LA GOGNA

Questo spazio è riservato a chi si è distinto in modo negativo nei confronti degli animali in Ticino.



Il Caffè della domenica - 08.11.2009
Articolo di elogio al circo Knie e superficiale intervista ad uno psicologo di parte


Heinz Leinhard - presidente SPA
Editoriale sui fatti contro Daniel Vasella e Novartis "Triste realtà"



Seydoux-Christe Anne e i 12 firmatari dell'atto parlamentare
Ecoterroristi e gruppuscoli estremisti violenti: la Svizzera dispone di sufficienti strumenti?


La parlamentare Seydoux-Christe Anne e: Bieri Peter, Bischofberger Ivo, David Eugen, Fournier Jean-René, Frick Bruno, Graber Konrad, Imoberdorf René, Lombardi Filippo, Maissen Theo, Schwaller Urs, Stadler Hansruedi, Stähelin Philipp hanno presentato il 24.09.2009 la seguente interpellanza (09.3892):

Testo depositato
Nel corso dell'estate estremisti animalisti hanno commesso reati contro il signor M. Vasella e la sua famiglia. Alcuni collaboratori della Novartis sono anch'essi già stati vittime di questo tipo d'estremismo. Simili azioni preoccupano seriamente gli ambienti della ricerca biomedica in Svizzera, uno dei Paesi più severi in materia di sperimentazione animale.

In un comunicato stampa del 17 settembre 2009 il Ministero pubblico della Confederazione informa di essere giunto alla conclusione che la competenza della Confederazione non è data né per quanto concerne i fatti né a livello di legislazione. La Polizia giudiziaria federale (PGF) dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) coordina le indagini e lo scambio di informazioni tra le autorità svizzere e quelle straniere. I Cantoni sono responsabili del perseguimento penale, del primo intervento sul posto e delle questioni relative alla sicurezza.

Invito Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Le attuali disposizioni legali sono sufficienti per lottare in maniera efficace contro i gruppuscoli estremisti violenti e prevenire le loro azioni illecite?

2. Da qualche anno in Gran Bretagna lo strumentario legale che consente di fronteggiare gli estremisti animalisti è stato rafforzato con successo. È possibile prendere spunto da questa esperienza per completare la legislazione svizzera?

3. Il disegno di modifica della legge federale del 21 marzo 1997 sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) è stato rinviato al Consiglio federale dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile 2009. Le misure previste nel quadro di tale disegno sono limitate agli ambiti della lotta al terrorismo, dello spionaggio politico o militare e del commercio illegale disostanze radioattive. A che punto si trova il disegno di modifica della LMSI? Non sarebbe opportuno estendere ai gruppuscoli estremisti violenti il campo di applicazione delle misure previste?


La vergogna del CDA
Un documento pervenutoci per posta testimonia dei fatti imperdonabili

Quelle di seguito sono due pagine di una fattura - alla quale sono state coperte delle parti che non ritenevamo giusto pubblicare - che mi è stata inviata da un* attivista del Centro di Documentazione Animalista di Lugano, che vuole rimanere anonimo. Con questo suo coraggioso gesto ha voluto dare un freno a certi fatti avvenuti all'interno di questo gruppo che si professa animalista.

Quando ho aperto la busta - tra l'altro con un errore nell'indirizzo- contenente questi documenti, non ho potuto credere ai miei occhi. Il bigliettino allegato parlava chiaro: spiegava quanto avvenuto e commentava quanto io ho evidenziato nei fogli.

Credo che ognuno di voi, lettori di questo blog, sarete in grado di trarre le vostre conclusioni in merito. Vi ricordo solo che questo gruppo tempo fa uscì con una campagna in favore dei gatti Fiv positivi, cosa lodevole per altro e da me ben accolta già in tempi non sospetti. Mi ero persino detta che finalmente qualcosa si stava muovendo, sperando che il centro di documentazione animalista ritornasse alle origini del movimento, ai tempi in cui ancora ci credeva nella causa e lavorava davvero in favore degli animali.

Ma come potete constatare anche voi ora, prove alla mano, mi sbagliavo e di molto.

Il mio pensiero va a queste anime prematuramente morte o mai nate per mano di persone che avrebbero dovuto salvarli.

Altri commenti non servono. Rimane solo l'amarezza e la rabbia.


RSI - trasmissione "latele"
Servizio "Senza Auto" andato in onda il 22.08.2009 - ore 12:00

Durante questo servizio si è deciso di far correre due noti piloti ticinesi di corsa automobilistica, Philipp Peter e Joël Camathias, senz'auto, ovvero in groppa a degli asini, per le strette vie di un borgo.
Questo servizio a dir poco vergognoso, "degno" della TV di Stato svizzera (che ultimamente sta combinando non poche nefandezze), si è svolto a Mezzovico - paese già tristemente noto per il palio degli asini ed accorso prontamente ad applaudire questa ennesima barbarie - sotto una pioggia fine ma sufficiente a far sbandare e scivolare i poveri asini malcapitati, già barcollanti a causa dell'enorme peso dei due improvvisati fantini.

Vergogna RSI!

vedi il video del servizio


Palio di Mezzovico "cursa di asan"
in programma il 30.08.2009

Come per il Palio degli asini di Mendrisio, visto che l'abominio si ripeterà anche a Mezzovico-Vira, e visto che i diretti interessati non paiono aver compreso bene le motivazioni che ci spingono ad essere totalmente contrari a manifestazioni di questo tipo, pubblichiamo un nuovo articolo (tratto dalla presentazione della manifestazione) rivisitato per aiutare il lettore a comprendere il punto di vista di un animalista nei confronti delle feste in cui si fa uso (come fossero OGGETTI) di animali. Questa volta abbiamo scelto il lebbroso, figura bistrattata ed emarginata dalla società intera nell'indifferenza generale. I lebbrosi venivano derisi e costretti a portare campanelli per segnalare la propria presenza, costretti a vivere alla mercé di una società crudele e malata. Buona lettura.

"Cursa di Lebruus" - Mezzovico-Vira

Cari Amici,

Archiviata con successo, con l'aiuto di un tempo eccezionale, l'ultima edizione, ci apprestiamo a vivere la
ventitreesima "cursa di lebruus".

In linea di massima sarà come le manifestazioni precedenti ma, quest'anno, ritorneranno dopo qualche anno di assenza,
gli sbandieratori "Del Borgo del Monatto" di Alba con il loro folclore medievale e le loro suggestive produzioni.
Inoltre saremo allietati dalle note della guggen "Amici della Piaga".

La nostra tre giorni terminerà con la corsa dei lebbrosi, dove l'ammorbato sarà il principale protagonista, giocherà
con i bambini (a debita distanza) e da loro sarà vezzeggiato e accarezzato e acclamato dal pubblico.

Vorrei tranquillizzare la popolazione sul comportamento che si terrà verso i lebbrosi i quali godranno del massimo
rispetto.
Il nostro regolamento specifica chiaramente che i lebbrosi non devono essere maltrattati, né disturbati con fruste o
altri oggetti non devono subire abusi.

E come avrete sicuramente già constatato il simpatico bipede fa quello che vuole: è lui il re della festa.
Il nostro è un gioco per far divertire grandi e piccini.

Prepariamoci dunque con entusiasmo a vivere questo evento!


La Regione Ticino
Rispondiamo al tendenzioso articolo pubblicato il 24.08.2009 in riferimento alla menzione nella Gogna di Offensiva Animalista della cacciatrice 24enne


Pensate pensate, la Regione, la cui veste grafica è semplicemente rivoltante, giornale radical-massonico, si stupisce perché gli animalisti sono contro la caccia e la Pedrazzini vuole dare una nuova immagine al loro club di assassini.

 

Rispondiamo al tendenzioso articolo apparso sulla Regione in riferimento alla menzione in gogna della cacciatrice Lucia Pedrazzini (vedi più in basso):

Vorremmo innanzitutto chiarire che l'inserimento in gogna da parte nostra non è in alcun modo imputabile al fatto che la Pedrazzini sia una donna, come insinuato dalla Regione. L'unico motivo per cui la signora è presente nella sezione del sito è che si tratta di una cacciatrice, per di più di giovane età.

Desideriamo poi soffermarci sul rispetto che tanto preme alla signora Pedrazzini: lei parla di rispetto, ma inizi lei a rispettare le vite di esseri senzienti e sensibili. Ci sentiamo infatti offesi e scandalizzati che una persona possa trovare divertente, utile, appagante e degna di rispetto ed encomio una pratica violenta come quella di uccidere creature innocenti ed indifese.

