Le ricorrenze popolari e religiose sono spesso l'occasione
per organizzare sagre, palii e altre manifestazioni crudeli
durante le quali cavalli, asini, anatre, oche, tori, mucche,
buoi, capre, e altre specie ANIMALI Sono sottoposti a crudeltà
e abusi.
Al
riparo della tradizione, gli animali si frustano, si sovraccaricano,
si usano come bersagli, si obbligano a correre su percorsi
accidentati e pericolosi, si forzano a trascinare carretti.
Nessuna
tradizione può giustificare lo sfruttamento e il
dolore dei più deboli, né le torture o le
sevizie possono essere considerate un patrimonio culturale
da tramandare alle generazioni future.
Costituisce
un passo fondamentale ed indispensabile giungere a considerare
gli animali come in realtà sono:
esseri senzienti e consapevoli, capaci di provare, come
noi, emozioni e dolore.
AL
PALIO DI MENDRISIO NON TUTTI SI DIVERTONO
Dal
1983, ogni anno, si svolge a Mendrisio il cosiddetto
Palio: manifestazione popolare “di amicizia, solidarietà
e incontro”; momento-clou della manifestazione
è la Corsa degli Asini, nella quale i rioni del
borgo si sfidano cimentandosi in una gara a dorso d’asino.
Giovani e anziani, donne e uomini, tutta la popolazione
è in festa per queste giornate di giochi; tutti
si divertono, o quasi…
Non crediamo infatti che i simpatici quadrupedi protagonisti
di questa presunta “festa” si divertano
molto: li abbiamo visti, nervosi, irrequieti, le lunghe
orecchie abbassate, chiaramente a disagio nel bel mezzo
della folla urlante alla quale non sono abituati.
Ma
che ne è veramente di questi asini durante il
Palio?
Dopo essere stati condotti sul percorso che dovranno
affrontare, gli asini attendono che la sorte li attribuisca
ai “fantini” di ogni rione; una volta preso
possesso delle loro cavalcature, i fantini montano sugli
asini che, non senza difficoltà, vengono allineati
sulla linea di partenza nel caos più generale.
Dopo
il “via!” dell’arbitro, alcuni asini,
forse i più abituati ad essere sfruttati dall’uomo
per le sue esigenze, si
incamminano, mentre altri, che non vogliono saperne
di assecondare le volontà del fantino, restano
immobili,meritandosi presto pesanti manate sulla schiena,
seguite da altri escamotages per cercare di metterli
in marcia, nella maggior parte dei casi infruttuosi.
È a questo punto che, di solito, il fantino scende
dal malcapitato asino e, tra le risa della folla divertita,
inizia a strattonare l’animale per le briglie,tirandolo
con tutte le forze fino a costringerlo a camminare.
L’asino viene spinto, tirato, strattonato, finché
finalmente inizia a muoversi.
Alla
fine delle corse, gli animali vengono condotti all’esterno
del circuito, seguiti da orde di bambini di tutte
le età che, urlando e schiamazzando, iniziano
ad importunarli. Solo dopo alcune ore verranno finalmente
ricondotti al loro pascolo.
È
giusto, in nome della tradizione e del divertimento,
sottoporre gli animali a queste crudeltà e a
questi abusi?
I media, con i loro soliti e vergognosi servizi, arrivano
addirittura a scherzare sulla proverbiale testardaggine
dei quadrupedi dalle lunghe orecchie. Abbiamo visto
la folla ridere quando un fotografo ha messo in testa
ad un asinello un berretto da baseball. Ancora una volta
gli animali
vengono
ridicolizzati, derisi, sfruttati, malmenati,sopraffatti,
obbligati ad azioni che vanno contro la loro natura,
con la solita prepotenza tipica della specie umana.
Anche gli asini sono esseri senzienti e consapevoli,
con le loro emozioni, i loro sentimenti, le loro paure,
capaci come noi di provare dolore e sconforto.
