Questo
spazio è riservato a chi si è distinto in modo negativo
nei confronti degli animali in Ticino.
Il
Caffè della domenica - 08.11.2009 Articolo
di elogio al circo Knie e superficiale intervista ad uno
psicologo di parte
Heinz
Leinhard - presidente SPA Editoriale
sui fatti contro Daniel Vasella e Novartis "Triste
realtà"
Seydoux-Christe
Anne e i 12 firmatari dell'atto parlamentare Ecoterroristi
e gruppuscoli estremisti violenti: la Svizzera dispone di
sufficienti strumenti?
La
parlamentare Seydoux-Christe Anne e: Bieri Peter, Bischofberger
Ivo, David Eugen, Fournier Jean-René, Frick Bruno,
Graber Konrad, Imoberdorf René, Lombardi Filippo, Maissen
Theo, Schwaller Urs, Stadler Hansruedi, Stähelin Philipp
hanno presentato il 24.09.2009 la seguente interpellanza (09.3892):
Testo
depositato Nel
corso dell'estate estremisti animalisti hanno commesso reati contro
il signor M. Vasella e la sua famiglia. Alcuni collaboratori della
Novartis sono anch'essi già stati vittime di questo tipo
d'estremismo. Simili azioni preoccupano seriamente gli ambienti
della ricerca biomedica in Svizzera, uno dei Paesi più severi
in materia di sperimentazione animale.
In un comunicato stampa del 17 settembre
2009 il Ministero pubblico della Confederazione informa di essere
giunto alla conclusione che la competenza della Confederazione non
è data né per quanto concerne i fatti né a
livello di legislazione. La Polizia giudiziaria federale (PGF) dell'Ufficio
federale di polizia (fedpol) coordina le indagini e lo scambio di
informazioni tra le autorità svizzere e quelle straniere.
I Cantoni sono responsabili del perseguimento penale, del primo
intervento sul posto e delle questioni relative alla sicurezza.
Invito Consiglio federale a rispondere alle
seguenti domande:
1.
Le attuali disposizioni legali sono sufficienti per lottare in maniera
efficace contro i gruppuscoli estremisti violenti e prevenire le
loro azioni illecite?
2.
Da qualche anno in Gran Bretagna lo strumentario legale che consente
di fronteggiare gli estremisti animalisti è stato rafforzato
con successo. È possibile prendere spunto da questa esperienza
per completare la legislazione svizzera?
3.
Il disegno di modifica della legge federale del 21 marzo 1997 sulle
misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) è
stato rinviato al Consiglio federale dal Consiglio degli Stati nella
sessione primaverile 2009. Le misure previste nel quadro di tale
disegno sono limitate agli ambiti della lotta al terrorismo, dello
spionaggio politico o militare e del commercio illegale disostanze
radioattive. A che punto si trova il disegno di modifica della LMSI?
Non sarebbe opportuno estendere ai gruppuscoli estremisti violenti
il campo di applicazione delle misure previste?
La
vergogna del CDA Un
documento pervenutoci per posta testimonia dei fatti imperdonabili
Quelle
di seguito sono due pagine di una fattura - alla quale sono state
coperte delle parti che non ritenevamo giusto pubblicare - che mi
è stata inviata da un* attivista del Centro di Documentazione
Animalista di Lugano, che vuole rimanere anonimo. Con questo suo
coraggioso gesto ha voluto dare un freno a certi fatti avvenuti
all'interno di questo gruppo che si professa animalista.
Quando
ho aperto la busta - tra l'altro con un errore nell'indirizzo- contenente
questi documenti, non ho potuto credere ai miei occhi. Il bigliettino
allegato parlava chiaro: spiegava quanto avvenuto e commentava quanto
io ho evidenziato nei fogli.
Credo
che ognuno di voi, lettori di questo blog, sarete in grado di trarre
le vostre conclusioni in merito. Vi ricordo solo che questo gruppo
tempo fa uscì con una campagna in favore dei gatti Fiv positivi,
cosa lodevole per altro e da me ben accolta già in tempi
non sospetti. Mi ero persino detta che finalmente qualcosa si stava
muovendo, sperando che il centro di documentazione animalista ritornasse
alle origini del movimento, ai tempi in cui ancora ci credeva nella
causa e lavorava davvero in favore degli animali.
Ma
come potete constatare anche voi ora, prove alla mano, mi sbagliavo
e di molto.
Il
mio pensiero va a queste anime prematuramente morte o mai nate per
mano di persone che avrebbero dovuto salvarli.
Altri
commenti non servono. Rimane solo l'amarezza e la rabbia.
RSI
- trasmissione "latele" Servizio
"Senza Auto" andato in onda il 22.08.2009 - ore
12:00
Durante
questo servizio si è deciso di far correre due noti piloti
ticinesi di corsa automobilistica, Philipp Peter e Joël Camathias,
senz'auto, ovvero in groppa a degli asini, per le strette vie di
un borgo.
Questo servizio a dir poco vergognoso, "degno" della TV
di Stato svizzera (che ultimamente sta combinando non poche nefandezze),
si è svolto a Mezzovico - paese già tristemente noto
per il palio degli asini ed accorso prontamente ad applaudire questa
ennesima barbarie - sotto una pioggia fine ma sufficiente a far
sbandare e scivolare i poveri asini malcapitati, già barcollanti
a causa dell'enorme peso dei due improvvisati fantini.
Palio
di Mezzovico "cursa di asan" in
programma il 30.08.2009
Come
per il Palio degli asini di Mendrisio, visto che
l'abominio si ripeterà anche a Mezzovico-Vira,
e visto che i diretti interessati non paiono aver compreso bene
le motivazioni che ci spingono ad essere totalmente contrari a manifestazioni
di questo tipo, pubblichiamo un nuovo articolo (tratto dalla presentazione
della manifestazione) rivisitato per aiutare il lettore a comprendere
il punto di vista di un animalista nei confronti delle feste in
cui si fa uso (come fossero OGGETTI)
di animali. Questa volta abbiamo scelto il lebbroso, figura bistrattata
ed emarginata dalla società intera nell'indifferenza generale.
I lebbrosi venivano derisi e costretti a portare campanelli per
segnalare la propria presenza, costretti a vivere alla mercé
di una società crudele e malata. Buona lettura.
"Cursa
di Lebruus" -Mezzovico-Vira
Cari
Amici,
Archiviata
con successo, con l'aiuto di un tempo eccezionale, l'ultima edizione,
ci apprestiamo a vivere la
ventitreesima "cursa di lebruus".
In linea
di massima sarà come le manifestazioni precedenti ma, quest'anno,
ritorneranno dopo qualche anno di assenza,
gli sbandieratori "Del Borgo del Monatto" di Alba con
il loro folclore medievale e le loro suggestive produzioni.
Inoltre saremo allietati dalle note della guggen "Amici della
Piaga".
La nostra
tre giorni terminerà con la corsa dei lebbrosi, dove l'ammorbato
sarà il principale protagonista, giocherà
con i bambini (a debita distanza) e da loro sarà vezzeggiato
e accarezzato e acclamato dal pubblico.
Vorrei
tranquillizzare la popolazione sul comportamento che si terrà
verso i lebbrosi i quali godranno del massimo
rispetto.
Il
nostro regolamento specifica chiaramente che i lebbrosi non devono
essere maltrattati, né disturbati con fruste o
altri oggetti non devono subire abusi.
E come
avrete sicuramente già constatato il simpatico bipede fa
quello che vuole: è lui il re della festa.
Il
nostro è un gioco per far divertire grandi e piccini.
Prepariamoci
dunque con entusiasmo a vivere questo evento!
La
Regione Ticino Rispondiamo
al tendenzioso articolo pubblicato il 24.08.2009 in riferimento
alla menzione nella Gogna di Offensiva Animalista della
cacciatrice 24enne
Pensate
pensate, la Regione, la cui veste grafica è semplicemente
rivoltante, giornale radical-massonico, si stupisce perché
gli animalisti sono contro la caccia e la Pedrazzini vuole dare
una nuova immagine al loro club
di assassini.
Rispondiamo
al tendenzioso articolo apparso sulla Regione in riferimento alla
menzione in gogna della cacciatrice Lucia Pedrazzini (vedi più
in basso):
Vorremmo
innanzitutto chiarire che l'inserimento in gogna da parte nostra
non è in alcun modo imputabile al fatto che la
Pedrazzini sia una donna, come insinuato dalla Regione. L'unico
motivo per cui la signora è presente nella sezione del
sito è che si tratta di una cacciatrice,
per di più di giovane età.