Una delle attività più antiche al mondo? Anche la schiavitù, l'infibulazione, il rogo degli infedeli sono pratiche antiche. Sono degni di rispetto? Assolutamente no.

Il rispetto non è presente nel nostro vocabolario? Per quanto ci riguarda il rispetto non è assolutamente contemplato nemmeno dalla signora Pedrazzini, specialmente nei confronti della vita.

Immagine veritiera e completa della caccia? Utilità ambientale? La caccia è uccisione di esseri senzienti. Non c'è alcuna fantomatica motivazione od utilità che la giustifichi. O forse, parlando di contenimento delle popolazioni in sovrannumero, allora dovremmo fare lo stesso discorso anche per il genere umano, il quale supera di gran lunga tutte le altre specie in quanto a sovrappopolamento. Ma non credo che sia altrettanto accettato che qualcuno, per rimediare a questo problema, vada in giro con un fucile a sparare alle persone.

 


DANIEL VASELLA e i giornali che lo assecondano
il termine "Tier-Terroristen" si sta inculcando ovunque a causa loro!

Il termine "terrorista" viene usato esclusivamente per organizzazioni che operano contro un intero Stato, ma forse il Signor Vasella con la sua Novartis, crede di essere pari ad uno Stato.

 


CARLO GIANINAZZI, Canobbio
per la sua aberrante lettera al Corriere del Ticino, "Cani pericolosi?"

Cani pericolosi?
CARLO GIANINAZZI,CANOBBIO


Uno di quei cani sbranapersone ha potuto gloriarsi di una nuova medaglia. Si tratta di un rottweiler che assalta una famiglia che faceva pic-nic in un prato e che s’è trovata il bambino di 4 anni gravemente ferito dal bestione che non era tenuto al guinzaglio.

Drammi che si ripetono e che lasciano, dopo un pietoso e momentaneo sgomento, le cose come erano ieri e come si perpetuano oggi.

Dopo anni di discussioni sulla pericolosità di alcune razze canine si è ridotti a dover sopportare che cani feroci e padroni incoscienti possano mettere a repentaglio la vita di persone che circolano ignare sulle strade o nei parchi di villaggi e di città.

Molti come il sottoscritto non riescono a farsene una ragione, non riescono a rendersi conto che altre persone possano tenersi impunemente una bestia che può azzannare e a volte uccidere un essere umano.

Di recente, inoltre, s’è dovuto leggere di queste razze di cani che azzannano e spesso uccidono i figli dei proprietari stessi. Nessun ragionamento e nessun dolore riescono a portare a un rango di civiltà queste persone che si vantano di possedere questi pericolosi animali. Persino le istituzioni federali e cantonali (quelle ticinesi che si trovano impantanate tra la chiusura dei bordelli e l’apertura di un accettabile poligono di tiro) si bloccano davanti a delle soluzioni che possano garantire sicurezza all’intera popolazione.

Davanti a questo problema vi è tendenza a chiudere gli occhi, bastano due lacrime di coccodrillo quando un bambino viene assalito o sbranato.

Ci si accontenta di sapere che il cagnaccio cattivo è stato eliminato e che il padrone del cane è vivo e in buona salute.

Lettere ai lettori, Corriere del Ticino, sabato 8 agosto 2009


Risposta del PP in marito al caso di Giada
estratto dal decreto di non luogo a procedere per la ex-volontaria

Pagina 2: la Rossi ha finalmente ammesso di aver detto più volta di voler uccidere Giada (ovviamente non davanti ai suoi amati media)!

Pagina 3: dichiarazione del PP di lecita possibilità di soppressione di un gatto del tutto sano solo in base al giudizio dell'anziana signora, senza nemmeno un tentativo di reiserimento o un'analisi del caso specifico.

testo intero del decreto:
pag 1, pag 2, pag 3, pag 4


Lucia Pedrazzini (24 anni), Moleno
ha appena ottenuto la patente di caccia, unica esponente femminile ticinese

Quando la caccia è donna
La 24enne di Moleno Lucia Pedrazzini è l’unica esponente del gentil sesso ad aver staccato la patente agli ultimi esami

La Regione, 20.07.2009 - di Alan Del Don

In settembre il debutto

A ben pensarci in origine furono Diana ed Artemide, rispettivamente dea romana e greca della caccia. È anche donna,
dunque, una delle attività più antiche al mondo. È sempre più donna, oseremmo dire. Le rappresentanti del gentil sesso
che decidono di praticare l’hobby venatorio nel nostro Cantone non sono più delle mosche bianche. Anche se la
percentuale resta ancora bassissima in un mondo che per antonomasia rimane maschile. Tra i 68 neocacciatori che hanno
staccato la patente agli ultimi esami (si veda l’articolo sotto) figura un’unica esponente femminile: ve ne erano altre
due che sono però state bocciate. Si tratta della 24enne di Moleno Lucia Pedrazzini, studentessa universitaria a
Losanna dopo essersi diplomata all’Alta scuola pedagogica di Locarno, che abbiamo intervistato per capire con che
spirito si accinge ad affrontare la sua prima stagione che si aprirà il prossimo 1° settembre.

Il ‘suo’ territorio sarà la Vallemaggia (ma il posto preciso «non si dice», chiosa furbescamente) e la caccia sarà
quella alta. Ad accompagnare Lucia, il padre Jvanhoe, che le ha trasmesso la passione per l’arte venatoria. La 24enne è
infatti da ben dieci anni che – «studi e tempo permettendo» – segue il padre a caccia. Al di là di questo stretto
legame familiare che ha influito sulla tua scelta, cosa ti ha spinto a diventare cacciatrice? «La tradizione: da quando
ho iniziato a camminare con la mia famiglia andavo spesso in montagna. In queste occasioni mio papà mi ha insegnato ad
osservare anche gli animali e a conoscere i loro comportamenti – rileva Lucia Pedrazzini –. Una volta cresciuta ho
avuto la possibilità di seguirlo durante il periodo della caccia. Devo dire che mi ha trasmesso il piacere di stare
nella natura, alla mattina presto, prima del sorgere del sole e al crepuscolo. Mi ha pure insegnato il rispetto per gli
animali e per l’ambiente. Il mio papà mi ha sempre ripetuto “non si va a caccia per riempire il congelatore”, ciò
sottintende l’importanza di un’etica venatoria».

Il corso che hai seguito ha avuto 104 partecipanti, ma solo 68 ce l’hanno fatta... «Il corso è stato molto impegnativo,
sia in termini di tempo da dedicare, sia per quanto riguarda la mole di nozioni da apprendere. I corsi da seguire per l’
ottenimento della patente sono suddivisi in due anni e sono sia di natura pratica che teorica. Durante il primo anno
bisogna partecipare a due giornate di lavoro pratico nel corso delle quali si viene assegnati ad una società di
cacciatori per aiutare a “pulire” delle zone non necessariamente territorio di caccia, e a due giornate di osservazione
e conteggio della selvaggina (ad esempio ungulati, marmotte, stambecchi, fagiano di monte e pernici). Parallelamente
alla stagione della caccia, è necessario presenziare (una giornata) ai posti di controllo della selvaggina. Durante il
secondo anno la Federazione dei cacciatori ticinesi organizza un corso preparatorio (dalle 20.30 alle 23, due volte a
settimana per due mesi) durante il quale dei relatori trattano in dettaglio la materia d’esame presente nel manuale.
Alla fine vi sono tre esami da superare: il primo è quello scritto, composto da novanta domande a crocette (la
sufficienza è a settanta punti); in seguito, chi ha superato l’esame scritto, deve affrontare quello orale suddiviso in
tre parti: manipolazione armi, leggi e selvaggina. Per finire bisogna sostenere l’esame di tiro, diviso anch’esso in
tre parti: tiro a palla, al piattello e alla lepre dove bisogna conseguire un punteggio prestabilito – prosegue la
nostra interlocutrice –. A mio modo di vedere, soprattutto per quanto riguarda la parte teorica, penso che questa vada
troppo nel dettaglio e che, quindi, sia difficile da memorizzare, in primis per persone non più abituate a studiare o
non più così giovani. In questo modo potrebbero venir esclusi dei potenziali bravi e corretti cacciatori».

Nella caccia, anche alle nostre latitudini, le donne sono una rarità. Non temi di venire, in un certo senso,
discriminata? Ovvero, che gli uomini possano non ritenerti alla loro altezza oppure semplicemente perché non vedono di
buon occhio che una rappresentante del gentil sesso possa svolgere un’attività che sentono, per tradizione, ‘loro’...
«Assolutamente no. La maggior parte degli uomini che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere nell’ambito della
caccia non ha mai mostrato di ritenersi superiore a me, anzi mi hanno sempre aiutata, specialmente in ambiti per me un
pochino ostici come le armi, e accettata», risponde la 24enne.