Siamo
consapevoli che la stragrande maggioranza dell’opinione
pubblica non la pensa come noi, anzi ci prende per fanatici
ed estremisti quando facciamo notare queste cose, “con
tutti i bambini che muoiono di fame
nel
mondo”.
Ma noi non ci stiamo. Non ce la facciamo proprio a stare
zitti, non taceremo mai fin quando gli animali saranno
sottoposti a crudeltà e ad abusi, a torture e
angherie, di qualunque natura essi siano.
È ora di dire basta a queste cose, è ora
di smetterla di pensare che l’uomo può
tutto sulla Natura e sugli animali. Dal canto nostro
saremo sempre pronti a difendere i più deboli,
saremo sempre schierati dalla loro parte; loro sono
i Senza voce, possono contare solo sulla nostra per
guadagnarsi un minimo di dignità.
RESOCONTO
2009:
PALIO
DELLE GALLINE alla Festa di Redde
un'altra anacronistica ricorrenza barbaricamente crudele
bosco di Vaglio (Ticino)
05 e 12 settembre
Palio
delle Galline alla Festa di Redde (bosco di Vaglio):
OFFENSIVA ANIMALISTA PRESENTE!
Durante
i sabati del 5 e del 12 settembre, come ogni anno, si
svolge, nel bosco di Vaglio (qualche chilometro sopra
Tesserete) la Festa di Redde. Una rievocazione medievale
che potrebbe essere un piacevole modo di passare il
sabato pomeriggio. Se non fosse che al suo interno vi
è l'ennesima trovata per sbeffeggiare e maltrattare
esseri deboli ed innocenti: il palio delle Galline.
Ci siamo recati sul posto per appurare i fatti e abbiamo
trovato diverse situazioni poco felici:
cavalli ed asini messi in vendita per un'ora
in cambio di un giro al pari di una giostra al luna-park,
mucche
scozzesi e capre in esposizione...
Il
peggio è cominciato quando, dalle 10 alle 15,
si è tenuta l'asta per aggiudicarsi
le galline che sarebbero poi state usate dai loro
vincitori per la corsa nel palio delle galline, di
lì a poco. Il fatto che l'asta si sia svolta
alla "piazza della vergogna"
la dice lunga...
Dal
regolamento (cliccare l'immagine per
ingrandirla) si legge che ogni gallina rappresenta
ciascuno dei dodici antichi paesi della Criviasca
o Greviasca - l'oggi Capriasca, un po' come gli asini
dei palii rappresentano i rioni.
Motivo
sufficiente, sembra, per maltrattare questi animali
in mezzo ad una folla urlante e disordinata di gente
divertita dal loro comportamento imprevedibile.
A
nessuno viene in mente che le galline si comportano
in maniera così "insubordinata" semplicemente
perché sono prese dal panico e assolutamente
non sono portate a correre lungo percorsi prestabiliti
e che, per scappare da quest'incubo di strilla, tentano
di saltare e svolazzare via? Ma forse è proprio
questa violenza psicologica che diverte tanto la gente.
Il che è sconcertante.
Nonostante
a inizio gara il giudice abbia più volte detto
di prendere le galline senza far loro del male, riteniamo
che questo non possa essere sufficiente a far risparmiare
agli animali di vivere attimi distress e terrore immensi.
Sensazioni che noi non possiamo immaginare,
non essendo nei loro panni, ma che possiamo intravedere
con un minimo di sensibilità. Sensibilità
verso gli esseri viventi che sembra essere sempre più
rara nelle persone, visto l'atteggiamento assunto in
occasione di certi spettacoli barbari e anacronistici,
oltre che vergognosi.