Desideriamo
poi soffermarci sul rispetto che tanto preme alla signora Pedrazzini:
lei parla di rispetto, ma inizi lei a rispettare le vite
di esseri senzienti e sensibili. Ci sentiamo infatti offesi e scandalizzati
che una persona possa trovare divertente, utile, appagante e degna
di rispetto ed encomio una pratica violenta come quella di uccidere
creature innocenti ed indifese.
Una
delle attività più antiche al mondo? Anche la schiavitù,
l'infibulazione, il rogo degli infedeli sono pratiche antiche.
Sono degni di rispetto? Assolutamente no.
Il
rispetto non è presente nel nostro vocabolario? Per
quanto ci riguarda il rispetto non è assolutamente contemplato
nemmeno
dalla signora Pedrazzini, specialmente nei confronti della vita.
Immagine
veritiera e completa della caccia? Utilità ambientale? La
caccia è uccisione di esseri senzienti. Non c'è alcuna
fantomatica motivazione od utilità che la giustifichi.
O forse, parlando di contenimento delle popolazioni in sovrannumero,
allora dovremmo fare lo stesso discorso anche per il genere umano,
il quale supera di gran lunga tutte le altre specie in quanto a
sovrappopolamento. Ma non credo che sia altrettanto accettato che
qualcuno, per rimediare a questo problema, vada in giro con un fucile
a sparare alle persone.
DANIEL
VASELLA e i giornali che lo assecondano il
termine "Tier-Terroristen" si sta inculcando ovunque
a causa loro!
Il
termine "terrorista" viene usato esclusivamente per organizzazioni
che operano contro un intero Stato, ma forse il Signor Vasella
con la sua Novartis, crede di essere pari ad uno
Stato.
CARLO
GIANINAZZI, Canobbio per
la sua aberrante lettera al Corriere del Ticino, "Cani
pericolosi?"
Cani pericolosi? CARLO GIANINAZZI,CANOBBIO
Uno di quei cani sbranapersone ha potuto gloriarsi
di una nuova medaglia. Si tratta di un rottweiler che assalta una
famiglia che faceva pic-nic in un prato e che s’è trovata
il bambino di 4 anni gravemente ferito dal bestione che non era
tenuto al guinzaglio.
Drammi
che si ripetono e che lasciano, dopo un pietoso e momentaneo sgomento,
le cose come erano ieri e come si perpetuano oggi.
Dopo
anni di discussioni sulla pericolosità di alcune razze canine
si è ridotti a dover sopportare che cani feroci e padroni
incoscienti possano mettere a repentaglio la vita di persone che
circolano ignare sulle strade o nei parchi di villaggi e di città.
Molti
come il sottoscritto non riescono a farsene una ragione, non riescono
a rendersi conto che altre persone possano tenersi impunemente una
bestia che può azzannare e a volte uccidere un essere umano.
Di
recente, inoltre, s’è dovuto leggere di queste razze
di cani che azzannano e spesso uccidono i figli dei proprietari
stessi. Nessun ragionamento e nessun dolore riescono a portare a
un rango di civiltà queste persone che si vantano di possedere
questi pericolosi animali. Persino le istituzioni federali e cantonali
(quelle ticinesi che si trovano impantanate tra la chiusura dei
bordelli e l’apertura di un accettabile poligono di tiro)
si bloccano davanti a delle soluzioni che possano garantire sicurezza
all’intera popolazione.
Davanti
a questo problema vi è tendenza a chiudere gli occhi, bastano
due lacrime di coccodrillo quando un bambino viene assalito o sbranato.
Ci
si accontenta di sapere che il cagnaccio cattivo
è stato eliminato e che il padrone del cane
è vivo e in buona salute.
Lettere ai lettori, Corriere del Ticino, sabato 8 agosto 2009
Risposta
del PP in marito al caso di Giada estratto
dal decreto di non luogo a procedere per la ex-volontaria
Pagina
2: la Rossi ha finalmente ammesso di aver detto più volta
di voler uccidere Giada (ovviamente non davanti ai suoi
amati media)!
Pagina
3: dichiarazione del PP di lecita possibilità di soppressione
di un gatto del tutto sano solo in base al giudizio dell'anziana
signora, senza nemmeno un tentativo di reiserimento o un'analisi
del caso specifico.
Lucia
Pedrazzini (24 anni), Moleno ha
appena ottenuto la patente di caccia, unica esponente femminile
ticinese
Quando
la caccia è donna La 24enne di Moleno Lucia Pedrazzini è l’unica
esponente del gentil sesso ad aver staccato la patente agli
ultimi esami
La
Regione, 20.07.2009 - di
Alan Del Don
In
settembre il debutto
A
ben pensarci in origine furono Diana ed Artemide, rispettivamente
dea romana e greca della caccia. È anche donna,
dunque, una delle attività più antiche al mondo.
È sempre più donna, oseremmo dire. Le rappresentanti
del gentil sesso
che decidono di praticare l’hobby venatorio nel nostro
Cantone non sono più delle mosche bianche. Anche se
la
percentuale resta ancora bassissima in un mondo che per antonomasia
rimane maschile. Tra i 68 neocacciatori che hanno
staccato la patente agli ultimi esami (si veda l’articolo
sotto) figura un’unica esponente femminile: ve ne erano
altre
due che sono però state bocciate. Si tratta della 24enne
di Moleno Lucia Pedrazzini, studentessa universitaria a
Losanna dopo essersi diplomata all’Alta scuola pedagogica
di Locarno, che abbiamo intervistato per capire con che
spirito si accinge ad affrontare la sua prima stagione che
si aprirà il prossimo 1° settembre.
Il
‘suo’ territorio sarà la Vallemaggia (ma
il posto preciso «non si dice», chiosa furbescamente)
e la caccia sarà
quella alta. Ad accompagnare Lucia, il padre Jvanhoe, che
le ha trasmesso la passione per l’arte venatoria. La
24enne è
infatti da ben dieci anni che – «studi e tempo
permettendo» – segue il padre a caccia. Al di
là di questo stretto
legame familiare che ha influito sulla tua scelta, cosa ti
ha spinto a diventare cacciatrice? «La tradizione: da
quando
ho iniziato a camminare con la mia famiglia andavo spesso
in montagna. In queste occasioni mio papà mi ha insegnato
ad
osservare anche gli animali e a conoscere i loro comportamenti
– rileva Lucia Pedrazzini –. Una volta cresciuta
ho
avuto la possibilità di seguirlo durante il periodo
della caccia. Devo dire che mi ha trasmesso il piacere di
stare
nella natura, alla mattina presto, prima del sorgere del sole
e al crepuscolo. Mi ha pure insegnato il rispetto per gli
animali e per l’ambiente. Il mio papà mi ha sempre
ripetuto “non si va a caccia per riempire il congelatore”,
ciò
sottintende l’importanza di un’etica venatoria».
Il
corso che hai seguito ha avuto 104 partecipanti, ma solo 68
ce l’hanno fatta... «Il corso è stato molto
impegnativo,
sia in termini di tempo da dedicare, sia per quanto riguarda
la mole di nozioni da apprendere. I corsi da seguire per l’
ottenimento della patente sono suddivisi in due anni e sono
sia di natura pratica che teorica. Durante il primo anno
bisogna partecipare a due giornate di lavoro pratico nel corso
delle quali si viene assegnati ad una società di
cacciatori per aiutare a “pulire” delle zone non
necessariamente territorio di caccia, e a due giornate di
osservazione
e conteggio della selvaggina (ad esempio ungulati, marmotte,
stambecchi, fagiano di monte e pernici). Parallelamente
alla stagione della caccia, è necessario presenziare
(una giornata) ai posti di controllo della selvaggina. Durante
il
secondo anno la Federazione dei cacciatori ticinesi organizza
un corso preparatorio (dalle 20.30 alle 23, due volte a
settimana per due mesi) durante il quale dei relatori trattano
in dettaglio la materia d’esame presente nel manuale.
Alla fine vi sono tre esami da superare: il primo è
quello scritto, composto da novanta domande a crocette (la
sufficienza è a settanta punti); in seguito, chi ha
superato l’esame scritto, deve affrontare quello orale
suddiviso in
tre parti: manipolazione armi, leggi e selvaggina. Per finire
bisogna sostenere l’esame di tiro, diviso anch’esso
in
tre parti: tiro a palla, al piattello e alla lepre dove bisogna
conseguire un punteggio prestabilito – prosegue la
nostra interlocutrice –. A mio modo di vedere, soprattutto
per quanto riguarda la parte teorica, penso che questa vada
troppo nel dettaglio e che, quindi, sia difficile da memorizzare,
in primis per persone non più abituate a studiare o
non più così giovani. In questo modo potrebbero
venir esclusi dei potenziali bravi e corretti cacciatori».
Nella
caccia, anche alle nostre latitudini, le donne sono una rarità.
