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Questa
nuova campagna di Offensiva Animalista chiede al Consiglio
di Stato e al Gran Consiglio del Canton Ticino di varare una
legge che proibisca la soppressione di animali domestici sani,
sia in strutture private (veterinari) che nelle protezioni
animali sussidiate dallo stato.
A
tutt'oggi, infatti, anche se sono pochi a saperlo, un proprietario
di un cane o di un gatto, stanco per le ragioni più
disparate del proprio amico a quattro zampe, può chiederne
e ottenerne la soppressione presso un qualsiasi veterinario.
Un semplice trasloco, la nascita di un bambino, un cane da
caccia che non "punta" più bene, sono motivi
sufficienti per decretare la morte di un essere vivente. Chiediamo
anche che nelle protezioni animali non sia più possibile
uccidere animali sani, solo perché ritenuti non adottabili,
dal momento che la legislazione lo permette.
Lanciamo un appello a tutte le protezioni animali, alle associazioni
zoofile e ai veterinari del Cantone Ticino (a cui verrà
inviata una richiesta formale) di aderire a questa campagna
in difesa della vita e della civiltà.
La deputata Patrizia Ramsauer è disposta a collaborare
in tal senso.
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04.08.09
- LA VITA DI GIADA
ancora aspettiamo dalla Signora Rossi le prove che
la gatta è viva ed è stata adottata
Campagna
per il divieto di soppressione di
animali domestici sani
|
Il
caso di Giada, gatta anziana ospitata da tempo presso il rifugio/pensione
"Paradiso dei Gatti" a Canobbio che ora ha chiuso
i battenti, è ancora aperto. Ieri la ex-volontaria,
che ci ha segnalato la possibilità di soppressione
della gatta a causa della sua età (17 anni, forse poco
meno), ha ricevuto la risposta del Procuratore Pubblico in
merito alla denuncia che la proprietara della struttura, Signora
Giuseppina Rossi, aveva sporto nei suoi confronti accusandola
di calunnia. Ovviamente la decisione è stata un non
luogo a procedere, trattandosi di un'accusa infondata, inquanto
l'ex-volontaria non si era inventata alcunché ma aveva
semplicemente espresso, tramite una lettera pervenuta a Offensiva
Animalista, la sua preoccupazione riguardo il destino della
gatta, dal momento che la Signora Rossi aveva più volte
esposto (anche in presenza di altri) la sua intenzione di
addormentarla.
Il testo del decreto è visibile qui: pagina
1, pagina 2, pagina
3, pagina 4
In
seguito all'ammissione della stessa Signora Rossi (vedi paragrafo
inquadrato alla pagina 2) di aver effettivamente dichiarato
quell'intenzione in passato, l'evidente pericolo di vita nel
quale si trovava Giada è definitivamente certo.
Alla
luce di ciò, ribadiamo che siamo tutt'oggi in attesa
di prove concrete che Giada non sia stata effettivamente addormentata
ma che, come afferma la Signora Rossi, sia stata adottata
e si trovi ora presso una persona che si sta prendendo cura
di lei.
Fino a prova contraria, infatti, riteniamo che le parole dell'ex-proprietaria
del "Paradiso dei Gatti" non siano sufficienti (anche
perché persino in sede di interrogatorio sono state
alquanto contraddittorie).
Attendiamo,
quindi, con ansia da parte della Signora Rossi quanto meno
delle foto con data, altrimenti continueremo a sospettare
fortemente che Giada non sia più in vita e che quindi
lei abbia dichiarato il falso sia ai media che alle autorità,
pur di salvarsi la faccia.
| RISPOSTA
DEL CdS ALL'INTERROGAZIONE
Eutanasia cani pericolosi
- Patrizia Ramsauer |
In
data 22.04.09 il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione
presentata da Patrizia Ramsauer il 18 dicembre del 2008 (vedi
in basso o al link:
http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/286.08.htm
)
Interrogazione 18 dicembre 2008 n. 286.08
Eutanasia cani pericolosi
Signora deputata,
in merito alla sua interrogazione del 18 dicembre 2008 "Eutanasia
cani pericolosi", rispondiamo alle domande formulate
come segue.
Dal mese di maggio del 2006, in base all'Ordinanza sulla protezione
degli animali (art. 78), me-dici, veterinari, educatori cinofili
e rifugi per animali hanno l'obbligo di notificare all'Ufficio
del veterinario cantonale i casi di morsicatura su persona
o su altri animali, come pure i cani che mostrano un comportamento
oltremodo aggressivo. Sulla base dei contenuti della notifica
e dopo aver proceduto ad una verifica dei fatti, l'Ufficio
del veterinario cantonale è tenuto ad ordi-nare le
misure di sua competenza per garantire la sicurezza pubblica
(art. 79). Le misure ordi-nate devono essere efficaci e proporzionate
alla gravità del caso. In alcuni casi, di regola sulla
base di una perizia esperita da un veterinario specialista
in medicina comportamentale, le esi-genze di sicurezza possono
rendere necessaria l'eutanasia dell'animale morsicatore.
Sia
per il cane importato dall'Italia, sia per il dogo argentino,
chi ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano
ritenuti pericolosi?
La decisione di procedere all'eutanasia del cane importato
dall'Italia è stata presa autonoma-mente dalla proprietaria
dell'animale a seguito di ripetuti episodi di aggressione
ai danni dei due figli ancora in tenera età. In base
a quanto si è potuto stabilire, le aggressioni avvenivano
in modo imprevedibile, fatto questo che aumenta considerevolmente
la pericolosità della tenuta. Inoltre le informazioni
circa la gestione del cane prima della sua importazione erano
frammenta-rie e in parte contraddittorie.
Per quanto riguarda il dogo argentino l'eutanasia è
stata ordinata dall'Ufficio del veterinario can-tonale dopo
una attenta valutazione dei fatti e aver vagliato le possibili
soluzioni.
È stato accertato che il dogo ha morsicato più
persone in situazioni diverse e non unicamente il suo proprietario.