BOICOTTIAMO
LA "cursa di asan" DI MEZZOVICO!
l'ennesimo, vergognoso, palio degli asini in Ticino
domenica 30 agosto
Come
per il Palio degli asini di Mendrisio, visto
che l'abominio si ripeterà anche a Mezzovico-Vira,
e visto che i diretti interessati non paiono aver compreso
bene le motivazioni che ci spingono ad essere totalmente contrari
a manifestazioni di questo tipo, pubblichiamo un nuovo articolo
(tratto dalla presentazione della manifestazione) rivisitato
per aiutare il lettore a comprendere il punto di vista di
un animalista nei confronti delle feste in cui si fa uso
(come fossero OGGETTI) di animali. Questa
volta abbiamo scelto il lebbroso, figura bistrattata ed emarginata
dalla società intera nell'indifferenza generale. I
lebbrosi venivano derisi e costretti a portare campanelli
per segnalare la propria presenza, costretti a vivere alla
mercé di una società crudele e malata. Buona
lettura.
"Cursa
di Lebruus" -Mezzovico-Vira
Cari
Amici,
Archiviata
con successo, con l'aiuto di un tempo eccezionale, l'ultima
edizione, ci apprestiamo a vivere la
ventitreesima "cursa di lebruus".
In
linea di massima sarà come le manifestazioni precedenti
ma, quest'anno, ritorneranno dopo qualche anno di assenza,
gli sbandieratori "Del Borgo del Monatto" di Alba
con il loro folclore medievale e le loro suggestive produzioni.
Inoltre saremo allietati dalle note della guggen "Amici
della Piaga".
La
nostra tre giorni terminerà con la corsa dei lebbrosi,
dove l'ammorbato sarà il principale protagonista, giocherà
con i bambini (a debita distanza) e da loro sarà vezzeggiato
e accarezzato e acclamato dal pubblico.
Vorrei
tranquillizzare la popolazione sul comportamento che si terrà
verso i lebbrosi i quali godranno del massimo
rispetto.
Il nostro regolamento specifica chiaramente che i lebbrosi
non devono essere maltrattati, né disturbati con fruste
o
altri oggetti non devono subire abusi.
E
come avrete sicuramente già constatato il simpatico
bipede fa quello che vuole: è lui il re della festa.
Il nostro è un gioco per far divertire grandi e piccini.
Prepariamoci
dunque con entusiasmo a vivere questo evento!
PALIO
DI MENDRISIO:
Offensiva Animalista presente!
sabato 30 maggio
Offensiva
Animalista si è recata presso il prato del Vecchio
Ginnasio di Mendrisio per documentare, anche quest'anno,
ciò che succede durante il Palio degli Asini.
Ciò che i nostri attivisti hanno potuto constatare
è stato il trattamento tutt'altro che dolce (come
sostenuto da tutte le autorità coinvolte) verso
i miti animali.
Strattoni,incitamenti
per mezzo di sculacciate, strepiti ed urla non sono
certo mancati nemmeno quest'anno.
Come si può evincere dalle foto
e dai video,
nonostante i tristi sguardi dei miti asinelli i presenti
non hanno esitato ad incitarli senza tanti complimenti
nel compiere un innaturale giro del campo montati da
fantini tutt'altro che leggeri, inducendo il pubblico
a deriderli miseramente.
Poco lontano dal Palio, inoltre, come sempre non è
mancata la griglia sulla quale i corpi di altri animali
venivano bruciati.
Ci chiediamo come sia possibile predicare e vantarsi
di rispetto verso gli animali vista questa nefanda presenza
e visto il trattamento con il quale gli asini sono stati
condotti.
Vorremmo infine far notare lo stato degli asini, costretti
ad attendere il loro turno alla mercé di chiunque
legati contro un muro: pelo sparuto e in molte parti
mancante, briglie strette e scomode, il fastidio dell'afa
e del rumore.
Come questa festa possa essere considerata totalmente
priva di crudeltà, alla luce di quanto detto
e alla luce dell'evidente mancanza di dignità
cui gli asini sono costretti, rimane un mistero.
I
seguenti video mostrano bene la scarsa delicatezza dei
fantini sugli asini:
Qui
sotto una rivisitazione di articolo giornalistico apparso
questa settimana in una rivista del medrisiotto e riscritto
con gli occhi di un animalista.