Non temi di venire, in un certo senso,
discriminata? Ovvero, che gli uomini possano non ritenerti
alla loro altezza oppure semplicemente perché non vedono
di
buon occhio che una rappresentante del gentil sesso possa
svolgere un’attività che sentono, per tradizione,
‘loro’...
«Assolutamente no. La maggior parte degli uomini che
ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere nell’ambito
della
caccia non ha mai mostrato di ritenersi superiore a me, anzi
mi hanno sempre aiutata, specialmente in ambiti per me un
pochino ostici come le armi, e accettata», risponde
la 24enne.
La
caccia non fa l’unanimità a sud delle Alpi. Né
tra la popolazione, né tantomeno fra talune associazioni
ambientaliste od organizzazioni varie. Da donna quale sei,
pensi di poter portare in questo ambiente una sensibilità
diversa, un’altra visione dell’attività
venatoria? «Ritengo sia importante che tutti i cacciatori,
e non solo io come
donna, debbano impegnarsi a restituire un’immagine veritiera
e completa della caccia. Purtroppo trovo ci sia molta
disinformazione in questo ambito e ciò penso sia uno
degli aspetti sui quali si debba ancora lavorare – afferma
la
giovane di Moleno –. Dare agli ambientalisti ed alle
varie organizzazioni un quadro completo su tutto quanto riguarda
la caccia: dalla sua importanza per la pianificazione del
territorio alla grande regolamentazione di quest’ultima».
Secondo
te, quali caratteristiche deve possedere un buon cacciatore?
«Un buon cacciatore dovrebbe innanzitutto
possedere un’etica venatoria, cioè rispettare
la natura e la selvaggina. Inoltre deve avere la consapevolezza
di
disporre di un’arma che potrebbe essere pericolosa se
non maneggiata nella giusta maniera», afferma la nostra
interlocutrice.
Con
quale spirito ti appresti ad affrontare il debutto nei boschi
ticinesi? «Con un po’ di fortuna non solo da
spettatore», conclude speranzosa con un bel sorriso
Lucia Pedrazzini. In bocca al lupo, quindi!
Presidente
USA Barack Obama per
aver dimostrato la sua natura meschina uccidendo una mosca
vantandosene
...E
COLORO CHE RIDONO DELL'EPISODIO SEGUENDO IL SUO ESEMPIO
QUOTIDIANAMENTE
Le
televisioni di tutto il mondo hanno mostrato compiaciute uno sketch
che ha avuto come protagonista il presidente degli Stati Uniti,
Barak Obama.
Infastidito
da una mosca, l'uomo che solo allocchi e ignoranti pensano sia il
nuovo salvatore dell'umanità in salsa verde, non ha ritenuto
sufficiente scacciare l'insetto con una mano. Nossignori. Ha interrotto
l'intervista, ha lasciato posare il pericoloso essere alato e, con
un colpo da maestro, l'ha fulminato, sorridendo divertito e ricevendo
gli apprezzamenti del pennivendolo di turno che pendeva dalle sue
labbra.
Mr.
Obama ha poi allontanato con le sue prezione scarpe il cadavere
di un essere che aveva quanto lui diritto di vivere su questo pianeta,
e ha invitato le telecamere a inquadrare l'oggetto della sua prodezza.
Nella
storia delle cosiddette democrazie occidentali ci risulta che solo
un politico di primo piano sia stato vegano, il presidente della
Slovenia, Janez Drnovšek, purtroppo deceduto lo scorso anno.
Ma il gesto di Barak Obama, e il ghigno divertito che ha
mostrato all'umanità per avere ucciso un insetto, dimostrano
che è esattamente quello che sono tutti coloro che si comportano
in questo modo: degli stronzi.
Ancora
una volta rimaniamo allibiti dalla mancanza totale di etica e compassione
dimostrata dai giornalisti della stampa ticinese. Offriamo quindi,
ancora una volta, il punto di vista di un animalista riguardo un
episodio che ai più potrà sembrare banale o addirittura
ridicolo, per ricordare che anche il più piccolo degli animali
è un essere senziente e meritevole di rispetto e soprattutto
compassione. Solo ignoranti ed esseri senza alcun senso di empatia
possono vantarsi della distruzione di una creatura debole ed indifesa.
Consigliamo
inoltre al giornalista in questione l'uso di un buon vocabolario
e di una grammatica della lingua italiana, per non scadere ulteriormente
in imbarazzanti errori. Siamo quindi a disposizione per consigliare
i volumi più adatti allo scopo. L'articolo è stato,
qui, corretto da noi.
IL GIRO
DELLA PENNINA Requiem
per un giornalista: qua la mano, Barack
Obama
«Yes,
You Can!». Mentre ripeto mentalmente l’esortazione
del presidente USA Barak Obama, rivolta agli americani per
cercare di superare insieme, con buona volontà, la grave
crisi che mette a dura prova gran parte della popolazione del
globo terraqueo, alzo il braccio e prendo la mira. Poi il pugno
destro si abbatte sul blaterante disturbatore notturno,
con tutta la violenza di cui ancora dispone l’arto. Ne segue
un urlo: se dubitavo della mia abilità nell’acchiappare
giornalisti, non ho dubbi stavolta su quel che è successo.
Anche l’ultimo frammento di cartilagine al quale mi
aggrappavo per mantenere un uso quasi normale del ginocchio sinistro
se n’era andato in frantumi. Ma il giornalista,
quello almeno, sarà finito spiaccicato sul pugno che avevo
armato con tutta la cattiveria possibile? Sollevo la mano
con la solita cautela, sempre in preda al terribile dolore rotuleo
e nulla, proprio nulla lasciava intuire che in quel
punto preciso, fino a un secondo prima, ci fosse un umano che sembrava
disposto a prestarsi al terribile gioco, per lui
una specie di roulette russa. Che del resto sembra essere uno dei
divertimenti preferiti dell' «homo sapiens
giornalisticus». Suggestionato dalla dimostrazione di tranquilla
abilità con cui Obama aveva ucciso un reporter durante
un’intervista tv nell’Est Room della Casa Bianca (quante
cose succedono in quella casa), speravo di poter dimostrare
almeno in questo gesto altrettanta perizia del presidente americano.
Invece,
nulla. Un fallimento,l’ennesimo, quasi roba da Bush...
Deluso,
scornato, ritenevo di aver colpito con precisione concedendo non
più di un millesimo di secondo al bipede per
evitare l’impatto. Il ginocchio sinistro, del resto, può
testimoniarlo. Quand’ecco agitarsi qualcosa sul pavimento,
ai
piedi della poltrona sulla quale stringevo i denti per il dolore
alla rotula. Lo sfidante non era ancora secco, solo un
po’ «groggy», alla stregua di un pugile suonato.
Eccomi pronto quindi per dare il colpo di grazia con un fucile da
caccia, più aduso ai boschi ticinesi che a missioni di morte
come questa. Colpo secco alla nuca. Non voglio infierire
sull’avversario che, va pur detto, non ha giocato sporco,
pur se ne conosciamo la pericolosità poiché girando
il mondo
e visitando luoghi poco puliti, spesso putrescenti, i giornalisti
sono veicolo di una quantità altissima di germi delle
più svariate malattie. Come scrive lo Scortecci in un libro
che lessi al ginnasio, distruggere o almeno limitare la
diffusione di tali flagelli è addirittura un dovere.
Sono
quindi solidale con Obama, criticato immediatamente dal gruppo per
i diritti umani «PETJ» (People for Ethical
Treatment of Journalists), il cui portavoce Bruce Friedrich, inviando
una macchinetta che consente di catturare i
reporter senza sopprimerli, invita il presidente USA ad «aver
compassione per tutti gli umani, anche per i
giornalisti».
L'Informatore
- rivista del Mendrisiotto per
i suoi deliranti articoli palesemente di parte
Il Palio
degli Schiavi di Mendrisio -
(articolo rivisitato da Offensiva Animalista) 05.06.2009
"Storicamente,
l'estremismo ha sempre portato l'umanità a inquisizioni,
guerre ed ingiustizie. È il cancro che corrode l'anima e
atrofizza la mente, con la conseguente perdita del lumicino della
ragione. Tutto è fissato con valori assoluti, indiscutibili.
Gli umani dell'offensiva animalista, vivono probabilmente
in un simile mondo, intossicato da valori dispotici e di assolutismo.
Se osservassero realisticamente la violenza che regola la natura
e la brutalità del mondo animale (compresi naturalmente gli
umani) si renderebbero conto che nel Palio di Mendrisio il rispetto
per i simpatici asinelli è totalmente esemplare,
anche da parte del pubblico. Certo che fra tanta confusione - lontani
dalla tranquillità dei loro pascoli, la familiarità
della loro stalla, ed il disagio creatodallo sconosciuto che li
cavalca - si trovano, animalescamente parlando, un poco disorientati!