Nel caso più grave la morsicatura ha comportato la
perforazione della musco-latura. Si è quindi proceduto
ad un esame peritale che ha confermato la pericolosità
dell'anima-le. Questo anche in considerazione della massa
corporea, della mancanza di autocontrollo e di un grave deficit
uditivo. In base a questi elementi il rischio di recidiva
era molto alto.
Una collocazione permanente del dogo in un canile, oltre a
costituire un problema di sicurezza per chi deve accudire
l'animale, non soddisfa le esigenze di protezione degli animali
e porta nella maggior parte dei casi ad un aggravamento dei
problemi comportamentali.
Per quale motivo, nel caso del dogo, dal momento che
era possibile consegnarlo ad un'associa-zione italiana che
da anni si occupa della riabilitazione di cani difficili,
non è stata scelta questa opzione?
L'Ufficio del veterinario cantonale ha esaminato la possibilità
di consegnare il cane a centri di recupero in Italia o in
altri cantoni, ma in base alle informazioni raccolte le garanzie
di sicurezza per considerare un possibile ricollocamento dell'animale
erano insufficienti.
Per quale motivo il Dogo, proveniente dal sottoceneri
è stato affidato alla SPA di Bellinzona e non alla
SPA della giurisdizione da cui proveniva, disposto ad ospitarlo?
Il cane è stato collocato presso SPA di Bellinzona
per motivi contingenti di ordine organizzativo. In termini
generali l'UVC collabora con tutte le Società protezione
animali nel Cantone.
Il cane proveniente dall'Italia era provvisto di tutto quanto
la legge svizzera prevede? Microchip, vaccinazioni, certificato
di sanità, altro? Se no, come è stato possibile
che l'animale venisse importato?
Il dogo era regolarmente identificato con microchip. Dopo
l'importazione la proprietà del cane è cambiata
ripetutamente. Non sono disponibili dati circa le modalità
di importazione dell'animale, che risale a parecchio tempo
prima l'episodio di morsicatura.
Quanti animali da compagnia, in particolare cani, sono stati
importati illegalmente in Ticino negli ultimi 10 anni? Di
che razza o taglia erano? Per quale motivo non erano legali
e chi ha permesso la loro entrata illegale? Quanti cani con
coda e orecchie tagliate sono stati importati in Ticino negli
ultimi 10 anni? Come è stato possibile? Si è
proceduto contro chi l'ha importato o acquistato? In che modo?
Quanto si è incassato di multa per ogni singolo caso?
Per cosa viene utilizzato l'introito delle multe? I veterinari
del Canton Ticino sono obbligati a segnalare all'Ufficio del
veterinario cantonale cani non in regola? Lo fanno solitamente?
L'importazione di cani in Svizzera prevede che questi siano
identificati tramite microchip, regi-strati alla banca dati
del paese di nascita, siano vaccinati contro la rabbia e siano
muniti di pas-saporto per animali da compagnia. Inoltre la
legislazione svizzera vieta l'importazione di cani che hanno
subito l'amputazione della coda o delle orecchie, indipendentemente
dal motivo per il quale questi interventi sono stati effettuati.
L'entrata illegale in Svizzera consiste nel passaggio della
frontiera senza i requisiti sopraelenca-ti. Le importazioni
illegali rilevate dagli organi di controllo doganali o dall'Ufficio
del veterinario cantonale possono essere quantificati in circa
20 all'anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di cani
di razza importati con la coda amputata: Cocker Spaniel, Boxer,
Yorkshire Terrier, Pin-scher, Dobermann.
In caso di infrazione all'importazione l'Ufficio del veterinario
cantonale opera in collaborazione con la Direzione delle Dogane
di Lugano (infrazioni all'importazione di competenza doganale)
e con l'Ufficio federale di veterinaria di Berna (infrazioni
alla legislazione sulla protezione degli animali). L'ammontare
delle sanzioni può variare dai 1'500 ai 2'500.- franchi
per caso ed è ri-scosso direttamente dall'autorità
che emette la decisione.
Le perizie di pericolosità per questi cani
da chi vengono effettuate? Viene chiesto il parere di più
veterinari o ci si basa unicamente su quella di un veterinario?
Quanto costa una perizia e chi la paga?
Le perizie sono effettuate da medici veterinari comportamentalisti
con una formazione speciali-stica riconosciuta, o da specialisti
con titolo equipollente. Lo scopo della perizia è di
valutare il grado di pericolosità della tenuta dell'animale
in contesti diversi e di stabilire le misure gestionali atte
a scongiurare il rischio di recidiva. I test utilizzati, descritti
in letteratura, sono standardizzati e
collaudati dagli esperti del settore a livello internazionale.
Il parere autorevole di un solo perito è ritenuto ampiamente
sufficiente per ordinare le misure necessarie. I costi della
perizia variano a dipendenza della complessità del
caso e sono posti a carico del proprietario.
Quanti cani sono stati sottoposti a perizia negli
ultimi 5 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo
si ritenevano pericolosi? Di che tipologia era il proprietario?
Gli animali erano stati maltrattati? Gli animali provenivano
dall'estero o da allevamenti svizzeri? Sono tutti stati soppressi?
Se no, che ne è stato di loro?
Da quando è entrato in vigore l'obbligo di notifica
dei casi di morsicatura o comportamento ag-gressivo superiore
alla media in base all'OPAn, sono state ordinate dall'Ufficio
del veterinario cantonale dieci perizie riguardanti cani di
varie razze (pastori tedeschi o loro incroci, Chow-Cow, dogo
argentino, lupo cecoslovacco).
In questi casi la perizia è stata ordinata in seguito
a gravi o ripetute aggressioni ai danni di persone, spesso
accompagnate da lacune gestionali. Non è possibile
attribuire la casistica ad una particolare tipologia di detentore,
né di provenienza degli animali. In un solo caso, peraltro
non confermato in sede di accertamento, vi è stato
il sospetto di maltrattamento dell'animale.
