazione su animali

interrogazione parlamentare presentata da Sergio Savoia il 08 giugno 2012:
Vivisezione in Ticino

articoli:
Tio.ch: "Troppi esperimenti sugli animali. È un mistero tutto ticinese."
Cdt.ch: Troppi esperimenti su animali
Tio.ch: "Esperimenti sugli animali, Offensiva Animalista: "Beltraminetti dimettiti!"

 


AZIONE SALVATAGGIO ANFIBI 2013

attenzione: il passaggio dei rospi (e di altri piccoli anfibi come salamandre e rane) è cominciato!



È già arrivato il periodo durante il quale i rospi scendono dallo stagno a monte per l'accoppiamento e la deposizione delle uova nello stagno a valle. Questo percorso è, purtroppo, solitamente, attraversato da una strada. A causa delle morti che ogni anno dimezzano la popolazione dei rospi in queste zone, si rischia la loro. Molte zone, un tempo ribogliose, ora sono praticamente disabitate da queste specie... serve il nostro aiuto!

Chiunque è invitato a prestare la massima attenzione durante gli spostamenti in auto lungo queste zone a rischio e, in caso di avvistamento di rospi sulle strade o sui margini, di aiutarli ad attraversare.

Sono inoltre in atto azioni di soccorso nei giorni di pioggia con turni di picchetto in diverse zone. Per maggiori informazioni e proposta di aiuto in tal senso, contattateci al più presto!
e-mail: [email protected]

Per farsi un'idea delle zone interessate, potete visitare il sito (che non le include tutte, comunque):
http://www.azionidisalvataggioanfibi.org/aree-intervento.html

 


COMUNICATO STAMPA

Minacce a seguito dell'articolo sulla Commissione sulla sperimentazione animale

Dopo le dichiarazioni di Offensiva animalista a Ticinonline sulla commissione chiamata ad esprimersi sugli esperimenti sugli animali - che in Ticino, ogni anno, vede il sacrificio di più di 40'000 esseri viventi - una persona che si è presentata al telefono come il marito di Anna Helbling ha minacciato l’autore delle dichiarazioni rese alla stampa. Minacce che ventilano il ricorso alla violenza.

Offensiva animalista non solo ribadisce quanto dichiarato – pronta pure a rincarare la dose – ma ricorda ai sostenitori di quella farsa conosciuta come Commissione sulla sperimentazione animale che nessuno chiuderà mai la bocca a chi ha il coraggio delle proprie opinioni.

OA invita altresì il veterinario cantonale a riflettere sulla caratura morale di persone che, di fronte a scomode verità non esitano a ricorrere a ingiurie e minacce.


link all'articolo del 31/05/2012 - "In Ticino oltre 40'000 animali sotto torchio. Chi veglia su di loro?":
http://www.tio.ch/Ticino/Attualita/News/684000/In-Ticino-oltre-40-000-animali-all-anno-sotto-torchio--Chi-veglia-su-di-loro

articolo del 13/08/2012 - "Esperimenti sugli animali, sospetti sulla commissione in Ticino":
http://www.tio.ch/Ticino/Attualita/News/694277/Esperimenti-sugli-animali-sospetti-sulla-commissione-in-Ticino



COMUNICATO STAMPA

Poschiavo, Soazza e Mesocco: vergogna!

Offensiva animalista depreca la scelta del comune di Poschiavo - che anche Soazza e Mesocco sembrano intenzionati a seguire - di uccidere le capre inselvatichite presenti sul proprio territorio comunale.

Risulta difficile, in un Paese che si dice civile, capire come sia possibile che le scelte irresponsabili di alcuni proprietari debbano sempre ricadere su animali innocenti.

Offensiva Animalista invita tutti i cittadini rispettosi della vita a scrivere e telefonare alle cancellerie comunali di Poschiavo, Soazza e Mesocco per chiedere alle autorità di tornare sui propri passi e punire severamente chi abbandona capre come fossero sacchi di rifiuti che qualcuno raccoglierà. Va colpito chi utilizza gli animali come mera merce per poi scartarla quando non serve più.
E vanno pure chiamate a rispondere del proprio operato le autorità, che non hanno saputo tenere sotto controllo la situazione, e hanno dato prova di lassismo e compiacenza nei confronti degli allevatori.

Ci risulta inoltre incredibile pensare a delle innocue capre come a degli animali che, come riportano i giornali, sarebbero addirittura un pericolo per gli altri animali. Sembra un po’ la solita scusa per venire ai fucili, come per il Lupo e l’Orso, puntualmente ammazzati non appena messo piede sulla “nostra” terra (e sottolineiamo le virgolette). Sarebbe anche ora di smetterla con questo allarmismo e continuo odio verso tutto ciò che non possiamo controllare.


Con immenso sconforto e rabbia,
Offensiva Animalista - nessun compromesso per la liberazione animale in Svizzera -