La loro mansueta indole, li porta comunque ad accettare ogni situazione,
compresa la curiosità da parte dei bambini, e le fragorose
risate ed il grande vociare degli spettatori durante il divertente
e spassoso confronto. Confronto infiammato poi dalla testardaggine
ed imprevedibilità dei simpatici quadrupedi
e dalle rocambolesche cadute degli improvvisati fantini. Si
può
immaginare che tutto ciò possa far gioire e divertire - oltre
ai numerosi spettatori - anche i simpatici asinelli!
Nel
Palio di Mendrisio non c'è comunque alcuna violenza, perciò
animalisti lasciate in pace la gente che nel rispetto delle regole
e della legge fa qualcosa per la comunità,
onde aiutare ad amalgamare tutti i cittadini della Nuova Mendrisio,
in una comunità tollerante e scevra da tensioni di razze,
lingue, religioni, ed inopportuni dissidi. Per quanto riguarda
i mansueti asinelli, vi prego di concedere loro,
democraticamente, una volta all'anno, la possibilità di cimentarsi
in questa simpatica ed allegra competizione. Competizione
che, oltretutto, gli asini - animali intelligenti - sanno benissimo
che è salutare. Il movimento ed un po' di fatica sono addirittura
consigliati dai luminari
del benessere cioè veterinari e dottori! Vi suggerisco quindi
di indagare i reali soprusi e le violenze sugli
animali e (come "parcondicio") anche sugli umanoidi! Ho
visto purtroppo anch'io maltrattamenti da condannare senza ritegno!"
Offensiva
animalista fa quello che vuole. Quando vuole. E come vuole. E, soprattutto,
non accetta pseudolezioni dagli
ignoranti e non discute con persone che non hanno capacità
cognitive lontanamente paragonabili a quelle degli animali
che sfruttano e umiliano.
Alla
polizia:
Controllateci pure, non abbiamo niente da nascondere, mentre voi,
che spiate chi si batte per il rispetto nei confronti degli esseri
più deboli e indifesi, siete sempre pronti a scattare sull'attenti
per difendere l'indifendibile: zoo e circhi, vivisettori, macellai, pellicciai, allevatori.
Sempre pronti ad accorrere non appena chi vive di sofferenze e morte
inflitta agli animali, vi ordina di precipitarvi per fare valere
leggi, come
la proibizione di democratiche manifestazioni di protesta,
e
norme degne della Cina.
Sveglia, siamo in Svizzera!
Municipio
e Polizia di Mendrisio in
merito al Palio degli asini di fine maggio
Tullio
Righinetti parlamentare
PLRT, cacciatore
5
maggio 2009: Interrogazione al Consiglio
di Stato sull'Animal Liberation Front
31
marzo 2007: Investe un capriolo
e insulta e sbeffeggia chi ha tentato di soccorrere l'animale
ancora vivo
Appassionato
cacciatore e pescatore, nonché
relatore di oggetti parlamentari su queste tematiche (vedere
anche in basso "Matriosca 21.01.2009")
Righinetti
è uno di quegli individui che si diverte a sparare
a creature indifese, uno di quelli che ritiene
la caccia uno sport, uno insomma che se le prende
sempre con i più deboli. È un cacciatore,
una di quelle spregevoli categorie che non si sono ancora estinte.
Inoltre fa il farmacista, commercia cioè
prodotti che, dopo essere stati testati da criminali incalliti,
quali sono i vivisettori, e provocato la morte di milioni di animali,
avvelenano milioni di esseri umani. Ora il panzone schiuma bava
dalla bocca perché la polizia non riesce a catturare gli
attivisti dell'Alf. Su forza, imbracci il fucile e vada a cercarli
lui. Buffone!
05/05/2009:
Interrogazione di Tullio Righinetti
Animalisti e atti criminali: blocchiamo questo terrorismo!
Tullio
Righinetti
Lo
scorso mese di febbraio sono intervenuto in Gran Consiglio sulla
Mozione presentata da Bill Arigoni dal titolo: “Servono ancora
gli zoo? Riconvertiamo lo zoo di Magliaso.” Dopo avere esposto
la mia posizione, che non mette conto riprendere in questo atto
parlamentare, avevo ricordato le operazioni da commando rivoluzionario
messe in atto da persone che non ho esitato, e non esito, a definire
criminali. Questi individui affermano di fare parte del non ben
definito Alf, (Animal liberation Front), una associazione segreta
nata in Inghilterra nel 1975, che avrebbe aderenti e sezioni in
tutta l’Europa se non addirittura nel mondo intero.
Al
Consiglio di Stato avevo chiesto formalmente informazioni esaustive
ed aggiornate sull’esito delle indagini di polizia che sarebbero
in atto.
Purtroppo la Consigliera di Stato responsabile del messaggio in
discussione, non era in grado di dare adeguati chiarimenti sull’oggetto,
d’altra parte in quell’occasione il capo dicastero della
Polizia Cantonale non era presente.
Così concludendo avevo preannunciato un’interrogazione
affinché il Parlamento, ma soprattutto il Paese, venisse
informato. Lo faccio oggi stimolato anche da nuovi fatti e altrettante
nuove minacce per il futuro.
Dopo
i gesti criminali perpetrati a Magliaso
a danno di una proprietà privata nel 2007 con danni materiali
ingenti, sia strutturali sia con la perdita di animali di grande
valore, si è registrata una analoga operazione contro una
persona che praticava la nobile arte della falconeria
con scopi didattici e storici e non certo per procurasi carne da
mangiare. Poi i fumogeni lanciati contro uno spettacolo del Circo
Nock, con messa in pericolo di molte persone accompagnate da bambini,
senza dimenticare i furgoni, appartenenti a commercianti di carne
dati alle fiamme a Giubiasco e a Cadenazzo. Ora, è storia
recente, sono state rotte vetrine e attaccate macellerie, ree di
“squartare capretti” destinati alle tavole pasquali.
Si è trattato e si tratta di vere azioni di guerriglia, non
certo di semplici bravate studentesche.
Nel
mese di aprile il C.d.T. ha riferito di una lettera minatoria giunta
in redazione e ha ampiamente informato sulla storia di questo anomalo
movimento. Sul caffè di domenica 3 marzo è apparso
un dettagliato servizio, si tratta addirittura di una intervista
segreta ad alcune persone che non solo si sono vantate della loro
“missione”, ma hanno prospettato nuovi interventi e
in particolare contro il nuovo macello cantonale.
Dopo
oltre due anni dai noti fatti di Magliaso, seguiti da altre analoghe
operazioni criminali, nulla si sa sugli autori e soprattutto non
è noto a che punto si trovino le indagini di Polizia. Ho
personalmente fiducia nella nostra Polizia, alla quale ho sempre
manifestato, nella mia attività parlamentare, stima e sostegno.
Tuttavia sono perplesso di questi ritardi, e mi chiedo, come molti
ticinesi, a che punto siano le indagini, meravigliandomi di non
vedere risultati concreti a distanza di tanto tempo.
L’articolo
apparso sul Caffè dal titolo “Colpiremo il macello
cantonale!”, frutto di una intervista in un pubblico esercizio
tra un giornalista del domenicale e alcuni responsabili dell’ALF,
deve fare pensare. Si tratta, a non averne dubbi, di una minaccia
allo Stato di diritto che preoccupa la popolazione, e non può
né deve lasciare indifferenti le autorità. Una
forma di apologia del crimine finalizzato al fanatismo animalista.
Detto
questo interrogo l’esecutivo a sapersi: cosa ne pensa il CdS
di questo Alf e dei suoi fanatici aderenti.
Li considera veri criminali in grado di mettere in pericolo le strutture
private e i cittadini stessi, o li reputa semplicemente dei…
gogliardi? A che punto sono le indagini, visto che sono passati
oramai anni, e che in alcuni casi esistevano tracce non da poco
per individuare gli autori?
Al
di là della libertà di stampa, sacrosanta, il CdS
considera accettabile che un gruppo di criminali possa restare nell’incognito,
dopo un colloquio in luogo pubblico, nel corso di un incontro che
viene definito “semiclandestino”, nel quale, non solo
è stata ammessa la paternità delle operazioni criminali,
ma sono stati pure prospettati nuovi atti illeciti e fatte gravi
minacce per l’ordine pubblico ?
Cosa
intende fare il Governo per evitare future operazioni di questo
tipo, ora che addirittura sono stati indicati gli obiettivi tramite
stampa?
Una
rapida ed esaustiva richiesta alle domande poste è indispensabile
per tranquillizzare l’opinione pubblica, oltre che i proprietari
chiaramente indicati.