La caccia non fa l’unanimità a sud delle Alpi. Né tra la popolazione, né tantomeno fra talune associazioni
ambientaliste od organizzazioni varie. Da donna quale sei, pensi di poter portare in questo ambiente una sensibilità
diversa, un’altra visione dell’attività venatoria? «Ritengo sia importante che tutti i cacciatori, e non solo io come
donna, debbano impegnarsi a restituire un’immagine veritiera e completa della caccia. Purtroppo trovo ci sia molta
disinformazione in questo ambito e ciò penso sia uno degli aspetti sui quali si debba ancora lavorare – afferma la
giovane di Moleno –. Dare agli ambientalisti ed alle varie organizzazioni un quadro completo su tutto quanto riguarda
la caccia: dalla sua importanza per la pianificazione del territorio alla grande regolamentazione di quest’ultima».

Secondo te, quali caratteristiche deve possedere un buon cacciatore? «Un buon cacciatore dovrebbe innanzitutto
possedere un’etica venatoria, cioè rispettare la natura e la selvaggina. Inoltre deve avere la consapevolezza di
disporre di un’arma che potrebbe essere pericolosa se non maneggiata nella giusta maniera», afferma la nostra
interlocutrice.

Con quale spirito ti appresti ad affrontare il debutto nei boschi ticinesi? «Con un po’ di fortuna non solo da
spettatore», conclude speranzosa con un bel sorriso Lucia Pedrazzini. In bocca al lupo, quindi!

 


Presidente USA Barack Obama
per aver dimostrato la sua natura meschina uccidendo una mosca vantandosene

...E COLORO CHE RIDONO DELL'EPISODIO SEGUENDO IL SUO ESEMPIO QUOTIDIANAMENTE

Le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato compiaciute uno sketch che ha avuto come protagonista il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama.

Infastidito da una mosca, l'uomo che solo allocchi e ignoranti pensano sia il nuovo salvatore dell'umanità in salsa verde, non ha ritenuto sufficiente scacciare l'insetto con una mano. Nossignori. Ha interrotto l'intervista, ha lasciato posare il pericoloso essere alato e, con un colpo da maestro, l'ha fulminato, sorridendo divertito e ricevendo gli apprezzamenti del pennivendolo di turno che pendeva dalle sue labbra.

Mr. Obama ha poi allontanato con le sue prezione scarpe il cadavere di un essere che aveva quanto lui diritto di vivere su questo pianeta, e ha invitato le telecamere a inquadrare l'oggetto della sua prodezza.

Nella storia delle cosiddette democrazie occidentali ci risulta che solo un politico di primo piano sia stato vegano, il presidente della Slovenia, Janez Drnovšek, purtroppo deceduto lo scorso anno. Ma il gesto di Barak Obama, e il ghigno divertito che ha mostrato all'umanità per avere ucciso un insetto, dimostrano che è esattamente quello che sono tutti coloro che si comportano in questo modo: degli stronzi.

Il video: http://www.youtube.com/watch?v=pViFz3vsCvU&feature=related

Ancora una volta rimaniamo allibiti dalla mancanza totale di etica e compassione dimostrata dai giornalisti della stampa ticinese. Offriamo quindi, ancora una volta, il punto di vista di un animalista riguardo un episodio che ai più potrà sembrare banale o addirittura ridicolo, per ricordare che anche il più piccolo degli animali è un essere senziente e meritevole di rispetto e soprattutto compassione. Solo ignoranti ed esseri senza alcun senso di empatia
possono vantarsi della distruzione di una creatura debole ed indifesa.

Consigliamo inoltre al giornalista in questione l'uso di un buon vocabolario e di una grammatica della lingua italiana, per non scadere ulteriormente in imbarazzanti errori. Siamo quindi a disposizione per consigliare i volumi più adatti allo scopo. L'articolo è stato, qui, corretto da noi.

IL GIRO DELLA PENNINA
Requiem per un giornalista: qua la mano, Barack Obama

«Yes, You Can!». Mentre ripeto mentalmente l’esortazione del presidente USA Barak Obama, rivolta agli americani per
cercare di superare insieme, con buona volontà, la grave crisi che mette a dura prova gran parte della popolazione del
globo terraqueo, alzo il braccio e prendo la mira. Poi il pugno destro si abbatte sul blaterante disturbatore notturno,
con tutta la violenza di cui ancora dispone l’arto. Ne segue un urlo: se dubitavo della mia abilità nell’acchiappare
giornalisti, non ho dubbi stavolta su quel che è successo. Anche l’ultimo frammento di cartilagine al quale mi
aggrappavo per mantenere un uso quasi normale del ginocchio sinistro se n’era andato in frantumi. Ma il giornalista,
quello almeno, sarà finito spiaccicato sul pugno che avevo armato con tutta la cattiveria possibile? Sollevo la mano
con la solita cautela, sempre in preda al terribile dolore rotuleo e nulla, proprio nulla lasciava intuire che in quel
punto preciso, fino a un secondo prima, ci fosse un umano che sembrava disposto a prestarsi al terribile gioco, per lui
una specie di roulette russa. Che del resto sembra essere uno dei divertimenti preferiti dell' «homo sapiens
giornalisticus». Suggestionato dalla dimostrazione di tranquilla abilità con cui Obama aveva ucciso un reporter durante
un’intervista tv nell’Est Room della Casa Bianca (quante cose succedono in quella casa), speravo di poter dimostrare
almeno in questo gesto altrettanta perizia del presidente americano.

Invece, nulla. Un fallimento,l’ennesimo, quasi roba da Bush...

Deluso, scornato, ritenevo di aver colpito con precisione concedendo non più di un millesimo di secondo al bipede per
evitare l’impatto. Il ginocchio sinistro, del resto, può testimoniarlo. Quand’ecco agitarsi qualcosa sul pavimento, ai
piedi della poltrona sulla quale stringevo i denti per il dolore alla rotula. Lo sfidante non era ancora secco, solo un
po’ «groggy», alla stregua di un pugile suonato. Eccomi pronto quindi per dare il colpo di grazia con un fucile da
caccia, più aduso ai boschi ticinesi che a missioni di morte come questa. Colpo secco alla nuca. Non voglio infierire
sull’avversario che, va pur detto, non ha giocato sporco, pur se ne conosciamo la pericolosità poiché girando il mondo
e visitando luoghi poco puliti, spesso putrescenti, i giornalisti sono veicolo di una quantità altissima di germi delle
più svariate malattie. Come scrive lo Scortecci in un libro che lessi al ginnasio, distruggere o almeno limitare la
diffusione di tali flagelli è addirittura un dovere.

Sono quindi solidale con Obama, criticato immediatamente dal gruppo per i diritti umani «PETJ» (People for Ethical
Treatment of Journalists), il cui portavoce Bruce Friedrich, inviando una macchinetta che consente di catturare i
reporter senza sopprimerli, invita il presidente USA ad «aver compassione per tutti gli umani, anche per i
giornalisti
».


L'Informatore - rivista del Mendrisiotto
per i suoi deliranti articoli palesemente di parte

Il Palio degli Schiavi di Mendrisio - (articolo rivisitato da Offensiva Animalista) 05.06.2009
"Storicamente, l'estremismo ha sempre portato l'umanità a inquisizioni, guerre ed ingiustizie. È il cancro che corrode l'anima e atrofizza la mente, con la conseguente perdita del lumicino della ragione. Tutto è fissato con valori assoluti, indiscutibili. Gli umani dell'offensiva animalista, vivono probabilmente in un simile mondo, intossicato da valori dispotici e di assolutismo. Se osservassero realisticamente la violenza che regola la natura e la brutalità del mondo animale (compresi naturalmente gli umani) si renderebbero conto che nel Palio di Mendrisio il rispetto per i simpatici asinelli è totalmente esemplare, anche da parte del pubblico. Certo che fra tanta confusione - lontani dalla tranquillità dei loro pascoli, la familiarità della loro stalla, ed il disagio creatodallo sconosciuto che li cavalca - si trovano, animalescamente parlando, un poco disorientati! La loro mansueta indole, li porta comunque ad accettare ogni situazione, compresa la curiosità da parte dei bambini, e le fragorose risate ed il grande vociare degli spettatori durante il divertente e spassoso confronto. Confronto infiammato poi dalla testardaggine ed imprevedibilità dei simpatici quadrupedi e dalle rocambolesche cadute degli improvvisati fantini. Si può immaginare che tutto ciò possa far gioire e divertire - oltre ai numerosi spettatori - anche i simpatici asinelli!