Le misure ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale,
finalizzate a garantire la sicurezza delle persone e degli
animali e rispettose del principio di proporzionalità,
sono state di varia natura: eutanasia (4 casi), cambiamento
di detenzione (1 caso), terapia comportamentale (tre casi
con esito favorevole) misure gestionali (1 caso).
Etologi di fama europea quali Giorgio Celli, hanno ribadito
che cani mordaci sono rieducabili e la soppressione è
da scartare a priori. Come viene valutata questa considerazione
dall'Ufficio del veterinario cantonale? E dai veterinari esperti
in perizie sui cani cosiddetti pericolosi?
Diversamente da quanto indicato nella citazione della deputata,
determinate carenze educative e deprivazioni sociali dei primi
mesi di vita del cane, oppure vere patologie a carico del
sistema nervoso non sono recuperabili e pongono una prognosi
molto sfavorevole. In questi casi la probabilità di
ulteriori morsicature è elevata. La reclusione permanente
in un canile di cani con gravi problemi comportamentali non
è un'opzione praticabile per motivi attinenti alla
protezione degli animali, alla sicurezza del personale e non
da ultimo per motivi finanziari, quando a sostenere i costi
è chiamato l'ente pubblico.
L'Ufficio del veterinario cantonale è a conoscenza
di quanti animali da compagnia, in particolare cani e gatti,
vengono eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari,
unicamente perché non vogliono più tenerli?
I veterinari ticinesi devono segnalare i casi all'Ufficio
del veterinario cantonale? Vengono prese sanzioni verso questi
ingrati umani?
Occorre precisare che la legislazione federale in materia
di protezione degli animali non vieta l'eutanasia di animali.
Pone tuttavia dei vincoli precisi al detentore che è
tenuto a prendersi cura del benessere dell'animale e, in caso
di malattia, a curarlo adeguatamente e, in casi gravi con
prognosi molto sfavorevole, a sopprimerlo per evitare ulteriori
e inutili sofferenze (art. 5 cpv. 2 OPAn).
La decisione dell'eutanasia è presa di comune accordo
tra proprietario e veterinario curante. Se un proprietario
chiede l'eutanasia per un animale sano e che non mostra segni
di aggressività, il veterinario lo indirizza di regola
ad una Società protezione animali con l'obiettivo di
trovare un nuovo detentore.
Le eutanasie non devono essere notificate all'Ufficio del
veterinario cantonale. Non sono pertanto disponibili dati
statistici a tale riguardo.
Il
presidente di una SPA ticinese, che è pure veterinario,
può decider autonomamente la soppressione di animali
ceduti alla Società? Anche se si tratta di animali
giovani e sani? Può, da solo, stabilire che l'animale
non è adottabile? Su quali basi etiche e legali?
Le società per la protezione degli animali dispongono
di un'ampia autonomia organizzativa e operativa nella misura
in cui rispettano la legislazione sulla protezione degli animali
e ogni altra norma applicabile alla tenuta degli animali.
Eventuali inadempienze a tali norme devono essere circostanziate
e denunciate all'autorità preposta.
Voglia
gradire, signora deputata, l'espressione della nostra stima.
PER IL CONSIGLIO
DI STATO
Il Presidente:
G. Gendotti
Il Cancelliere: G.
Gianella
testo in pdf: http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/risposte/pdf/r286.08.pdf
Cronologia
delle Azioni
|
QUESTIONARIO
SULLE EUTANASIE INGIUSTIFICATE IN TICINO
Risultati e considerazioni sull'indagine svolta da
Offensiva Animalista in difesa degli animali domestici
Campagna
per il divieto di soppressione di
animali domestici sani
|
A
fine gennaio abbiamo inviato a tutti i veterinari, alle protezioni
animali e ai rifugi sussidiati del Cantone Ticino un questionario
riguardante le soppressioni di animali domestici sani con
5 domande alle quali dare risposta (leggi
pdf).
Si richiedeva in sintesi di dare la propria opinione sulla
pratica ben nota e purtroppo sempre attuale di uccidere senza
una grave motivazione medica gli animale da compagnia.
Ben
poche le risposte ricevute e ancor meno quelle complete, a
dimostrazione dell’omertà che avvolge questa
tematica negli operatori del settore. I Ticino ma non solo,
gli animali vengono uccisi nell’ignoranza generale della
popolazione.
vai alla pagina
|
21.03.09
- COMUNICATO STAMPA
una vita in pericolo
Campagna
per il divieto di soppressione di
animali domestici sani
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Durante
la settimana tra il Offensiva Animalista è stata contattata
da una volontaria del rifugio Paradiso
dei Gatti di Canobbio di cui la signora Giuseppina
Rossi è la responsabile.
La
volontaria ci ha segnalato il caso di una gatta anziana a
rischio di soppressione e ci sentiamo in dovere di esporlo
a tutti ticinesi.
Dopo
la ricezione di questa lettera , firmata con nome e cognome
da parte della signora volontaria, ella si è detta
disposta a testimoniare quanto sta purtroppo accadendo tra
le mura del gattile. La struttura difatti dovrà chiudere
entro breve e ora rimane solo questa gatta, di nome Giada,
che però la responsabile non vuole assolutamente cedere
in adozione alle varie persone che ne hanno fatto richiesta.
Sembra che il destino della micia anziana sia la soppressione,
decisa per motivi ritenuti “alquanto discutibili”
da parte della volontaria.
Offensiva
Animalista chiede dunque pubblicamente alla signora Rossi
di salvare la vita a Giada e di ritornare sulle sue decisioni
a dimostrazione del suo amore per i felini che l’ha
portata ad occuparsi per tanti anni del Paradiso dei Gatti.

Le
Belle e le Bestie, rubrica di Radio 3iii dedicata agli animali
in cerca di casa, ha intervistato dapprima la Signora Rossi
riguardo al destino di Giada:
Dalla
telefonata con Signora Rossi
“Potete
chiedere ai miei veterinari, Giada ha trovato casa,
sta bene. Il gatto non viene soppresso, l’ho
dato ad una signora che è una fanatica,
le sta preparando la cameretta. Potete venire su a controllare!