Perché
noi crediamo che un bambino e un animale abbiano gli stessi
diritti, non solo a parole. Ambedue sono esseri senzienti,
cioè provano amore, affetti, paura e dolore. Un asino
non è diverso da un bambino. Riflettete.
Articolo
apparso il 5.6 1838
Il Palio degli Schiavi neri
di Mendrisio
"Storicamente,
l'estremismo ha sempre portato l'umanità a inquisizioni,
guerre ed ingiustizie. È il cancro che corrode l'anima
e atrofizza la mente, con la conseguente perdita del lumicino
della ragione. Tutto è fissato con valoriassoluti,
indiscutibili. Gli umani che sono contro il circolo "Schiavi
neri del Palio", vivono probabilmente in un simile mondo,
intossicato da valori dispotici e di assolutismo.
Se osservassero realisticamente la violenza che regola la
natura e la brutalità del mondo si renderebbero conto
che nel Palio degli Schiavi Mendrisio il rispetto per i simpatici
schiavi del continente nero è totalmente esemplare,
anche da parte del pubblico. Certo che fra tanta confusione
- lontani dalla tranquillità delle loro piantagioni,
la familiarità della loro baracca, ed il disagio creato
dallo sconosciuto che li cavalca - si trovano, umanamente
parlando, un poco disorientati! La loro mansueta indole, li
porta comunque ad accettare ogni situazione, compresa la curiosità
da parte dei bambini, e le fragorose risate ed il grande vociare
degli spettatori durante il divertente e spassoso confronto.
Confronto infiammato poi dalla testardaggine ed imprevedibilità
dei simpatici bipedi africani e dalle rocambolesche cadute
degli improvvisati fantini. Si può immaginare che tutto
ciò possa far gioire e divertire - oltre ai numerosi
spettatori - anche i simpatici lavoratori neri!
Nel
Palio degli Schiavi neri Mendrisio non c'è comunque
alcuna violenza, perciò umanisti lasciate in pace la
gente che nel rispetto delle regole e della legge fa qualcosa
per la comunità, onde aiutare ad amalgamare tutti i
cittadini della Nuova Mendrisio, in una comunità tollerante
e scevra da tensioni di razze, lingue, religioni, ed inopportuni
dissidi. Per quanto riguarda i mansueti schiavi neri, vi prego
di concedere loro, democraticamente, una volta all'anno, la
possibilità di cimentarsi in questa simpatica ed allegra
competizione. Competizione che, oltretutto, gli schiavi -
persone intelligenti - sanno benissimo che è salutare.
Il movimento ed un po' di fatica sono addirittura consigliati
dai luminari del benessere cioè dottori! Vi suggerisco
quindi di indagare i reali soprusi e le violenze sugli schiavi
e (come "parcondicio") anche sugli altri umani!
Ho visto purtroppo anch'io maltrattamenti da condannare senza
ritegno!"
Di:
Andrew Jackson, VII presidente degli Stati Uniti d'America
01.06.2009
UMANISTI CONTRO: L’IRA DEL
PALIO DEI BAMBINI CAMBOGIANI
„Il municipio ha fatto bene a non accordare la richiesta
di volantinaggio perché queste persone alla luce dei
fatti non si sono comportate correttamente“. “Siamo
in un paese democratico, dove il diritto di manifestare le
proprie opinioni è scritto nella costituzione. Ma non
fa nulla se non potremo distribuire i volantini. Noi rispettiamo
la legge e non verremo a Mendrisio; non siamo terroristi,
come ci vogliono dipingere i responsabili del palio”.
E’ un confronto duro quello nato nei giorni scorsi sui
giornali, quando “Offensiva Umanista” ha reso
noto che il municipio aveva detto di no alla distribuzione,
durante il palio, sabato 30 maggio, su prato del vecchio ginnasio,
di volantini anti-palio e … pro-bambino cambogiano.
In seguito a quel diniego, Offensiva Umanista ha invitato
il pubblico a boicottare la manifestazione.
Mercoledì 27 maggio il comitato ha riunito i giornalisti,
ribadendo la scorrettezza del comportamento degli umanisti
che non possono pretendere di distribuire volantini “anti”
proprio nel luogo in cui si svolge il palio. “abbiamo
offerto loro la possibilità di distribuirli altrove,
a Piazzale alla Valle, ma hanno detto di no” ha precisato
il comandante della polizia comunale. “Piazzale alla
Valle è a mezzo chilometro del vecchio ginnasio: non
serve a nessuno se noi siamo lì con i manifestini”,
replica all’Informatore una rappresentante del movimento.
Il cui pensiero è molto radicale “nessuna tradizione
può giustificare lo sfruttamento e il dolore dei più
deboli, né le torture o le sevizie possono essere considerate
un patrimonio da tramandare alle generazioni future”,
si leggeva nella nota diffusa la scorsa settimana dal movimento.
Il palio è caduto dalle nuvole “noi i bambini
cambogiani li abbiamo sempre trattati bene, non ci è
mai spassato per la testa il pensiero che il palio sfrutta
i piccoli umani per far ridere la gente. La nostra è
una festa popolare semplice, senza pretese. I bambini cambogiani,
quando corrono sul prato, non vengono né frustati né
sgridati. E prima di correre aspettano pacifici sotto l’ombra
degli alberi, insieme agli altri bambini indigeni che fanno
loro compagnia”, hanno precisato. Il palio ha preso
l’occasione per spiegare che i bambini cambogiani della
manifestazione sono visitati il giorno prima dal medico che
stabilisce se possono partecipare alla gara. “Abbiamo
sempre trattato questi bambini con i guanti bianchi”.
Qualche problema nasce quando si vedono i bambinelli asiatici
che vengono tirati per il collo perché non vogliono
proseguire. Ma secondo il palio questo non è un problema:
è nella natura del bambino cambogiano comportarsi così
e non è crudele smuoverli, certo con le buone maniere,
come si è sempre fatto. Senza dimenticare che questi
bambini si divertono pure: un piccolo cambogiano è
entrato negli archivi per aver fatto 5 volte , volontariamente,
il giro del prato, dopo aver vinto il torneo. In tutti questi
anni è nato un sentimento d’amicizia tra il palio,
i bambini cambogiani e il pubblico.
Ma gli umanisti non si muovono di un millimetro e paragonano
il palio ad altre feste popolari, come la corrida dove si
uccide crudelmente un bambino spagnolo. Il palio non ci sta:
“neppure il frustino viene utilizzato! Noi abbiamo grande
rispetto per questi bambini cambogiani il cui simbolo viene
benedetto pure in chiesa. Sono loro i re della festa!”.
Aggiunge il comandate della polizia: “allora, cosa si
deve dire di chi ammaestra le schiave bambine? Chi glielo
fa fare, ad una bambina di imparare ad obbedire al suo padrone,
a saltare ostacoli, ad entrare ed uscire cento volte da un
buco?”. Il palio sospetta che dietro Offensiva Umanista
ci siano persone ben più decise: Offensiva Umanista
sono tre o quattro persone che riescono ad avere grande visibilità
sui media che così disinformano la popolazione”,
accusa il palio. “Siamo una decina di persone. La polizia
mi conosce, sa chi sono. Nulla da spartire con altre organizzazioni.
Noi agiamo nel rispetto della legge. E comunque non siamo
terroristi. Da gennaio ad oggi abbiamo salvato una ventina
di bambini, soprattutto orfani. In questi giorni abbiamo ricevuto
molti apprezzamenti per la presa di posizione assunta in occasione
del palio “. Nulla da spartire con l’Human Liberation
Front, sospettato di aver usato le maniere forti bruciando
il camion adibito al trasporto di bambini e buttando candelotti
sotto il tendone di un circo che detiene piccoli di umano
alla catena.