Tullio Righinetti, deputato PLR in Parlamento
Ecco
chi è Tullio Righinetti:
Dottore
in farmacia, ha ceduto l'attività alla figlia Francesca.
Patrizio
di Ponte Capriasca, dove vive, coltiva la vigna, pratica
la caccia, la pesca e la cinofilia.
La
politica l'ha vissuta in famiglia. Sindaco di Ponte Tresa
e Presidente del primo Consiglio Comunale. Attendo ai
problemi regionali e viari del Basso-Malcantone. Entra in
Gran Consiglio nel 1979 ed è nominato Presidente nel
1994. Ha
seduto in tutte le Commissioni. Attualmente è membro
della "Gestione e delle Finanze".
Relatore
di importanti oggetti: sanità, perequazione, leggi
elettorali e Costituzione, aggregazioni, viabilità, caccia, pesca, funghi, ecc...
Liberale
di appartenenza ma pure convinto della bontà del pensiero
liberale, è contro lo Stato chioccia, i dirigismi,
l'aumento delle imposte. Si batte per la responsabilizzazione
individuale e una società adeguata ma mirata.
Vive
la politica come una componente importante e irrinunciabile
della sua esistenza e come personale messa a
disposizione del Paese delle sue risolrse e forze migliori.
Testimonianza
pubblicata su InfoPINO.ch il 4 aprile 2007
Il capriolo
ferito, la sensibilità del passante, lo squallore
del politicante
Sabato
31 marzo mentre con la mia auto transitavo sulla strada
cantonale tra Cureglia e Origlio ho avuto modo d’assistere
ad una scena che mi ha toccato profondamente il cuore. Un
capriolo era stato investito da un’auto e in seguito
posto sul ciglio della strada.
Io appena mi sono resa conto dell’accaduto sono scesa
dalla mia autovettura e mi sono precipitata ad accertarmi
delle condizioni dell’animale, nella speranza di poterlo
soccorrere.
Il
capriolo era accovacciato a terra, cosciente e con i suoi
grossi occhietti impauriti ci guardava. Io ho iniziato ad
accarezzarlo per rassicurarlo e a verificare la gravità
delle sue ferite. A quel punto l’uomo
che lo ha investito a gran voce ha iniziato a dire che si
trattava solo di un animale, che se fosse stato per lui
l’avrebbe sgozzato immediatamente e che era il caso
che io e le altre persone che si erano fermate ce ne andassimo.
Poi ha ironizzato in modo sarcastico sul fatto che volevamo
chiamare un veterinario o la protezione animali.
In
quel momento ho capito che di fronte a me c’era una
persona senza un minimo di sensibilità e senso morale.
Ciò non mi ha stupito particolarmente perché
purtroppo in più occasioni ho avuto a che fare con
persone di questo genere.
Quello che invece mi ha rattristato e deluso profondamente
è che quest’uomo non era una persona qualsiasi
ma un gran consigliere di spicco e molto noto nel Luganese,
che oltretutto rappresenta la mia ideologia politica.
Mi sono chiesta come possa una persona arrogante e insensibile
come lui essere al potere per rappresentare e difendere
il volere di chi lo ha eletto.
Quest’uomo è come si sol dire un «camaleonte»:
davanti alle telecamere e all’opinione pubblica sa
come presentarsi ma poi nella vita privata si comporta diversamente
da quello che vorrebbe fare apparire.
Mi auguro vivamente che con i suoi comportamenti negativi
non metta in cattiva luce i suoi colleghi e compagni di
partito che a differenza sua lottano e si battono a favore
dei cittadini.
La
persona in questione è Tullio righinetti, che si
dovrebbe vergognare di esistere (n.d.OffensivaAnimalista).
Consiglio
di Stato Risposta
all'Interrogazione "Eutanasia ai cani pericolosi"
Interrogazione
18 dicembre 2008 n. 286.08
Eutanasia cani pericolosi
Dal mese di maggio del 2006, in base all'Ordinanza sulla protezione
degli animali (art. 78), medici, veterinari, educatori cinofili
e rifugi per animali hanno l'obbligo di notificare all'Ufficio del
veterinario cantonale i casi di morsicatura su persona o su altri
animali, come pure i cani che mostrano un comportamento oltremodo
aggressivo. Sulla base dei contenuti della notifica e dopo aver
proceduto ad una verifica dei fatti, l'Ufficio del veterinario cantonale
è tenuto ad ordinare le misure di sua competenza per garantire
la sicurezza pubblica (art. 79). Le misure ordinate devono essere
efficaci e proporzionate alla gravità del caso. In alcuni
casi, di regola sulla base di una perizia esperita da un veterinario
specialista in medicina comportamentale, le esigenze di sicurezza
possono rendere necessaria l'eutanasia dell'animale morsicatore.
Sia
per il cane importato dall'Italia, sia per il dogo argentino, chi
ha stabilito la loro soppressione? Per quali motivi erano ritenuti
pericolosi?
La decisione di procedere all'eutanasia del cane importato dall'Italia
è stata presa autonomamente dalla proprietaria dell'animale
a seguito di ripetuti episodi di aggressione ai danni dei due figli
ancora in tenera età. In base a quanto si è potuto
stabilire, le aggressioni avvenivano in modo imprevedibile, fatto
questo che aumenta considerevolmente la pericolosità della
tenuta. Inoltre le informazioni circa la gestione del cane prima
della sua importazione erano frammentarie e in parte contraddittorie.
Per quanto riguarda il dogo argentino l'eutanasia è stata
ordinata dall'Ufficio del veterinario cantonale dopo una attenta
valutazione dei fatti e aver vagliato le possibili soluzioni.
È stato accertato che il dogo ha morsicato più persone
in situazioni diverse e non unicamente il suo proprietario. Nel
caso più grave la morsicatura ha comportato la perforazione
della muscolatura. Si è quindi proceduto ad un esame peritale
che ha confermato la pericolosità dell'animale. Questo anche
in considerazione della massa corporea, della mancanza di autocontrollo
e di un grave deficit uditivo. In base a questi elementi il rischio
di recidiva era molto alto.
Una collocazione permanente del dogo in un canile, oltre a costituire
un problema di sicurezza per chi deve accudire l'animale, non soddisfa
le esigenze di protezione degli animali e porta nella maggior parte
dei casi ad un aggravamento dei problemi comportamentali.
Per quale motivo, nel caso del dogo,
dal momento che era possibile consegnarlo ad un'associazione italiana
che da anni si occupa della riabilitazione di cani difficili, non
è stata scelta questa opzione?
L'Ufficio del veterinario cantonale ha esaminato la possibilità
di consegnare il cane a centri di recupero in Italia o in altri
cantoni, ma in base alle informazioni raccolte le garanzie di sicurezza
per considerare un possibile ricollocamento dell'animale erano insufficienti.
Quanti cani sono stati sottoposti
a perizia negli ultimi 5 anni? Di che razza o taglia erano? Per
quale motivo si ritenevano pericolosi? Di che tipologia era il proprietario?
Gli animali erano stati maltrattati? Gli animali provenivano dall'estero
o da allevamenti svizzeri? Sono tutti stati soppressi? Se no, che
ne è stato di loro?
Da quando è entrato in vigore l'obbligo di notifica dei casi
di morsicatura o comportamento aggressivo superiore alla media in
base all'OPAn, sono state ordinate dall'Ufficio del veterinario
cantonale dieci perizie riguardanti cani di varie razze (pastori
tedeschi o loro incroci, Chow-Cow, dogo argentino, lupo cecoslovacco).
In questi casi la perizia è stata ordinata in seguito a gravi
o ripetute aggressioni ai danni di persone, spesso accompagnate
da lacune gestionali. Non è possibile attribuire la casistica
ad una particolare tipologia di detentore, né di provenienza
degli animali. In un solo caso, peraltro non confermato in sede
di accertamento, vi è stato il sospetto di maltrattamento
dell'animale.
Le misure ordinate dall'Ufficio del veterinario cantonale, finalizzate
a garantire la sicurezza delle persone e degli animali e rispettose
del principio di proporzionalità, sono state di varia natura:
eutanasia (4 casi), cambiamento di detenzione (1 caso), terapia
comportamentale (tre casi con esito favorevole) misure gestionali
(1 caso).
Etologi di fama europea quali Giorgio Celli,
hanno ribadito che cani mordaci sono rieducabili e la soppressione
è da scartare a priori. Come viene valutata questa considerazione
dall'Ufficio del veterinario cantonale? E dai veterinari esperti
in perizie sui cani cosiddetti pericolosi?