Potete domandare a chiunque di come tengo i gatti. Non avrei
mai il coraggio di ucciderla. Non si può dare un’informazione
falsa!”.
In seguito, la nostra risposta:
Offensiva
Animalista ribadisce di avere uno scritto firmato da parte
di una volontaria del Rifugio Paradiso dei Gatti riguardo
la triste fine che Giada avrebbe dovuto fare. Inoltre ieri
un'altra signora a conoscenza di questo fatto ha preso contatto
con noi, dicendosi disposta a confermare per iscritto quanto
detto dalla signora volontaria.
Offensiva Animalista verificherà che la gattina verrà
adottata e ringrazia la signora Rossi per aver per voluto
dare una seconda chance a Giada.
link
all'intervista di Radio 3iii
Un'altra
persona ci ha consegnato una lettera firmata che conferma
quanto già detto dalla prima volontaria.
Smentiamo dunque quanto detto dalla Signora Rossi alla Regione
di Lugano odierna (articolo qui a fianco);
chi ci ha reso attenti sulla situazione non ha nulla a che
fare con la persona accusata per aver rubato del materiale.
A tutt'oggi Giada è
ancora al Gattile, a differenza di quanto detto dalla signora
Rossi (vedi
parti sottolineate nelle interviste), ma con
gli occhi puntati su di lei la micia non potrà più
essere soppressa.
31.03.2009
Risposta
del Lic. Iur. Padlina, per conto della Sig.ra Rossi:
Egregi
Signori,
vi
scrivo a nome e per conto della signora Giuseppina Rossi titolare
del “Paradiso dei gatti” un rifugio per felini.
Nel corso delle scorse settimane diversi media locali hanno
dato spazio ad un vostro comunicato stampa che riguardava
la mia assistita. Questo comunicato in sostanza sosteneva,
che la signora avesse l’intenzione di sopprimere Giada,
l’ultima gatta rimasta presso il rifugio che purtroppo
sta per chiudere.
Quanto
asserito non corrisponde al vero. Giada, nonostante qualche
acciacco dovuto ai suoi 17 anni, gode di ottima salute ed
è viva e vegeta, come testimonia la foto che vi allego.
Nessuno ha mai avuto intenzione di sopprimerla.
La
signora, che in tanti anni ha sfamato e curato centinaia e
centinaia di gatti, non ha mai nemmeno preso in considerazione
l’ipotesi di poter uccidere Giada ne qualsiasi altro
gatto in salute. Dopo aver dedicato una vita intera ai gatti,
accusarla ingiustamente e pubblicamente di voler perpetrare
un atto di simile crudeltà è stato un gesto
inqualificabile. L’ex-volontaria che vi ha contattato
e con la quale la mia assistita ha pendente una vertenza che
verrà chiarita nelle sedi opportune, ha agito unicamente
per dispetto.
Da
quanto mi è stato riferito, in passato la signora Rossi
vi ha ospitato per le vostre riunioni nel suo gattile e ha
pure prestato assistenza e rifocillato gatti che le avete
portato. Dispiace vedere che persone che dovrebbero collaborare
tra loro per il bene degli animali debbano perdere il loro
tempo con questioni come questa. Visto quanto sopra e in considerazione
del servizio fornito alla collettività da parte della
signora Rossi, ormai 83enne, spero vogliate provvedere a rettificare
il vostro comunicato stampa e a toglierlo dal vostro sito
internet.
Fiducioso
in un riscontro positivo a questa missiva elettronica, l'occasione
mi è grata per augurarvi tutto il successo possibile
per la vostra lodevole attività e per porgervi cordiali
saluti.
lic.
iur. Gianluca Padlina
Comunicato
stampa in risposta al Lic. Jur. Gianluca Padlina, patrocinatore
della Signora Giuseppina Rossi del rifugio "Paradiso
dei Gatti".
Offensiva
Animalista ha il dovere di prendere posizione sullo scritto
inviato dal Signor Padlina che risulta essere in buona parte
non corrispondente ai fatti.
Innanzitutto, la persona che ha segnalato per prima la situazione
al nostro gruppo non è la ex-volontaria su cui penderebbe
una causa penale, ma una persona di tutto rispetto e con la
quale abbiamo potuto verificare quanto affermato. Inoltre,
dopo aver diffuso il nostro primo comunicato stampa, precisiamo
che un'altra persona si è rivolta a noi, confermando
per iscritto quanto già detto dalla prima testimone.
Offensiva
Animalista ribadisce, dunque, quanto già comunicato
e ricorda inoltre che Giada, a tutt'oggi, si trova ancora
al gattile. E non è ancora stata data in adozione come,
invece, promesso ai media dalla stessa responsabile.
Attendiamo
dunque dalla Signora Rossi un chiaro segnale e prove certe
che il futuro della gattina anziana sia assicurato.
Precisiamo che quanto affermato riguardo riunioni e soccorso
prestato ad altri gatti dal signor Padlina non ha alcun fondamento
di verità, in quanto Offensiva Animalista non ha mai
tenuto nessuna riunione presso il gattile né vi ha
mai portato animali.
Ricordiamo
inoltre che Offensiva Animalista, prima di diffondere notizie
e lanciare accuse precise e dettagliate, verifica attentamente
tutto ciò che afferma.
Del resto, siamo ancor oggi in attesa della denuncia che,
due mesi fa, ci era stata preannunciata dalla Signora Corinne
Ferrari Fani, a proposito del rischio di soppressione di due
cani (Orso e Gea) e che non è mai arrivata.
Viste le prove inconfutabili in nostro possesso non poteva
essere altrimenti. Ma cercare di mettere in dubbio il nostro
lavoro con menzogne, peraltro facilmente smontabili, non è
un comportamento accettabile in una società civile.
I
nostri detrattori non si illudano: non ci muoviamo senza documentazione
scritta, affermazioni registrate e testimoni.
|
13-25.02.09
- Orso e Gea cercano casa
ma anche in pericolo di vita
Campagna
per il divieto di soppressione di
animali domestici sani
|
A
PROPOSITO DELLA DENUNCIA DI CUI LA SIG.RA CORINNE FERRARI
FANI HA PARLATO CI LIMITIAMO A PUBBLICARE QUESTO ANNUNCIO
APPARSO SU:
eXtra
- Corriere del Ticino: numero |7| dal 14 al 20 febbraio 2009
annunci:
ANIMALI E ACCESSORI
<<ATTENZIONE!!
APPELLO IMPORTANTE.
Causa decesso del padrone due meraviglie di cani un po' diffidenti
per la vita che hanno passato, ma con un po' d'amore ritroveranno
la fiducia, cercano urgentemente casa sennò
vi è la possibilità che fra qualche mese vengano
addormentati.
Maschio e femmina sono nati nel 2002. I cani sono a NOVAZZANO.
Per info: corinne.ferrari@bluewin.ch
Tel. 079/221.52.70 oppure 091/682.37.12.
QUESTO È UN APPELLO
COL CUORE IN MANO.>>

vedi pagina intera del
giornale
NO
COMMENT.
Ricordiamo che gli annunci per l'uscita del 14 febbraio dovevano
esser inoltrati alla redazione entro l'11 febbraio e chi l'ha
scritto dev'essere la stessa persona del contatto dell'annuncio,
vedi regolamento:

13.02.2009
COMUNICATO
STAMPA:
Offensiva
animalista apprende con sollievo che i due pastori tedeschi
ospiti di una pensione di Novazzano non verrano soppressi,
ma ribadiamo che le informazioni in nostro possesso erano
di tutt'altra natura. Meglio così.
I soggetti in questione, quindi, ovvero la pensione, la Protezione
Animali che li prenderebbe in consegna e il comune di Stabio
che ha pieno potere decisionale sulla questione, non avranno
alcun problema a mettere per iscritto che i due cani, anche
se non dovessero trovare un proprietario, potranno rimanere
- vita natural durante - vivi e vegeti, senza che qualcuno,
per mancanza di posto o per altri motivi, decida di sopprimerli
per fa spazio a cani più adottabili.
Perché questo succede di norma. A noi, infatti, risulta
che in tutta la Svizzera le soppressioni di animali domestici
sani da parte di privati, canili e protezioni animali sia
purtroppo perfettamente legale.
O qualcuno è in grado di smentirci? Rimaniamo in fiduciosa
attesa.
La
proposta di varare una legge che impedisca l'uccisione di
animali domestici, se non per gravi problemi di salute, rimane
dunque più attuale che mai.
Offensiva
animalista ha appreso che la pensione Il
Mulino di Prudenza di Novazzano (http://www.mulinoprudenza.com/)
si appresterebbe ad uccidere due pastori tedeschi, Orso
Gea, lì ospitati poiché il proprietario
è deceduto recentemente.
Questo solo perché la struttura sembra non avere spazio
dove tenerli.
I cani sono sani e docili, come ha riconosciuto lo stesso
canile. Ma si parla di soppressione come se si trattasse del
provvedimento più normale del mondo.
Come sia possibile uccidere animali sani e che non hanno mai
dato fastidio a nessuno, peraltro dopo pochi giorni di permanenza,
è un atteggiamento che non fa certo onore al nostro
Paese.
Qui non c'è di mezzo un presunto dogo che ha morsicato
un padrone violento e irresponsabile. Ci sono due cani buoni
come il pane, a detta di tutti.
Ma se nessuno li adotterà, le civili norme che regolano
il nostro vivere, porranno legalmente fine alla loro vita.
È disgustoso.
In altri paesi le soppressioni ingiustificate - e questa lo
è certamente - sono vietate dalla legge.
Chiediamo pertanto con forza e determinazione alla classe
politica di intervenire, emanando una legge che proibisca
la soppressione di animali domestici sani.
Che il governo e il Gran Consiglio intervengano non solo per
vietare razze o definirne altre pericolose. Ma, una volta
tanto, per salvare la vita a quello che dovrebbe essere il
miglior amico dell'uomo.
Anche se tutti se ne dimenticano un po' troppo spesso.
|
INTERROGAZIONE
Eutanasia cani pericolosi
- Patrizia Ramsauer |
Data
18.01.2009
Durante l’estate ho ricevuto, da amici animalisti, le
e-mail che allego. Le ho rese anonime, anche se sul settimanale
Il Caffé è stata pubblicata la storia con tanto
di nomi.
Gli
scorsi giorni ha fatto notizia l’eutanasia del dogo
argentino, ospite, da qualche tempo, del rifugio della SPA
di Bellinzona.
Chiedo
pertanto si faccia chiarezza sui due casi specifici, nonché
su eventuali altri casi simili di cani eutanasiati.
Il
cane proveniente dall’Italia era provvisto di tutto
quanto la legge svizzera prevede? Microchip, vaccinazioni,
certificato di sanità, altro?
Se
no, come è stato possibile che l’animale venisse
importato?
Quanti
animali da compagnia, in particolare cani, sono stati importati
illegalmente in Ticino negli ultimi 10 anni? Di che razza
o taglia erano? Per quale motivo non erano legali e chi ha
permesso la loro entrata illegale?
Quanti
cani con coda e orecchie tagliate sono stati importati in
Ticino negli ultimi 10 anni? Come è stato possibile?
Si è proceduto contro chi non ha fatto il proprio lavoro?
Si è proceduto contro chi l’ha importato o acquistato?
In che modo? Quanto è stato incassato di multa per
ogni singolo caso? Per cosa viene utilizzato l’introito
delle multe? I veterinari del Cantone Ticino sono obbligati
a segnalare all’Ufficio del veterinario cantonale cani
non in regola? Lo fanno solitamente?