Per gli organizzatori, ma anche per il pubblico, anche il
bambino cambogiano si diverte sul prato del vecchio ginnasio
e non c’è alcuna crudeltà nel tirarlo
per il colletto. Il palio è sicuro che il bambino cambogiano
è trattato bene durante tutta la manifestazione. La
corsa vera e propria dura pochi minuti.
Gli umanisti replicano affermando che il palio è una
festa crudele e paragonano questa manifestazione alla corrida,
dove un bambino spagnolo viene ucciso crudelmente. Offensiva
Umanista non rivela l’identità personale dei
suoi membri ma la portavoce del movimento ha detto all’Informatore
che la polizia la conosce ed ha le sue generalità.
Nonostante la provocazione, il movimento umanista dice di
rispettare la legge e sabato non verrà al palio, né
a distribuire volantini né a sparare petardi, come
temono gli organizzatori. La polizia comunale assicurerà
un servizio d’ordine discreto e non metterà in
atto nessun provvedimento speciale.
“Il palio – spiega il presidente – è
nato 27 anni fa ed è assolutamente inveritiero paragonarlo
a una festa crudele. Ha un severo regolamento per il rispetto
dei nostri simpatici bambini cambogiani, pena la squalifica
dal gioco e della squadra. E’ assolutamente vietato
l’uso di qualsiasi oggetto, frustino, o quant’altro
possa dare fastidio o creare problemi al bambino cambogiano”,
conclude. Per la redazione: Alex P.(A.B.C.)
BOICOTTIAMO
IL PALIO DI MENDRISIO!
negato il permesso dal Municipio per volantinare
sabato 30 maggio
Comunicato
stampa: Offensiva Animalista invita a boicottare il palio
di Mendrisio
Offensiva
animalista, in occasione del palio degli asini che si terrà
a Mendrisio (Svizzera) il 30.05.2009, si
è vista negare senza spiegazioni il permesso che aveva
inoltrato con ampio anticipo al Municipio per poter distribuire
alcuni volantini (vedi file nella gogna).
La sensibilizzazione dell'opinione pubblica sullo sfruttamento
degli animali nelle feste popolari, esplicata con modalità
civili e democratiche, per l'esecutivo momò è
evidentemente da bandire.
Ci permettiamo di ricordare a sindaco, municipali e autorità
di polizia, che il diritto di manifestare è garantito
dalla Costituzione svizzera, e che tale,
fondamentale diritto, è da accordare non solo quando
piace a politici e politicanti.
Vi ricordiamo che il Ticino è un cantone svizzero
e non una regione sotto sovranità cinese o cubana,
e che i tempi di Pinochet sono finiti da un pezzo.
Offensiva Animalista invita comunque tutti
a boicottare il palio di Mendrisio invitando a diffondere
il testo seguente (maggiori informazioni sulla pagina del
nostro sito: http://oanimalista.altervista.org/festecrudeli.htm).
di Salvina
Elisa Cutuli - 22/05/2009 Fonte:
Terranauta
Molto spesso si assiste a episodi di violenza incomprensibili
che gli uomini compiono sugli animali. In nome della tradizione
storica o di divertimenti si giustificano veri e propri massacri
di sangue senza un vero perché. La Spagna in particolare
è protagonista di molte tradizioni sanguinose. Ma è
davvero luomo il vero vincitore di queste lotte spietate?
E a quale prezzo?
SPAGNA - Siviglia fine
aprile inizio maggio
Si è da poco conclusa la famosa Feria de Abril, la
festa popolare più famosa e più sentita dagli
abitanti della capitale Andalusa. Un lungo festeggiamento
durante il quale per sei notti continue si mangia, si beve,
si balla e si chiacchiera fino alle luci dellalba senza nemmeno
accorgersi del tempo che passa.
Anzi,
sembra proprio che il tempo non sia mai passato, perché
questo pittoresco e folcloristico avvenimento si svolge in
un luogo circoscritto della città, contrassegnato da
strade che portano gli onorabili nomi di defunti toreri spagnoli.