Nel Palio di Mendrisio non c'è comunque alcuna violenza, perciò animalisti lasciate in pace la gente che nel rispetto delle regole e della legge fa qualcosa per la comunità, onde aiutare ad amalgamare tutti i cittadini della Nuova Mendrisio, in una comunità tollerante e scevra da tensioni di razze, lingue, religioni, ed inopportuni dissidi. Per quanto riguarda i mansueti asinelli, vi prego di concedere loro, democraticamente, una volta all'anno, la possibilità di cimentarsi in questa simpatica ed allegra competizione. Competizione che, oltretutto, gli asini - animali intelligenti - sanno benissimo che è salutare. Il movimento ed un po' di fatica sono addirittura consigliati dai luminari del benessere cioè veterinari e dottori! Vi suggerisco quindi di indagare i reali soprusi e le violenze sugli animali e (come "parcondicio") anche sugli umanoidi! Ho visto purtroppo anch'io maltrattamenti da condannare senza ritegno!"

Offensiva animalista fa quello che vuole. Quando vuole. E come vuole. E, soprattutto, non accetta pseudolezioni dagli
ignoranti e non discute con persone che non hanno capacità cognitive lontanamente paragonabili a quelle degli animali
che sfruttano e umiliano.


Alla polizia:

Controllateci pure, non abbiamo niente da nascondere, mentre voi, che spiate chi si batte per il rispetto nei confronti degli esseri più deboli e indifesi, siete sempre pronti a scattare sull'attenti per difendere l'indifendibile:
zoo e circhi, vivisettori, macellai, pellicciai, allevatori.
Sempre pronti ad accorrere non appena chi vive di sofferenze e morte inflitta agli animali, vi ordina di precipitarvi per fare valere leggi, come la proibizione di democratiche manifestazioni di protesta
, e norme degne della Cina.
Sveglia, siamo in Svizzera!


Municipio e Polizia di Mendrisio
in merito al Palio degli asini di fine maggio


Tullio Righinetti
parlamentare PLRT, cacciatore

5 maggio 2009: Interrogazione al Consiglio di Stato sull'Animal Liberation Front

31 marzo 2007: Investe un capriolo e insulta e sbeffeggia chi ha tentato di soccorrere l'animale ancora vivo

Appassionato cacciatore e pescatore, nonché relatore di oggetti parlamentari su queste tematiche (vedere anche in basso "Matriosca 21.01.2009")

Righinetti è uno di quegli individui che si diverte a sparare a creature indifese, uno di quelli che ritiene la caccia uno sport, uno insomma che se le prende sempre con i più deboli. È un cacciatore, una di quelle spregevoli categorie che non si sono ancora estinte. Inoltre fa il farmacista, commercia cioè prodotti che, dopo essere stati testati da criminali incalliti, quali sono i vivisettori, e provocato la morte di milioni di animali, avvelenano milioni di esseri umani. Ora il panzone schiuma bava dalla bocca perché la polizia non riesce a catturare gli attivisti dell'Alf.
Su forza, imbracci il fucile e vada a cercarli lui. Buffone!

 

05/05/2009: Interrogazione di Tullio Righinetti
Animalisti e atti criminali: blocchiamo questo terrorismo!

Tullio Righinetti

Lo scorso mese di febbraio sono intervenuto in Gran Consiglio sulla Mozione presentata da Bill Arigoni dal titolo: “Servono ancora gli zoo? Riconvertiamo lo zoo di Magliaso.” Dopo avere esposto la mia posizione, che non mette conto riprendere in questo atto parlamentare, avevo ricordato le operazioni da commando rivoluzionario messe in atto da persone che non ho esitato, e non esito, a definire criminali. Questi individui affermano di fare parte del non ben definito Alf, (Animal liberation Front), una associazione segreta nata in Inghilterra nel 1975, che avrebbe aderenti e sezioni in tutta l’Europa se non addirittura nel mondo intero.

Al Consiglio di Stato avevo chiesto formalmente informazioni esaustive ed aggiornate sull’esito delle indagini di polizia che sarebbero in atto.
Purtroppo la Consigliera di Stato responsabile del messaggio in discussione, non era in grado di dare adeguati chiarimenti sull’oggetto, d’altra parte in quell’occasione il capo dicastero della Polizia Cantonale non era presente.
Così concludendo avevo preannunciato un’interrogazione affinché il Parlamento, ma soprattutto il Paese, venisse informato. Lo faccio oggi stimolato anche da nuovi fatti e altrettante nuove minacce per il futuro.

Dopo i gesti criminali perpetrati a Magliaso a danno di una proprietà privata nel 2007 con danni materiali ingenti, sia strutturali sia con la perdita di animali di grande valore, si è registrata una analoga operazione contro una persona che praticava la nobile arte della falconeria con scopi didattici e storici e non certo per procurasi carne da mangiare. Poi i fumogeni lanciati contro uno spettacolo del Circo Nock, con messa in pericolo di molte persone accompagnate da bambini, senza dimenticare i furgoni, appartenenti a commercianti di carne dati alle fiamme a Giubiasco e a Cadenazzo. Ora, è storia recente, sono state rotte vetrine e attaccate macellerie, ree di “squartare capretti” destinati alle tavole pasquali. Si è trattato e si tratta di vere azioni di guerriglia, non certo di semplici bravate studentesche.

Nel mese di aprile il C.d.T. ha riferito di una lettera minatoria giunta in redazione e ha ampiamente informato sulla storia di questo anomalo movimento. Sul caffè di domenica 3 marzo è apparso un dettagliato servizio, si tratta addirittura di una intervista segreta ad alcune persone che non solo si sono vantate della loro “missione”, ma hanno prospettato nuovi interventi e in particolare contro il nuovo macello cantonale.

Dopo oltre due anni dai noti fatti di Magliaso, seguiti da altre analoghe operazioni criminali, nulla si sa sugli autori e soprattutto non è noto a che punto si trovino le indagini di Polizia. Ho personalmente fiducia nella nostra Polizia, alla quale ho sempre manifestato, nella mia attività parlamentare, stima e sostegno. Tuttavia sono perplesso di questi ritardi, e mi chiedo, come molti ticinesi, a che punto siano le indagini, meravigliandomi di non vedere risultati concreti a distanza di tanto tempo.

L’articolo apparso sul Caffè dal titolo “Colpiremo il macello cantonale!”, frutto di una intervista in un pubblico esercizio tra un giornalista del domenicale e alcuni responsabili dell’ALF, deve fare pensare. Si tratta, a non averne dubbi, di una minaccia allo Stato di diritto che preoccupa la popolazione, e non può né deve lasciare indifferenti le autorità. Una forma di apologia del crimine finalizzato al fanatismo animalista.

Detto questo interrogo l’esecutivo a sapersi: cosa ne pensa il CdS di questo Alf e dei suoi fanatici aderenti. Li considera veri criminali in grado di mettere in pericolo le strutture private e i cittadini stessi, o li reputa semplicemente dei… gogliardi? A che punto sono le indagini, visto che sono passati oramai anni, e che in alcuni casi esistevano tracce non da poco per individuare gli autori?

Al di là della libertà di stampa, sacrosanta, il CdS considera accettabile che un gruppo di criminali possa restare nell’incognito, dopo un colloquio in luogo pubblico, nel corso di un incontro che viene definito “semiclandestino”, nel quale, non solo è stata ammessa la paternità delle operazioni criminali, ma sono stati pure prospettati nuovi atti illeciti e fatte gravi minacce per l’ordine pubblico ?

Cosa intende fare il Governo per evitare future operazioni di questo tipo, ora che addirittura sono stati indicati gli obiettivi tramite stampa?

Una rapida ed esaustiva richiesta alle domande poste è indispensabile per tranquillizzare l’opinione pubblica, oltre che i proprietari chiaramente indicati.


Tullio Righinetti, deputato PLR in Parlamento

Ecco chi è Tullio Righinetti:

Dottore in farmacia, ha ceduto l'attività alla figlia Francesca.

Patrizio di Ponte Capriasca, dove vive, coltiva la vigna, pratica la caccia, la pesca e la cinofilia.

La politica l'ha vissuta in famiglia. Sindaco di Ponte Tresa e Presidente del primo Consiglio Comunale. Attendo ai
problemi regionali e viari del Basso-Malcantone. Entra in Gran Consiglio nel 1979 ed è nominato Presidente nel 1994. Ha
seduto in tutte le Commissioni. Attualmente è membro della "Gestione e delle Finanze".

Relatore di importanti oggetti: sanità, perequazione, leggi elettorali e Costituzione, aggregazioni, viabilità,
caccia, pesca, funghi, ecc...