Sia
per il cane importato dall’Italia, sia per il dogo argentino,
chi ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano
ritenuti pericolosi? Per quale motivo, nel caso del dogo,
dal momento che era possibile consegnarlo ad un’associazione
italiana che da anni si occupa della riabilitazione di cani
difficili, non è stata scelta questa opzione? Per quale
motivo il dogo, proveniente dal sottoceneri, è stato
affidato alla SPA di Bellinzona e non alla SPA della giurisdizione
da cui proveniva, disposta ad ospitarlo?
Le
perizie di pericolosità per questi cani da chi vengono
effettuate? Viene chiesto il parere di più veterinari
o ci si basa unicamente su quella di un veterinario? Quanto
costa una perizia? Chi la paga?
Quanti
cani sono stati sottoposti a perizia negli ultimi 5 anni?
Di che razza o taglia erano? Per quale motivo si ritenevano
pericolosi? Di che tipologia era il proprietario? Gli animali
erano stati maltrattati? Gli animali provenivano dall’estero
o da allevamenti svizzeri?
Sono
stati tutti soppressi? Se no, che ne è stato di loro?
Etologi
di fama europea quali Giorgio Celli, hanno ribadito che cani
mordaci sono rieducabili e la soppressione è da scartare
a priori.
Come
viene valutata questa considerazione dall’Ufficio del
veterinario cantonale? E dai veterinari esperti in perizie
sui cani cosiddetti pericolosi?
L’Ufficio
del veterinario cantonale è a conoscenza di quanti
animali da compagnia, in particolare cani e gatti, vengono
eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari, unicamente
perchè non vogliono più tenerli? I veterinari
ticinesi devono segnalare i casi all’Ufficio del veterinario
cantonale? Vengono prese sanzioni verso questi ingrati umani?
Il
presidente di una SPA ticinese, che e pure veterinario, può
decidere autonomamente la soppressione di animali ceduti alla
Società? Anche se si tratta di animali giovani e sani?
Può,
da solo, stabilire che l’animale non è adottabile?
Su quali basi etiche e legali?
Chiedo
anche una presa di posizione da parte del Consiglio di Stato
su e-mail e articolo del Corriere della sera allegati.
PATRIZIA
RAMSAUER
Allegati:
citati
| ALLEGATO
1
Da:
omissis
Data:
10.09.2008 15:33:22
Oggetto:
FW: SVIZZERA ASSASSINA!!! LEGGETE TUTTI!!!
Adesso
abbiamo lo scritto ufficiale di ... omissis ... concernente
il cane Birillo. Adesso dobbiamo tutti muoverci e andare
fino in fondo a questa storia per capire cosa e come
è successo. È inoltre molto importante,
per gli animali e per tutti quelli che lavorano per
il loro bene, capire cosa significa in Svizzera proteggere
gli animali e cioè sapere se la legge Svizzera
consente o permette cose come quelle descritte nella
lettera di ... omissis ... se la legge protegge gli
animali dall'arbitrio dell’ essere umano svizzero.
Cordiali saluti, ... omissis ...
Date:
Wed, 10 Sep 2008 12:23:00 +0200
Subject:
SVIZZERA ASSASSINA!!! LEGGETE TUTTI!!!!
From:
omissis
To
omissis
Dovete
assolutamente leggere questa drammatica storia!!!! (le
foto possono e devono essere rese pubbliche!!!). Il
10 agosto avevo fatto adottare un cane meraviglioso
ad una donna di 23 anni di Tenero, paesino vicino Locarno
(Svizzera italiana), di nome ... omissis ... Sono 15
anni che faccio adottare cani e gatti e non ho mai avuto
problemi in tutta la mia vita, chi mi conosce lo sa
bene. Questa schifosa assassina ha ucciso il mio cane
!!!!!!!!!!!!!!!!! Mi ha angosciata per settimane perché
lo voleva a tutti i costi ad agosto per farlo stare
con i suoi figli prima dell'inizio delle scuole e poi,
dopo due giorni, mi ha telefonato dicendo che non lo
voleva più. Io le ho subito detto che al mio
rientro dall'estero sarei corsa a Tenero a riprenderlo
e lei mi aveva dato la sua parola che lo avrebbe tenuto
fino al mio arrivo. Le ho chiesto mille volte se aveva
problemi a tenerlo per qualche giorno e lei mi ha sempre
risposto di no, di non preoccuparmi. Mi mandava le foto,
che io ho salvato, di sua figlia di 4 anni abbracciata
al mio adorato Birillo con scritto di stare tranquilla
che andava tutto bene. Mi ha mentito. Non andava bene
per niente!!! Questa pazza mi chiamava tutti i giorni
in preda ad attacchi isterici piangendo ed urlando al
telefono dicendo assurdità del tipo che il cane
le aveva rotto le tapparelle della cucina ed ora gliele
dovevo ripagare io!!!!! Mi ha confessato di avere problemi
di nervi e che aveva un esaurimento nervoso!!!!!!! Aveva
crisi isteriche per telefono impressionanti!!! Dalla
sua prima telefonata da matta ho subito mandato qualcuno
a riprendere il cane ma non hanno trovato né
lei né il mio Birillo. Ho subito iniziato a telefonarle
a ripetizione e lei e sua sorella mi attaccavano il
telefono in faccia. Mi insultavano e mi minacciavano
di non chiamarle mai più. Continuavo a chiedere
dov'era Birillo e loro non mi rispondevano!!! Prima
mi hanno inventato che il cane lo avevano fatto adottare
in Sicilia...???? Poi mi hanno detto che stava da una
famiglia svizzera.???????? Io ero in macchina per riprenderlo,
come eravamo rimaste, e lei si negava urlandomi al telefono
che il cane era suo e ci aveva fatto quello che voleva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La verità è che questa schifosa assassina
ha fatto sopprimere il mio cane da un veterinario macellaio
del canton Ticino di nome Luca Bacciarini. Ho chiamato
subito questo bastardo che mi ha detto che loro lì
in Svizzera non mettono i cani nei canili, se una persona
non li vuole più, ma li uccidono!!!!!!!!! Non
importa che il cane sia sano, giovane, buono. in Svizzera
l'eutanasia agli animali è legale!!! Chiunque
può far sopprimere il proprio cane, o qualunque
altro animale, anche perchè solo si è
stufato e non lo vuole più!!!! Vi rendete conto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ve lo giuro sulla mia vita che era il cane più
buono del mondo e questa bastarda mi mandava mille foto
del cane con i suoi figli abbracciati dicendo che lui
era un amore ma che era lei quella esaurita!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non ha rispettato i patti, mi ha mentito, non mi ha
aspettata il giorno che eravamo rimaste che io sarei
andata su a riprenderlo e lo ha ucciso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ho fatto la denuncia, ho iniziato tutte le pratiche
con gli avvocati, ma vi prego di non far adottare mai
più un cane in Svizzera!!!! La loro legge è
vergognosa!!!!!!! E tutte le associazioni svizzere con
le quali sono in contatto mi hanno detto la stessa cosa!!!!
Gli svizzeri vogliono tanto i nostri cani dall'Italia
perchè per loro è più facile averli,
altrimenti dovrebbero pagare per salvarli dai loro canili.
e invece, quelle povere creature chiuse nelle loro strutture,
dopo un breve periodo, vengono soppressi!!!!!!!! E gli
svizzeri invece di salvare i loro cani dalla morte vogliono
sempre i nostri!!!!!! Sono schifata, arrabbiata, piena
di dolore profondo. Voglio giustizia per il mio Birillo!!!!!!!!
Hanno ucciso un essere innocente solo perchè
una pazza sotto esaurimento non lo voleva più
e con la complicità di questo veterinario assassino
lo hanno eliminato!!!!!!!!!!!!! Vi prego di scrivere
il vostro sdegno ai due veterinari responsabili dell'uccisione
di Birillo sulle loro mail o telefonando, in quanto
i loro contatti sono pubblici. si trovano infatti sul
sito ufficiale svizzero in internet.dott. Luca Bacciarini
luca.bacciarini@ti.ch 0041.91.8144100 dott.ssa Marta
Morini Lanfranconi (sua complice) marta.morini-lanfranconi@ti.ch
0041.91.8144106.
Questi
dati possono essere inseriti su tutti i forum e tutti
i blog in quanto sono pubblici. La mail della responsabile
di questo assassinio, ... omissis ..., li do a voi che
leggete questa mail privatamente cosÌ che possiate
scriverle il vostro disgusto, ma non può essere
resa pubblica. Solo le associazioni possono nel loro
forum renderla pubblica se vogliono. Ed io ci spero
cosÌ che tutti possano farle sapere quello che
pensano di lei e del suo gesto schifoso e vile!!!! Questi
esseri indegni hanno fatto morire il mio Birillo che
ora sarebbe tornato a casa!!!!!!!!!!! Nelle foto c'è
Birillo. La prima è con me e nella terza abbracciato
alla figlia dell'assassina!!!!!!!! Eccolo il cane aggressivo!!!!!!!!!!
Maledetti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vorrei fare una petizione per Birillo ma non so come
si fa su internet. Se qualcuno può aiutarmi.
Grazie grazie a tutti e vi prego di scrivere a tutti
e tre i responsabili dell'assassinio di Birillo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
da
.L. da Livorno
Con
mio grande sgomento ho appreso che oggi, 12 settembre,
quattro (4) cani del canile Tricase (Lecce) sono partiti
con il treno Lecce-Milano con destinazione finale SVIZZERA!!
Come è possibile dopo tutte le orribili notizie
degli ultimi tempi? Qualcuno ha notizie, sa qualcosa?
L.,
Livorno
da
G. da Civitanova Marche (MC):
L.,
perchè tanto sgomento per la notizia che hai
appreso? Da quelle parti esultano nello spedire i cani
in Svizzera, come se non fosse possibile affidarli per
lo meno nella propria regione ma si sa gli svizzeri
sono molto ma molto più civili di noi e pur di
non far soffrire un cane alla fine lo abbattono
Ti
invio un link dal quale potrai renderti conto con quanta
gioia trasbordano gli animali: risolvono il loro randagismo
e non migliorano nulla. |
|
ALLEGATO
2
LODOVICA:
"IL MIO CUCCIOLO GIUSTIZIATO IN SVIZZERA"
Il racconto per evitare che vi siano altre storie
così.
8
ottobre 2008 - Lodovica Mairè Rogati (figlia
di Elio: parlamentare, ex-diplomatico, docente universitario)
è una bella e giovane attrice. Fra gli interpreti
di «Matrimonio alle Bahamas» con Massimo
Boldi, ha condotto programmi televisivi sia alla Rai
che per Mtv inglese; conta su una lunga esperienza di
reporter in Africa ed è pazza per gli animali.
Volontaria al canile di Porta Portese già a 12
anni, rallegra i genitori rincasando con ogni specie
di esemplare ferito o abbandonato. Adulta, si perfeziona.
Ne sa qualcosa il giovanotto che un giorno torna con
lei in auto da Napoli: a bordo autostrada Lodovica scorge
due cani a terra nel sangue. «Sono morti»,
dice lui.
Ma
lei gli chiede di accostare comunque. Uno, in effetti,
è rigido. L'altro, un setter, respira ancora.
Nuovo itinerario, la Clinica Etiopia: Razzo ha salva
la vita. Specialità di Lodovica diventano le
adozioni private; anche grazie alla comunità
animalista di Internet riesce a organizzarne una decina
l'anno. Più che mai scrupolosa, ogni volta verifica
l'attendibilità del destinatario, con cui rimane
in contatto per l'intera vita del cane; non di rado
nascono belle amicizie.
La
scorsa primavera Lodovica trova Birillo, meticcio di
un anno, molto affettuoso. Lo porta a casa, lo cura,
quindi mette un annuncio con foto. D'estate, anziché
una e-mail, riceve una telefonata da Tenero, vicino
Locarno. È una ragazza di nome Romina, ha due
bambini e sarebbe felicissima di accogliere il cane.
Seguono lunghe conversazioni al telefono, Lodovica le
fa firmare un modulo standard con l'impegno di restituirle
Birillo in caso di problemi, quindi chiede ad amici
che si trovano in Svizzera di andare a incontrarla,
visionando casa e contesto: trovano tutto a posto. Birillo
parte tranquillo, Lodovica va in vacanza in barca.
Dalla
Corsica riceve frequenti chiamate di Romina, dapprima
entusiasta. Poi, però, il tono si fa strano e
la donna inizia a dire che il cane ha combinato qualche
guaio. Ma alla comunicazione successiva è di
nuovo allegra e invia col cellulare foto dei bimbi abbracciati
a Birillo. In mezzo al mare, Lodovica inizia a provare
inquietudine. Di lì a poco, infatti, Romina si
fa viva gridando che Birillo ha morso il figlio, salvo
poi ritrattare. Lodovica allora le dice che manderà
subito un volontario a prelevarlo. Più calma,
Romina rifiuta e la prega di lasciarla tentare ancora.
Angosciata, Lodovica rientra a Roma e l'avverte che
si sta mettendo in viaggio di persona, per riprendere
il cane. All'altezza di Firenze le telefona, ma Romina
riattacca e invece manda un sms invitandola a chiamare
Luca Bacciarini, veterinario cantonale. Lodovica compone
di corsa il numero e spiega al dottore di essere in
cerca di Birillo, il suo cane. «L'ho soppresso
ieri», risponde placido quello.
Sotto
choc, Lodovica chiede chi mai l'abbia autorizzato a
fare una cosa del genere. «Capisco che voi italiani
siete abituati alla spazzatura di Napoli e ai veterinari
che agiscono fuori dalla legalità - ribatte Bacciarini
- qui invece agiamo secondo le regole». Fra lacrime
e insulti, viene fuori che Romina (la quale poi, in
una lettera, ammetterà di aver mentito in preda
a una crisi isterica) ha consegnato Birillo dichiarandolo
aggressivo. Peccato che manchino referti medici e denunce
indispensabili a dimostrarne la pericolosità,
ovvero quanto, apprende Lodovica dall'associazione animalista
svizzera Atra, occorre al Cantone per uccidere un animale.
Privatamente invece (ma non è il caso di Birillo)
chiunque, in terra elvetica, pagando può ottenere
che un cane sia abbattuto, anche solo perché
venuto a noia.
La
storia gira in rete, la comunità zoofila scrive
a Romina e ai veterinari centinaia di mail indignate.
Lodovica riceve al telefono minacce di morte. E apprende
che i lindi canili svizzeri accolgono non più
di 8 ospiti alla volta: a breve vengono eliminati. Adottarli
è costoso, perciò giungono tante richieste
al nostro Paese.
Decisa
a sporgere querela e a rivolgersi al Nirda del Corpo
Forestale dello Stato, Lodovica sta diramando a tutti
i canili, le associazioni e gli amanti degli animali
la sua spaventosa esperienza. Già nelle ultime
ore è emerso un dramma sventato dall'Associazione
Volontari Canile di Porta Portese, riusciti a recuperare
una cagnolina, mandata in Svizzera da un signore, che
stava per condividere la sorte di Birillo.
Corriere
della Sera - ROMA -
sezione:
PRIMA PAGINA - data: 2008-10-07 num: - pag: 1
autore:
di MARGHERITA D'AMICO categoria: REDAZIONALE
Il
racconto di Lodovica
«Il
mio cucciolo giustiziato in Svizzera» |
 |
vedi
interrogazione sul sito del Canton
L’avvenuto
assassinio del cucciolo di dogo argentino, alla luce delle
più di 500 firme in sua difesa raccolte in meno di
una settimana in tutto il Ticino da parte di Offensiva Animalista,
ci conferma che il Dottor Tullio Vanzetti, la Dottoressa Marta
Morini-Lanfranconi, e i collaboratori dell’ ufficio
preposto, poco hanno davvero a che fare con la professione
di veterinario e possono essere invece considerati alla stregua
di macellai.
La morte del dogo è apparsa nei media con un comunicato
colmo di menzogne; difatti come ci è stato ribadito
da più persone, il cane era tenuto in condizioni pietose,
di certo non idonee e maltrattato da un uomo con gravi problemi
sociali. Inoltre il Dottor Vanzetti ha cambiato continuamente
versione durante le nostre numerose chiamate informative,
dando di volta in volta una risposta diversa a seconda della
persona con cui stava parlando.
Considerando che il Dott. Vanzetti e tutti gli altri funzionari
dell’ufficio del veterinario cantonale sono pagati con
le tasse dei cittadini ticinesi ci si aspetterebbe come minimo
una certa chiarezza ed onestà d’intenti.
Infine al Dottor Vanzetti è stata data non solo l’opportunità
di rieducare il cane in quel di Arese nella struttura di Vita
Da Cani (non un rifugio ma un centro di recupero specializzato),
ma anche di affidarlo privatamente a persone competenti in
Svizzera e ancora in una struttura che si occupa solo di questa
razza, di cui la maggior parte sordi proprio come il cucciolo
assassinato. Di alternative valide e sicure dunque ve n’erano.
Ma si è deciso per la via più comoda: l’assassinio.
Alla
luce di questo triste episodio, Offensiva Animalista a partire
da subito e a tempo indeterminato da il via ad una protesta
che si svolgerà su più fronti.
Incominciamo a far
sentire il nostro sdegno ai diretti interessati:
Ufficio
del Veterinario cantonale: dss-uvc@ti.ch
Marta Morini-Lanfranconi: marta.morini-lanfranconi@ti.ch
tel.: 0041/91.814.41.06
Tullio Vanzetti, veterinario cantonale: tullio.vanzetti@ti.ch
Luca Bacciarini sostituto veterianario cantonale: luca.bacciarini@ti.ch
Ufficio del Veterinario cantonale
All'att. Tullio Vanzetti
Via Dogana 16
6500 Bellinzona
tel. 0041/91 814 41 00
fax 091 814 44 44

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