[...]Un
mondo surreale che questi spagnoli ogni anno ricreano appositamente.
Risate,
allegria, musica, tradizione e gioia di vivere, almeno per
sei giorni all'anno, non permettono neanche alla febbre suina
di attanagliare i cuori dei sevigliani e di tutti coloro che,
da ogni parte della Spagna, accorrono a questa festa.
Eppure
dietro cotanta allegria si nascondono orride manifestazioni
ed espressioni dellanimo umano che non si possono omettere.
Una
di queste nel parco giochi del recinto feriale, dove un intrattenimento
adibito al divertimento dei più piccoli, si serviva
barbaramente di cavallini costretti a girare per ore e ore
- in uno spazio circolare di pochi metri con le teste bloccate
dallalto da briglie di acciaio al ritmo di frustate.
E
mentre i bimbi si divertivano a montare sui dorsi dei cavalli
questi docili animali straziati dalla fatica, ogni tanto,
si fermavano per riprendere fiato.
Come
pu un divertimento basarsi sulla sofferenza e sullo sfruttamento
di altri esseri viventi che, come noi, hanno diritto a non
subire maltrattamenti?
I bimbi non hanno nessuna colpa. Molti di loro crescono in
città e non conoscono gli altri animali; per questo
ne sono incuriositi nel momento in cui hanno un contatto diretto
con loro.
Dovrebbero essere invece i più grandi a far capire
loro che non è questo il modo migliore per divertirsi;
al contrario, accarezzarli dolcemente con le mani paffute
e dolci pu essere il vero divertimento per gli animali e per
i bimbi stessi.
Gli
animali non sono oggetti, ma creature degne di rispetto!
I
sensi di repulsione non finiscono qui. Sempre durante la feria,
a Siviglia si tengono le più importanti corride dellanno.
Ogni
giorno un spettacolo, ogni giorno un torero valoroso diverso,
ogni giorno un toro ucciso inutilmente.
Sebbene
i tempi siano cambiati e la Spagna si appresti a vivere il
periodo post Franco cavalcando londa favorevole della crescita
economica, politica e sociale, un segno chiaro di arretratezza
continua a sussistere.
Un
tempo la corrida aveva i suoi perché, più o
meno accettabili. Oggi non più.
Non
si pu continuare a far sopravvivere un'esibizione plateale
di morte, di sangue, di violenza e di furia assassina in nome
della tradizione.
Se
almeno la lotta tra l'animale uomo e l'animale toro fosse
reale si potrebbe in parte tollerare, ma non credo si possa
accettare o considerare leale un combattimento che, sin dal
principio, si pone favorevole nei confronti del torero.
Il
toro, infatti, trascorre il giorno precedente alla corrida
completamente al buio, per cui nel momento in cui entrerà
nellarena sarà stordito dalla luce e dalle grida del
pubblico.
Un'altra limitazione alla vista del toro è provocata
dal grasso che gli viene spalmato sugli occhi sempre poco
prima della lotta. I tori, inoltre, sono spesso drogati. E
si potrebbe continuare per ore a descrivere le mutilazioni
che vengono inferte a questi animali.
Attraverso questi accorgimenti alla fine il torero può,
in modo nobile, uccidere con la spada il suo avversario e
tagliarli le orecchie e la coda.
Non
servono tante parole per commentare questi esibizioni che,
ancora oggi, animano las plazas de toros di molte città
spagnole.
Un
pensiero va ai tanti turisti che ho visto assaltare le gradinate
dell'arena di Siviglia. Sono loro i veri complici di cotanta
crudeltà.
L'indifferenza,
il disinteresse e l'astensione della gente potrebbero aiutare
il popolo spagnolo a raggiungere una vera evoluzione chiudendo
i conti con il passato e con alcune tradizioni di sangue e
di morte. Ma così purtroppo non è.
News
24.05.2009
No municipale agli animalisti Non
potranno distribuire volantini durante la corsa degli asini
Il
Municipio di Mendrisio ha negato ai militanti di Offensiva Animalista
la possibilità di consegnare volantini sabato 30 maggio,
sul prato del Vecchio ginnasio dove si disputa la corsa degli
asini nell’ambito del Palio del Borgo MENDRISIO Per gli
organizzatori il Palio è «una festa popolare che
spinge ad amare gli animali», per chi lo contesta «queste
manifestazioni non rispettano la dignità di creature senza
voce».
«Il
nostro è un piccolo gruppo. Ma anche in pochi, come ha
dimostrato il caso del dogo argentino torturato dal proprietario,
è possibile ottenere una grande mobilitazione. E cambiare
decisioni prese in osservanza di leggi pensate e messe a punto
da esseri umani, per andare incontro a esigenze – o presunte
tali – di altri esseri umani». In queste poche righe
è contenuta l’essenza del movimento Offensiva animalista
che il 13 aprile scorso aveva scritto al Municipio di Mendrisio
per ottenere l’autorizzazione ad un’azione di volantinaggio
durante il Palio del Borgo previsto il 29 e 30 maggio prossimi.
Il 6 maggio Offensiva animalista ha ricevuto la risposta negativa
dell’Esecutivo: «Con la presente vi comunichiamo
che lo scrivente Municipio, nella sua ultima seduta, ha risolto
di non potervi accordare l’autorizzazione all’organizzazione
della manifestazione di sensibilizzazione tramite la distribuzione
di volantini il 30 maggio 2009. Spiacenti di non potervi dare
migliore risposta, con ogni stima vi salutiamo».
Amareggiata
la reazione dei militanti dell’organizzazione che non ha
fatto ricorso contro la decisione municipale: «La sensibilizzazione
dell’opinione pubblica sullo sfruttamento degli animali
nelle feste popolari, attuata con modalità civili e democratiche,
per l’esecutivo di Mendrisio è evidentemente da bandire.
Ci permettiamo di ricordare a sindaco, municipali e polizia, che
il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione
svizzera». Una militante che risponde ad un numero di telefono
indicato sul sito spiega: «Ci siamo anche presentati personalmente
in polizia. Il nostro intento era solo quello di distribuire volantini
e non di creare problemi durante la manifestazione. Dispiace constatare
che il Municipio non fornisce nessuna motivazione al suo divieto
nei nostri confronti. Sono una ragazza e l’altro giorno,
mentre da sola stavo distribuendo volantini davanti allo zoo di
Magliaso, sono stata allontanata da quattro agenti di polizia
arrivati con due auto. Invito tutti a boicottare il palio di Mendrisio».
Il comandate della polizia comunale Brenno Grisetti afferma «che
andare proprio sul prato dove si disputa il palio a contestare
ci è sembrata una provocazione, una richiesta fuori luogo.
Avevamo proposto quale luogo alternativo Piazzale alla Valle o
un giorno diverso da quello del Palio, ma non hanno accettato.
Si tratta di una questione di principio; in tutta Europa avvengono
manifestazioni di questo tipo».
Gansabhauet,
Sursee, Canton Lucerna (LU) La festa della Gansabhauet
o "decapitazione dell'oca" si tiene
a Sursee nel giorno di San Martino (11 novembre).
Un'oca (morta) viene appesa su un palco e i concorrenti, estratti
a sorte, sono invitati a tentare di decapitarla con una spada.
A ogni concorrente è concesso un solo tentativo e il vincitore
può tenere l'oca! Ogni concorrente è bendato, indossa
una grande maschera a forma di sole, una lunga tunica rossa ed
è dotato di una spada tutt'altro che affilata; viene poi
scortato/a sul palco dal un membro della corporazione Heini von
Uri che organizza l'evento. Sono di solito necessari i tentativi
di numerosi concorrenti prima che qualcuno riesca a decapitare
l'oca; quelli che non hanno avuto successo vengono fattti scendere
dal palco nell'anonimità garantita dal costume, mentre
il vincitore si può togliere la
maschera per ricevere gli applausi del pubblico.