Liberale di appartenenza ma pure convinto della bontà del pensiero liberale, è contro lo Stato chioccia, i dirigismi,
l'aumento delle imposte. Si batte per la responsabilizzazione individuale e una società adeguata ma mirata.

Vive la politica come una componente importante e irrinunciabile della sua esistenza e come personale messa a
disposizione del Paese delle sue risolrse e forze migliori.

Testimonianza pubblicata su InfoPINO.ch il 4 aprile 2007

Il capriolo ferito, la sensibilità del passante, lo squallore del politicante

Sabato 31 marzo mentre con la mia auto transitavo sulla strada cantonale tra Cureglia e Origlio ho avuto modo d’assistere ad una scena che mi ha toccato profondamente il cuore. Un capriolo era stato investito da un’auto e in seguito posto sul ciglio della strada.
Io appena mi sono resa conto dell’accaduto sono scesa dalla mia autovettura e mi sono precipitata ad accertarmi delle condizioni dell’animale, nella speranza di poterlo soccorrere.

Il capriolo era accovacciato a terra, cosciente e con i suoi grossi occhietti impauriti ci guardava. Io ho iniziato ad accarezzarlo per rassicurarlo e a verificare la gravità delle sue ferite. A quel punto l’uomo che lo ha investito a gran voce ha iniziato a dire che si trattava solo di un animale, che se fosse stato per lui l’avrebbe sgozzato immediatamente e che era il caso che io e le altre persone che si erano fermate ce ne andassimo. Poi ha ironizzato in modo sarcastico sul fatto che volevamo chiamare un veterinario o la protezione animali.

In quel momento ho capito che di fronte a me c’era una persona senza un minimo di sensibilità e senso morale. Ciò non mi ha stupito particolarmente perché purtroppo in più occasioni ho avuto a che fare con persone di questo genere.
Quello che invece mi ha rattristato e deluso profondamente è che quest’uomo non era una persona qualsiasi ma un gran consigliere di spicco e molto noto nel Luganese, che oltretutto rappresenta la mia ideologia politica.
Mi sono chiesta come possa una persona arrogante e insensibile come lui essere al potere per rappresentare e difendere il volere di chi lo ha eletto.
Quest’uomo è come si sol dire un «camaleonte»: davanti alle telecamere e all’opinione pubblica sa come presentarsi ma poi nella vita privata si comporta diversamente da quello che vorrebbe fare apparire.
Mi auguro vivamente che con i suoi comportamenti negativi non metta in cattiva luce i suoi colleghi e compagni di partito che a differenza sua lottano e si battono a favore dei cittadini.

La persona in questione è Tullio righinetti, che si dovrebbe vergognare di esistere (n.d.OffensivaAnimalista).

 

 


Consiglio di Stato
Risposta all'Interrogazione "Eutanasia ai cani pericolosi"

Interrogazione 18 dicembre 2008 n. 286.08
Eutanasia cani pericolosi


Dal mese di maggio del 2006, in base all'Ordinanza sulla protezione degli animali (art. 78), medici, veterinari, educatori cinofili e rifugi per animali hanno l'obbligo di notificare all'Ufficio del veterinario cantonale i casi di morsicatura su persona o su altri animali, come pure i cani che mostrano un comportamento oltremodo aggressivo. Sulla base dei contenuti della notifica e dopo aver proceduto ad una verifica dei fatti, l'Ufficio del veterinario cantonale è tenuto ad ordinare le misure di sua competenza per garantire la sicurezza pubblica (art. 79). Le misure ordinate devono essere efficaci e proporzionate alla gravità del caso. In alcuni casi, di regola sulla base di una perizia esperita da un veterinario specialista in medicina comportamentale, le esigenze di sicurezza possono rendere necessaria l'eutanasia dell'animale morsicatore.

Sia per il cane importato dall'Italia, sia per il dogo argentino, chi ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano ritenuti pericolosi?
La decisione di procedere all'eutanasia del cane importato dall'Italia è stata presa autonomamente dalla proprietaria dell'animale a seguito di ripetuti episodi di aggressione ai danni dei due figli ancora in tenera età. In base a quanto si è potuto stabilire, le aggressioni avvenivano in modo imprevedibile, fatto questo che aumenta considerevolmente la pericolosità della tenuta. Inoltre le informazioni circa la gestione del cane prima della sua importazione erano frammentarie e in parte contraddittorie.
Per quanto riguarda il dogo argentino l'eutanasia è stata ordinata dall'Ufficio del veterinario cantonale dopo una attenta valutazione dei fatti e aver vagliato le possibili soluzioni.
È stato accertato che il dogo ha morsicato più persone in situazioni diverse e non unicamente il suo proprietario. Nel caso più grave la morsicatura ha comportato la perforazione della muscolatura. Si è quindi proceduto ad un esame peritale che ha confermato la pericolosità dell'animale. Questo anche in considerazione della massa corporea, della mancanza di autocontrollo e di un grave deficit uditivo. In base a questi elementi il rischio di recidiva era molto alto.
Una collocazione permanente del dogo in un canile, oltre a costituire un problema di sicurezza per chi deve accudire l'animale, non soddisfa le esigenze di protezione degli animali e porta nella maggior parte dei casi ad un aggravamento dei problemi comportamentali.

Per quale motivo, nel caso del dogo, dal momento che era possibile consegnarlo ad un'associazione italiana che da anni si occupa della riabilitazione di cani difficili, non è stata scelta questa opzione?
L'Ufficio del veterinario cantonale ha esaminato la possibilità di consegnare il cane a centri di recupero in Italia o in altri cantoni, ma in base alle informazioni raccolte le garanzie di sicurezza per considerare un possibile ricollocamento dell'animale erano insufficienti.

Quanti cani sono stati sottoposti a perizia negli ultimi 5 anni? Di che razza o taglia erano? Per quale motivo si ritenevano pericolosi? Di che tipologia era il proprietario? Gli animali erano stati maltrattati? Gli animali provenivano dall'estero o da allevamenti svizzeri? Sono tutti stati soppressi? Se no, che ne è stato di loro?
Da quando è entrato in vigore l'obbligo di notifica dei casi di morsicatura o comportamento aggressivo superiore alla media in base all'OPAn, sono state ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale dieci perizie riguardanti cani di varie razze (pastori tedeschi o loro incroci, Chow-Cow, dogo argentino, lupo cecoslovacco).
In questi casi la perizia è stata ordinata in seguito a gravi o ripetute aggressioni ai danni di persone, spesso accompagnate da lacune gestionali. Non è possibile attribuire la casistica ad una particolare tipologia di detentore, né di provenienza degli animali. In un solo caso, peraltro non confermato in sede di accertamento, vi è stato il sospetto di maltrattamento dell'animale.
Le misure ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale, finalizzate a garantire la sicurezza delle persone e degli animali e rispettose del principio di proporzionalità, sono state di varia natura: eutanasia (4 casi), cambiamento di detenzione (1 caso), terapia comportamentale (tre casi con esito favorevole) misure gestionali (1 caso).

Etologi di fama europea quali Giorgio Celli, hanno ribadito che cani mordaci sono rieducabili e la soppressione è da scartare a priori. Come viene valutata questa considerazione dall'Ufficio del veterinario cantonale? E dai veterinari esperti in perizie sui cani cosiddetti pericolosi?

Diversamente da quanto indicato nella citazione della deputata, determinate carenze educative e deprivazioni sociali dei primi mesi di vita del cane, oppure vere patologie a carico del sistema nervoso non sono recuperabili e pongono una prognosi molto sfavorevole. In questi casi la probabilità di ulteriori morsicature è elevata. La reclusione permanente in un canile di cani con gravi problemi comportamentali non è un'opzione praticabile per motivi attinenti alla protezione degli animali, alla sicurezza del personale e non da ultimo per motivi finanziari, quando a sostenere i costi è chiamato l'ente pubblico.

L'Ufficio del veterinario cantonale è a conoscenza di quanti animali da compagnia, in particolare cani e gatti, vengono eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari, unicamente perché non vogliono più tenerli? I veterinari ticinesi devono segnalare i casi all'Ufficio del veterinario cantonale? Vengono prese sanzioni verso questi ingrati umani?
Occorre precisare che la legislazione federale in materia di protezione degli animali non vieta l'eutanasia di animali. Pone tuttavia dei vincoli precisi al detentore che è tenuto a prendersi cura del benessere dell'animale e, in caso di malattia, a curarlo adeguatamente e, in casi gravi con prognosi molto sfavorevole, a sopprimerlo per evitare ulteriori e inutili sofferenze (art. 5 cpv. 2 OPAn).
La decisione dell'eutanasia è presa di comune accordo tra proprietario e veterinario curante. Se un proprietario chiede l'eutanasia per un animale sano e che non mostra segni di aggressività, il veterinario lo indirizza di regola ad una Società protezione animali con l'obiettivo di trovare un nuovo detentore.
Le eutanasie non devono essere notificate all'Ufficio del veterinario cantonale. Non sono pertanto disponibili dati statistici a tale riguardo.


