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Questa nuova campagna di Offensiva Animalista chiede al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio del Canton Ticino di varare una legge che proibisca la soppressione di animali domestici sani, sia in strutture private (veterinari) che nelle protezioni animali sussidiate dallo stato.

A tutt'oggi, infatti, anche se sono pochi a saperlo, un proprietario di un cane o di un gatto, stanco per le ragioni più disparate del proprio amico a quattro zampe, può chiederne e ottenerne la soppressione presso un qualsiasi veterinario. Un semplice trasloco, la nascita di un bambino, un cane da caccia che non "punta" più bene, sono motivi sufficienti per decretare la morte di un essere vivente. Chiediamo anche che nelle protezioni animali non sia più possibile uccidere animali sani, solo perché ritenuti non adottabili, dal momento che la legislazione lo permette.
Lanciamo un appello a tutte le protezioni animali, alle associazioni zoofile e ai veterinari del Cantone Ticino (a cui verrà inviata una richiesta formale) di aderire a questa campagna in difesa della vita e della civiltà.
La deputata Patrizia Ramsauer è disposta a collaborare in tal senso.


04.08.09 - LA VITA DI GIADA
ancora aspettiamo dalla Signora Rossi le prove che la gatta è viva ed è stata adottata

Campagna per il divieto di soppressione di
animali domestici sani

Il caso di Giada, gatta anziana ospitata da tempo presso il rifugio/pensione "Paradiso dei Gatti" a Canobbio che ora ha chiuso i battenti, è ancora aperto. Ieri la ex-volontaria, che ci ha segnalato la possibilità di soppressione della gatta a causa della sua età (17 anni, forse poco meno), ha ricevuto la risposta del Procuratore Pubblico in merito alla denuncia che la proprietara della struttura, Signora Giuseppina Rossi, aveva sporto nei suoi confronti accusandola di calunnia. Ovviamente la decisione è stata un non luogo a procedere, trattandosi di un'accusa infondata, inquanto l'ex-volontaria non si era inventata alcunché ma aveva semplicemente espresso, tramite una lettera pervenuta a Offensiva Animalista, la sua preoccupazione riguardo il destino della gatta, dal momento che la Signora Rossi aveva più volte esposto (anche in presenza di altri) la sua intenzione di addormentarla.
Il testo del decreto è visibile qui: pagina 1, pagina 2, pagina 3, pagina 4

In seguito all'ammissione della stessa Signora Rossi (vedi paragrafo inquadrato alla pagina 2) di aver effettivamente dichiarato quell'intenzione in passato, l'evidente pericolo di vita nel quale si trovava Giada è definitivamente certo.

Alla luce di ciò, ribadiamo che siamo tutt'oggi in attesa di prove concrete che Giada non sia stata effettivamente addormentata ma che, come afferma la Signora Rossi, sia stata adottata e si trovi ora presso una persona che si sta prendendo cura di lei.
Fino a prova contraria, infatti, riteniamo che le parole dell'ex-proprietaria del "Paradiso dei Gatti" non siano sufficienti (anche perché persino in sede di interrogatorio sono state alquanto contraddittorie).

Attendiamo, quindi, con ansia da parte della Signora Rossi quanto meno delle foto con data, altrimenti continueremo a sospettare fortemente che Giada non sia più in vita e che quindi lei abbia dichiarato il falso sia ai media che alle autorità, pur di salvarsi la faccia.

 


RISPOSTA DEL CdS ALL'INTERROGAZIONE
Eutanasia cani pericolosi - Patrizia Ramsauer

In data 22.04.09 il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione presentata da Patrizia Ramsauer il 18 dicembre del 2008 (vedi in basso o al link: http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/286.08.htm )

Interrogazione 18 dicembre 2008 n. 286.08
Eutanasia cani pericolosi


Signora deputata,

in merito alla sua interrogazione del 18 dicembre 2008 "Eutanasia cani pericolosi", rispondiamo alle domande formulate come segue.
Dal mese di maggio del 2006, in base all'Ordinanza sulla protezione degli animali (art. 78), me-dici, veterinari, educatori cinofili e rifugi per animali hanno l'obbligo di notificare all'Ufficio del veterinario cantonale i casi di morsicatura su persona o su altri animali, come pure i cani che mostrano un comportamento oltremodo aggressivo. Sulla base dei contenuti della notifica e dopo aver proceduto ad una verifica dei fatti, l'Ufficio del veterinario cantonale è tenuto ad ordi-nare le misure di sua competenza per garantire la sicurezza pubblica (art. 79). Le misure ordi-nate devono essere efficaci e proporzionate alla gravità del caso. In alcuni casi, di regola sulla base di una perizia esperita da un veterinario specialista in medicina comportamentale, le esi-genze di sicurezza possono rendere necessaria l'eutanasia dell'animale morsicatore.

Sia per il cane importato dall'Italia, sia per il dogo argentino, chi ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano ritenuti pericolosi?
La decisione di procedere all'eutanasia del cane importato dall'Italia è stata presa autonoma-mente dalla proprietaria dell'animale a seguito di ripetuti episodi di aggressione ai danni dei due figli ancora in tenera età. In base a quanto si è potuto stabilire, le aggressioni avvenivano in modo imprevedibile, fatto questo che aumenta considerevolmente la pericolosità della tenuta. Inoltre le informazioni circa la gestione del cane prima della sua importazione erano frammenta-rie e in parte contraddittorie.
Per quanto riguarda il dogo argentino l'eutanasia è stata ordinata dall'Ufficio del veterinario can-tonale dopo una attenta valutazione dei fatti e aver vagliato le possibili soluzioni.
È stato accertato che il dogo ha morsicato più persone in situazioni diverse e non unicamente il suo proprietario. Nel caso più grave la morsicatura ha comportato la perforazione della musco-latura. Si è quindi proceduto ad un esame peritale che ha confermato la pericolosità dell'anima-le. Questo anche in considerazione della massa corporea, della mancanza di autocontrollo e di un grave deficit uditivo. In base a questi elementi il rischio di recidiva era molto alto.
Una collocazione permanente del dogo in un canile, oltre a costituire un problema di sicurezza per chi deve accudire l'animale, non soddisfa le esigenze di protezione degli animali e porta nella maggior parte dei casi ad un aggravamento dei problemi comportamentali.

Per quale motivo, nel caso del dogo, dal momento che era possibile consegnarlo ad un'associa-zione italiana che da anni si occupa della riabilitazione di cani difficili, non è stata scelta questa opzione?
L'Ufficio del veterinario cantonale ha esaminato la possibilità di consegnare il cane a centri di recupero in Italia o in altri cantoni, ma in base alle informazioni raccolte le garanzie di sicurezza per considerare un possibile ricollocamento dell'animale erano insufficienti.

Per quale motivo il Dogo, proveniente dal sottoceneri è stato affidato alla SPA di Bellinzona e non alla SPA della giurisdizione da cui proveniva, disposto ad ospitarlo?
Il cane è stato collocato presso SPA di Bellinzona per motivi contingenti di ordine organizzativo. In termini generali l'UVC collabora con tutte le Società protezione animali nel Cantone.

Il cane proveniente dall'Italia era provvisto di tutto quanto la legge svizzera prevede? Microchip, vaccinazioni, certificato di sanità, altro? Se no, come è stato possibile che l'animale venisse importato?

Il dogo era regolarmente identificato con microchip. Dopo l'importazione la proprietà del cane è cambiata ripetutamente. Non sono disponibili dati circa le modalità di importazione dell'animale, che risale a parecchio tempo prima l'episodio di morsicatura.

Quanti animali da compagnia, in particolare cani, sono stati importati illegalmente in Ticino negli ultimi 10 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo non erano legali e chi ha permesso la loro entrata illegale? Quanti cani con coda e orecchie tagliate sono stati importati in Ticino negli ultimi 10 anni? Come è stato possibile? Si è proceduto contro chi l'ha importato o acquistato? In che modo? Quanto si è incassato di multa per ogni singolo caso? Per cosa viene utilizzato l'introito delle multe? I veterinari del Canton Ticino sono obbligati a segnalare all'Ufficio del veterinario cantonale cani non in regola? Lo fanno solitamente?

L'importazione di cani in Svizzera prevede che questi siano identificati tramite microchip, regi-strati alla banca dati del paese di nascita, siano vaccinati contro la rabbia e siano muniti di pas-saporto per animali da compagnia. Inoltre la legislazione svizzera vieta l'importazione di cani che hanno subito l'amputazione della coda o delle orecchie, indipendentemente dal motivo per il quale questi interventi sono stati effettuati.
L'entrata illegale in Svizzera consiste nel passaggio della frontiera senza i requisiti sopraelenca-ti. Le importazioni illegali rilevate dagli organi di controllo doganali o dall'Ufficio del veterinario cantonale possono essere quantificati in circa 20 all'anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di cani di razza importati con la coda amputata: Cocker Spaniel, Boxer, Yorkshire Terrier, Pin-scher, Dobermann.
In caso di infrazione all'importazione l'Ufficio del veterinario cantonale opera in collaborazione con la Direzione delle Dogane di Lugano (infrazioni all'importazione di competenza doganale) e con l'Ufficio federale di veterinaria di Berna (infrazioni alla legislazione sulla protezione degli animali). L'ammontare delle sanzioni può variare dai 1'500 ai 2'500.- franchi per caso ed è ri-scosso direttamente dall'autorità che emette la decisione.

Le perizie di pericolosità per questi cani da chi vengono effettuate? Viene chiesto il parere di più veterinari o ci si basa unicamente su quella di un veterinario? Quanto costa una perizia e chi la paga?
Le perizie sono effettuate da medici veterinari comportamentalisti con una formazione speciali-stica riconosciuta, o da specialisti con titolo equipollente. Lo scopo della perizia è di valutare il grado di pericolosità della tenuta dell'animale in contesti diversi e di stabilire le misure gestionali atte a scongiurare il rischio di recidiva. I test utilizzati, descritti in letteratura, sono standardizzati
e collaudati dagli esperti del settore a livello internazionale. Il parere autorevole di un solo perito è ritenuto ampiamente sufficiente per ordinare le misure necessarie. I costi della perizia variano a dipendenza della complessità del caso e sono posti a carico del proprietario.

Quanti cani sono stati sottoposti a perizia negli ultimi 5 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo si ritenevano pericolosi? Di che tipologia era il proprietario? Gli animali erano stati maltrattati? Gli animali provenivano dall'estero o da allevamenti svizzeri? Sono tutti stati soppressi? Se no, che ne è stato di loro?
Da quando è entrato in vigore l'obbligo di notifica dei casi di morsicatura o comportamento ag-gressivo superiore alla media in base all'OPAn, sono state ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale dieci perizie riguardanti cani di varie razze (pastori tedeschi o loro incroci, Chow-Cow, dogo argentino, lupo cecoslovacco).
In questi casi la perizia è stata ordinata in seguito a gravi o ripetute aggressioni ai danni di persone, spesso accompagnate da lacune gestionali. Non è possibile attribuire la casistica ad una particolare tipologia di detentore, né di provenienza degli animali. In un solo caso, peraltro non confermato in sede di accertamento, vi è stato il sospetto di maltrattamento dell'animale.
Le misure ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale, finalizzate a garantire la sicurezza delle persone e degli animali e rispettose del principio di proporzionalità, sono state di varia natura: eutanasia (4 casi), cambiamento di detenzione (1 caso), terapia comportamentale (tre casi con esito favorevole) misure gestionali (1 caso).

Etologi di fama europea quali Giorgio Celli, hanno ribadito che cani mordaci sono rieducabili e la soppressione è da scartare a priori. Come viene valutata questa considerazione dall'Ufficio del veterinario cantonale? E dai veterinari esperti in perizie sui cani cosiddetti pericolosi?

Diversamente da quanto indicato nella citazione della deputata, determinate carenze educative e deprivazioni sociali dei primi mesi di vita del cane, oppure vere patologie a carico del sistema nervoso non sono recuperabili e pongono una prognosi molto sfavorevole. In questi casi la probabilità di ulteriori morsicature è elevata. La reclusione permanente in un canile di cani con gravi problemi comportamentali non è un'opzione praticabile per motivi attinenti alla protezione degli animali, alla sicurezza del personale e non da ultimo per motivi finanziari, quando a sostenere i costi è chiamato l'ente pubblico.

L'Ufficio del veterinario cantonale è a conoscenza di quanti animali da compagnia, in particolare cani e gatti, vengono eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari, unicamente perché non vogliono più tenerli? I veterinari ticinesi devono segnalare i casi all'Ufficio del veterinario cantonale? Vengono prese sanzioni verso questi ingrati umani?
Occorre precisare che la legislazione federale in materia di protezione degli animali non vieta l'eutanasia di animali. Pone tuttavia dei vincoli precisi al detentore che è tenuto a prendersi cura del benessere dell'animale e, in caso di malattia, a curarlo adeguatamente e, in casi gravi con prognosi molto sfavorevole, a sopprimerlo per evitare ulteriori e inutili sofferenze (art. 5 cpv. 2 OPAn).
La decisione dell'eutanasia è presa di comune accordo tra proprietario e veterinario curante. Se un proprietario chiede l'eutanasia per un animale sano e che non mostra segni di aggressività, il veterinario lo indirizza di regola ad una Società protezione animali con l'obiettivo di trovare un nuovo detentore.
Le eutanasie non devono essere notificate all'Ufficio del veterinario cantonale. Non sono pertanto disponibili dati statistici a tale riguardo.


Il presidente di una SPA ticinese, che è pure veterinario, può decider autonomamente la soppressione di animali ceduti alla Società? Anche se si tratta di animali giovani e sani? Può, da solo, stabilire che l'animale non è adottabile? Su quali basi etiche e legali?
Le società per la protezione degli animali dispongono di un'ampia autonomia organizzativa e operativa nella misura in cui rispettano la legislazione sulla protezione degli animali e ogni altra norma applicabile alla tenuta degli animali. Eventuali inadempienze a tali norme devono essere circostanziate e denunciate all'autorità preposta.


Voglia gradire, signora deputata, l'espressione della nostra stima.

PER IL CONSIGLIO DI STATO

Il Presidente: G. Gendotti
Il Cancelliere:
G. Gianella

testo in pdf: http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/risposte/pdf/r286.08.pdf


Cronologia delle Azioni


QUESTIONARIO SULLE EUTANASIE INGIUSTIFICATE IN TICINO
Risultati e considerazioni sull'indagine svolta da Offensiva Animalista in difesa degli animali domestici

Campagna per il divieto di soppressione di
animali domestici sani

A fine gennaio abbiamo inviato a tutti i veterinari, alle protezioni animali e ai rifugi sussidiati del Cantone Ticino un questionario riguardante le soppressioni di animali domestici sani con 5 domande alle quali dare risposta (leggi pdf).
Si richiedeva in sintesi di dare la propria opinione sulla pratica ben nota e purtroppo sempre attuale di uccidere senza una grave motivazione medica gli animale da compagnia.

Ben poche le risposte ricevute e ancor meno quelle complete, a dimostrazione dell’omertà che avvolge questa tematica negli operatori del settore. I Ticino ma non solo, gli animali vengono uccisi nell’ignoranza generale della popolazione.

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21.03.09 - COMUNICATO STAMPA
una vita in pericolo

Campagna per il divieto di soppressione di
animali domestici sani

Durante la settimana tra il Offensiva Animalista è stata contattata da una volontaria del rifugio Paradiso dei Gatti di Canobbio di cui la signora Giuseppina Rossi è la responsabile.

La volontaria ci ha segnalato il caso di una gatta anziana a rischio di soppressione e ci sentiamo in dovere di esporlo a tutti ticinesi.

Dopo la ricezione di questa lettera , firmata con nome e cognome da parte della signora volontaria, ella si è detta disposta a testimoniare quanto sta purtroppo accadendo tra le mura del gattile. La struttura difatti dovrà chiudere entro breve e ora rimane solo questa gatta, di nome Giada, che però la responsabile non vuole assolutamente cedere in adozione alle varie persone che ne hanno fatto richiesta. Sembra che il destino della micia anziana sia la soppressione, decisa per motivi ritenuti “alquanto discutibili” da parte della volontaria.

Offensiva Animalista chiede dunque pubblicamente alla signora Rossi di salvare la vita a Giada e di ritornare sulle sue decisioni a dimostrazione del suo amore per i felini che l’ha portata ad occuparsi per tanti anni del Paradiso dei Gatti.

Le Belle e le Bestie, rubrica di Radio 3iii dedicata agli animali in cerca di casa, ha intervistato dapprima la Signora Rossi riguardo al destino di Giada:

Dalla telefonata con Signora Rossi

“Potete chiedere ai miei veterinari, Giada ha trovato casa, sta bene. Il gatto non viene soppresso, l’ho dato ad una signora che è una fanatica, le sta preparando la cameretta. Potete venire su a controllare! Potete domandare a chiunque di come tengo i gatti. Non avrei mai il coraggio di ucciderla. Non si può dare un’informazione falsa!”.