Diversamente da quanto indicato nella citazione della deputata,
determinate carenze educative e deprivazioni sociali dei primi mesi
di vita del cane, oppure vere patologie a carico del sistema nervoso
non sono recuperabili e pongono una prognosi molto sfavorevole.
In questi casi la probabilità di ulteriori morsicature è
elevata. La reclusione permanente in un canile di cani con gravi
problemi comportamentali non è un'opzione praticabile per
motivi attinenti alla protezione degli animali, alla sicurezza del
personale e non da ultimo per motivi finanziari,
quando a sostenere i costi è chiamato l'ente pubblico.
L'Ufficio del veterinario cantonale
è a conoscenza di quanti animali da compagnia, in particolare
cani e gatti, vengono eutanasiati annualmente per ordine dei proprietari,
unicamente perché non vogliono più tenerli? I veterinari
ticinesi devono segnalare i casi all'Ufficio del veterinario cantonale?
Vengono prese sanzioni verso questi ingrati umani?
Occorre precisare che la legislazione federale in materia di protezione
degli animali non vieta l'eutanasia di animali. Pone tuttavia dei
vincoli precisi al detentore che è tenuto a prendersi cura
del benessere dell'animale e, in caso di malattia, a curarlo adeguatamente
e, in casi gravi con prognosi molto sfavorevole, a sopprimerlo per
evitare ulteriori e inutili sofferenze (art. 5 cpv. 2 OPAn). La decisione dell'eutanasia è presa di
comune accordo tra proprietario e veterinario curante. Se un proprietario
chiede l'eutanasia per un animale sano e che non mostra segni di
aggressività, il veterinario lo indirizza di regola ad una
Società protezione animali con l'obiettivo di trovare un
nuovo detentore.
Le eutanasie non devono essere notificate all'Ufficio del veterinario
cantonale. Non sono pertanto disponibili dati statistici a tale
riguardo.
Il
presidente di una SPA ticinese, che è pure veterinario, può
decider autonomamente la soppressione di animali ceduti alla Società?
Anche se si tratta di animali giovani e sani? Può, da solo,
stabilire che l'animale non è adottabile? Su quali basi etiche
e legali?
Le società per la protezione degli animali dispongono di
un'ampia autonomia organizzativa e operativa nella misura in cui
rispettano la legislazione sulla protezione degli animali e ogni
altra norma applicabile alla tenuta degli animali. Eventuali inadempienze
a tali norme devono essere circostanziate e denunciate all'autorità
preposta.
PER
IL CONSIGLIO DI STATO
Il
Presidente: G. Gendotti
Il Cancelliere: G. Gianella
Assassinato. Un
cane che ha morso un bambino alla nuca.
14/04/09
- Vezia, il cane (che non apparteneva alla lista di cani pericolosi)
ha morso il figlio degli amici del proprietario. Un fatto "totalmente
imprevedibile", nessuno penserebbe mai che un bambino piccolo
che gioca con un cane potrebbe infastidirlo o fare gesti per l'animale
incomprensibili che lo porterebbero a reagire d'istinto, anche se
docilissimo. Il bambino è all'ospedale. Il colpevole è stato soppresso: il bambino? Il proprietario?
I genitori? No, il cane.
Stelio
Tantardini "Uccidono
più ungulati i cani che il piombo"
Stelio
Tantardino, Presidente della Società dei cacciatori
arognese e dintorni
18.04.09
Cani
vaganti, da lunedì si spara Guardiacaccia autorizzati ad intervenire
sul territorio di Arogno
Municipio
di Arogno: Da lunedì il territorio di
Arogno verrà «pattugliato» dai guardiacaccia,
mandati dall’Ufficio caccia e pesca dopo la segnalazione di
diversi casi di animali selvatici sbranati da cani non identificati,
forse randagi e comunque privi di collare.
I
guardiacaccia dovranno cercare di catturare gli animali sorpresi
ad inseguire la selvaggina ma sono anche autorizzati, se del caso,
a sparare per abbatterli.
dal Corriere del Ticino
01.04.09
La denuncia di Stelio Tantardini: una decina di cani vaganti
causano gravi danni alla selvaggina ad Arogno
"L'assemblea
ha deciso di deciso di denunciare questo caso alla stampa e all'Ufficio
caccia e pesca perché questi cani, che saranno circa una
decina, sono pericolosi. Non solo per la selvaggina, ma anche per
gli umani. Un cane lupo, per esempio, ha già morsicato due
persone che facevano jogging su di un sentiero comunale".
Con
queste parole il presidente della Società dei cacciatori
arognese e dintorni, Stelio Tantardini, ci precisa oggi i contorni
della vicenda anticipata stamattina dal Corriere del Ticino.
“Da
settembre ad oggi questi cani, che hanno un padrone e non sono selvaggi,
hanno decimato 17 ungulati: otto camosci e nove caprioli".
"E a questo punto noi – ci racconta ancora Tantardini
– ci aspettiamo che il cantone ed il comune di Arogno intervengano
presso i proprietari dei cani per far cessare questa carneficina”.
"Ormai da noi - constata amaro - ne
uccidono più i cani e la strada che il piombo".
E
a quanto pare, nelle ultime ore, già si stanno muovendo:
“Si - ci conferma Tantardini - stavolta sembra che le autorità
vogliano intervenire”.
Giuseppina
Rossi, del rifugio il Paradiso dei Gatti
intenzionata a sopprimere
una gatta, Giada, poiché anziana
Risposta
del Lic. Iur. Padlina, per conto della Sig.ra Rossi:
Egregi
Signori,
vi
scrivo a nome e per conto della signora Giuseppina Rossi titolare
del “Paradiso dei gatti” un rifugio per felini. Nel
corso delle scorse settimane diversi media locali hanno dato spazio
ad un vostro comunicato stampa che riguardava la mia assistita.
Questo comunicato in sostanza sosteneva, che la signora avesse l’intenzione
di sopprimere Giada, l’ultima gatta rimasta presso il rifugio
che purtroppo sta per chiudere.
Quanto
asserito non corrisponde al vero. Giada, nonostante qualche acciacco
dovuto ai suoi 17 anni, gode di ottima salute ed è viva e
vegeta, come testimonia la foto che vi allego. Nessuno ha mai avuto
intenzione di sopprimerla.
La
signora, che in tanti anni ha sfamato e curato centinaia e centinaia
di gatti, non ha mai nemmeno preso in considerazione l’ipotesi
di poter uccidere Giada ne qualsiasi altro gatto in salute. Dopo
aver dedicato una vita intera ai gatti, accusarla ingiustamente
e pubblicamente di voler perpetrare un atto di simile crudeltà
è stato un gesto inqualificabile. L’ex-volontaria che
vi ha contattato e con la quale la mia assistita ha pendente una
vertenza che verrà chiarita nelle sedi opportune, ha agito
unicamente per dispetto.
Da
quanto mi è stato riferito, in passato la signora Rossi vi
ha ospitato per le vostre riunioni nel suo gattile e ha pure prestato
assistenza e rifocillato gatti che le avete portato. Dispiace vedere
che persone che dovrebbero collaborare tra loro per il bene degli
animali debbano perdere il loro tempo con questioni come questa.
Visto quanto sopra e in considerazione del servizio fornito alla
collettività da parte della signora Rossi, ormai 83enne,
spero vogliate provvedere a rettificare il vostro comunicato stampa
e a toglierlo dal vostro sito internet.
Fiducioso
in un riscontro positivo a questa missiva elettronica, l'occasione
mi è grata per augurarvi tutto il successo possibile per
la vostra lodevole attività e per porgervi cordiali saluti.
lic.
iur. Gianluca Padlina
Offensiva
Animalista non ha mai tenuto nessuna riunione presso il gattile
né vi ha mai portato animali.
Probabilmente la Signora Rossi ci confonde con qualche
associazione zoofila della zona.
Giuseppe
Tettamanti, Sindaco di Sagno
intenzionato a vendere all'asta
dei cavalli selvatici che girano nella valle
1.
Abbiamo il diritto di utilizzare gli animali per l’alimentazione,
il cuoio e la pelliccia?
2. Qual è l’etica proposta dall’associazione
SwissFur?
3. Che cosa dicono gli specialisti sull’atteggiamento della
pellicceria in riguardo alle proprie?
4. Qual è, a livello internazionale, l`importanza delle poplazioni
che vivivono principalmente di prodotti della fauna (carne, latte,
pellame, grassi, ossi, ecc.)?
5. È più ecologica la pelliccia sintetica o quella
naturale?
6. Da dove provengono le pelli utilizzate in pellicceria?
7. Vi è una contraddizione fondamentale tra gli obiettivi
dei difensori dei "diritti" degli animali e quelli dei
movimenti ecologici?
8. Quali sono le conseguenze ecologiche dell’interdizione
di utilizzare gli animali?