Il presidente di una SPA ticinese, che è pure veterinario, può decider autonomamente la soppressione di animali ceduti alla Società? Anche se si tratta di animali giovani e sani? Può, da solo, stabilire che l'animale non è adottabile? Su quali basi etiche e legali?
Le società per la protezione degli animali dispongono di un'ampia autonomia organizzativa e operativa nella misura in cui rispettano la legislazione sulla protezione degli animali e ogni altra norma applicabile alla tenuta degli animali. Eventuali inadempienze a tali norme devono essere circostanziate e denunciate all'autorità preposta.

PER IL CONSIGLIO DI STATO

Il Presidente: G. Gendotti
Il Cancelliere: G. Gianella


testo completo in pdf: http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/interrogazioni/risposte/pdf/r286.08.pdf

 


Assassinato.
Un cane che ha morso un bambino alla nuca.

14/04/09 - Vezia, il cane (che non apparteneva alla lista di cani pericolosi) ha morso il figlio degli amici del proprietario. Un fatto "totalmente imprevedibile", nessuno penserebbe mai che un bambino piccolo che gioca con un cane potrebbe infastidirlo o fare gesti per l'animale incomprensibili che lo porterebbero a reagire d'istinto, anche se docilissimo. Il bambino è all'ospedale.
Il colpevole è stato soppresso: il bambino? Il proprietario? I genitori? No, il cane.


Stelio Tantardini
"Uccidono più ungulati i cani che il piombo"

Stelio Tantardino, Presidente della Società dei cacciatori arognese e dintorni

18.04.09

Cani vaganti, da lunedì si spara
Guardiacaccia autorizzati ad intervenire sul territorio di Arogno


Municipio di Arogno: Da lunedì il territorio di Arogno verrà «pattugliato» dai guardiacaccia, mandati dall’Ufficio caccia e pesca dopo la segnalazione di diversi casi di animali selvatici sbranati da cani non identificati, forse randagi e comunque privi di collare.

I guardiacaccia dovranno cercare di catturare gli animali sorpresi ad inseguire la selvaggina ma sono anche autorizzati, se del caso, a sparare per abbatterli.

dal Corriere del Ticino

01.04.09

La denuncia di Stelio Tantardini: una decina di cani vaganti causano gravi danni alla selvaggina ad Arogno

"L'assemblea ha deciso di deciso di denunciare questo caso alla stampa e all'Ufficio caccia e pesca perché questi cani, che saranno circa una decina, sono pericolosi. Non solo per la selvaggina, ma anche per gli umani. Un cane lupo, per esempio, ha già morsicato due persone che facevano jogging su di un sentiero comunale".

Con queste parole il presidente della Società dei cacciatori arognese e dintorni, Stelio Tantardini, ci precisa oggi i contorni della vicenda anticipata stamattina dal Corriere del Ticino.

“Da settembre ad oggi questi cani, che hanno un padrone e non sono selvaggi, hanno decimato 17 ungulati: otto camosci e nove caprioli". "E a questo punto noi – ci racconta ancora Tantardini – ci aspettiamo che il cantone ed il comune di Arogno intervengano presso i proprietari dei cani per far cessare questa carneficina”. "Ormai da noi - constata amaro - ne uccidono più i cani e la strada che il piombo".

E a quanto pare, nelle ultime ore, già si stanno muovendo: “Si - ci conferma Tantardini - stavolta sembra che le autorità vogliano intervenire”.

da ticinonews.ch
http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=107884&rubrica=2


Giuseppina Rossi, del rifugio il Paradiso dei Gatti
intenzionata a sopprimere una gatta, Giada, poiché anziana

Risposta del Lic. Iur. Padlina, per conto della Sig.ra Rossi:

Egregi Signori,

vi scrivo a nome e per conto della signora Giuseppina Rossi titolare del “Paradiso dei gatti” un rifugio per felini. Nel corso delle scorse settimane diversi media locali hanno dato spazio ad un vostro comunicato stampa che riguardava la mia assistita. Questo comunicato in sostanza sosteneva, che la signora avesse l’intenzione di sopprimere Giada, l’ultima gatta rimasta presso il rifugio che purtroppo sta per chiudere.

Quanto asserito non corrisponde al vero. Giada, nonostante qualche acciacco dovuto ai suoi 17 anni, gode di ottima salute ed è viva e vegeta, come testimonia la foto che vi allego. Nessuno ha mai avuto intenzione di sopprimerla.

La signora, che in tanti anni ha sfamato e curato centinaia e centinaia di gatti, non ha mai nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di poter uccidere Giada ne qualsiasi altro gatto in salute. Dopo aver dedicato una vita intera ai gatti, accusarla ingiustamente e pubblicamente di voler perpetrare un atto di simile crudeltà è stato un gesto inqualificabile. L’ex-volontaria che vi ha contattato e con la quale la mia assistita ha pendente una vertenza che verrà chiarita nelle sedi opportune, ha agito unicamente per dispetto.

Da quanto mi è stato riferito, in passato la signora Rossi vi ha ospitato per le vostre riunioni nel suo gattile e ha pure prestato assistenza e rifocillato gatti che le avete portato. Dispiace vedere che persone che dovrebbero collaborare tra loro per il bene degli animali debbano perdere il loro tempo con questioni come questa. Visto quanto sopra e in considerazione del servizio fornito alla collettività da parte della signora Rossi, ormai 83enne, spero vogliate provvedere a rettificare il vostro comunicato stampa e a toglierlo dal vostro sito internet.

Fiducioso in un riscontro positivo a questa missiva elettronica, l'occasione mi è grata per augurarvi tutto il successo possibile per la vostra lodevole attività e per porgervi cordiali saluti.

lic. iur. Gianluca Padlina

Offensiva Animalista non ha mai tenuto nessuna riunione presso il gattile né vi ha mai portato animali.
Probabilmente la Signora Rossi ci confonde con qualche associazione zoofila della zona.

 



Giuseppe Tettamanti, Sindaco di Sagno
intenzionato a vendere all'asta dei cavalli selvatici che girano nella valle

Municipio Sagno
6839 Sagno

tel. 091 683 19 77
comune.sagno@bluewin.ch



Gran Consiglio della Repubblica e Cantone del Ticino
legge sulla protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici

CAPITOLO III

Animali randagi

Art.27 Il Consiglio di Stato emana le norme per l’abbattimento e la cattura di cani, gatti randagi, nonché di animali domestici inselvatichiti.

Animali carnivori

Art. 28 Il Consiglio di Stato emana le norme per la cattura di animali carnivori mediante l’uso di trappole.

 

http://www.ti.ch/CAN/argomenti/legislaz/rleggi/rl/dati_rl/f/s/460.htm

 



SWISSFUR.ch
I pellicciai svizzeri dichiarano le loro pellicce

http://www.swissfur.ch/faq_i.htm?frame_url=faq.php3&l=i&active=faq#35

Domande:

1. Abbiamo il diritto di utilizzare gli animali per l’alimentazione, il cuoio e la pelliccia?

2. Qual è l’etica proposta dall’associazione SwissFur?

3. Che cosa dicono gli specialisti sull’atteggiamento della pellicceria in riguardo alle proprie?

4. Qual è, a livello internazionale, l`importanza delle poplazioni che vivivono principalmente di prodotti della fauna (carne, latte, pellame, grassi, ossi, ecc.)?

5. È più ecologica la pelliccia sintetica o quella naturale?

6. Da dove provengono le pelli utilizzate in pellicceria?

7. Vi è una contraddizione fondamentale tra gli obiettivi dei difensori dei "diritti" degli animali e quelli dei movimenti ecologici?

8. Quali sono le conseguenze ecologiche dell’interdizione di utilizzare gli animali?

9. I cacciatori di pellicce si curano della salvaguardia degli animali?

10. Quali sono i mezzi? Come sono applicati?

11. Perché sono necessarie le trappole per l’equilibrio di fauna e ambiente? Com’è la situazione in Svizzera e all’estero?