In seguito, la nostra risposta:

Offensiva Animalista ribadisce di avere uno scritto firmato da parte di una volontaria del Rifugio Paradiso dei Gatti riguardo la triste fine che Giada avrebbe dovuto fare. Inoltre ieri un'altra signora a conoscenza di questo fatto ha preso contatto con noi, dicendosi disposta a confermare per iscritto quanto detto dalla signora volontaria.
Offensiva Animalista verificherà che la gattina verrà adottata e ringrazia la signora Rossi per aver per voluto dare una seconda chance a Giada.

link all'intervista di Radio 3iii

Un'altra persona ci ha consegnato una lettera firmata che conferma quanto già detto dalla prima volontaria.
Smentiamo dunque quanto detto dalla Signora Rossi alla Regione di Lugano odierna
(articolo qui a fianco); chi ci ha reso attenti sulla situazione non ha nulla a che fare con la persona accusata per aver rubato del materiale.
A tutt'oggi Giada è ancora al Gattile, a differenza di quanto detto dalla signora Rossi (vedi parti sottolineate nelle interviste), ma con gli occhi puntati su di lei la micia non potrà più essere soppressa.

 

31.03.2009

Risposta del Lic. Iur. Padlina, per conto della Sig.ra Rossi:

Egregi Signori,

vi scrivo a nome e per conto della signora Giuseppina Rossi titolare del “Paradiso dei gatti” un rifugio per felini. Nel corso delle scorse settimane diversi media locali hanno dato spazio ad un vostro comunicato stampa che riguardava la mia assistita. Questo comunicato in sostanza sosteneva, che la signora avesse l’intenzione di sopprimere Giada, l’ultima gatta rimasta presso il rifugio che purtroppo sta per chiudere.

Quanto asserito non corrisponde al vero. Giada, nonostante qualche acciacco dovuto ai suoi 17 anni, gode di ottima salute ed è viva e vegeta, come testimonia la foto che vi allego. Nessuno ha mai avuto intenzione di sopprimerla.

La signora, che in tanti anni ha sfamato e curato centinaia e centinaia di gatti, non ha mai nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di poter uccidere Giada ne qualsiasi altro gatto in salute. Dopo aver dedicato una vita intera ai gatti, accusarla ingiustamente e pubblicamente di voler perpetrare un atto di simile crudeltà è stato un gesto inqualificabile. L’ex-volontaria che vi ha contattato e con la quale la mia assistita ha pendente una vertenza che verrà chiarita nelle sedi opportune, ha agito unicamente per dispetto.

Da quanto mi è stato riferito, in passato la signora Rossi vi ha ospitato per le vostre riunioni nel suo gattile e ha pure prestato assistenza e rifocillato gatti che le avete portato. Dispiace vedere che persone che dovrebbero collaborare tra loro per il bene degli animali debbano perdere il loro tempo con questioni come questa. Visto quanto sopra e in considerazione del servizio fornito alla collettività da parte della signora Rossi, ormai 83enne, spero vogliate provvedere a rettificare il vostro comunicato stampa e a toglierlo dal vostro sito internet.

Fiducioso in un riscontro positivo a questa missiva elettronica, l'occasione mi è grata per augurarvi tutto il successo possibile per la vostra lodevole attività e per porgervi cordiali saluti.

lic. iur. Gianluca Padlina

Comunicato stampa in risposta al Lic. Jur. Gianluca Padlina, patrocinatore della Signora Giuseppina Rossi del rifugio "Paradiso dei Gatti".

Offensiva Animalista ha il dovere di prendere posizione sullo scritto inviato dal Signor Padlina che risulta essere in buona parte non corrispondente ai fatti.
Innanzitutto, la persona che ha segnalato per prima la situazione al nostro gruppo non è la ex-volontaria su cui penderebbe una causa penale, ma una persona di tutto rispetto e con la quale abbiamo potuto verificare quanto affermato. Inoltre, dopo aver diffuso il nostro primo comunicato stampa, precisiamo che un'altra persona si è rivolta a noi, confermando per iscritto quanto già detto dalla prima testimone.

Offensiva Animalista ribadisce, dunque, quanto già comunicato e ricorda inoltre che Giada, a tutt'oggi, si trova ancora al gattile. E non è ancora stata data in adozione come, invece, promesso ai media dalla stessa responsabile.

Attendiamo dunque dalla Signora Rossi un chiaro segnale e prove certe che il futuro della gattina anziana sia assicurato.
Precisiamo che quanto affermato riguardo riunioni e soccorso prestato ad altri gatti dal signor Padlina non ha alcun fondamento di verità, in quanto Offensiva Animalista non ha mai tenuto nessuna riunione presso il gattile né vi ha mai portato animali.

Ricordiamo inoltre che Offensiva Animalista, prima di diffondere notizie e lanciare accuse precise e dettagliate, verifica attentamente tutto ciò che afferma.
Del resto, siamo ancor oggi in attesa della denuncia che, due mesi fa, ci era stata preannunciata dalla Signora Corinne Ferrari Fani, a proposito del rischio di soppressione di due cani (Orso e Gea) e che non è mai arrivata.
Viste le prove inconfutabili in nostro possesso non poteva essere altrimenti. Ma cercare di mettere in dubbio il nostro lavoro con menzogne, peraltro facilmente smontabili, non è un comportamento accettabile in una società civile.

I nostri detrattori non si illudano: non ci muoviamo senza documentazione scritta, affermazioni registrate e testimoni.


13-25.02.09 - Orso e Gea cercano casa
ma anche in pericolo di vita

Campagna per il divieto di soppressione di
animali domestici sani

A PROPOSITO DELLA DENUNCIA DI CUI LA SIG.RA CORINNE FERRARI FANI HA PARLATO CI LIMITIAMO A PUBBLICARE QUESTO ANNUNCIO APPARSO SU:

eXtra - Corriere del Ticino: numero |7| dal 14 al 20 febbraio 2009

annunci: ANIMALI E ACCESSORI

<<ATTENZIONE!! APPELLO IMPORTANTE.
Causa decesso del padrone due meraviglie di cani un po' diffidenti per la vita che hanno passato, ma con un po' d'amore ritroveranno la fiducia, cercano urgentemente casa
sennò vi è la possibilità che fra qualche mese vengano addormentati.
Maschio e femmina sono nati nel 2002. I cani sono a NOVAZZANO.
Per info: corinne.ferrari@bluewin.ch
Tel. 079/221.52.70 oppure 091/682.37.12.
QUESTO È UN APPELLO COL CUORE IN MANO.>>



vedi pagina intera del giornale

NO COMMENT.

Ricordiamo che gli annunci per l'uscita del 14 febbraio dovevano esser inoltrati alla redazione entro l'11 febbraio e chi l'ha scritto dev'essere la stessa persona del contatto dell'annuncio, vedi regolamento:

 

13.02.2009

COMUNICATO STAMPA:

Offensiva animalista apprende con sollievo che i due pastori tedeschi ospiti di una pensione di Novazzano non verrano soppressi, ma ribadiamo che le informazioni in nostro possesso erano di tutt'altra natura. Meglio così.
I soggetti in questione, quindi, ovvero la pensione, la Protezione Animali che li prenderebbe in consegna e il comune di Stabio che ha pieno potere decisionale sulla questione, non avranno alcun problema a mettere per iscritto che i due cani, anche se non dovessero trovare un proprietario, potranno rimanere - vita natural durante - vivi e vegeti, senza che qualcuno, per mancanza di posto o per altri motivi, decida di sopprimerli per fa spazio a cani più adottabili.
Perché questo succede di norma. A noi, infatti, risulta che in tutta la Svizzera le soppressioni di animali domestici sani da parte di privati, canili e protezioni animali sia purtroppo perfettamente legale.
O qualcuno è in grado di smentirci? Rimaniamo in fiduciosa attesa.

La proposta di varare una legge che impedisca l'uccisione di animali domestici, se non per gravi problemi di salute, rimane dunque più attuale che mai.

Offensiva animalista ha appreso che la pensione Il Mulino di Prudenza di Novazzano (http://www.mulinoprudenza.com/) si appresterebbe ad uccidere due pastori tedeschi, Orso Gea, lì ospitati poiché il proprietario è deceduto recentemente.
Questo solo perché la struttura sembra non avere spazio dove tenerli.
I cani sono sani e docili, come ha riconosciuto lo stesso canile. Ma si parla di soppressione come se si trattasse del provvedimento più normale del mondo.
Come sia possibile uccidere animali sani e che non hanno mai dato fastidio a nessuno, peraltro dopo pochi giorni di permanenza, è un atteggiamento che non fa certo onore al nostro Paese.
Qui non c'è di mezzo un presunto dogo che ha morsicato un padrone violento e irresponsabile. Ci sono due cani buoni come il pane, a detta di tutti.
Ma se nessuno li adotterà, le civili norme che regolano il nostro vivere, porranno legalmente fine alla loro vita. È disgustoso.
In altri paesi le soppressioni ingiustificate - e questa lo è certamente - sono vietate dalla legge.
Chiediamo pertanto con forza e determinazione alla classe politica di intervenire, emanando una legge che proibisca la soppressione di animali domestici sani.
Che il governo e il Gran Consiglio intervengano non solo per vietare razze o definirne altre pericolose. Ma, una volta tanto, per salvare la vita a quello che dovrebbe essere il miglior amico dell'uomo.
Anche se tutti se ne dimenticano un po' troppo spesso.