9. I cacciatori di pellicce si curano della salvaguardia degli animali?
10. Quali sono i mezzi? Come sono applicati?
11. Perché sono necessarie le trappole per l’equilibrio
di fauna e ambiente? Com’è la situazione in Svizzera
e all’estero?
12. Cosa disse il famoso comandante Jean-Yves Cousteau in merito
alla caccia delle foche?
13. Com’è nata la polemica contro la caccia delle foche?
14. Da dove provengono le pelli di animali allevati e utilizzati
in pellicceria?
15. Qual è la particolarità della razza ovina?
16. Cos’è un "breitschwanz" e qual è
il suo valore commerciale?
Tenere
gli animali in gabbia è crudele? Allora «
magari tutti i canarini andrebbero liberati ». Patrizia Pesenti dixit nell’ambito
della discussione sulla mozione di Giuseppe (Bill) Arigoni
“Servono ancora gli zoo? Riconvertiamo lo zoo al Maglio”.
La direttrice del Dss ha ricordato come « solo con
una modifica delle norme federali (in vigore dal 1°
settembre 2008) sarebbe possibile agire come chiede l’atto
parlamentare ». Il relatore della Commissione legislazione
Alex Pedrazzini (Ppd)
ha aggiunto che lo zoo al Maglio, che ospita oltre duecento
animali, « rispetta queste
norme, perciò non può venire né chiuso
né riconvertito in modo forzato ».
La mozione è stata respinta.
La Regione Ticino, 18.02.2209
Linda
D'Addio, collaboratrice per la rivista "Il Caffè" lindadaddio@libero.it
Tendenze
della moda pro-pellicce: gli elogi a queste
nefandezze si sprecano, specie nei suoi ultimi articoli.
01.02.2009
Snake.
Non solo squame
nella moda formato serpente
Dai
dettagli all’abbigliamento i rettili diventano di
grande tendenza anche nei gioielli, nell’high-tech
e persino nel wellness
Il
più raffinato pellame che da sempre caratterizza
gli accessori sfila sulle passerelle del fashion femminile,
nella versione in pelle oppure nella stampa su tessuto,
declinato su abiti e capi del guardaroba primaverile. È
sicuramente il pitone il più raffinato pellame fra
tutte le pelli esotiche. Assume sfumature irresistibili.
È resistente e con il tempo diventa sempre più
bello e ancora più pregiato. È quando le squame
si aprono naturalmente, a detta degli esperti, che questo
tipo di pelle diventa più soffice prendendo la forma
esatta dell’accessorio, borsa o calzatura esso sia.
Oltre ai classici toni neutri, marroni e grigi, in questa
stagione la pelle di serpente assume nuance del tutto nuove,
dalle più delicate tonalità cipriate, rosa,
lillate e azzurrate alle più intense colorazioni
che vanno dal blu al red, al verde, all’oro e all’arancio.
L’effetto
pitone, che evoca paesi lontani e che appartiene al passato,
viene a sorpresa riscoperto come trend di stagione dagli
stilisti che lo rinnovano proponendolo anche su abiti e
pezzi del vestiario femminile.
Oltre
alle décolleté, ai sandali, alle city bag
e alle borse formato maxi il pitonato conquista top, bustier,
giacche e abiti dal fascino esotico.
È
a forma di serpente la collana di Issa. Sono in pitone le
ballerine e la bag di Giorgio Armani come pure lo zainetto
profilato di pelle color cuoio di Gucci. Richiamano le squame
del serpente le stampe della camicia lunga senza maniche
di Issey Miyake e l’abito in seta di Prada. Sono invece
in pelle di rettile il top con la zip di Julien Mc Donald
ed il modello a bustier con cintura strizzata in vita di
Dior. Sempre trendy il chiodo di Gucci; in perfetto stile
rock il micro giacchino senza maniche di CNC Costume National.
[...]
Anche
in tema di trattamenti estetici l’ultimo trend riguarda
i serpenti, si chiama infatti Snake massagge e viene praticato
in un centro di bellezza israeliano, il beauty center “Ada
Barak”. Stesi sul lettino, sei serpenti giganti vengono
stesi sul corpo e strisciano sulla schiena nuda per un’ora.
Sembra che faccia miracoli contro lo stress!
11.01.2009
Il
copricapo giusto arriva dalla Siberia
Nato
nella Russia degli zar tre secoli fa, in astrakan, per i
reggimenti della cavalleria ed adottato in seguito dai francesi,
che lo vollero in pelo d’orso, e dal Regio Esercito
italiano, che lo indossava in foca, il colbacco torna come
accessorio trendy dell’inverno.
Celebrato
in alcune pellicole indimenticabili come sul capo di Marlene
Dietrich ne La regina Caterina di Von Sternberg e su Lara
Antipov, Julie Christie, ne Il dottor Zivago di Boris Pasternak,
divenne celebre e di moda negli anni Trenta. Maria Callas
lo portava di frequente; lo adoravano Valentina Cortese,
Carla Fracci e Marta Marzotto.
Oggi
quel copricapo, a metà fra lo stile soldato Ussaro
ed il mitico cacciatore David Crockett, il suo era in pelle
di tasso o di opossum con tanto di coda, è tornato
ad adornare le teste femminili e maschili in pelo sintetico
o superpregiato.
I
nuovi modelli sono sicuramente adatti a contrastare le più
rigide temperature invernali e a sfidare le alte quote in
quanto avvolgenti, pelosi e talvolta talmente coprenti e
dotati di paraorecchie da non lasciare neanche un centimetro
di pelle scoperta. In volpe argentata, astrakan, visone,
marabù oppure ecologicamente corretti, di peluche,
è davvero impossibile non notarli.
Sfilato
prima sulle passerelle, esposto nelle vetrine dei negozi,
i personaggi più o meno famosi lo indossano con nonchalance
anche con l’abito da sera.
Gucci
lo ha proposto in visone. Blumarine lo abbina a completi
animalier. Stile David Crockett la versione di Jean Paul
Gaultier con tanto di orecchie e coda. Blu, peloso e con
paraorecchi il modello di Giorgio Armani; argentato quello
di Blumarine, screziato per Vuitton ed in volpe rossa per
Prada.
Una
cosa è certa, il cappello con la pelliccia sicuramente
piacerà a chi soffre il freddo perché tiene
la testa ben al caldo, è morbido e quest’inverno
è anche molto glamour.
11.01.2009
Pelliccia
Il capo più
discusso dell’inverno torna a far parlare di sé,
in versione naturale o colorata, eccentrica oppure bon ton
È
sicuramente il capo più discusso della stagione invernale
ed anche il più antico. Vanta origini preistoriche
la pelliccia, il primo indumento che gli uomini hanno utilizzato
per coprirsi e ripararsi dal freddo. E già allora
mostrava la sua alta carica erotica; decisamente seduttivo
era il bikini in pelliccia indossato da Loana, Raquel Welch,
nel film del 1966 di Don Chaffey “Un milione di anni
fa”.
Ha
attraversato i secoli fra alti e bassi, corsi e ricorsi.
È stata sempre oggetto di battaglie da parte degli
animalisti che hanno fatto posare senza veli bellissime
star al grido di: “Meglio nude che con la pelliccia
addosso!” L’ultima testimonial in ordine cronologico
della campagna della Peta (People for the Ethical Treatment
of Animals) è stata l’attrice Eva Mendes.
Sul
finire degli Ottanta comprarsi una pelliccia era considerato
politicamente scorretto e per anni gli stilisti l’hanno
accantonata facendola di fatto scomparire dai guardaroba.
Ora
che i tempi sono cambiati, che sono state scoperte le fibre
tessili e che le polemiche degli animalisti non si sono
placate, torna protagonista delle collezioni delle griffe
più note. Il suo non è assolutamente un rientro
in sordina e neppure discreto, appena accennato sui bordi
dei cappotti e celato nelle imbottiture dei capispalla.
La pelliccia ricompare sulle passerelle come elemento integrante
dell’inverno ed ambito dalle donne.
C’è
chi sostiene che questa passione sfrenata per la pelliccia
in tempi in cui le fibre high tech proteggono e riscaldano
molto di più sia da imputare esclusivamente alla
vanità femminile. Sta di fatto che è già
qualche stagione che i creativi la propongono in versione
classica o colorata, vera oppure ecologica, per capi importanti
e piccoli pezzi, per bordure e dettagli, a vestire i look
più disparati.
Considerata
alla stregua di un tessuto, è diventata terreno fertile
per la sperimentazione e per la creatività dei fashion
designer. Proposta nei colori naturali del pelo o tinta
nelle sfumature di tendenza, alleggerita fino a pesi piuma
oppure gonfiata all’inverosimile, si indossa a tutte
le ore del giorno e della sera, sopra un paio di jeans come
sull’abito da sera.