12. Cosa disse il famoso comandante Jean-Yves Cousteau in merito alla caccia delle foche?

13. Com’è nata la polemica contro la caccia delle foche?

14. Da dove provengono le pelli di animali allevati e utilizzati in pellicceria?

15. Qual è la particolarità della razza ovina?

16. Cos’è un "breitschwanz" e qual è il suo valore commerciale?

Risposte:

http://www.swissfur.ch/faq_i.htm?frame_url=faq.php3&l=i&active=faq#35

vedi anche:
Moda crudele - Articoli

 



Alex Pedrazzini (PPD) e Patrizia Pesenti (PS)

Lo zoo al Maglio rispetta le norme

Tenere gli animali in gabbia è crudele? Allora « magari tutti i canarini andrebbero liberati ».
Patrizia Pesenti
dixit nell’ambito della discussione sulla mozione di Giuseppe (Bill) Arigoni “Servono ancora gli zoo? Riconvertiamo lo zoo al Maglio”. La direttrice del Dss ha ricordato come « solo con una modifica delle norme federali (in vigore dal 1° settembre 2008) sarebbe possibile agire come chiede l’atto parlamentare ». Il relatore della Commissione legislazione Alex Pedrazzini (Ppd) ha aggiunto che lo zoo al Maglio, che ospita oltre duecento animali, « rispetta queste norme, perciò non può venire né chiuso né riconvertito in modo forzato ». La mozione è stata respinta.

La Regione Ticino, 18.02.2209

 



Linda D'Addio, collaboratrice per la rivista "Il Caffè"
lindadaddio@libero.it

Tendenze della moda pro-pellicce: gli elogi a queste nefandezze si sprecano, specie nei suoi ultimi articoli.

01.02.2009

Snake. Non solo squame
nella moda formato serpente

Dai dettagli all’abbigliamento i rettili diventano di grande tendenza anche nei gioielli, nell’high-tech e persino nel wellness

Il più raffinato pellame che da sempre caratterizza gli accessori sfila sulle passerelle del fashion femminile, nella versione in pelle oppure nella stampa su tessuto, declinato su abiti e capi del guardaroba primaverile. È sicuramente il pitone il più raffinato pellame fra tutte le pelli esotiche. Assume sfumature irresistibili. È resistente e con il tempo diventa sempre più bello e ancora più pregiato. È quando le squame si aprono naturalmente, a detta degli esperti, che questo tipo di pelle diventa più soffice prendendo la forma esatta dell’accessorio, borsa o calzatura esso sia. Oltre ai classici toni neutri, marroni e grigi, in questa stagione la pelle di serpente assume nuance del tutto nuove, dalle più delicate tonalità cipriate, rosa, lillate e azzurrate alle più intense colorazioni che vanno dal blu al red, al verde, all’oro e all’arancio.

L’effetto pitone, che evoca paesi lontani e che appartiene al passato, viene a sorpresa riscoperto come trend di stagione dagli stilisti che lo rinnovano proponendolo anche su abiti e pezzi del vestiario femminile.

Oltre alle décolleté, ai sandali, alle city bag e alle borse formato maxi il pitonato conquista top, bustier, giacche e abiti dal fascino esotico.

È a forma di serpente la collana di Issa. Sono in pitone le ballerine e la bag di Giorgio Armani come pure lo zainetto profilato di pelle color cuoio di Gucci. Richiamano le squame del serpente le stampe della camicia lunga senza maniche di Issey Miyake e l’abito in seta di Prada. Sono invece in pelle di rettile il top con la zip di Julien Mc Donald ed il modello a bustier con cintura strizzata in vita di Dior. Sempre trendy il chiodo di Gucci; in perfetto stile rock il micro giacchino senza maniche di CNC Costume National.

[...]

Anche in tema di trattamenti estetici l’ultimo trend riguarda i serpenti, si chiama infatti Snake massagge e viene praticato in un centro di bellezza israeliano, il beauty center “Ada Barak”. Stesi sul lettino, sei serpenti giganti vengono stesi sul corpo e strisciano sulla schiena nuda per un’ora. Sembra che faccia miracoli contro lo stress!


11.01.2009

Il copricapo giusto arriva dalla Siberia

Nato nella Russia degli zar tre secoli fa, in astrakan, per i reggimenti della cavalleria ed adottato in seguito dai francesi, che lo vollero in pelo d’orso, e dal Regio Esercito italiano, che lo indossava in foca, il colbacco torna come accessorio trendy dell’inverno.

Celebrato in alcune pellicole indimenticabili come sul capo di Marlene Dietrich ne La regina Caterina di Von Sternberg e su Lara Antipov, Julie Christie, ne Il dottor Zivago di Boris Pasternak, divenne celebre e di moda negli anni Trenta. Maria Callas lo portava di frequente; lo adoravano Valentina Cortese, Carla Fracci e Marta Marzotto.

Oggi quel copricapo, a metà fra lo stile soldato Ussaro ed il mitico cacciatore David Crockett, il suo era in pelle di tasso o di opossum con tanto di coda, è tornato ad adornare le teste femminili e maschili in pelo sintetico o superpregiato.

I nuovi modelli sono sicuramente adatti a contrastare le più rigide temperature invernali e a sfidare le alte quote in quanto avvolgenti, pelosi e talvolta talmente coprenti e dotati di paraorecchie da non lasciare neanche un centimetro di pelle scoperta. In volpe argentata, astrakan, visone, marabù oppure ecologicamente corretti, di peluche, è davvero impossibile non notarli.

Sfilato prima sulle passerelle, esposto nelle vetrine dei negozi, i personaggi più o meno famosi lo indossano con nonchalance anche con l’abito da sera.

Gucci lo ha proposto in visone. Blumarine lo abbina a completi animalier. Stile David Crockett la versione di Jean Paul Gaultier con tanto di orecchie e coda. Blu, peloso e con paraorecchi il modello di Giorgio Armani; argentato quello di Blumarine, screziato per Vuitton ed in volpe rossa per Prada.

Una cosa è certa, il cappello con la pelliccia sicuramente piacerà a chi soffre il freddo perché tiene la testa ben al caldo, è morbido e quest’inverno è anche molto glamour.

11.01.2009

Pelliccia

Il capo più discusso dell’inverno torna a far parlare di sé, in versione naturale o colorata, eccentrica oppure bon ton

È sicuramente il capo più discusso della stagione invernale ed anche il più antico. Vanta origini preistoriche la pelliccia, il primo indumento che gli uomini hanno utilizzato per coprirsi e ripararsi dal freddo. E già allora mostrava la sua alta carica erotica; decisamente seduttivo era il bikini in pelliccia indossato da Loana, Raquel Welch, nel film del 1966 di Don Chaffey “Un milione di anni fa”.

Ha attraversato i secoli fra alti e bassi, corsi e ricorsi. È stata sempre oggetto di battaglie da parte degli animalisti che hanno fatto posare senza veli bellissime star al grido di: “Meglio nude che con la pelliccia addosso!” L’ultima testimonial in ordine cronologico della campagna della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) è stata l’attrice Eva Mendes.

Sul finire degli Ottanta comprarsi una pelliccia era considerato politicamente scorretto e per anni gli stilisti l’hanno accantonata facendola di fatto scomparire dai guardaroba.

Ora che i tempi sono cambiati, che sono state scoperte le fibre tessili e che le polemiche degli animalisti non si sono placate, torna protagonista delle collezioni delle griffe più note. Il suo non è assolutamente un rientro in sordina e neppure discreto, appena accennato sui bordi dei cappotti e celato nelle imbottiture dei capispalla. La pelliccia ricompare sulle passerelle come elemento integrante dell’inverno ed ambito dalle donne.

C’è chi sostiene che questa passione sfrenata per la pelliccia in tempi in cui le fibre high tech proteggono e riscaldano molto di più sia da imputare esclusivamente alla vanità femminile. Sta di fatto che è già qualche stagione che i creativi la propongono in versione classica o colorata, vera oppure ecologica, per capi importanti e piccoli pezzi, per bordure e dettagli, a vestire i look più disparati.

Considerata alla stregua di un tessuto, è diventata terreno fertile per la sperimentazione e per la creatività dei fashion designer. Proposta nei colori naturali del pelo o tinta nelle sfumature di tendenza, alleggerita fino a pesi piuma oppure gonfiata all’inverosimile, si indossa a tutte le ore del giorno e della sera, sopra un paio di jeans come sull’abito da sera.

Diventa un must di stagione. Veste i modelli cult dei bomber reversibili, si trasforma in mantella, poncho, coprispalle, a complemento dell’abito da sera, giubbino, gilet, giacca corta, tailleur e trench.