 


INTERROGAZIONE
Eutanasia cani pericolosi - Patrizia Ramsauer

Data 18.01.2009

Durante l’estate ho ricevuto, da amici animalisti, le e-mail che allego. Le ho rese anonime, anche se sul settimanale Il Caffé è stata pubblicata la storia con tanto di nomi.

Gli scorsi giorni ha fatto notizia l’eutanasia del dogo argentino, ospite, da qualche tempo, del rifugio della SPA di Bellinzona.

Chiedo pertanto si faccia chiarezza sui due casi specifici, nonché su eventuali altri casi simili di cani eutanasiati.

Il cane proveniente dall’Italia era provvisto di tutto quanto la legge svizzera prevede? Microchip, vaccinazioni, certificato di sanità, altro?

Se no, come è stato possibile che l’animale venisse importato?

Quanti animali da compagnia, in particolare cani, sono stati importati illegalmente in Ticino negli ultimi 10 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo non erano legali e chi ha permesso la loro entrata illegale?

Quanti cani con coda e orecchie tagliate sono stati importati in Ticino negli ultimi 10 anni? Come è stato possibile? Si è proceduto contro chi non ha fatto il proprio lavoro? Si è proceduto contro chi l’ha importato o acquistato? In che modo? Quanto è stato incassato di multa per ogni singolo caso? Per cosa viene utilizzato l’introito delle multe? I veterinari del Cantone Ticino sono obbligati a segnalare all’Ufficio del veterinario cantonale cani non in regola? Lo fanno solitamente?

Sia per il cane importato dall’Italia, sia per il dogo argentino, chi ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano ritenuti pericolosi? Per quale motivo, nel caso del dogo, dal momento che era possibile consegnarlo ad un’associazione italiana che da anni si occupa della riabilitazione di cani difficili, non è stata scelta questa opzione? Per quale motivo il dogo, proveniente dal sottoceneri, è stato affidato alla SPA di Bellinzona e non alla SPA della giurisdizione da cui proveniva, disposta ad ospitarlo?

Le perizie di pericolosità per questi cani da chi vengono effettuate? Viene chiesto il parere di più veterinari o ci si basa unicamente su quella di un veterinario? Quanto costa una perizia? Chi la paga?

Quanti cani sono stati sottoposti a perizia negli ultimi 5 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo si ritenevano pericolosi? Di che tipologia era il proprietario? Gli animali erano stati maltrattati? Gli animali provenivano dall’estero o da allevamenti svizzeri?

Sono stati tutti soppressi? Se no, che ne è stato di loro?

Etologi di fama europea quali Giorgio Celli, hanno ribadito che cani mordaci sono rieducabili e la soppressione è da scartare a priori.

Come viene valutata questa considerazione dall’Ufficio del veterinario cantonale? E dai veterinari esperti in perizie sui cani cosiddetti pericolosi?

L’Ufficio del veterinario cantonale è a conoscenza di quanti animali da compagnia, in particolare cani e gatti, vengono eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari, unicamente perchè non vogliono più tenerli? I veterinari ticinesi devono segnalare i casi all’Ufficio del veterinario cantonale? Vengono prese sanzioni verso questi ingrati umani?

Il presidente di una SPA ticinese, che e pure veterinario, può decidere autonomamente la soppressione di animali ceduti alla Società? Anche se si tratta di animali giovani e sani?

Può, da solo, stabilire che l’animale non è adottabile? Su quali basi etiche e legali?

Chiedo anche una presa di posizione da parte del Consiglio di Stato su e-mail e articolo del Corriere della sera allegati.

PATRIZIA RAMSAUER

Allegati: citati

ALLEGATO 1

Da: omissis

Data: 10.09.2008 15:33:22

Oggetto: FW: SVIZZERA ASSASSINA!!! LEGGETE TUTTI!!!

Adesso abbiamo lo scritto ufficiale di ... omissis ... concernente il cane Birillo. Adesso dobbiamo tutti muoverci e andare fino in fondo a questa storia per capire cosa e come è successo. È inoltre molto importante, per gli animali e per tutti quelli che lavorano per il loro bene, capire cosa significa in Svizzera proteggere gli animali e cioè sapere se la legge Svizzera consente o permette cose come quelle descritte nella lettera di ... omissis ... se la legge protegge gli animali dall'arbitrio dell’ essere umano svizzero. Cordiali saluti, ... omissis ...

Date: Wed, 10 Sep 2008 12:23:00 +0200

Subject: SVIZZERA ASSASSINA!!! LEGGETE TUTTI!!!!

From: omissis
To omissis

Dovete assolutamente leggere questa drammatica storia!!!! (le foto possono e devono essere rese pubbliche!!!). Il 10 agosto avevo fatto adottare un cane meraviglioso ad una donna di 23 anni di Tenero, paesino vicino Locarno (Svizzera italiana), di nome ... omissis ... Sono 15 anni che faccio adottare cani e gatti e non ho mai avuto problemi in tutta la mia vita, chi mi conosce lo sa bene. Questa schifosa assassina ha ucciso il mio cane !!!!!!!!!!!!!!!!! Mi ha angosciata per settimane perché lo voleva a tutti i costi ad agosto per farlo stare con i suoi figli prima dell'inizio delle scuole e poi, dopo due giorni, mi ha telefonato dicendo che non lo voleva più. Io le ho subito detto che al mio rientro dall'estero sarei corsa a Tenero a riprenderlo e lei mi aveva dato la sua parola che lo avrebbe tenuto fino al mio arrivo. Le ho chiesto mille volte se aveva problemi a tenerlo per qualche giorno e lei mi ha sempre risposto di no, di non preoccuparmi. Mi mandava le foto, che io ho salvato, di sua figlia di 4 anni abbracciata al mio adorato Birillo con scritto di stare tranquilla che andava tutto bene. Mi ha mentito. Non andava bene per niente!!! Questa pazza mi chiamava tutti i giorni in preda ad attacchi isterici piangendo ed urlando al telefono dicendo assurdità del tipo che il cane le aveva rotto le tapparelle della cucina ed ora gliele dovevo ripagare io!!!!! Mi ha confessato di avere problemi di nervi e che aveva un esaurimento nervoso!!!!!!! Aveva crisi isteriche per telefono impressionanti!!! Dalla sua prima telefonata da matta ho subito mandato qualcuno a riprendere il cane ma non hanno trovato né lei né il mio Birillo. Ho subito iniziato a telefonarle a ripetizione e lei e sua sorella mi attaccavano il telefono in faccia. Mi insultavano e mi minacciavano di non chiamarle mai più. Continuavo a chiedere dov'era Birillo e loro non mi rispondevano!!! Prima mi hanno inventato che il cane lo avevano fatto adottare in Sicilia...???? Poi mi hanno detto che stava da una famiglia svizzera.???????? Io ero in macchina per riprenderlo, come eravamo rimaste, e lei si negava urlandomi al telefono che il cane era suo e ci aveva fatto quello che voleva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La verità è che questa schifosa assassina ha fatto sopprimere il mio cane da un veterinario macellaio del canton Ticino di nome Luca Bacciarini. Ho chiamato subito questo bastardo che mi ha detto che loro lì in Svizzera non mettono i cani nei canili, se una persona non li vuole più, ma li uccidono!!!!!!!!! Non importa che il cane sia sano, giovane, buono. in Svizzera l'eutanasia agli animali è legale!!! Chiunque può far sopprimere il proprio cane, o qualunque altro animale, anche perchè solo si è stufato e non lo vuole più!!!! Vi rendete conto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ve lo giuro sulla mia vita che era il cane più buono del mondo e questa bastarda mi mandava mille foto del cane con i suoi figli abbracciati dicendo che lui era un amore ma che era lei quella esaurita!!!!!!!!!!!!!!!!! Non ha rispettato i patti, mi ha mentito, non mi ha aspettata il giorno che eravamo rimaste che io sarei andata su a riprenderlo e lo ha ucciso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ho fatto la denuncia, ho iniziato tutte le pratiche con gli avvocati, ma vi prego di non far adottare mai più un cane in Svizzera!!!! La loro legge è vergognosa!!!!!!! E tutte le associazioni svizzere con le quali sono in contatto mi hanno detto la stessa cosa!!!! Gli svizzeri vogliono tanto i nostri cani dall'Italia perchè per loro è più facile averli, altrimenti dovrebbero pagare per salvarli dai loro canili. e invece, quelle povere creature chiuse nelle loro strutture, dopo un breve periodo, vengono soppressi!!!!!!!! E gli svizzeri invece di salvare i loro cani dalla morte vogliono sempre i nostri!!!!!! Sono schifata, arrabbiata, piena di dolore profondo. Voglio giustizia per il mio Birillo!!!!!!!! Hanno ucciso un essere innocente solo perchè una pazza sotto esaurimento non lo voleva più e con la complicità di questo veterinario assassino lo hanno eliminato!!!!!!!!!!!!! Vi prego di scrivere il vostro sdegno ai due veterinari responsabili dell'uccisione di Birillo sulle loro mail o telefonando, in quanto i loro contatti sono pubblici. si trovano infatti sul sito ufficiale svizzero in internet.dott. Luca Bacciarini luca.bacciarini@ti.ch 0041.91.8144100 dott.ssa Marta Morini Lanfranconi (sua complice) marta.morini-lanfranconi@ti.ch 0041.91.8144106.

Questi dati possono essere inseriti su tutti i forum e tutti i blog in quanto sono pubblici. La mail della responsabile di questo assassinio, ... omissis ..., li do a voi che leggete questa mail privatamente cosÌ che possiate scriverle il vostro disgusto, ma non può essere resa pubblica. Solo le associazioni possono nel loro forum renderla pubblica se vogliono. Ed io ci spero cosÌ che tutti possano farle sapere quello che pensano di lei e del suo gesto schifoso e vile!!!! Questi esseri indegni hanno fatto morire il mio Birillo che ora sarebbe tornato a casa!!!!!!!!!!! Nelle foto c'è Birillo. La prima è con me e nella terza abbracciato alla figlia dell'assassina!!!!!!!! Eccolo il cane aggressivo!!!!!!!!!! Maledetti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vorrei fare una petizione per Birillo ma non so come si fa su internet. Se qualcuno può aiutarmi. Grazie grazie a tutti e vi prego di scrivere a tutti e tre i responsabili dell'assassinio di Birillo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

da .L. da Livorno

Con mio grande sgomento ho appreso che oggi, 12 settembre, quattro (4) cani del canile Tricase (Lecce) sono partiti con il treno Lecce-Milano con destinazione finale SVIZZERA!! Come è possibile dopo tutte le orribili notizie degli ultimi tempi? Qualcuno ha notizie, sa qualcosa?

L., Livorno

da G. da Civitanova Marche (MC):

L., perchè tanto sgomento per la notizia che hai appreso? Da quelle parti esultano nello spedire i cani in Svizzera, come se non fosse possibile affidarli per lo meno nella propria regione ma si sa gli svizzeri sono molto ma molto più civili di noi e pur di non far soffrire un cane alla fine lo abbattono

Ti invio un link dal quale potrai renderti conto con quanta gioia trasbordano gli animali: risolvono il loro randagismo e non migliorano nulla.

 

ALLEGATO 2

LODOVICA: "IL MIO CUCCIOLO GIUSTIZIATO IN SVIZZERA"
Il racconto per evitare che vi siano altre storie così.

8 ottobre 2008 - Lodovica Mairè Rogati (figlia di Elio: parlamentare, ex-diplomatico, docente universitario) è una bella e giovane attrice. Fra gli interpreti di «Matrimonio alle Bahamas» con Massimo Boldi, ha condotto programmi televisivi sia alla Rai che per Mtv inglese; conta su una lunga esperienza di reporter in Africa ed è pazza per gli animali. Volontaria al canile di Porta Portese già a 12 anni, rallegra i genitori rincasando con ogni specie di esemplare ferito o abbandonato. Adulta, si perfeziona. Ne sa qualcosa il giovanotto che un giorno torna con lei in auto da Napoli: a bordo autostrada Lodovica scorge due cani a terra nel sangue. «Sono morti», dice lui.

Ma lei gli chiede di accostare comunque. Uno, in effetti, è rigido. L'altro, un setter, respira ancora. Nuovo itinerario, la Clinica Etiopia: Razzo ha salva la vita. Specialità di Lodovica diventano le adozioni private; anche grazie alla comunità animalista di Internet riesce a organizzarne una decina l'anno. Più che mai scrupolosa, ogni volta verifica l'attendibilità del destinatario, con cui rimane in contatto per l'intera vita del cane; non di rado nascono belle amicizie.

La scorsa primavera Lodovica trova Birillo, meticcio di un anno, molto affettuoso. Lo porta a casa, lo cura, quindi mette un annuncio con foto. D'estate, anziché una e-mail, riceve una telefonata da Tenero, vicino Locarno. È una ragazza di nome Romina, ha due bambini e sarebbe felicissima di accogliere il cane. Seguono lunghe conversazioni al telefono, Lodovica le fa firmare un modulo standard con l'impegno di restituirle Birillo in caso di problemi, quindi chiede ad amici che si trovano in Svizzera di andare a incontrarla, visionando casa e contesto: trovano tutto a posto. Birillo parte tranquillo, Lodovica va in vacanza in barca.

Dalla Corsica riceve frequenti chiamate di Romina, dapprima entusiasta. Poi, però, il tono si fa strano e la donna inizia a dire che il cane ha combinato qualche guaio. Ma alla comunicazione successiva è di nuovo allegra e invia col cellulare foto dei bimbi abbracciati a Birillo. In mezzo al mare, Lodovica inizia a provare inquietudine. Di lì a poco, infatti, Romina si fa viva gridando che Birillo ha morso il figlio, salvo poi ritrattare. Lodovica allora le dice che manderà subito un volontario a prelevarlo. Più calma, Romina rifiuta e la prega di lasciarla tentare ancora. Angosciata, Lodovica rientra a Roma e l'avverte che si sta mettendo in viaggio di persona, per riprendere il cane. All'altezza di Firenze le telefona, ma Romina riattacca e invece manda un sms invitandola a chiamare Luca Bacciarini, veterinario cantonale. Lodovica compone di corsa il numero e spiega al dottore di essere in cerca di Birillo, il suo cane. «L'ho soppresso ieri», risponde placido quello.

Sotto choc, Lodovica chiede chi mai l'abbia autorizzato a fare una cosa del genere. «Capisco che voi italiani siete abituati alla spazzatura di Napoli e ai veterinari che agiscono fuori dalla legalità - ribatte Bacciarini - qui invece agiamo secondo le regole». Fra lacrime e insulti, viene fuori che Romina (la quale poi, in una lettera, ammetterà di aver mentito in preda a una crisi isterica) ha consegnato Birillo dichiarandolo aggressivo. Peccato che manchino referti medici e denunce indispensabili a dimostrarne la pericolosità, ovvero quanto, apprende Lodovica dall'associazione animalista svizzera Atra, occorre al Cantone per uccidere un animale. Privatamente invece (ma non è il caso di Birillo) chiunque, in terra elvetica, pagando può ottenere che un cane sia abbattuto, anche solo perché venuto a noia.

La storia gira in rete, la comunità zoofila scrive a Romina e ai veterinari centinaia di mail indignate. Lodovica riceve al telefono minacce di morte. E apprende che i lindi canili svizzeri accolgono non più di 8 ospiti alla volta: a breve vengono eliminati. Adottarli è costoso, perciò giungono tante richieste al nostro Paese.

Decisa a sporgere querela e a rivolgersi al Nirda del Corpo Forestale dello Stato, Lodovica sta diramando a tutti i canili, le associazioni e gli amanti degli animali la sua spaventosa esperienza. Già nelle ultime ore è emerso un dramma sventato dall'Associazione Volontari Canile di Porta Portese, riusciti a recuperare una cagnolina, mandata in Svizzera da un signore, che stava per condividere la sorte di Birillo.

Corriere della Sera - ROMA -

sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-10-07 num: - pag: 1

autore: di MARGHERITA D'AMICO categoria: REDAZIONALE

Il racconto di Lodovica
«Il mio cucciolo giustiziato in Svizzera»

vedi interrogazione sul sito del Canton


VETERINARIO O MACELLAIO?

L’avvenuto assassinio del cucciolo di dogo argentino, alla luce delle più di 500 firme in sua difesa raccolte in meno di una settimana in tutto il Ticino da parte di Offensiva Animalista, ci conferma che il Dottor Tullio Vanzetti, la Dottoressa Marta Morini-Lanfranconi, e i collaboratori dell’ ufficio preposto, poco hanno davvero a che fare con la professione di veterinario e possono essere invece considerati alla stregua di macellai.
La morte del dogo è apparsa nei media con un comunicato colmo di menzogne; difatti come ci è stato ribadito da più persone, il cane era tenuto in condizioni pietose, di certo non idonee e maltrattato da un uomo con gravi problemi sociali. Inoltre il Dottor Vanzetti ha cambiato continuamente versione durante le nostre numerose chiamate informative, dando di volta in volta una risposta diversa a seconda della persona con cui stava parlando.
Considerando che il Dott. Vanzetti e tutti gli altri funzionari dell’ufficio del veterinario cantonale sono pagati con le tasse dei cittadini ticinesi ci si aspetterebbe come minimo una certa chiarezza ed onestà d’intenti.
Infine al Dottor Vanzetti è stata data non solo l’opportunità di rieducare il cane in quel di Arese nella struttura di Vita Da Cani (non un rifugio ma un centro di recupero specializzato), ma anche di affidarlo privatamente a persone competenti in Svizzera e ancora in una struttura che si occupa solo di questa razza, di cui la maggior parte sordi proprio come il cucciolo assassinato. Di alternative valide e sicure dunque ve n’erano. Ma si è deciso per la via più comoda: l’assassinio.

Alla luce di questo triste episodio, Offensiva Animalista a partire da subito e a tempo indeterminato da il via ad una protesta che si svolgerà su più fronti.

Incominciamo a far sentire il nostro sdegno ai diretti interessati:

Ufficio del Veterinario cantonale: dss-uvc@ti.ch

Marta Morini-Lanfranconi: marta.morini-lanfranconi@ti.ch
tel.: 0041/91.814.41.06

Tullio Vanzetti, veterinario cantonale: tullio.vanzetti@ti.ch

Luca Bacciarini sostituto veterianario cantonale: luca.bacciarini@ti.ch

Ufficio del Veterinario cantonale

All'att. Tullio Vanzetti
Via Dogana 16
6500 Bellinzona
tel. 0041/91 814 41 00
fax 091 814 44 44

 

 


Rassegna stampa

13.11.09 - Offensiva Animalista: "Troppi animali domestici uccisi senza motivo"
da tio.ch

TICINO
Il gruppo lancia l'allarme: cani, gatti, criceti e conigli soppressi in modo arbitrario. I veterinari, tuttavia, non ci stanno: "Non esistono dati in proposito. Ci portino le prove".

LUGANO “In Ticino troppi animali domestici sani vengono uccisi senza scrupoli”. A lanciare l’allarme è Offensiva Animalista, il gruppo che da oltre un anno si sta battendo per i diritti degli animali nella Svizzera italiana. Cani, gatti, criceti, conigli in perfetta salute, soppressi per motivi banali. I dettagli li racconta un’attivista che desidera restare anonima. “La cosa peggiore - spiega - è che i veterinari continuano a tacere e a smentire. Eseguono e basta. Negli ultimi tempi, per fortuna, qualcuno si è ribellato”.

Boom di soppressioni a primavera – Stando alle segnalazioni raccolte da Offensiva Animalista ogni giorno in Ticino verrebbero uccisi circa dai 2 ai 6 animali sani. “La colpa è soprattutto dei padroni - che se ne vogliono liberare facilmente – riprende l’attivista -. Basta che il cane abbia raggiunto una certa età o abbia un leggero problema fisico ed ecco che si ricorre a una puntura letale. Ma vi sembra giusto? Ci sono casi in cui una donna resta incinta e per paura di contrarre fantomatiche malattie fa sopprimere il gatto”. Il boom di soppressioni si verificherebbe in primavera. “E questo perché a Natale si usa spesso regalare un animale - conferma - . Poi, nei mesi a seguire, non lo si vuole più. Tra le vittime più frequenti ci sono, inoltre, i randagi e gli animali appartenenti a persone anziane non più autosufficienti”.

L’appello – Offensiva Animalista si rivolge quindi sia ai veterinari sia ai proprietari di animali. “C’è chi tenta magari di portare il proprio cane o gatto presso la protezione animali - puntualizza la nostra interlocutrice –. Ma nel caso in cui i posti sono esauriti, l’alternativa è l’eutanasia. Questo fenomeno deve essere arginato. Non è possibile che la maggior parte dei veterinari continui a eseguire in silenzio. Abbiamo mandato loro un formulario per avere dati precisi, ma nessuno ha risposto”.

La reazione dei veterinari – “Non esistono statistiche ufficiali sulla questione”. Tullio Vanzetti, veterinario cantonale, è categorico: le leggi non vietano la soppressione degli animali ma ne fissano le condizioni . “C’è l’obbligo di ucciderli in modo indolore ed etico - precisa -. Di regola la decisione finale viene concordata tra proprietario e veterinario di fiducia”.

Il fenomeno, dunque, sembra difficilmente controllabile. Per Michele Mazzi, presidente dell’Ordine dei veterinari ticinesi la situazione non è così disastrosa come definita da Offensiva Animalista. Anzi. “Ci hanno mandato un formulario con domande assurde – puntualizza –. I toni, inoltre, erano piuttosto minacciosi. Della serie: o parlate o i vostri nomi saranno citati sui giornali. Ecco perché non abbiamo risposto. Io credo nella serietà e nella competenza dei miei colleghi. Non agli allarmismi infondati. Gli attivisti ci portino le prove di quanto sostengono, poi vedremo”. “I veterinari – gli fa eco Vanzetti –sono formati per comportarsi in maniera responsabile su queste questioni. Inoltre esiste un codice deontologico della categoria professionale. Gli animali sani vanno prioritariamente ricollocati. Per gli animali sofferenti l'eutanasia può talvolta costituire un intervento necessario ed eticamente accettabile”.

Patrick Mancini


25.04.09 - Il dogo argentino era pericoloso
Risposta del Governo sull’eutanasia di due cani l’anno scorso

Il Consiglio di Stato risponde su due casi di cani pericolosi soppressi evocati da Patrizia Ramsauer in un’
interrogazione parlamentare:
il rischio di recidiva era molto alto e il collocamento in canile troppo rischioso

Il dogo argentino soppresso lo scorso dicembre, due mesi dopo aver azzannato il padrone a Lugano, era troppo pericoloso per essere mantenuto in vita.

Lo afferma il Consiglio di Stato rispondendo ad un’interrogazione della deputata Patrizia Ramsauer (Lega) su questo e su un altro caso di eutanasia avvenuto l’estate scorsa a Tenero.

L’eutanasia è stata ordinata dal Veterinario cantonale dopo una valutazione che ha permesso di accertare che «il dogo ha morsicato più persone in situazioni diverse e non unicamente il suo proprietario . Nel caso più grave ha comportato la perforazione della muscolatura». L’esame ha confermato la pericolosità dell’animale «in considerazione della massa corporea, della mancanza di autocontrollo e di un grave deficit auditivo: il rischio di recidiva era molto alto».

Non era possibile collocarlo in un canile anche perché ciò porta «nella maggior parte dei casi ad un aggravamento dei problemi comportamentali». Idem dicasi per il collocamento che era stato suggerito in una struttura italiana di riabilitazione. Anche perché «determinate carenze educative e deprivazioni sociali dei primi mesi di vita del cane oppure vere patologie a carico del sistema nervoso non sono recuperabili».

Il dogo era stato importato dall’Italia molto tempo prima delle morsicature ed era regolarmente dotato di microchip.
Si è riusciti ad appurare che dal suo arrivo in Svizzera aveva cambiato ripetutamente proprietario.

Ricordiamo che il movimento Offensiva animalista aveva raccolto oltre 500 firme per evitare la soppressione del dogo ed affidarlo a istituti o persone specializzate nel recupero.

Nel secondo caso citato da Ramsauer – si trattava di un cane tipo Labrador pure proveniente dall’Italia – il Consiglio di Stato ricorda che la decisione di sopprimerlo è stata presa dalla proprietaria, d’accordo col suo veterinario, «a seguito di ripetuti episodi di aggressione ai danni dei due figli ancora in tenera età». Aggressioni spesso imprevedibili da parte di un animale sulla cui gestione prima dell’arrivo in Ticino le informazioni erano «frammentarie e in parte contraddittorie».

I CASI IN TICINO

Accessoriamente alle domande sui due casi di eutanasia, Patrizia Ramsauer formula anche interrogativi più generali sulla situazione dei cani in Ticino.

Ad esempio, sull’importazione illegale di cani il CdS risponde che le importazioni illegali,rilevate dalle dogane o dal veterinario cantonale, sono una ventina all’anno. Riguardano perlopiù animali (boxer, cocker, dobermann ecc.) con la coda amputata,cosa da noi vietata. La sanzione è una multa dai 1.500 ai 2.500 franchi.

Le perizie ordinate dal veterinario cantonale, da quando è obbligatorio segnalare morsicature o aggressioni, sono
state 10 e per varie razze: pastori tedeschi, doghi ma anche chow-chow. La perizia è stata ordinata «in seguito a ripetute aggressioni». Non ci sono categorie di proprietari particolarmente toccate e in uno solo dei casi esaminati vi era il sospetto che l’animale fosse stato maltrattato.

In 4 casi è stata ordinata l’eutanasia, in 3 casi la terapia comportamentale ha avuto esito favorevole. Negli altri casi è stato disposto un cambiamento di proprietario o misure gestionali.

Chi può decidere l’eutanasia, chiede Ramsauer? E deve essere segnalata in ogni caso all’ufficio cantonale? No, risponde il Consiglio di Stato, le eutanasie non devono essere notificate e anche per questo non esistono statistiche precise. Prima di tutto, la legge federale non proibisce l’eutanasia degli animali; ma la fa sottostare a vincoli precisi di attenzione da parte del proprietario in modo che sia l’ultima ratio. La decisione di sopprimere un cane deve essere presa di comune accordo tra il proprietario e il veterinario curante; in ogni caso non è possibile sopprimere un animale sano e non aggressivo. Sarà il veterinario stesso a indirizzare il proprietario a una Società di protezione animali.

Corriere del Ticino


21.02.09 - Commissione del Nazionale rinuncia alla lista di cani vietati in Svizzera

Cani pericolosi, commissione del Nazionale rinuncia a divieti

Niente lista delle razze pericolose: visto l’esito della consultazione, la Commissione del Nazionale cede
BERNA I cani più aggressivi non dovrebbero essere vietati su scala nazionale. Di fronte all’alzata di scudi riscontrata in procedura di consultazione, la Commissione della scienza e della ricerca del Consiglio nazionale ha ammorbidito il progetto di legge, rinunciando ad allestire una lista di cani pericolosi. È infatti estremamente difficile definire un cane pericoloso, ha spiegato venerdì il presidente della sottocommissione preposta all’esame di questo tema, Oskar Freisinger (UDC/VS). Il peso dell’animale non è un buon punto di riferimento: un pitbull pesa solo 17 chili; un cane San Bernardo molto di più. Inoltre, non si può calcolare la forza della mascella.
Il progetto lascia comunque la libertàai cantoni di prevedereuna legislazione più severa. La commissione spera tuttavia che quelli che già hanno messo al bando certe razze di cani pericolosi facciano marcia indietro.

Corriere del Ticino, 21.02.2009


11.02.2009

Trenta razze di cani e incroci pericolosi
Articolo e commenti audio di Pesenti, Vanzetti e Rusconi

Varata una lista con restrizione. Forti critiche da parte di Pierre Rusconi: 'Troppa burocrazia'

Trenta razze di cani e loro incroci, razze potenzialmente pericolose, da poter tenere solo previa autorizzazione. Questo il principio su cui si basa il regolamento che accompagnerà la nuova legge sui cani e che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1. aprile.

Non vietare delle razze. Ma stabilire quelle potenzialmente più pericolose, in base a criteri quali il peso dell’animale, l’indole e le conseguenze delle morsicature. Un compito non facile che il Consiglio di Stato ha portato avanti con tutti gli ambienti interessati: veterinari, cinofile, protezioni animali.

Questi i cani in lista: Bull Terrier, American pit bull, Staffordshire Bull Terrier, American Staffordshire Terrier, Rottweiler, Bulldog americano, Alano, Fila brasileiro, Dogo argentino, Mastiff, Mastino napoletano, Dogue de Bordeaux, Bullmastiff, Tosa Inu, Cane pastore della Ciarplanina, Mastino del Tibet, Cane pastore dell'Anatolia, Cane pastore del Caucaso, Cane pastore dell'Asia centrale, Cane Corso, Pastore tedesco, Pastori belga, Pastore olandese, Cane lupo cecoslovacco, Pastore della Beauce, Komondor, Kuvasz, Pastore della Russia meridionale, Pastore dei Tatra e Dobermann.

Una soluzione (dettata dall’obbligo della nuova legge cantonale di redigere una lista di cani condizionati da autorizzazione) che è stata raggiunta basandosi sul buon senso.

"Questo lungo lavoro - spiega la direttrice del DSS Patrizia Pesenti - ci è servito per approfondire il tema e per cercare tutti assieme una soluzione che fosse efficace che raggiungesse lo scopo, che è quello di proteggere la popolazione. Ma anche che fosse ragionevole".

Per tutti i cani, oltre agli obblighi previsti dalla nuova Ordinanza federale (in vigore dallo scorso settembre) il nuovo regolamento prevede l’uso del guinzaglio nei luoghi frequentati dal pubblico e la copertura di responsabilità civile per tre milioni. Per le 30 razze e i loro incroci, l’iter prevede in particolare una richiesta di autorizzazione con presentazione del casellario giudiziale e un corso specifico.

"Il proprietario che intende acquistare un cane di una di queste razze - ci dice il veterinario cantonale Tullio Vanzetti - deve fare richiesta di autorizzazione al Municipio". Il Municipio fa una prima verifica e preavvisa poi l'Ufficio del veterinario che, se tutto è in regola, rilascia poi l'autorizzazione.

I cani appartenenti alle 30 razze potranno inoltre essere portati a spasso solo singolarmente; e per loro è prevista una tassa supplementare per coprire le maggiori spese amministrative. Quanto agli incroci, spetterà al veterinario stabilire la razza predominante al momento della registrazione del microchip alla banca dati nazionale. E qui sta il maggior rammarico di Patrizia Pesenti: che la Confederazione non abbia voluto stabilire una normativa federale.

Il regolamento, assicura il governo, è stato stilato consultando gli ambienti interessati. Ma il risultato soddisfa? Perplesso sulle possibilità realizzative, ad esempio, il presidente della Società protezione animali di Lugano, Pierre Rusconi.

"Per i proprietari di cani - ci dice Rusconi - non mi sembra che si sia seguito il buonsenso. Mi sembra che si sia fatto un pataraccio per accontentare tutti. Un puzzle. E ho i miei dubbi sul fatto che porti a qualcosa di costruttivo". "Ci vorrebbe un vademecum semplice, che sia alla portata di tutti". "Si sta creando un'altra istituzione burocratica: bisognerà passare dal comune, dal veterinario cantonale, poi c'è il corso, poi a dipendenza della razza e dell'incrocio c'è il supercorso. Così o si scoraggia la gente o rimpiamo le Pretezioni animali di cani dubbi".

da ticinonews.ch

10.02.2009

No del Governo alla "mini lista nera" di cani proibiti

Abbandonata l'ipotesi di vietare quattro razze: American Pitbull, American Staffordshire Terrier, Bullterrier e Staffordshire

Nessuna razza proibita. Il Consiglio di Stato ha abbandonato oggi la seconda via nell’ambito del regolamento di applicazione della legge sui cani. Quella che avrebbe messo al bando in Ticino: American Pitbull, American Staffordshire Terrier, Bullterrier e Staffordshire.

Niente lista nera, dunque. Confermato invece nel regolamento l’elenco delle 29 razze potenzialmente pericolose. Una soluzione che sembra aver trovato un sostanziale accordo tra gli attori coinvolti in questa lunga trattativa.

Dal settembre scorso è in vigore la legge federale, che prevede corsi obbligatori per tutti i cani. La legge - e il relativo regolamento varato oggi - si innestano quindi sulle normative federali. Chi intende acquistare un animale che figura sulla lista a rischio dovrà chiedere l'autorizzazione al proprio Municipio, ottenere l'ok dal veterinario cantonale e, soprattutto, seguire un supercorso, oltre a quello già previsto per tutti gli altri cani.


Cani feroci nella morsa del governo
IL CAFFÈ - Patrizia Guenzi

Il ministro Pesenti si impegna a definire entro febbraio la nuova legge sulle razze pericolose

“È vero. Se ne parla da un bel po’ ed è ora che anche il Ticino faccia chiarezza sulla questione dei cani pericolosi”. Patrizia Pesenti lo ammette: è ora che il governo scelga tra un elenco di razze (29) soggette ad autorizzazione – come prevedeva il regolamento dello scorso settembre – o il divieto di alcuni cani, sulla base del modello adottato di recente a Zurigo. Al bando American Pitbull, American Staffordshire Terrier, Bullterrier e Staffordshire Bullterrier. “Il parlamento ha chiesto al governo di scegliere definitivamente una delle due opzioni”, spiega la consigliera di Stato che promette: “Entro febbraio decideremo”.

E allora, speriamo sia la volta buona. Dopo tira e molla, alternative, ripensamenti, riflessioni, considerazioni varie, il cittadino a questo punto pretende, giustamente, un po’ di chiarezza. Quest’ultimo dietrofront crea non poca confusione nell’opinione pubblica. Dopo la tragedia di Oberglatt del dicembre 2005, in cui un bimbo di sei anni fu ucciso dai morsi di tre pitbull, da più parti si è ritenuto necessario introdurre rapidamente e in modo unitario misure per proteggere la popolazione dai cani pericolosi. E il Ticino, pur reagendo immediatamente (a parole) per trovare una soluzione, in realtà è rimasto al palo. Così, mentre altri cantoni si sono dati daffare in tempi brevi, tre anni dopo a sud delle Alpi si sta ancora valutando: black list o divieto? Quest’ultima opzione crea malumori all’interno degli addetti ai lavori. Veterinari, amanti degli animali, cinofile e federazioni varie non hanno mai visto di buon occhio l’ idea di bandire dal territorio rossoblu questa o quest’altra razza. E dopo il recente “ripensamento” di Bellinzona le reazioni non si sono fatte attendere. “La lista nera per la quale il governo quest’autunno sembrava voler optare ci ha fatto desistere dal fare un referendum – dice deluso Fabio Giussani, presidente della Federazione cinofila ticinese e collaboratore del gruppo di lavoro che ha redatto il regolamento -. Siamo sempre stati fermamente contrari al bando di alcune razze”. La pensa allo stesso modo Sonia Fischer, presidente dell’ormai ex Protezione animali di Lugano, recentemente convertita in rifugio per animali anziani, col nome di Fiore Azzurro.

Insomma, la patata bollente è tornata in governo. Ora spetterà ai cinque consigliere di Stato decidere in modo definitivo. Certo, trovare una soluzione efficace che accontenti tutti e non sollevi mugugni sarà impossibile. Ad esempio, sull’ipotesi di un elenco di razze Giussani commenta: “Chi si prenderà la briga di controllare che tutti i detentori di cani siano in regola? E chi organizzerà e pagherà i corsi? Per formare un istruttore occorrono dalle 100 alle 150 ore. E gli incroci… chi li controlla?”.

Già, gli incroci… Uno dei nodi più difficili da sciogliere se dovesse andare in porto la black list. L’80 per cento dei 500mila cani presenti in Svizzera, e dei 25mila in Ticino, lo è. “Chi si metterà a fare il censimento di quelli pericolosi e quelli no? - riprende Giussani -. Fior di scienziati ed etologi hanno sempre detto che non esistono elementi oggettivi per definire l’aggressività”. Troppe, infatti, le varianti in gioco: sesso, struttura fisica, esperienza, socializzazione. Impossibile dire quale razza svilupperà problemi di comportamento. “Tutti i cani possono mordere, ricordiamocelo. La prudenza vale per tutte le razze. Il golden, tanto pacifico e tenero, in America, dove è molto popolare, è risultato il più mordace”, conclude Giussani.

pguenzi@caffe.ch
edizione 18.01.2009


Cani vietati anche in Ticino?
da tio.ch

Il DSS deve preparare una lista di razze da vietare in alternativa a quella che propone una trentina di razze soggette a restrizioni

Vietare anche in Ticino alcune razze canine. Anche nel nostro Cantone si starebbe valutando l’ipotesi, scrive oggi il Corriere del Ticino.

Il Governo infatti deve decidere se includere nel regolamento di applicazione della nuova legge sui cani una lista, detta abrogativa, che vieterebbe di possedere determinate razze. Ma in Svizzera la black list non è più una novità.
Sono tre i cantoni che attualmente hanno stabilito di bandire dal proprio territorio determinate razze ritenute pericolose. Si tratta dei cantoni Friborgo, Vallese e Zurigo. E proprio nella Città sulla Limmat le razze bandite sono:
l'American Pitbull, l'American Staffordshire Terrier, il Bullterrier e lo Staffordshire Bullterrier.

Il Dipartimento della sanità e socialità dovrà così preparare un regolamento che bandisca tout court determinate razze di cane. Secondo il Corriere, questo regolamento si porrebbe in alternativa a quello reso noto in settembre che contemplava invece un elenco di una trentina di razze da considerare potenzialmente pericolose.


Anche una lista di cani vietati
Il Governo chiede al DSS un’alternativa – Scelta entro fine mese
Romina Lara Corriere del Ticino, 15 gennaio 2009

Dopo aver escluso l’ipotesi di vietare a priori alcune razze e aver presentato un elenco di quelle considerate a rischio e soggette a restrizioni, l’ Esecutivo ci avrebbe ripensato riservandosi di scegliere una fra le due opzioni Anche in Ticino alcune razze di cani potrebbero essere bandite perché considerate troppo «a rischio ». Sul modello di quanto avviene in altri Cantoni – Friburgo, Vallese e, di recente, Zurigo – il Governo starebbe infatti valutando l’ipotesi di includere nel regolamento di applicazione della nuo­va legge sui cani una lista cosiddetta «abrogativa», che vieta espressamente la detenzione di determinate razze sul territorio. L’ Esecutivo, in tal senso, ha chiesto al DSS di preparare un secondo regolamento, alternativo a quello reso noto lo scorso settembre, che contemplava un elenco di una trentina di razze considerate potenzialmente pericolose e soggette a restrizioni. Fra queste, figurava ad esempio la necessità di ottenere un’autorizzazione di detenzione dall’ Ufficio del veterinario cantonale, prima dell’acquisto del cane e tramite il Municipio. La differenza sostanziale con la prima bozza di regolamento, oltre al divieto, sta nel fatto che le razze considerate sarebbero meno di dieci, sulla scorta del modello adottato di recente a Zurigo. Nella città sulla Limmat si è infatti deciso il bando di American Pitbull, American Staffordshire Terrier, Bullterrier, Staffordshire Bullterrier. Al momento tutto è ancora al vaglio: il Governo infatti dopo aver esaminato anche la seconda opzione dovrà scegliere se propendere per il divieto di alcune razze o se confermare il regolamento della prima ora che non ne metteva al bando nessuno.
Vale la pena ricordare che nel primo avamprogetto di legge elaborato dal Governo veniva esclusa qualsiasi messa al bando di razze canine. Ad introdurre la possibilità di vietare il possesso di alcune razze sul suolo cantonale era stata la Commissione della legislazione che aveva riorientato il messaggio del Consiglio di Stato. In seguito in Gran Consiglio è stato raggiunto un compromesso, lasciando all’ Esecutivo l’esclusiva facoltà di decidere se stilare una lista nera oppure se orientarsi ver­so una soluzione più soft. Il Governo dovrebbe sciogliere il nodo entro la fine del mese.
Nel frattempo, oltre al relativo regolamento, anche la nuova legge cantonale sui cani attende di en­trare in vigore. Fra le principali no­vità figurano il guinzaglio obbligatorio per tutti i cani nei luoghi aperti al pubblico e l’obbligo di stipulare un’assicurazione RC con copertura minima di tre milioni di franchi.

10.01.09 - Cani pericolosi eutanasia necessaria?
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Interrogazione al governo della deputata Patrizia Ramsauer (Lega)
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Corriere del Ticino

L'eutanasia è sempre necessaria per i cani pericolosi?È la domanda di fondo dell'interrogazione al governo di Patrizia Ramsauer, deputata leghista al Gran Consiglio. La parlamentare si rifà a due casi recenti, quello più noto del Dogo Argentino e uno sconosciuto relativo ad un cane proveniente dall'Italia. In particolare si chiede all'esecutivo cantonale di chiarire le modalità seguite dall'autorità per procedere con l'eutanasia, in secondo luogo quanti cani sono stati sottoposti a perizia negli ultimi 5 anni e chi di regola se ne occupa, quanto costa e chi la paga. Altre delucidazioni sono richieste sull'importazione di cani dall'Italia e sugli animali da compagnia eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari.

10.01.09 - Animali protetti solo sulla carta?
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INTERROGAZIONE DI PIERRE RUSCONI

Animali protetti solo sulla carta? Lo domanda al governo Pierre Rusconi (UDC) che con un' interrogazione ha recentemente denunciato "incongruenze" tra la legge edilizia agricola e quella federale sulla protezione degli animali. Sovente queste incongruenze scaturirebbero in abusivismo edilizio e violazione delle citate norme.