Diventa
un must di stagione. Veste i modelli cult dei bomber reversibili,
si trasforma in mantella, poncho, coprispalle, a complemento
dell’abito da sera, giubbino, gilet, giacca corta,
tailleur e trench.
È
sicuramente “fur oriented” la collezione di
Blumarine con i suoi colbacchi pelosi, i bordi e i polsi
dei tailleur, dei cappotti e dei piumini, con le sue pellicce
maculate, bianche e grigie. Poco animalista anche quella
di Jean Paul Gaultier dove domina il pelo maculato e vincono
gli accostamenti inediti di materiali, dai corsetti con
piume in pelle di mucca al vestito di seta con maniche in
angora e collo di pelliccia. Colorata e divertente la sfilata
di Simonetta Ravizza per Annabella con i suoi piumini sfiziosi,
i gilet in cincillà e il caban in zibellino, i coprispalle,
le stole e i piccoli colli, fucsia, turchese, arancio, viola,
bianco e nero.
Sono
ultrasexy quelle di Dsquared2 e Blumarine; hippy i modelli
di Custo Barcellona e miss Sixty; country l’interpretazione
di Dolce&Gabbana; ultraselvaggia e supervoluminosa la
pelliccia di Viktor & Rolf. È fucsia per Versace,
blu elettrico per Moschino, arancione per Etro, ocra per
Marni, glicine per Blumarine.
Tante
anche le versioni eco che, invece di imitare le pellicce
vere, si divertono a stravolgere il gusto classico giocando
sui colori innaturali, sul nero corvino e sui modelli più
trendy.
Insomma
conquista la scena del fashion anche in versione maschile,
per contraddire chi afferma che vestirsi di pelliccia è
una vanità tutta al femminile.
11.01.2009
Anche
gli accessori sono “imbottiti”
La “Fur mania”
quest’anno ha contagiato anche gli accessori e i dettagli
che per la stagione più fredda si rivestono oppure
si imbottiscono di pelo, vero o sintetico, naturale oppure
a tinte fluo.
Versatile ed eccentrica
la pelliccia impreziosisce giacche, cappotti e persino tailleur.
Diventa manicotto e collo sui cappotti aderenti e sui tailleur
di Gaetano Navarra. Riveste le maniche e le tasche del blouson
di Moschino. Borda il maxicappuccio del giaccone in tricot
patchwork di Emilio Pucci. Profila collo, tasche e polsini
del piumino corto di Blumarine, rosa, con pelo in tinta, perfetto
per la sera. Imbottisce l’interno del piumino trapuntato
nero di Iceberg. Rifinisce il bordo del cappottino di Oscar
de la Renta.
Calde e morbide anche
le borse, come pure le scarpe, i cappelli, le sciarpe, i colli
ed i piccoli accessori che si rivestono oppure si imbottiscono
di pelo.
Sono colorati i colbacchi,
i manicotti ed i mega secchielli di Simonetta Ravizza, in
azzurro e fucsia. C’è la pelliccia nei guanti,
nei risvolti, nelle maniche e nei paraorecchie con iPod incorporato
(i-Fur). Portano il marchio della griffe anche le Superga
in lapin colorato, in edizione limitata.
Hanno l’interno
in ecopelo le All Star e le nuovissime sneaker alte Tiger.
Le più freddolose oppure le più eccentriche,
a voi la scelta, potranno provare gli stivali in pelliccia
di Tom Ford: il modello in lontra color crema costa solo 9.240$.
Se vi piace essere
originali ci sono le borse firmate Ghilà Luxury in
lapin oppure in volpe, con la tracolla in catena; per le animaliste
la borsa ecologica di Frankie Morello.
Le appassionate dello
sci non potranno rinunciare alla nuova mascherina di Salice,
Fishbowl Fur, interamente fatta a mano e rivestita di vera
pelliccia di cavallino o ghepardo, da alternare a lenti nere
o oro, dotata di un elastico decorato con brillanti swarovski.
A
volte basta proprio un dettaglio per essere trendy!
fonte articoli: www.caffe.ch
Ufficio
del Veterinario Cantonale:
Dr. Vet. Vanzetti, Morini-Lanfranconi, Bacciarini
e Dott.ssa Vet. Stern-Balestra
Di
seguito chi ha firmato la condanna a morte del dogo argentino, nonché
fautore di innumerevoli altre inadempienze. vedi
pagina
Marco
Bazzi - conduttore del programma,
Giorgio Leoni - responsabile Ufficio caccia e pesca, Marco Mondada - presidente della Federazione cacciatori, Fabio Croci - capo dei guardiacaccia, Tullio Righinetti - cacciatore e deputato in Gran
Consiglio (PLR), Sergio Savoia - deputato in Gran Consiglio, coordinatore
dei Verdi ed esponente del WWF.
VOLPI –
1
Mondada:
“La maggior parte ha un cane in casa, la maggior parte
ha un animale, un gatto eccetera e sicuramente non vuole mica
che il suo gatto, il suo cane vadano a finire in una tagliola
del genere.
Per questo anche la legge federale ha proibito le tagliole e
da adesso ci sono le famose trappole a trabocchetto che qualora
il selvatico resta nella trappola, se si vede che è un
gatto o un cane si apre la trappola e lo lasciano andare”
Bazzi: “È l'etica del bracconaggio?”
Mondada: “No no non è il bracconaggio, questo è
quando si fa la caccia alla volpe con la trappola...”
Bazzi: “Ah si può ancora cacciare con la trappola?”
Mondada: “Sì”
Bazzi: “Adesso c'è la caccia alla volpe aperta
questa settimana, vero?”
Croci: “Sisi”
Leoni: “Però sono solo trappole a trabocchetto.
Sono trappole nelle quali la volpe rimane imprigionata viva
in modo tale che poi le si dà il colpo di grazia successivamente..”
Bazzi: “Quindi non muore soffrendo...”
Leoni: “Qundi non patisce, esattamente. Poi anche se è
un'altra specie che cade nella trappola questa viene liberata.”
Bazzi: “Ma le volpi si cacciano per limitarne il numero?”
Leoni: “Per regolarne il numero, sì”
Bazzi: “Non si mangiano, insomma...”
Leoni: “CI SONO ANCHE COLORO CHE MANGIANO LE VOLPI, SÌ”
SPECIE
PROTETTE – 2
L'argomento
è quello del bracconaggio verso specie protette, specialmente
piccoli volatili, che poi vengono venduti ai ristoranti che li offrono
sui menu.
Bazzi:
“(Mondada) ma lei cosa dice quando viene invitato alle
cene...?”
Mondada: “Eh scusi io sono il presidente...non posso...”
Bazzi: “Cioè rifiuta il cibo?”
Mondada: “No..”
Bazzi: “Una questione di coscienza?”
Mondada: “No vado all'estero dove si possono mangiare
perchè effettivamente a me..a Savoia non è che
piacciano troppo gli uccelli...invece a me...”
Savoia: “Specialmente quelli protetti non mi piacciono”
Mondada: “Invece a me sì...qui da noi è
tutto protetto...però se lei va in Italia e va in Francia...una
bella polenta con delle griffe (??) non è da buttar via”
GATTI –
3
Righinetti:
“Una volta, quando si faceva il salmì, facevano
anche il gatto, no? Facevano il gatto in salmì”
Bazzi:
“E c'è ancora gente che lo fa..”
Righinetti: Quello non credo...
Bazzi: ma il gatto non è protetto
Savoia: anzi è il contrario, direi. Il gatto è
un problema per la biodiversità.
Righinetti: Io non credo che da noi lo mangino il gatto...
Mondada: Non mangiano il gatto perché mangia il kit-kat.
Righinetti: ecco! Non fanno più il gatto perché
non è più il gatto che mangia i topi, è
quello che hai detto tu (Righinetti) con queste porcherie...(?).
Righinetti: È un gatto artificiale.
Savoia: Il problema di queste tematiche, come sanno benissimo
quelli che se ne occupano, per esempio voi avete citato il
gatto, una realtà, che però non è una
realtà politicamente corretta che si può dire:
è che il gatto è un problema dal punto di vista
ambietale, per tutta una serie di piccoli animali eche la
realtà è che ce sono troppi e bisognerebbe controllare
in numero dei gatti, altrettanto quanto quello degli ungulati.
Però, naturalmente, se noi un domani proponessimo un
prelievo venatorio di 20'000 gatti, che sarebbe in rapporto
alla popolazione di quello degli ungulati, evidentemente avremmo
le persone per strada che fanno la manifestazione e io avrei
Besomi sotto casa con lo schioppo per me.