È sicuramente “fur oriented” la collezione di Blumarine con i suoi colbacchi pelosi, i bordi e i polsi dei tailleur, dei cappotti e dei piumini, con le sue pellicce maculate, bianche e grigie. Poco animalista anche quella di Jean Paul Gaultier dove domina il pelo maculato e vincono gli accostamenti inediti di materiali, dai corsetti con piume in pelle di mucca al vestito di seta con maniche in angora e collo di pelliccia. Colorata e divertente la sfilata di Simonetta Ravizza per Annabella con i suoi piumini sfiziosi, i gilet in cincillà e il caban in zibellino, i coprispalle, le stole e i piccoli colli, fucsia, turchese, arancio, viola, bianco e nero.

Sono ultrasexy quelle di Dsquared2 e Blumarine; hippy i modelli di Custo Barcellona e miss Sixty; country l’interpretazione di Dolce&Gabbana; ultraselvaggia e supervoluminosa la pelliccia di Viktor & Rolf. È fucsia per Versace, blu elettrico per Moschino, arancione per Etro, ocra per Marni, glicine per Blumarine.

Tante anche le versioni eco che, invece di imitare le pellicce vere, si divertono a stravolgere il gusto classico giocando sui colori innaturali, sul nero corvino e sui modelli più trendy.

Insomma conquista la scena del fashion anche in versione maschile, per contraddire chi afferma che vestirsi di pelliccia è una vanità tutta al femminile.


11.01.2009

Anche gli accessori sono “imbottiti”

La “Fur mania” quest’anno ha contagiato anche gli accessori e i dettagli che per la stagione più fredda si rivestono oppure si imbottiscono di pelo, vero o sintetico, naturale oppure a tinte fluo.

Versatile ed eccentrica la pelliccia impreziosisce giacche, cappotti e persino tailleur. Diventa manicotto e collo sui cappotti aderenti e sui tailleur di Gaetano Navarra. Riveste le maniche e le tasche del blouson di Moschino. Borda il maxicappuccio del giaccone in tricot patchwork di Emilio Pucci. Profila collo, tasche e polsini del piumino corto di Blumarine, rosa, con pelo in tinta, perfetto per la sera. Imbottisce l’interno del piumino trapuntato nero di Iceberg. Rifinisce il bordo del cappottino di Oscar de la Renta.

Calde e morbide anche le borse, come pure le scarpe, i cappelli, le sciarpe, i colli ed i piccoli accessori che si rivestono oppure si imbottiscono di pelo.

Sono colorati i colbacchi, i manicotti ed i mega secchielli di Simonetta Ravizza, in azzurro e fucsia. C’è la pelliccia nei guanti, nei risvolti, nelle maniche e nei paraorecchie con iPod incorporato (i-Fur). Portano il marchio della griffe anche le Superga in lapin colorato, in edizione limitata.

Hanno l’interno in ecopelo le All Star e le nuovissime sneaker alte Tiger. Le più freddolose oppure le più eccentriche, a voi la scelta, potranno provare gli stivali in pelliccia di Tom Ford: il modello in lontra color crema costa solo 9.240$.

Se vi piace essere originali ci sono le borse firmate Ghilà Luxury in lapin oppure in volpe, con la tracolla in catena; per le animaliste la borsa ecologica di Frankie Morello.

Le appassionate dello sci non potranno rinunciare alla nuova mascherina di Salice, Fishbowl Fur, interamente fatta a mano e rivestita di vera pelliccia di cavallino o ghepardo, da alternare a lenti nere o oro, dotata di un elastico decorato con brillanti swarovski.

A volte basta proprio un dettaglio per essere trendy!

fonte articoli: www.caffe.ch

 



Ufficio del Veterinario Cantonale:
Dr. Vet. Vanzetti, Morini-Lanfranconi, Bacciarini
e Dott.ssa Vet. Stern-Balestra

Di seguito chi ha firmato la condanna a morte del dogo argentino, nonché fautore di innumerevoli altre inadempienze.
vedi pagina

Marta Morini-Lanfranconi: marta.morini-lanfranconi@ti.ch
tel.: 091 814 41 06

Tullio Vanzetti, veterinario cantonale: tullio.vanzetti@ti.ch
Luca Bacciarini sostituto veterianario cantonale: luca.bacciarini@ti.ch
tel. 091 814 41 00
fax 091 814 44 44

Stern Elena (-Balestra) veterinario comportamentalista:
6558 Lostallo
tel.: 091 830 17 19



TeleTicino "Matrioska" - 21.01.2009

Marco Bazzi - conduttore del programma,
Giorgio Leoni
- responsabile Ufficio caccia e pesca,
Marco Mondada - presidente della Federazione cacciatori,
Fabio Croci - capo dei guardiacaccia,
Tullio Righinetti - cacciatore e deputato in Gran Consiglio (PLR),
Sergio Savoia - deputato in Gran Consiglio, coordinatore dei Verdi ed esponente del WWF.

VOLPI – 1

Mondada: “La maggior parte ha un cane in casa, la maggior parte ha un animale, un gatto eccetera e sicuramente non vuole mica che il suo gatto, il suo cane vadano a finire in una tagliola del genere.
Per questo anche la legge federale ha proibito le tagliole e da adesso ci sono le famose trappole a trabocchetto che qualora il selvatico resta nella trappola, se si vede che è un gatto o un cane si apre la trappola e lo lasciano andare”
Bazzi: “È l'etica del bracconaggio?”
Mondada: “No no non è il bracconaggio, questo è quando si fa la caccia alla volpe con la trappola...”
Bazzi: “Ah si può ancora cacciare con la trappola?”
Mondada: “Sì”
Bazzi: “Adesso c'è la caccia alla volpe aperta questa settimana, vero?”
Croci: “Sisi”
Leoni: “Però sono solo trappole a trabocchetto. Sono trappole nelle quali la volpe rimane imprigionata viva in modo tale che poi le si dà il colpo di grazia successivamente..”
Bazzi: “Quindi non muore soffrendo...”
Leoni: “Qundi non patisce, esattamente. Poi anche se è un'altra specie che cade nella trappola questa viene liberata.”
Bazzi: “Ma le volpi si cacciano per limitarne il numero?”
Leoni: “Per regolarne il numero, sì”
Bazzi: “Non si mangiano, insomma...”
Leoni: “CI SONO ANCHE COLORO CHE MANGIANO LE VOLPI, SÌ”

SPECIE PROTETTE – 2

L'argomento è quello del bracconaggio verso specie protette, specialmente piccoli volatili, che poi vengono venduti ai ristoranti che li offrono sui menu.

Bazzi: “(Mondada) ma lei cosa dice quando viene invitato alle cene...?”
Mondada: “Eh scusi io sono il presidente...non posso...”
Bazzi: “Cioè rifiuta il cibo?”
Mondada: “No..”
Bazzi: “Una questione di coscienza?”
Mondada: “No vado all'estero dove si possono mangiare perchè effettivamente a me..a Savoia non è che piacciano troppo gli uccelli...invece a me...”
Savoia: “Specialmente quelli protetti non mi piacciono”
Mondada: “Invece a me sì...qui da noi è tutto protetto...però se lei va in Italia e va in Francia...una bella polenta con delle griffe (??) non è da buttar via”

GATTI – 3

Righinetti: “Una volta, quando si faceva il salmì, facevano anche il gatto, no? Facevano il gatto in salmì”
Bazzi: “E c'è ancora gente che lo fa..”

Righinetti: Quello non credo...
Bazzi: ma il gatto non è protetto
Savoia: anzi è il contrario, direi. Il gatto è un problema per la biodiversità.
Righinetti: Io non credo che da noi lo mangino il gatto...
Mondada: Non mangiano il gatto perché mangia il kit-kat.
Righinetti: ecco! Non fanno più il gatto perché non è più il gatto che mangia i topi, è quello che hai detto tu (Righinetti) con queste porcherie...(?).
Righinetti: È un gatto artificiale.
Savoia: Il problema di queste tematiche, come sanno benissimo quelli che se ne occupano, per esempio voi avete citato il gatto, una realtà, che però non è una realtà politicamente corretta che si può dire: è che il gatto è un problema dal punto di vista ambietale, per tutta una serie di piccoli animali eche la realtà è che ce sono troppi e bisognerebbe controllare in numero dei gatti, altrettanto quanto quello degli ungulati. Però, naturalmente, se noi un domani proponessimo un prelievo venatorio di 20'000 gatti, che sarebbe in rapporto alla popolazione di quello degli ungulati, evidentemente avremmo le persone per strada che fanno la manifestazione e io avrei Besomi sotto casa con lo schioppo per me.

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Marie Thérèse Schneider
6997 Sessa
Allevamento di pony connemara

 

SESSA AGOSTO 2008:

I pony malati:








L’unico riparo:


L’unica acqua a disposizione: